Galoppatoio di Villa Borghese: quanto ci costi!!!

Galoppatoio di Villa Borghese: quanto ci costi!!!

Proprio ieri, 30 marzo alle ore 12:00, sono scaduti i termini per la manifestazione di interesse alla procedura negoziata per realizzare il campo in sabbia del Galoppatoio di Villa Borghese, campo sul quale si svolgeranno la gare nazionali e circa la metà delle categorie dell’internazionale di Piazza di Siena a fine maggio prossimo. 

La Federazione, il 15 marzo, pubblicò sul sito federale l’avviso di indagine di mercato per la realizzazione del campo in sabbia del Galoppatoio, unitamente ai dettagli tecnici, consultabili online al seguente link:

https://www.fise.it/federazione/trasparenza/category/586-cig-7420849651-realizzazione-di-un-campo-di-gara-nell-area-del-galoppatoio-di-villa-borghese-piazza-di-siena.html

FISE galo.png

L’importo dei lavori è stimato in 100.000 euro al netto di IVA, e si intende per la realizzazione del campo in sabbia del galoppatoio di Villa Borghese, per una superficie di 100 x 50 m.

L’area del Galoppatoio di Villa Borghese è di proprietà del Comune di Roma, e nel febbraio del 2005, gli impianti sportivi sussistenti sulla superficie vennero concessi al canone ridotto di € 2.770,80 all’anno alla Associazione Sportiva Centro Ippico Galoppatoio di Villa Borghese, nella persona del Presidente e Legale rappresentante Bruno Cesarini. Di seguito allegato il Disciplinare della concessione, che entra nei dettagli tecnici.

DISCIPLINARE GALOPPATOIO VILLA BORGHESE

Oggi la Associazione Sportiva Centro Ippico Galoppatoio di Villa Borghese non esiste più. Nel gennaio 2018 si è insediato un nuovo soggetto giuridico, che ha richiesto la prima affiliazione alla Federazione Italiana Sport Equestri: GALOPPATOIO DI VILLA BORGHESE S.S.D. A R.L., rappresentante legale non più Bruno Cesarini (nel consiglio della società), bensì Elisabetta Altigieri.

Una Elisabetta Altigieri sorridente, mentre firma l’accordo di collaborazione con Marco Di Paola, il tutto sotto lo sguardo attento di Diego Nepi, è stata ritratta in una foto sulla pagina Facebook della Federazione Italiana Sport Equestri.

galoppatoio.png

Diversi punti hanno lasciato perplessi noi di #TEO: senza voler entrare in dettagli molto tecnici che annoierebbero il lettore, e per cui sicuramente la Federazione, il CONI e il Comune di Roma avranno trovato o troveranno una soluzione, evidenziamo due criticità:

  • il 15 marzo la F.I.S.E. pubblica l’avviso di una indagine di mercato per la realizzazione di un campo in sabbia su una superficie che non solo non è di sua proprietà, ma addirittura è in concessione ad un soggetto terzo (peraltro il soggetto concessionario originario è differente dall’attuale); soggetto terzo – GALOPPATOIO DI VILLA BORGHESE S.S.D. A R.L. – che si è affiliato per la prima volta alla F.I.S.E. da meno di due mesi, dichiarando la disponibilità esclusiva degli impianti (requisito necessario per la affiliazione, ivi compreso il campo oggetto dell’indagine di mercato).
  • la Federazione praticamente rifà a spese dei tesserati (€ 100.000 + IVA) il campo in sabbia di una società sportiva neo affiliata (opzione A); in alternativa spende una cifra analoga, per allestire un campo su cui comunque si devono svolgere anche categorie internazionali di un CSIO, prevedendo di poterlo rimuovere al termine della manifestazione (ipotesi B); oppure rimuovere il materiale e acquistare lo stesso per portare il materiale ai Pratoni del Vivaro (ipotesi C).

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Ci sembra un modo molto strano di gestire una procedura negoziata: sono ancora in corso delle trattative con il Comune di Roma. A meno di due mesi dall’evento, quindi, le carte non sarebbero ancora in regola. Non stupisce che enti che si preoccupano della tutela del patrimonio cittadino romano, come Amici di Villa Borghese, siano così “agitati” e chiedano insistentemente chiarimenti, che naturalmente non arrivano.

Il desiderio del Presidente Di Paola è di trasformare lo CSIO di Roma in un evento che produca reddito invece che perdite, ma al momento gli investimenti si stanno rivelando altissimi e alcune spese, come questa. parrebbero eccessive: per raggiungere il pareggio di bilancio – obiettivo della edizione 2018 – le risorse di Rolex non saranno probabilmente sufficienti.

Sicuramente quest’anno per veder lo CSIO ci sarà una biglietteria ben costosa. Non sarà più la Piazza di Siena di tutti.

tl

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