Epilogo Pontiggia.

Epilogo Pontiggia.

Giunge all’epilogo la vicenda Pontiggia. Stefano Pontiggia, cavaliere e istruttore lombardo, aveva ottenuto il secondo grado in modo alquanto rocambolesco, presentando delle certificazioni provenienti dalla Romania di dubbia autenticità: proprio #TEO, documentandosi, aveva portato alla luce il caso, evidenziando anche il fatto che le autocertificazioni dallo stesso prodotte in sede di esame per diventare giudice MIPAAF, riportavano dichiarazioni non corrispondenti al vero. Si possono leggere i nostri post ai seguenti link:

Patente secondo grado a Pontiggia, ma lui non ha requisiti.

Pontiggia anche giudice MIPAAF, ma requisiti nulli.

Turismo sportivo e autocertificazioni.

Caso Pontiggia: “…quando si esprimerà il MIPAAF?”

Dillo a #TEO – Pontiggia e la certificazione romena: un Secondo Grado ROM?

Dillo a #TEO – Caso Pontiggia: forse l’epilogo.

Pontiggia e il suo legale hanno scelto la via del patteggiamento. Lo stesso cavaliere ha dichiarato sui social di essere stato sanzionato con 9 mesi di sospensione. #TEO ha voluto approfondire il discorso, attendendo la pubblicazione del verbale del Consiglio Federale, di cui riportiamo di seguito l’estratto.

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Pontiggia ha di fatto presentato documentazione falsa per ottenere il secondo grado, e, a dimostrazione di questo fatto, il secondo grado gli è stato revocato. La sanzione comminata, in vista del fatto che ha patteggiato è stata:

  • 9 mesi di sospensione dalle cariche sociali;
  • 9 mesi di sospensione dalle cariche federali;
  • SENZA INCOLPAZIONE.

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Pontiggia può serenamente continuare a montare a cavallo, anche se di fatto ha frodato la Federazione e i tesserati, producendo documenti falsi, per ottenere una autorizzazione a montare che non si era guadagnato sul campo. D’ora in avanti, quindi, chiunque potrà produrre documenti contraffatti o ingannare la Federazione…mal che vada, con un patteggiamento, si arriverà ad un procedimento senza incolpazione.

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Sul provvedimento di grazia accordato al Alberto Graziani torneremo nei prossimi giorni…

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Gentilissimi Presidenti CNUG – Invito alla Convention.

Gentilissimi Presidenti CNUG – Invito alla Convention.

Il mondo del web (e non solo) è in subbuglio per le novità promosse per il 2018 dalla dirigenza Di Paola: la questione, comunque non chiara, dell’ammissione dei cavalli DPA nei ruoli federali; l’innalzamento dell’iscrizione ai concorsi (il 2% del montepremi per intenderci); e i rincari delle quote di tesseramento per il 2018 stanno avendo delle forti ripercussioni sull’indice di gradimento del Presidente pro tempore della F.I.S.E..

#TEO non smetterà di tenere aggiornati gli amici che passano a leggere i post sul blog o su Facebook. Però, dopo la lettera che abbiamo ricevuto oggi, anche noi ci siamo guardati negli occhi e posti delle domande sul “senso” di tutte queste iniziative. Che senso ha discutere ed indignarsi, se la dirigenza Di Paola prende decisioni – anche molto discutibili – senza  lasciare spazio di confronto, se non ad amici e sostenitori?

Vi ricordate la “grande” convention di gennaio del 13-14 gennaio, in cui sono stati convocati Ufficiali di gara, Direttori di campo, Disegnatori di percorso e segreterie di concorso?

Ebbene: nella lettera in cui veniva presentata l’iniziativa (potete leggerla cliccando qui), si descrive la convention come una occasione di incontro per condividere il regolamento e poi aprire dei tavoli di lavoro. Oggi, però, abbiamo appreso che i  regolamenti sono già scritti, approvati, confezionati e deliberati. Tra l’altro, alcuni testi  passati in delibera sono differenti da quelli condivisi sul web prima del Consiglio che li ha deliberati. Peraltro i Regolamenti, che entreranno in vigore dal primo gennaio 2018 non sono disponibili sul sito federale.

Ufficiali di Gara, Direttori di campo, Disegnatori di percorso e segreterie di concorso…valutate bene la convenienza di una trasferta di due/tre giorni a Roma per una convention dove si “condividono” regolamenti e si aprono tavoli di lavoro su argomenti già definiti, e sui quali questa dirigenza mai vorrà tornare indietro! Una partecipazione ridotta (perché, si sa, non è detto che tutti siano scontenti) potrebbe essere il primo segnale per far comprendere a questa dirigenza illuminata che le cose così non possono andare avanti.

 

Copia di lettera CNUG

Quote tesseramento 2018: aumenti che arrivano a sfiorare il 300%!

Quote tesseramento 2018: aumenti che arrivano a sfiorare il 300%!

Aumenti significativi delle quote tesseramenti per il 2018: sembra già svanita l’euforia delle promesse elettorali di Marco Di Paola, che a quasi un anno dal suo insediamento in Viale Tiziano 74, presenta il conto ai tesserati della Federazione Italiana Sport Equestri.

Le patenti Club aumentano del 50%, passando da 10 a 15 euro; il cambio di residenza sportiva aumenta del 150%, passando da 20 a 50 euro; la quota di iscrizione dei veterinari aumenta del 60%, passando da 50 a 80 euro; aumenta anche, passando da 70 a 80 euro la prima iscrizione al repertorio dei cavalli italiani iscritti al libro genealogico del MIPAAF.

Anche per gli istruttori federali senza autorizzazione a montare si registra un aumento del 33%: per il 2018 pagheranno 40 euro, invece che i 30 per il 2017.

Sono solo alcuni dei casi di aumento per quanto riguarda le quote Tesseramento 2018. Qui di seguito trovate l’esploso delle quote 2018: #TEO ha voluto confrontare i dati del 2018 con quelli del 2017 (con gli sconti da campagna elettorale) e con quelli del 2017 provenienti dalla gestione precedente.

Emblematico il caso dei soci sostenitori, che vedono schizzare il costo del tesseramento da 90 euro a 350! Quasi il 300% di aumento, semplicemente per scoraggiare la figura dei sostenitori della Federazione?

Emerge poi una assoluta novità, che abbiamo evidenziato con un riquadro rosso nelle slides che seguono: è stato inserito un tesseramento obbligatorio di 30 euro l’anno per proprietari di cavalli, soci di associazioni affiliate o aggregate, speaker, giudici di ogni categoria, segretari di giuria…l’impressione è che si stia e/o si voglia raschiare il fondo del barile.

Le caselle colorate in giallo stanno ad evidenziare gli aumenti; quelle in verde le riduzioni (è evidente come le riduzioni riguardino prettamente il mondo ludico-addestrativo, una “fissa” del Presidente Di Paola, a cui piace immaginare la FISE come un ente di promozione sportiva.

Non abbiamo volutamente analizzato in questa sede le problematiche inerenti le Affiliazioni, perché c’è in effetti moltissimo da dire, e non è questa la sede.

Forse è il caso che il mondo equestre cominci a fare qualche valutazione su codesto Presidente e il suo Consiglio.

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D.P.A. – Si’? No? Forse? Ma, però…?

D.P.A. – Si’? No? Forse? Ma, però…?

Imbarazzanti i contenuti del comunicato stampa odierno, apparso sul sito federale. Metà del testo non fa altro che spostare l’attenzione del lettore da quello che è il fulcro centrale del problema: di fatto la F.I.S.E. con il nuovo regolamento, apre le porte ai cavalli D.P.A.. Nella parte centrale, vengono disconosciute le normative precedenti; il finale, di natura altamente emozionale, esprime con malcelato distacco l’amore di questa dirigenza per i cavalli.

E’ possibile consultare il testo del comunicato, cliccando su questo link.

A circa metà articolo, dopo l’introduzione, che prende le mosse dalla Genesi della disciplina sull’anagrafe degli equidi,  viene riportata una notizia che non corrisponde alla verità dei fatti.

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Per l’ennesima volta, dall’8 dicembre a questa parte, il Presidente pubblicamente cambia versione e/o nega atti ufficiali emanati da precedenti consigli federali, e anche dalla gestione commissariale delegata dal CONI; di questo, purtroppo, riteniamo che prima o poi dovrà rispondere ai tesserati e alle istituzioni preposte. #TEO ne ha parlato in questo post di pochi giorni fa, che riportava la delibera (delibera n. 195 del 17 marzo 2015) e gli atti inerenti il recepimento e la contestuale integrazione dei “Principi di tutela degli equidi” nei regolamenti F.I.S.E..

Per Marco Di Paola questa delibera e i regolamenti annessi non esistono, non hanno valore, non essendo stati applicati in particolar modo dalla gestione federale precedente i dettami circa il divieto di cavalli DPA nei ruoli federali. Sarebbe Lui , Marco Di Paola, il primo a riempire il vuoto normativo, con una soluzione benevola e non discriminante, creata con l’aiuto dei più fidati.

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ph. credits: Marco Proli

Il primo corpus di norme FISE per la tutela dei cavalli risale al 2006, quando il consiglio federale ha stabilito l’iscrizione nei ruoli FISE dei soli cavalli NON DPA. Una norma a tutela dei nostri cavalli, ma anche una tutela FISCALE e di semplificazione SANITARIA per tutti i tesserati. Chi é proprietario di un cavallo destinato al macello (DPA), o chi é prioritario di un centro che ha cavalli DPA, é infatti proprietario o gestore di un animale per la produzione di carni destinate all’alimentazione umana.
Un’identità che non ci appartiene, ma soprattutto che prevede anche la conoscenza e il rispetto di norme che hanno importanti risvolti anche penali. 

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Per chiarezza, la norma FISE sui soli cavalli NON DPA nei ruoli federali é stata rideliberata insieme ad altre dalla gestione commissariale nel marzo 2015, nonché sottoscritta dal Ministero della Salute, dal Comitato Italiano Paralimpico e dal CONI.
É una delle norme federali più osservate, tanto che il 95% dei cavalli iscritti nei ruoli FISE é da tempo NON DPA (dato fornito dal Dipartimento Veterinario FISE e omesso dai comunicati FISE); è stata adottata anche da Enti di Promozione Spotiva come l’ASI, che tuttavia, con consapevolezza e coerenza e a tutela dei tesserati, mantiene la norma e non intende modificarla.
Esistono regioni di grande densità come il Piemonte, o più piccole come la Valle D’Aosta, che non hanno un solo cavallo DPA iscritto nei ruoli federali.

A gennaio 2018, con i rinnovi annuali dei passaporti dei cavalli presso i Comitati Regionali ed una corretta informazione, l’attuale gestione federale di Di Paola avrebbe potuto effettuare i controlli  non ancora posti in essere, così che tutti i cavalli iscritto ai ruoli federali sarebbero diventati  NON DPA; e lavorare ad ulteriori tutela loro e dei tesserati.
Diversamente, Di Paola ha stabilito di cancellare la norma che tutelava i cavalli ma anche i tesserati da multe salate e controlli, oltre che di modificare pericolosamente la nostra identità di entità e soggetti sportivi.

finale

Tasso emozionale altissimo!

#TEO continua e non smetterà mai di dire “NO AI CAVALLI DPA IN FISE”!

 

Delibera n. 195 del 17/03/2015: “Principi di tutela e di gestione degli equidi”.

Delibera n. 195 del 17/03/2015: “Principi di tutela e di gestione degli equidi”.

Il Commissario Straordinario 

DELIBERA

[omissis]

– di integrare il Regolamento FISE per la tutela del cavallo sportivo sulla base delle norme e dei principi successivamente introdotti a livello nazionale ed internazionale come da testo in allegato che costituisce parte integrante della presente delibera.

Non si spegne il dibattito sui social – e non solo – sulla questione cavalli D.P.A. in F.I.S.E.. Il Presidente Di Paola stesso, anche in questi minuti sta partecipando attivamente alla discussione, difendendo la delibera approvata il 4 dicembre scorso dal Consiglio (eccezion fatta per la Consigliere Eleonora Di Giuseppe), in cui di fatto si apre all’iscrizione ai ruoli federali dei cavalli D.P.A..

Le argomentazioni, in verità a volte confuse, se non addirittura mutevoli, portate dal Presidente nei commenti sui social non sono di nostro interesse, poiché la tematica D.P.A./F.I.S.E. – che sia un fatto culturale, che sia una non ghettizzazione, che sia un fraintendimento generale di ben altri intenti (queste alcune delle giustificazioni portate dal Presidente) – può avere uno ed un solo epilogo: mantenere la normativa già esistente, che esclude i cavalli D.P.A. dai ruoli federali.

Tuttavia, non si capisce se in tono di sfida, o perché non aveva la documentazione a disposizione neppure lui stesso, il Presidente pro tempore Marco Di Paola, in più di una occasione, nei commenti sui social, ha richiesto che qualcuno producesse copia della delibera di assunzione del regolamento che sancisse l’esclusione dei cavalli D.P.A. dall’iscrizione alla F.I.S.E..

#TEO si è attivato, e si pregia di condividere con gli amici che leggono i post (siete tantissimi, e mai vi ringrazieremo abbastanza), e la delibera e il regolamento.

Delibera n. 195 del 17 Marzo 2015

Delibera 195 2015

Ciò che interessa a noi, tratto dai “Principi di tutela e di gestione degli equidi” si trova alle pagine 47 e 48.

principi 1

principi 2

Non rileva il fatto che l’attuale Presidente della F.I.S.E. invochi a sua “difesa” il fatto che la precedente gestione non si sia mossa nella direzione del rispetto di tali normative: ora il Presidente è lui, Marco Di Paola, e il suo dovere può essere anche quello di colmare eventuali lacune di chi era al comando prima di lui.

Cliccando sulla scritta qui sotto, potete leggere il testo dei “Principi di tutela e di gestione degli equidi”: rileva notare che tale documento è stato curato dalla Dottoressa Eleonora De Giuseppe.

PRINCIPI_DI_TUTELA_E_DI_GESTIONE_DEGLI_EQUIDI_- 6 marzo 2015

 

Aperta la campagna Affiliazioni 2018!

Aperta la campagna Affiliazioni 2018!

“Parole d’ordine della nuova riforma: semplificazione, facilità di accesso e riduzione dei costi.”

Partiamo dalla SEMPLIFICAZIONE e della FACILITA’ DI ACCESSO. Anche per il rinnovo della affiliazione, sarà necessario caricare tutti i documenti elencati nell’estratto sottostante, a mezzo computer: quando nella bozza della precedente riforma (2016) si parlò di questa eventualità per i NUOVI centri affiliandi, scattò una sommossa popolare, per i costi e le difficoltà legati ad una procedura del genere. Ora, tutti i centri d’Italia (quasi 2.000) dovranno seguire questa procedura. Conoscendo l’efficienza del sistema web della F.I.S.E., aspettiamoci qualche “lieve” difficoltà.

E’ tutto informatizzato, su una campagna che comunque parte con 15 giorni di ritardo, su un sistema non ancora testato.

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Di seguito in allegato la lettera del Presidente Marco Di Paola.

Lettera per Rinnovo Affiliazioni 2018

Rinnovo delle affiliazioni: un mistero buffo.

Rinnovo delle affiliazioni: un mistero buffo.

Domani è il 15 dicembre

Nulla è dato sapere della Campagna Affiliazioni 2018: i centri ippici affiliati alla F.I.S.E. devono rinnovare le loro affiliazioni, e il termine è il 15 gennaio.

Se ad oggi nulla è ancora stato avviato, significa, che l’operatività delle procedure di rinnovo delle affiliazioni potrebbe partire da lunedì prossimo, 18 dicembre.

18 dicembre, 19 dicembre, 20 dicembre, 21 dicembre, 22 dicembre, CHIUSURA DEGLI UFFICI, 8 gennaio, 9 gennaio, 10 gennaio, 11 gennaio, 12 gennaio, 15 gennaio.

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UNDICI GIORNI IN TUTTO per rinnovare le affiliazioni di quasi 2.000 centri ippici, con le nuove procedure approntate dal triduo Valle-Artioli-Basano. E le procedure, le nomenclature, e le metodologie di classificazione sono completamente nuove e “molto” telematiche.

Secondo #TEO, entro il 15 gennaio non sarà possibile tecnicamente e materialmente rinnovare tutti i centri: auspichiamo che i Comitati Regionali si destino dal torpore ipnotico in cui sembrano sprofondati, e rappresentino alla Struttura Centrale che la nuova procedura non è ancora pronta per diventare operativa; in alternativa, una deroga è indispensabile, onde non mandare veramente in tilt il sistema equestre nazionale.