No CONI a Di Paola: non potrà usare liquidità gestione Orlandi.

No CONI a Di Paola: non potrà usare liquidità gestione Orlandi.

No del CONI a Marco Di Paola che – per le casse della FISE – non potrà utilizzare la liquidità di € 1.985.850,55 ottenuta da precedente presidente federale, Vittorio Orlandi: è quanto si deduce dalla relazione di Di Paola alla prima nota di variazione del bilancio presentata il 4 Settembre 2017 al Consiglio Federale.

Orlandi, che aveva ereditato un passivo di quasi 9 milioni di euro, era riuscito a risollevare le sorti della Federazione ottenendo avanzi di gestione per € 2.256.815,85 e € 2.632.850,55 rispettivamente nel 2015 e nel 2016.

Sulla base delle eccedenze del 2015 (un milione e mezzo di euro sull’obiettivo del piano di risanamento), il CONI aveva concesso di:

  • rimodulare l’obiettivo del Piano di Risanamento per il 2016 (che passava da 1.397.000 euro a 647.000);
  • reimmettere liquidità per 750.000 euro nella FISE, operazione che aveva consentito nell’agosto del 2016 di apportare finanze all’attività sportiva per 410.000 euro e ai Comitati Regionali per 356.000 euro.

L’avanzo economico del 2016 ammonta a € 2.632.850,55 ed eccede l’obiettivo del piano di risanamento di quasi 2 milioni di euro.

Ecco di seguito il passaggio chiave della relazione del Presidente alla prima nota di variazione del bilancio:

rimodulazione

Come scrive il Presidente Di Paola in chiusura della relazione alla prima nota di variazione al bilancio preventivo 2017, la rimodulazione concessa dal CONI porta l’obiettivo del piano di risanamento da 562.000 euro a 500.000. Più che una rimodulazione, sembra un arrotondamento di appena 62.000 euro, se raffrontato alla riduzione dell’obiettivo di 750.000 euro attuata nel 2016.

Fino a questo momento alcune scelte di politica economia della gestione Di Paola sembrano aver inciso sull’andamento dei conti federali:

  • Sconti e agevolazioni su tesseramenti e iscrizioni: € 400.000;
  • Più di 300 nomine: € 1.300.000;
  • Rimborsi spese per viaggi e trasferte: € 300.000;
  • Piazza di Siena: € 822.000 (quasi 500.000 euro di costi in più rispetto all’edizione 2016), rimborsati per la metà da CONI Servizi SPA.

per un importo di quasi 2 milioni e mezzo di euro.

Questi dati e il no del CONI potrebbero aver influito su alcune scelte economico-finanziarie come il blocco degli straordinari ai dipendenti della Fise e alcuni tagli alle risorse dei Comitati Regionali.

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