Le inchieste di #TEO (1) – Nomina dei giudici MIPAAF area sella: siamo sicuri che sia tutto ok?

Le inchieste di #TEO (1) – Nomina dei giudici MIPAAF area sella: siamo sicuri che sia tutto ok?

Un gruppo di allevatori ha avviato nel mese di maggio 2017 un contenzioso dinanzi al Tar Lazio per richiedere l’annullamento dell’intero bando che ha portato alla nomina di 16 giudici Mipaaf (ovvero quei giudici che determinano le classifiche della gare di morfologia, salto in libertà, addestramento e categorie di 4 e 5 anni cat. Elite e Sport delle tappe di salto ostacoli) in quanto, a detta dei ricorrenti vi sarebbero state violazioni tali da determinare l’illegittimità della selezione.

Situazioni di incompatibilità

Per i giudici dell’area sella non sono stati rispettati i criteri di selezione previsti per le altre categorie di giudici (trotto e galoppo) con la conseguente assenza di qualsiasi criterio di valutazione – a monte – di eventuali incompatibilità e conflitti d’interessi dei candidati giudici. Ciò ha determinato una paradossale disparità di trattamento tra i giudici dell’area galoppo e trotto e i giudici dell’area sella.

I giudici dell’area galoppo e trotto – per la selezione dei quali vigono rigorose restrizioni volte ad escluderne conflitti d’interessi – di fatto nulla possono determinare in termini di risultati, basati come noto sul rilevamento dei tempi.

Per i giudici dell’area sella – il cui potere discrezionale è chiaramente maggiore, dovendo effettuare valutazioni a giudizio – conflitti d’interessi e incompatibilità non vengono esaminati preliminarmente, attraverso il bando, ma vengono valutati per ogni singola manifestazione in base ai soggetti che vi prendono parte.

Decreto Registro Giudici Sportivi n. 11930 del 23 Febbraio 2015

Art. 1

Francesco Granchi e Marina Longinotti

Ciò ha consentito di partecipare al bando e di diventare giudici Mippaf, tra gli altri anche alla coppia di fatto, Francesco Granchi e Marina Longinotti. I due (allevatore professionale il primo e medico veterinario la seconda), svolgono attività stalloniera a tempo pieno in collaborazione tra loro.

In particolare commercializzano il seme degli stalloni Baedeker e Kroccante, e di altri 2 soggetti da poco acquistati e/o acquisiti in gestione a tale scopo (Bacardi Orange De Muze e Garezzo).

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A.P.S.I.

Inoltre i due sono pure, rispettivamente Presidente e Consigliere della Associazione “A.P.S.I.” che, tra le altre cose si occupa della commercializzazione di puledri mediante l’organizzazione di aste private con tanto di diritti d’asta fatturati.

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A.P.S.I., Associazione per la promozione del sella italiano, è un’associazione tra allevatori che si occupa anche della commercializzazione del cavallo italiano come previsto dall’art. 2 dello Statuto(clicca per vedere la versione integrale).

art. 2 apsi

D’altronde, l’art. 9 del codice di comportamento etico del MIPAAF  – che tutti i soggetti collaboratori esterni del MIPAAF sono tenuti a rispettare – vieta l’appartenenza ad ogni associazione i cui ambiti di interesse possono interferire in modo diretto con lo svolgimento di attività: i membri di un’associazione il cui scopo investe anche la commercializzazione dei cavalli italiani dovrebbero risultare incompatibili con la designazione di giudice di gara, che non tollera alcun riferimento ad un’attività commerciale. Nella fattispecie, A.P.S.I. che spesso viene rappresentata mediaticamente da Marina Longinotti organizza vere e proprie aste private, percependo diritti d’asta in misura pari al 10% più iva (22%) come dimostra l’allegato Regolamento.

Regolamento Campionato e asta privata

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Attività certamente da elogiare e incentivare ma che contrastano palesemente con il ruolo di Giudice Mipaaf ricoperto da entrambi.

Delle due l’una…..

CAVALLI D’ITALIA  E  M.I.P.A.A.F.

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Tale pericolosa incompatibilità di ruoli venne sollevata dall’Associazione Cavalli D’Italia che, infatti, già in tempi non sospetti, scriveva al Ministero per esternare le perplessità della categoria; alla predetta missiva di Cavalli D’Italia, rispondeva il Ministero con nota del 27 Febbraio 17 a firma della Dirigente Stefania Mastromarino, con la quale la stressa “rassicurava” gli allevatori , scrivendo:

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INES MARCHIONE DI PUGLIA

Durante la tappa del Circuito Allevatoriale del 18/08/2017 – 20/08/2017 svoltasi a COPERTINO (LE) presso il C. I. Il Monte tra i giudici designati figurava anche la neo giudice dott. ssa Marina Longinotti, la quale ha giudicato, tra gli altri, anche il cavallo Ines Marchione di Puglia.

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Ebbene per tale cavallo esisteva un palese conflitto di interessi che avrebbe dovuto imporre l’astensione da parte del giudice Longinotti. Ines Marchione di Puglia, infatti, è una puledra figlia dello stallone Baedeker. Stallone di proprietà del compagno della veterinaria Marina Longinotti, Francesco Granchi e da lui commercializzato in collaborazione con la Longinotti stessa.

È evidente che tale violazione del regolamento non è sfuggita ad alcuni allevatori del settore.

La cosa è ancora più grave se si considera che la neo giudice Marina Longinotti, ha DOVEROSAMENTE depositato un documento “DICHIARAZIONE DI IMPEGNO Ai sensi dell’art. 12 comma 4 DM 11930/2015

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Le considerazioni di #TEO

Da qualsiasi angolazione si guardino i dati che abbiamo raccolto in questa nostra prima cda.pnginchiesta, è evidente che ci siano delle forti anomalie nelle nomine in particolare di Francesco Granchi e Marina Longinotti. Non ci siamo affidati ad interpretazioni delle norme, ma ad una semplice lettura di quelli che sono i dispositivi di legge. Rimane il fatto che non riusciamo a comprendere perchè, e soprattutto chi, abbia variato i requisiti “a monte” per diventare giudici MIPAAF, differenziando in modo così sensibile l’area Galoppo/Trotto da quella Sella.

Sarebbe comunque doveroso che Granchi e Longinotti chiarissero la loro posizione, per una pura questione di correttezza nei confronti del comparto equestre, stante il fatto che fanno parte anche di un altra associazione di rilievo a livello nazionale, la Filiera Ippica Toscana, di cui riportiamo qui a lato il Consiglio Direttivo. Come si può vedere, lo stesso Vice Presidente della F.I.S.E. Giuseppe Bicocchi, nonchè il Presidente del Comitato Regionale Toscana, Massimo Petaccia, fanno parte del Consiglio Direttivo.

“L’Associazione Filiera Ippica Toscana si propone di sostenere gli interessi socio-professionali comuni all’intero settore ippico regionale, nei confronti degli interventi pubblici sia a livello locale che nazionale e comunitario; promuovere lo sviluppo ed il miglioramento delle comunicazioni e delle relazioni tra i partner della filiera e la pubblica amministrazione; svolgere attività di studio al fine di esprimere pareri sui progetti e sui provvedimenti normativi e legislativi riferiti all’ambito di competenza della filiera inerente il settore equino; attuare iniziative volte ad ottenere la valorizzazione e l’ottimizzazione della politica regionale e comunitaria in materia di aiuti allo sviluppo socio economico, particolarmente in zone rurali e in zone svantaggiate, favorendo la lotta alla disoccupazione ed alla esclusione sociale.”

Arrivederci alla prossima “inchiesta di #TEO!

ks

vk

 

 

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Dillo a #TEO – Mara Marangoni, la non veterinaria dell’Endurance.

Dillo a #TEO – Mara Marangoni, la non veterinaria dell’Endurance.

Marco Di Paola e la sua dirigenza stanno ridisegnando la F.I.S.E. a loro immagine e somiglianza. Nell’ultimo Consiglio Federale (19 febbraio) sono state fatte “alcune” nomine. #TEO ha tratto diversi spunti molto interessanti da quanto letto oggi nel comunicato federale inerente il resoconto dell’ultimo consiglio.

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E’ d’obbligo, però, dare la precedenza alla nostra rubrica “Dillo a #TEO, a cui è arrivata una segnalazione, secondo la quale la dott.sa Mara Marangoni, appena nominata nella commissione dei selezionatori per il settore giovanile dell’Endurance, in quanto veterinario, in realtà veterinario non è.

O per lo meno non lo è più.

Di seguito l’estratto dal comunicato federale, inerente il Consiglio Federale del 19 febbraio, che potete trovare nella sua versione integrale, cliccando su questo link.

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Abbiamo subito fatto le verifiche, e di seguito vi forniamo le risultanze. Andando sul sito www.fnovi.it , il sito delle Federazione Nazionale Veterinari Italiani, ed inserendo il cognome Marangoni nel motore di ricerca a livello nazionale, non ci risulta nessuna “Mara Marangoni”.

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Abbiamo in seguito effettuato un controllo sul Tesseramento online di F.I.S.E., e, come si può vedere, effettivamente, fino al 2011 la dottoressa Marangoni risultava essere tesserata come veterinario associato F.I.S.E.. Dopo quell’anno non ci sono altre corrispondenze.

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Che dire? Un ennesimo flop di questa dirigenza, che non si preoccupa neppure di controllare i requisiti delle persone che va a nominare. Passino pure (o magari no) le innumerevoli nomine che sta accumulando l’uomo senza competenze specifiche in assoluto – Cosimo Riccardo Palma -, ma che venga nominato come veterinario di una commissione  selezionatrice di un settore una Mara Marangoni che veterinario non è più, pare veramente un eccesso.

Naturalmente, come è consuetudine, la dirigenza, o chi per essa, saprà elargire al popolo equestre una plausibile giustificazione.

Ma popolo equestre non significa popolo bue.

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Possono essere iscritti nei ruoli federali F.I.S.E. cavalli D.P.A.? SI’!

Possono essere iscritti nei ruoli federali F.I.S.E. cavalli D.P.A.? SI’!

Il vice presidente Giuseppe Bicocchi, e a questo punto anche gli allevatori (sicuramente non tutti, ma alcuni sì), possono dormire sonni tranquilli. I loro puledri D.P.A. possono essere iscritti ai ruoli federali F.I.S.E. senza alcun problema. 

Ciò per gli allevatori sta a significare che:

  • aliquota IVA del cavallo al 10% al momento della vendita, seppure già in età da attività sportiva;
  • se non salta lo si può mangiare.

Affermazioni molto forti, ma tanto traspare “unendo i puntini” della normativa sui cavalli D.P.A., così come risulta in seguito alla approvazione del libro I, alla circolare attuativa 01/2018 e al chiarimento reso dal Segretario Generale, riportato di seguito.

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La circolare attuativa 01/2018, uscita il 19 febbraio è molto chiara in proposito.

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Un puledro in doma in un allevamento NON sta svolgendo una attività gestita da un ente affiliato o aggregato F.I.S.E., perchè gli allevamenti tali non sono. Da ciò si desume anche che la doma del puledro non è considerata attività sportiva! Quante cose che si imparano sulla filosofia equestre di questa dirigenza.

Avanti così!

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Posso iscrivere un cavallo D.P.A. in F.I.S.E.? (obbligatorio rispondere con un sì o con un no) …

Posso iscrivere un cavallo D.P.A. in F.I.S.E.? (obbligatorio rispondere con un sì o con un no) …

Sono passati poco più di due mesi da quell’8 dicembre 2017, giorno in cui #TEO denunciò l’intenzione del Consiglio Federale F.I.S.E.  di permettere l’iscrizione dei cavalli D.P.A. ai ruoli federali, per mezzo del varo di una norma – contenuta nel libro I del Regolamento generale – per nulla chiara.

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In seguito al post di #TEO si sono scatenate reazioni a catena, che hanno coinvolto la stampa specializzata, la stampa nazionale, diversi movimenti animalisti e persino Striscia la Notizia, che ha dedicato un servizio al tema “cavalli D.P.A. in F.I.S.E.”. Da rimarcare il ruolo fondamentale della Dottoressa Eleonora Di Giuseppe, unico consigliere federale a “metterci la faccia”, opponendosi in sede di Consiglio all’approvazione della norma, e continuando a sostenere il sempre più grande movimento Non D.P.A.. Eleonora Di Giuseppe stessa, insieme a Giovanni Malagò, Franco Chimenti, Luca Pancalli e Gianfranco Ravà, più di due anni prima era stata fautrice dei Principi di Tutela degli Equidi, che sancivano l’obbligo della qualifica di NON D.P.A. dei cavalli da iscriversi ai ruoli federali.

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Eleonora Di Giuseppe – ph. credits @Guia Pavese

Sin da quel movimentato 8 dicembre 2017, risultò essere ambigua la posizione del Presidente Marco Di Paola, che, da una parte rilasciava dichiarazioni confortanti, come quella a “Cavalli, Cavalieri & Campioni”:

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Dall’altra parte, portava avanti, insieme alla sua fedele commissione di revisione dei regolamenti, capitanata dalla ex Presidente del Veneto Maria Vittoria Valle, la sua riforma sistematica dei Regolamenti F.I.S.E., arrivando ad inserire all’articolo 165.4 del libro VI una norma dalle connotazioni  preoccupanti, se rapportata alle dichiarazioni come quella riportata qui sopra.

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Secondo l’art. 165.4 del VI Libro del Regolamento Generale F.I.S.E., infatti l’obbligo per i cavalli NON D.P.A. sarebbe stato valido solo per i cavalli di 6 anni o superiori. 

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M. V. Valle – G. Basano – E. Artioli

Risulta molto difficile credere che il Presidente (e soprattutto un Presidente pro tempore accentratore come Marco Di Paola) non sia a conoscenza dei regolamenti che sta portando avanti insieme al suo Consiglio, e alla sua commissione, composta dal trio Valle-Basano-Artioli. Ergo, l’impressione di noi di #TEO e di tutti coloro che hanno preso parte al movimento NON DPA era che ci stesse prendendo allegramente in giro.

Con un comunicato stampa uscito sul sito federale a margine della riunione di Consiglio di ieri, 19 febbraio 2018, la Federazione ha annunciato ufficialmente che i cavalli che praticano attività sportiva in ambito F.I.S.E. devono essere NON D.P.A.. Allegata al comunicato stampa è stata pubblicata la circolare attuativa, a firma del Presidente pro tempore Marco Di Paola, che potete leggere cliccando sul link sottostante.

Circolare Attuativa NON DPA

Nella parte finale del comunicato uscito sul sito federale, tra l’altro, si rassicurano i tesserati circa il fatto che anche i cavalli di 4-5 anni dovranno essere non D.P.A., allargando a loro la tutela prevista per i cavalli atleti iscritti ai ruoli federali.

MIPAAF

Cerchiamo di fare il punto. E cominciando facendo una dovuta precisazione.

Marco Di Paola non è l’eroe nazionale che ha salvato i cavalli dal macello.

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Marco Di Paola è colui che – insieme al suo Consiglio e fatta eccezione per Eleonora Di Giuseppe – ha tentato di permettere l’iscrizione nei ruoli federali di cavalli Destinati alla Produzione Alimentare, barricandosi dietro una operazione “culturale” di non esclusione dei proprietari di cavalli D.P.A. dalla grande “famiglia” che è la Federazione. Peraltro risulta difficile capire come siano esclusi i proprietari di D.P.A., quando sono così ben rappresentati in Federazione dal vice presidente Bicocchi, che alleva e iscrive pacificamente cavalli D.P.A. ai ruoli federali, come potete ben vedere in questo post di #TEO di qualche giorno fa.

A causa delle pressioni ricevute dalla opinione pubblica, dalla stampa, dallo stesso CONI e dal MIPAAF il Presidente pro tempore è stato costretto ad un passo indietro, pubblicando una circolare attuativa, di cui non ci sarebbe stato bisogno, se la norma fosse stata chiara; ora nel tentativo di ricostruirsi un “imene” politico credibile, sta cercando di far passare l’idea che in realtà lui stia salvando la situazione, e stia anche salvando cavalli dal macello.

Sarebbe potuto essere l’eroe nazionale, nel momento in cui il testo dell’art. 33.2 fosse stato il seguente:

“art. 33.2 – L’iscrizione al ruolo federale del cavallo conferisce al cavallo la qualifica di “cavallo atleta”. E’ necessario che per essere iscritti ai ruoli federali i cavalli siano classificati come NON Destinati alla Produzione Alimentare (NON D.P.A.).” 

…non era difficile…

Al momento attuale, nonostante tutte le precisazioni della circolare attuativa, se venisse richiesto a chiunque di rispondere con un monosillabo (SI’ oppure NO) alla seguente domanda:

Posso iscrivere un cavallo D.P.A. nei ruoli federali F.I.S.E.?

la risposta sarebbe SI’.

Godiamoci comunque questa vittoria…non si può pretendere di più al momento dalle risorse politiche in campo in questa federazione. 

ks

Giuseppe Bicocchi: il Vice Presidente allevatore di D.P.A..

Giuseppe Bicocchi: il Vice Presidente allevatore di D.P.A..

Noi di #TEO seguiamo la questione D.P.A. con molta attenzione, essendo stati tra l’altro i primi a sollevare accuse contro la dirigenza in un post, pubblicato in data 8 dicembre 2017. Siamo stati oggetto di minacce e diffamazioni ma il tempo ci ha dato ragione ed oggi il “Movimento Non D.P.A.” è una realtà che ha coinvolto non solo i social ma anche quotidiani nazionali, televisioni, il mondo politico, associazioni nazionali che si occupano di diritti animali – Progetto Islander, I.H.P., Horse Angels, la Lega Nazionale del Cane – Striscia la Notizia e tanti altri movimenti e progetti a livello nazionale e non solo. 

L’unione di tutte queste forze sta portando ad un risultato importante anche grazie alla parola data e, sembra, mantenuta del Presidente del CONI Giovanni Malagò.

In una intervista rilasciata ad Italpress, e pubblicata il 27 dicembre 2017, che potete leggere nella versione integrale, cliccando su questo link, il Presidente pro tempore della F.I.S.E. Marco Di Paola rilasciò delle dichiarazioni molto interessanti riguardo alla vicenda cavalli D.P.A., che riportiamo nello screenshot che segue.

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La F.I.S.E “deve proporre progetti culturali e di sensibilizzazione verso l’amore per i cavalli. Non deve respingere, ma avvicinare e convincere anche i proprietari che ancora non hanno scelto o hanno sbagliato scelta. La nostra Federazione non ghettizza, ma cerca di coinvolgere, istruire e migliorare le persone!”

Marco Di Paola

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Rimane il fatto che al momento non si intravedano progetti di sensibilizzazioni e/o culturali: anzi, a parte il già chiacchierato ed equivoco articolo 33 del Libro I del regolamento generale, è emerso un altro articolo, fortunatamente non approvato – dato che i successivi Libri del Regolamento Generale si sono arenati nella palude del caos attuale che regna in F.I.S.E. – il 165.4, che recita testualmente che “il cavallo sia registrato come NON DPA, se sia di età 6 anni o superiore”. Fino all’età di 6 anni un cavallo può essere Destinato alla Produzione Alimentare ed essere iscritto alla F.I.S.E., nonchè partecipare alle manifestazioni federali.

Noi di #TEO non intravediamo progetti culturali volti a sensibilizzare l’amore verso i cavalli…e soprattutto, in base a quello che scriveremo di seguito non vediamo ghettizzazioni nei confronti dei proprietari che (che sia 20%, o che sia 5%, come dichiarato da altre fonti, poco rileva) hanno tuttora cavalli D.P.A. in F.I.S.E..

Come si può parlare di ghettizzazione, se il vice presidente e consigliere federale della F.I.S.E., Giuseppe Bicocchi, è il primo ad allevare cavalli D.P.A., iscritti ai ruoli federali F.I.S.E., con passaporti regolarmente rinnovati? 

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Di seguito l’elenco dei cavalli di proprietà di Giuseppe Bicocchi. Quelli sottolineati in rosso sono quelli tuttora Destinati alla Produzione Alimentare, e come si vede sono allevati da lui, e per giunta tutti rinnovati al 2017 (uno anche al 2018). I dati sulla destinazione dei cavalli li abbiamo facilmente reperiti in anagrafe B.D.E..

Forse che la attuale dirigenza, sulla spinta proprio del vice presidente Giuseppe Bicocchi, voglia legittimare una scelta nella direzione di mantenere D.P.A. (e quindi macellabili per uso umano) i cavalli atleti fino a 6 anni, per eventualmente ricavarci qualcosa, nel momento in cui non siano funzionali all’attività sportiva?

Buona consultazione.

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fonte: Tesseramento online F.I.S.E.

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fonte: Banca Data Equidi

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Dillo a #TEO – Giuseppe Bicocchi e un nuovo caso di “percepito” conflitto di interesse: sono affari di famiglia…

Dillo a #TEO – Giuseppe Bicocchi e un nuovo caso di “percepito” conflitto di interesse: sono affari di famiglia…

Mentre il sistema di tesseramento online della F.I.S.E. viene “violentato” da ignoti, (anche in questi minuti) onde porre rimedio (nascondere la sporcizia sotto il tappeto) alle tante “problematiche” emerse in seguito al post di #TEO sull’assegnazione della coppa delle regioni di Endurance al Centro Ippico Follonica Equitando A.S.D., ci viene segnalato un nuovo caso – secondo noi ascrivibile al conflitto di interessi – che coinvolge il vice presidente vicario Giuseppe Bicocchi.

Commissario MIPAAF per l’assegnazione dei contributi ai giovani cavalli italiani, Giuseppe Bicocchi ha erogato un contributo di 15.000 euro al cavallo Sprint de Marchesana, passato di proprietà alla nuora, Nadia Doll, nel periodo intercorso tra l’assegnazione del contributo e l’erogazione dello stesso.

Vediamo come.

Nel 2016 Giuseppe Bicocchi viene nominato dal MIPAAF componente della commissione per la selezione dei giovani cavalli da inserire nel “Progetto per la Valorizzazione del Cavallo Italiano 2016/2017”. Dal documento del 15 dicembre 2016 si evince che tra i cavalli selezionati dalla commissione vi sia Sprint De Marchesana allora di proprietà di DANIELA SAVIO. E’ possibile leggere il documento cliccando sulla scritta sottolineata immediatamente sottostante.

Verbale Commissione selezione cavalli

L’immissione dei soggetti nel Progetto di Valorizzazione del Cavallo Italiano 2016/2017 assegnava un contributo al 50% tra MIPAAF e FISE, variabile, a seconda dell’età dei soggetti, dai 15.000 ai 30.000 euro. Il contributo per Sprint De Marchesana per l’anno 2017 ammonta a 15.000 euro.

Nelle delibere del Consiglio Federale n. 399 del 22 aprile 2017 e n. 960 del 4 dicembre 2017 vengono approvati i pagamenti dovuti dalla F.I.S.E. ai proprietari dei cavalli selezionati per Il Progetto MIPAAF F.I.S.E.. Come si può verificare dalle delibere riportate, Sprint De Marchesana risulta essere di proprietà di Nadia Doll Bicocchi, moglie di Emilio Bicocchi e nuora di Giuseppe Bicocchi.

399 (1)399 (2)

960 (1)960 (2)

Giusto per fugare qualsiasi dubbio, vista la mutevolezza del sistema di tesseramento della Federazione in questi ultimi tempi, ci pregiamo di condividere con voi ulteriori documenti pervenutici. Qui sotto potete vedere che in effetti Sprint De Marchesana è di proprietà della Signora Nadia Doll Bicocchi.

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Singolare anche il fatto che la precedente proprietaria del cavallo, Signora Daniela Savio (così come si può desumere dal documento prodotto ut supra) sia il presidente del Centro Ippico Allevamento Mustiaio, presso cui monta il nipote del Vice Presidente Giuseppe Bicocchi, nonché figlio di Nadia Doll.

Di seguito il curriculum di Sprint De Marchesana: curioso che l’ultimo percorso del 2016 lo abbia fatto Emilio Bicocchi, in data 6 Novembre, pochi giorni prima che venisse consegnato al MIPAAF l’elenco dei cavalli selezionati. Al solito, cliccando sulle scritte sottolineate sottostanti , potete vedere i curriculum.

Curriculum SPRINT DE MARCHESANA Salto Ostacoli 2016

Curriculum SPRINT DE MARCHESANA Salto Ostacoli 2017

#TEO ora fa un po’ di domande ai suoi lettori:

  • Secondo voi è un caso di conflitto di interessi? Qui ci sono anche connotazioni finanziarie, ed è coinvolta non solo la F.I.S.E., ma anche il MIPAAF!
  • Giuseppe Bicocchi dovrebbe dimettersi da Consigliere?
  • La nuora Nadia Doll dovrebbe restituire i 15.000 euro?
  • La Procura Federale cosa dovrebbe fare? 
  • E il MIPAAF?

ascoltato

La tematica, il nostro Bicocchi l’ha seguita proprio bene! Complimenti!

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#TEO scrive, F.I.S.E. corregge di sabato sera.

#TEO scrive, F.I.S.E. corregge di sabato sera.

E’ imbarazzante per noi di #TEO scrivere questo post, ma non possiamo fare finta di niente davanti a codesto episodio a nostro parere increscioso, che ci lascia veramente perplessi in merito all’etica di questa Federazione Italiana Sport Equestri.

Ieri, sabato 10 febbraio, abbiamo pubblicato un post, che potete leggere a questo link, in cui evidenziavamo il conflitto di interessi rilevato per Giuseppe Bicocchi, vice presidente della F.I.S.E., che, in sede di Consiglio Federale del 15 gennaio ultimo scorso, ha affidato la Coppa delle Regioni di Endurance al Centro Ippico Follonica Equitando A.S.D., centro ippico nel quale risulta(va) ricoprire la carica federale di istruttore federale di II livello.

Evidente il conflitto di interessi e la serie di quesiti sorti in merito a questo argomento, così come portato avanti dall’attuale dirigenza F.I.S.E.: strumento di vessazione per i “nemici”, assoluta indifferenza per gli “amici”.

Abbiamo pubblicato gli estratti dal sistema di tesseramento a prova di quanto da noi affermato. Ci siamo poi preoccupati di andare a verificare le posizioni di Bicocchi, dopo alcuni interventi alquanto arroganti da parte di nostri detrattori sui social.

E abbiamo avuto una bruttissima sorpresa.

Prima di #TEO

Bicocchi istruttore

Dopo #TEO

Bicocchi no istruttore

In seguito al post di #TEO, come si può vedere dagli shot sopra riportati, è scomparsa la carica di Giuseppe Bicocchi istruttore di II livello del Centro Ippico Follonica Equitando A.S.D.. 

Considerato il fatto che il post è stato pubblicato alle ore 20:26 di sabato 10 febbraio sul nostro blog, ciò sta a significare che la modifica è stata fatta posteriormente. Partendo dal presupposto che solamente il Comitato Regionale o la F.I.S.E. Centrale (Roma) possono variare la carica di istruttore all’interno del sistema di tesseramento (in seguito a richiesta ricevuta a mezzo raccomandata o PEC da parte o dell’istruttore, o del presidente del centro), possiamo fare tre ipotesi:

  1. Il Comitato Regionale Toscana lavora anche il sabato dopo le 20:26 (sabato sera in pratica), e ha effettuato la variazione;
  2. F.I.S.E. Roma – la funzionaria addetta a questo – sempre online anche il sabato sera, ha provveduto ad effettuare la variazione;
  3. un non ben identificato soggetto (ma chi può effettivamente entrare in un sistema e fare variazioni di questo genere?) si è preoccupato di fare questa variazione.

Qualcuno, evidentemente lo ha fatto.

Ma non finisce qui.

Nel compiere questa variazione, gli autori della variazione hanno chiaramente messo nei pasticci il Centro Ippico Follonica Equitando, il quale, avendo rinnovato la affiliazione in data 22 Gennaio 2018, come affiliata discipline olimpiche, ai sensi dell’art. 7 del nuovo regolamento generale (Libro I), era tenuta a dichiarare la presenza di un istruttore di II livello, Giuseppe Bicocchi appunto, come desumibile dal sistema di tesseramento.

Ora il signor Bicocchi non è più istruttore del centro, e ci chiediamo cosa si inventeranno i nostri amici in F.I.S.E. per sanare la situazione…

“…basta un verbale dell’Assemblea dei soci dove viene indicato che per il 2018 hanno un istruttore piuttosto che un altro, e comunque, nel caso in cui l’affiliazione non venisse rinnovata, la carica rimarrebbe lì pressoché in eterno…”

Questo dichiara il Signor Alain Bertani, (neo nominato componente della commissione segreteria di concorso in sede del Consiglio Federale del 15 Gennaio 2018) su un gruppo pubblico di Facebook, “La Clubhouse”.

Sarebbe ora che la finissero di prenderci in giro.

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