“Il biciclettaio grasso, il capo e la precisetti”

“Il biciclettaio grasso, il capo e la precisetti”

Il biciclettaio grasso era intento a scrutare le succulente pietanze sul tavolo pregustando la cena quando udì un suono.

Un messaggio del capo: “Ma sti rompiballe, se sono visti le gare, hanno commentato i risultati e poi andassero a dormì, no?
E no! So annati a tirá fori i capperi nostri. E mó come famo a spiegá che per levasse dalle scatole quella tutta precisetti che ce controlla li conti abbiamo dovuto assume uno che che ce costa 100 mila euro lordi all’anno?”

“Ma è proprio necessario mandarla via capo?”

“Ma che nun lo sai che rompe le balle sui conti generali e poi su quello de la piazza e poi su quello de li prati grandi? E nun se ne pó più!
Ciò n’idea: fa n’post sur bilancio!”

“Ma il bilancio è stato approvato tempo fa capo e la notizia è stata data. E poi…”

“E poi che c’hai da dì?”

“E poi capo la nostra non è un’azienda. Noi non dobbiamo fare utili come le aziende dobbiamo reinvestire nelle attività altrimenti vuol dire che non abbiamo gestito  per benino…”

“Guarda che te rimanno a venne e biciclette. Falla finita. Ma che ne sanno questi. Só gnoranti. Che vuoi che ne sappiano. Basta dì che avemo fatto utili e faccio la mia porca figura.
E poi artro che reinvestì li sordi. A me me servono. Io devo unge. Li devo fidelizzà. E si nun li compro come li fidelizzo?
E a quella dije che deve anná via zitta artrimenti ce la faccio pentì e la manno in pereriferia a lavorá, al norde, così si nun se nè annata co le bone, se ne va co le cattive”

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Nuovo responsabile amministrativo in F.I.S.E. – 80.000 euro volano via dalle casse federali.

Nuovo responsabile amministrativo in F.I.S.E. – 80.000 euro volano via dalle casse federali.
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a cura di Guy Fawkes

Con l’ordine di servizio n. 5 del 3 luglio 2018, il Segretario Generale Simone Perillo rende noto il nominativo del nuovo Responsabile Amministrativo, Dott. Domenico Landi, che va – di fatto – a sostituire l’attuale Responsabile, Dott.ssa Anna Maria Flammini a decorrere da mercoledì 1 agosto. Un cambio della guardia che ci lascia molto perplessi e di cui vogliamo chiacchierare con i nostri lettori.

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Avevamo notato tale avvicendamento, leggendo le delibere del Consiglio Federale del 2 luglio u.s., nella fattispecie la delibera n. 671, che riportiamo di seguito per conoscenza.

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Sono tante le domande che sorgono spontanee, leggendo la delibera n. 671 approvata dal Consiglio Federale: ci limiteremo a quelle che – a nostro parere – sono le più evidenti

  • Ma era proprio necessario appesantire ulteriormente il Bilancio Federale di ulteriori (quasi) 80.000 euro, per pagare un nuovo dipendente (Domenico Landi è una risorsa nuova in ambito federale), quando il ruolo di Responsabile Amministrativo era già coperto in modo encomiabile dall’attuale Dottoressa Flammini? Il responsabile amministrativo, di fatto, è il motore della realizzazione economico/contabile/finanziaria del Piano di Risanamento e, al momento, tale Piano si sta svolgendo al meglio. Mancano i soldi per lo sport – inteso come attività sportiva, non come compensi a tecnici, accompagnatori, coordinatori, referenti, o pagamenti di debiti elettorali del Presidente (vero, Marco Di Paola?) – e si sottraggono 80.000 euro dal bilancio federale per darli ad un nuovo dipendente, naturalmente continuando a pagare il (la) predecessore. Investire quegli 80.000 euro magari nell’attività dei giovani cavalli, no?

 

  • Quale sarebbe la reale motivazione di tale cambio? I nuovi compiti (3 punti) che vengono attribuiti ad Anna Maria Flammini sono quelli indicati nell’ordine di servizio del Segretario Generale. Tra questi “la corretta individuazione e classificazione dei cespiti e dei beni patrimoniali federali” è un compito che già è in capo al Responsabile Amministrativo, come si può desumere dall’organigramma federale, deliberato nel Dicembre scorso, con delibera n. 959 del 4-5 dicembre 2017. (per i non avvezzi alla terminologia tecnica: CESPITI E BENI PATRIMONIALI è un termine assimilabile a BENI AMMORTIZZABILI.)

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  • I compiti avocati ad Anna Maria Flammini, a parte quello sopra indicato, non sono indicati in alcun punto dell’organigramma deliberato il 4-5 dicembre 2017; addirittura il recupero crediti era risultato essere oggetto di procedura di affidamento esterno, con la delibera n. 756 del 4 settembre 2017. La gestione dei processi amministrativi degli Organi di Giustizia è una procedura che è sempre stata svolta all’interno degli Organi di Giustizia stessi. L’impressione è che – passateci il termine – quest’ordine di servizio sia una vera e propria “supercazzola” degna del migliore “Amici miei”.

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Per come la vediamo noi di #TEO:

  1. Anna Maria Flammini è stata demansionata, senza addurre delle motivazioni plausibili (a meno che, come dovrebbe fare un buon Responsabile Amministrativo, non abbia cominciato a obiettare qualcosa sulla mole pazzesca di rimborsi spese che stanno gravando sulla Federazione);
  2. Dopo meno di un anno, la Federazione dovrà rifare l’Organigramma Federale, perché non corrisponde alla realtà dei fatti: speriamo vivamente che l’organigramma, se effettivamente verrà rifatto, venga realizzato da un esperto in organizzazione aziendale, e non da uno stagista che passava per caso da Viale Tiziano. Tale è l’organigramma attuale: lacunoso, approssimativo e, soprattutto, incompleto.
  3. Sono stati gettati al vento, e non ne conosciamo le ragioni, 80.000 euro, ce si sarebbero potuti utilizzare per lo sport, quello con la S maiuscola.

Procura Federale e Giudice Sportivo Nazionale: non competenza o incompetenza?

Procura Federale e Giudice Sportivo Nazionale: non competenza o incompetenza?
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a cura di Keyser Soze

“A seguito della trasmissione, da parte della Segreteria O.d G., a mezzo mail in data 11 giugno 2018, della segnalazione da parte del dott. Salvatore Rossi – per il tramite della Procura Federale – e di quella da parte del C.R. Lombardia, sono stai sottoposti a questo Giudice i fatti accaduti in data 3 giugno 2018, in occasione della Gara Regionale di Endurance a Castelletto di Leno.”

Questo è l’esordio della decisione 12/2018 del Giudice Sportivo Nazionale (Avv. Enrico Vitali), che ci ha lasciato letteralmente a bocca aperta: negli ultimi mesi pare che ci sia un po’ di caos negli Organi di Giustizia F.I.S.E., ma questa volta sia la Procura Federale che il Giudice Sportivo Nazionale hanno superato loro stessi. Di seguito il testo della decisione del G.S.N., che abbiamo oscurato, ove necessario, per rispetto nei confronti di uno dei soggetti coinvolti, anche se la decisione in oggetto è disponibile online sul sito federale.

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In breve, il tesserato Salvatore Rossi – per il tramite della Procura Federale – e il Comitato Regionale Lombardo (peraltro tuttora commissariato…quindi ci chiediamo: nella persona di chi?) segnalano che una tesserata ha preso parte ad una gara di endurance in condizioni di salute non ottimali, in seguito a radioterapia e assunzione di un farmaco dopante; inoltre viene accusato il giudice, Ivan Caponnetto, di aver permesso che la tesserata prendesse parte alla gara.

Il G.S.N., Avvocato Enrico Vitali, che abbiamo già avuto occasione di conoscere per le sue teorie sul rapporto steward e benessere del cavallo (potete leggere il nostro post cliccando qui), si mette al lavoro, per produrre la propria decisione, che si conclude con la archiviazione del procedimento.

Vediamo ora dove e chi ha sbagliato.

La Procura Federale

Il Procuratore Avvocato Anselmo Carlevaro o chi per esso – sono diversi i sostituti), ricevuta la segnalazione da parte del Comitato Regionale Lombardo, avrebbe dovuto girare la segnalazione per competenza (si tratterebbe di un caso di “doping” umano) alla Procura Antidoping del CONI (alla NADO Italia); NON sottoporre il caso al Giudice Sportivo Nazionale. L’art. 69 del Regolamento di Giustizia della F.I.S.E. è chiaro in proposito.

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NADO Italia è l’organizzazione nazionale antidoping (NADO), derivazione funzionale della Agenzia Mondiale Antidoping (World Anti-Doping Agency WADA), e ha la responsabilità esclusiva in materia di adozione ed applicazione delle norme in conformità al Codice Mondiale Antidoping (Codice WADA) del quale è parte firmataria. (http://www.nadoitalia.it/it/)

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Le Norme Sportive Antidoping 2018 , in premessa, sono molto chiare, specificando che “tutti gli altri organismi sportivi comunque denominati ricadono nella giurisdizione di NADO Italia e sono tenuti a rispettare le disposizioni delle NSA e a collaborare con NADO Italia nell’attuazione del programma antidoping. Le FSN, le DSA, gli Enti di Promozione Sportiva (EPS) […] ricadono nella giurisdizione di NADO Italia e sono tenuti a rispettare le disposizioni delle NSA e a collaborare con NADO Italia nell’attuazione del programma antidoping.

 

Il Giudice Sportivo Nazionale

  • L’Avvocato Enrico Vitali, Giudice Sportivo Nazionale, ricevute le segnalazione, doveva dichiararsi INCOMPETENTE a decidere una questione relativa a presunta violazione in materia anti- doping Umano di competenza della NADO Italia.

 

  • Il Giudice Sportivo Nazionale, quindi, NON avrebbe dovuto in alcun modo pronunciare una decisione: facendolo ha violato apertamente le normative in materia di privacy (pubblicando di fatto dati sensibili sanitari – radioterapia a cui era sottoposta l’atleta e assunzione di un modulatore ormonale – Tamoxifene).

 

  • “….Per quanto attiene la [omissis], nussun addebito risulta possibile muoverle sia in ordine alla assunzione del farmaco dopante Tamoxifene né in ordine all’avere gareggiato in condizioni fisiche precarie…”. Il Tamoxifene, modulatore selettivo del recettore degli estrogeni, è incluso sì nelle Lista WADA 2018 (clicca per vedere il testo) delle sostanze vietate, ma appartiene alla classe S 4.2, e quindi viene considerato sostanza specificata, non farmaco dopante. (Se si risulta positivi a una sostanza specificata, si riceverà una sospensione iniziale di due anni invece che di quattro, che è quanto previsto per le sostanza non specificate. Questo perché la WADA riconosce che le sostanze possono accedere inavvertitamente nel corpo del giocatore senza essere state necessariamente utilizzate a fini dopanti; in questo caso siamo davanti addirittura ad un uso terapeutico.)

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  • “In ordine al primo profilo, l’amazzone ha dimostrato di essere in possesso della specifica autorizzazione FEI datata 20 aprile 2018, tra l’altro comunicata alla Giuria prima della gara.” La autorizzazione FEI vale per la partecipazione alle gare internazionali – non per quelle regionali. Per gareggiare assumendo Tamoxifene la tesserata avrebbe dovuto richiedere al CEFT (Comitato Esenzioni a Fini Terapeutici) una TUE (Modulo di esenzione a fini terapeutici) 30 gg prima della competizione.

 

  • “In ordine alle condizioni fisiche della stessa, la circostanza di essere sottoposta a radioterapia di per sè solo non può essere motivo discriminatorio e ostativo alla partecipazione della gara.” Questo lo dice il Giudice Sportivo Nazionale: è forse anche medico?

 

  • “La [omissis] non solo è apparsa in buono stato di salute ad un esame obiettivo della Giuria ed ha dichiarato per iscritto di versare in condizioni fisiche non precarie – assumendosene la responsabilità.” Sono medici la Giuria? E se fosse caduta e si fosse fatta male? Siamo sicuri che sia sufficiente, anche ai fini assicurativi,  l’assunzione di responsabilità da parte della atleta?

Può bastare…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Che sbadato! Mi ero dimenticato di questi 340 MILA EURO! E ora che faccio? IDEA!!!!! Li delibero d’urgenza.

Che sbadato! Mi ero dimenticato di questi 340 MILA EURO! E ora che faccio? IDEA!!!!! Li delibero d’urgenza.

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a cura di Super Pippo

Con la delibera n. 628 del 2 luglio 2018, viene ratificata la delibera presidenziale d’urgenza del Presidente pro tempore Marco Di Paola n. 55 del 14 giugno 2018, che integra le spese per Piazza di Siena di ulteriori 339.759,08 euro. “Il Presidente federale può adottare deliberazioni solo in caso di estrema urgenza, con l’obbligo di sottoporre le decisioni assunte a ratifica del Consiglio Federale, nella sua prima riunione utile.” Così recita il comma 9 dell’articolo 27 dello Statuto Federale. Naturalmente gli adempimenti sono stati rispettati…ma ci sembra che l’importo – ad integrazione della delibera quadro n. 333 del 9 Aprile 2018 – deliberato d’urgenza sia eccessivo.

 

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Così suddivisi:

  • NOLEGGI: + € 150.000,00
  • ALTRE SPESE DI ORGANIZZAZIONE: + € 89.759,08
  • ALTRI SERVIZI E PRESTAZIONI: + 100.000,00

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“Ma tanto c’è il CONI…ma tanto c’è…”. Resta il fatto che sono quasi 350.000 euro che non erano stati conteggiati prima nel budget di Piazza di Siena, e sono stati integrati con una delibera d’urgenza del Presidente!

Ma come è possibile?

Cosa sono quei 340 mila euro di integrazioni ex post?

Che noleggi sono stati pagati per 150.000 euro?

Cosa sono quelle “altre spese di organizzazione” per quasi 90.000 euro?

Cosa sono quegli “altri servizi e prestazioni” per 100.000 euro tondi tondi?

Dove è scritto “altri/e/a/o” abbiamo a che fare con voci solitamente residuali e non afferenti direttamente alla gestione caratteristica di una azienda o soggetto giuridico che dir si voglia. A chi sono stati dati questi soldi con delibera presidenziale d’urgenza?

Noi di #TEO ci teniamo a sottolineare che la citata delibera n. 333 del 9 Aprile 2018, che riportiamo sotto per conoscenza concedeva al Comitato Tecnico di Gestione un potere di spesa di 908.450 euro, importo pari alle entrate previste per Piazza di Siena. Il significato di una integrazione ex post pari quasi al 40% del budget di spesa previsto per Piazza di Siena altro non è se non un grosso errore a livello di stesura del Bilancio Preventivo 2018, a cui si rifà la delibera all’oggetto.

Chissà cosa ne pensa il Collegio dei Revisori dei Conti?

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“La Giuria e gli Stewards non possono impedire l’utilizzo delle difese solo perché preoccupati del benessere e salute del cavallo.” – Avv. Enrico Vitali, Giudice Sportivo Nazionale

“La Giuria e gli Stewards non possono impedire l’utilizzo delle difese solo perché preoccupati del benessere e salute del cavallo.” – Avv. Enrico Vitali, Giudice Sportivo Nazionale
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a cura di Verbal Kint

Così recita un passo della sentenza 10/2018 del Giudice Sportivo Nazionale F.I.S.E., a firma dell’Avvocato Enrico Vitali. La sentenza 10/2018 del 9 luglio 2018, pubblicata pochi giorni fa sul sito federale e consultabile di seguito, riporta degli assunti che ci hanno lasciati molto perplessi.

Decisione Giudice Sportivo Nazionale 10/18 dell’11 Luglio 2018

 

“[omissis]…nessuna norma dell’ordinamento F.I.S.E. consente di vietare l’utilizzo delle protezioni sul solo presupposto di un possibile rischio alla salute del cavallo…[omissis]”

“La Giuria e gli Stewards non possono impedire l’utilizzo delle difese solo perché preoccupati del benessere e salute del cavallo.”

Forse sarebbe opportuno che gli stimati professionisti nominati a comporre gli Organi di Giustizia Federale avessero una maggiore conoscenza delle normative federali, o che per lo meno evitassero “scivoloni” come quello fatto in questa occasione dall’Avvocato Enrico Vitali, che si è premurato di fare affermazioni imbarazzanti e contra legem (vedi di seguito), nell’ambito di un esposto che comunque viene dichiarato (dallo stesso Vitali nella sentenza) inammissibile, in accoglimento delle eccezioni preliminari di uno dei convenuti in giudizio.

Non c’è da stupirsi…almeno; noi non ci stupiamo! Se il Presidente Federale pro tempore Marco Di Paola stabilisce di modificare una norma fondamentale e consentire la macellazione per la produzione di alimenti di cavalli e pony iscritti nei ruoli FISE, é anche plausibile che, a cascata, i componenti degli organi di giustizia asseriscano che il benessere dei cavalli, e dunque degli atleti, non é tra le competenze degli steward.

Auspichiamo che il Presidente pro tempore – o qualcuno dei suoi consiglieri federali – prenda le distanze da quanto scritto dall’Avvocato Vitali nella sentenza. Se così non fosse, ci sarebbe da preoccuparsi.

Facciamo un breve ripasso delle normative federali riguardanti il “Benessere equino”.

  • Lo STATUTO della FISE stabilisce (Art 2.1) che: “Fini istituzionali della FISE sono promuovere, sviluppare e organizzare tutte le attività connesse all’uso sociale del cavallo.”
    E che la FISE (Art. 2.2) “promuove la tutela della salute dei cavalli e dei cavalieri.”
  • Lo STATUTO del CONI (Art. 2.2) stabilisce infatti che “Il CONI detta i principi fondamentali per la disciplina delle attività sportive e per la tutela della salute degli atleti” che nel caso della FISE sono i Cavalieri e i Cavalli.

 

  • Il REGOLAMENTO per la Tutela del Cavallo Sportivo, assolutamente vigente come regolarmente rideliberato dal Commissario Straordinario e confermato anche dal Garante del Codice di Comportamento Sportivo del CONI, prevede nei principi generali (Art. 1) che:
    La FISE, nell’ambito dei principi e degli indirizzi fissati dalle leggi vigenti e dal proprio statuto, promuove ed esercita il rispetto, la cura e la tutela del benessere del Cavallo.
  • Il rispetto del Cavallo, quale essere senziente, costituisce il principio primo e il dovere morale su cui si fondano tutte le attività equestri.
  • La tutela del benessere del Cavallo è la base e al contempo criterio primario cui devono fare riferimento tutte le normative e regolamentazioni federali.
  • La FISE intende assumere un ruolo di riferimento nell’affermazione dell’importanza della tutela del benessere e della salute del Cavallo e del binomio.
  • La FISE opera affinché sia promosso nel sistema educativo e informativo degli associati il rispetto del Cavallo, la conoscenza delle sue caratteristiche etologiche e psicofisiche e il principio della corretta relazione e convivenza con lo stesso.
  • Gli sport equestri si differenziano dalle altre discipline sportive perché prevedono l’interazione tra due atleti diversi: il Cavaliere ed il Cavallo entrambi riconosciuti come atleti dalla FISE cui spettano diritti e tutele. Coloro che praticano gli sport equestri sono dunque chiamati, secondo un principio di responsabilità, a compiere scelte etiche profonde che incidono sulla vita e sul destino di un altro essere vivente.
  • La FISE riconosce validità etica e morale a tutte le forme di pensiero che si richiamano al rispetto e al diritto dei Cavalli nonché alla promozione di iniziative volte a tal fine.”

 

  • Il CODICE ETICO della FISE stabilisce (Art. 3.1) che “I principi riportati nel presente Codice Etico valgono, in quanto compatibili, anche nel rispetto della figura del Cavallo nei confronti del quale ogni soggetto dovrà mantenere adeguati comportamenti etici, legali e un comportamento rispettoso della figura del Cavallo inteso quale ATLETA.”

 

  • La FEI, da cui sono ripresi i Regolamenti della FISE indica almeno dal 2004 che il cavallo sia un “Happy Equine Athlete”.

 

Gli organi preposti a vigilare che tali norme e principi vengano rispettati e applicati, sulla base dei rispettivi regolamenti di disciplina, nell’ambito delle manifestazioni sportive sono gli Ufficiali di gara e tra questi gli Steward.

 

“Siamo sull’orlo del baratro, in una vertiginosa caduta all’indietro che ha prodotto e continua a produrre mostruose distorsione di tutto ciò che si intende per sport.” Michele Mosca spiega i motivi delle proprie dimissioni.

“Siamo sull’orlo del baratro, in una vertiginosa caduta all’indietro che ha prodotto e continua a produrre mostruose distorsione di tutto ciò che si intende per sport.” Michele Mosca spiega i motivi delle proprie dimissioni.
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a cura di Guy Fawkes

Questo uno dei passi salienti (refuso compreso) della lettera con cui ieri, 16 luglio, l’ex consigliere federale Michele Mosca – del quale avevamo annunciato le dimissioni il 29 giugno scorso con questo post (clicca qui per leggere) – ha motivato l’abbandono della carica politica in F.I.S.E.. Terribile il quadro generale che emerge dalla missiva dell’ex Consigliere Federale: il mondo equestre viene descritto come un “girone” infernale di corruzione ed inganni.

“…questa fondamentale considerazione non può bastare a spiegare il girone dantesco dove è finita e si colloca oggi l’equitazione ed in particolare il salto ostacoli.”

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Il collocamento del Salto Ostacoli (F.I.S.E.) in un girone dell’Inferno Dantesco.

“Oggi le gare sono truccate e di conseguenza anche in conseguenza dell’erogazione di importanti montepremi sono una inganno sportivo ed economico, già al vaglio di autorità superiori”.

 

“…il processo di riforme ineludibili, da tutti invocate e per le quali siamo stati votati, non ha toccato il pilastro più importante della “Casa di vetro”, il Salto Ostacoli, che è bene ricordare genera il 90% delle entrate e ne consuma solo il 4%.”

 

“Siamo sull’orlo del baratro, in una vertiginosa caduta all’indietro che ha prodotto e continua a produrre mostruose distorsione di tutto ciò che si intende per sport.”

 

“…processi degenerativi e sistemi corrotti…”

 

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“maggioranza silenziosa” 

 

“esigua e compromessa minoranza rumorosa”

 

Che dire? …quando abbiamo ricevuto questa lettera, siamo rimasti molto perplessi, poiché pare un collage di più testi scritti da mani diverse: da alcuni errori di sintassi o grammaticali ad una forma forbita e curata nel giro di poche righe. Non comprendiamo la necessità di inviare tale “missiva”, ad un mese di distanza dalla lettera di dimissioni che risale al 22 di giugno. Da un lato si loda il lavoro del Presidente (Marco Di Paola) e di ALCUNI (non tutti) Consiglieri e dall’altro lato si dipinge un sistema corrotto e malato, in cui domina una “esigua e compromessa minoranza rumorosa”.

Cosa avrà voluto dire Mosca?

Forse che il sistema politico lavora bene (!), ma è ostaggio di quella esigua e compromessa minoranza rumorosa?

…e se ne accorge dopo un anno e mezzo?

Ma soprattutto: perchè non ha denunciato tutta questa corruzione? Perchè in quanto dirigente nazionale non ha fatto quanto in suo potere per far emergere tutte queste brutture e per combatterle?

In tutto questo – permetteteci di usare questo termine – “casino”, una certezza!

Oramai una sicurezza e una garanzia!

La Federazione tace…

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E’ quasi un mese che Michele Mosca si è dimesso, ma nessuno ha dato la notizia se non noi di #TEOè un fallimento importante della “glasnost” Dipaoliana. Certo, il Consiglio Federale può deliberare anche se un Consigliere si è dimesso e non può essere reintegrato, ma i tesserati, gli addetti ai lavori, e gli appartenenti al settore equestre, avranno almeno il diritto di essere informati su chi gestisce il potere politico della Federazione Sportiva Nazionale di riferimento…o no?

Il “pro tempore” stia tranquillo: ci sono due avvocati, un uomo e una donna, a lui “molto vicini”, che si stanno organizzando per toglierlo dalla sua attuale posizione di Presidente…rimane solo da capire se a fine mandato, o prima.

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Nicola Boscarelli nuovo consigliere F.I.S.E. nazionale?

Nicola Boscarelli nuovo consigliere F.I.S.E. nazionale?
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a cura di Tyrion Lannister

Calata l’ennesima coltre di silenzio sull’ultimo Consiglio Federale e sul destino del Consigliere dimissionario Michele Mosca, noi di #TEO ci siamo preoccupati di fare una breve disamina dell’ipotetico futuro della dirigenza F.I.S.E., in caso di dimissioni dell’ippogenitore con delega al Bilancio.

Tutto tace dal terzo piano di Viale Tiziano 74, ma – soprattutto dopo l’abbandono da parte di Mosca del gruppo Whatsapp della Consulta, senza saluti né spiegazioni – sembra essere oramai imminente l’ingresso del calabrese Nicola Boscarelli come nuovo Consigliere F.I.S.E., in sostituzione di Mosca stesso.

Il 23 Gennaio 2017 emersero le seguenti risultanze, in seguito alle elezioni della dirigenza:

Giuseppe Bicocchi: 475 voti, Alvaro Casati: 456, Vincenzo Gigli: 448, Eleonora Di Giuseppe: 437, Michele Mosca: 435, Ettore Artioli: 418, Grazia Rebagliati Basano: 323

Nicola Boscarelli: 185

Giuseppe Brunetti: 160

Francesco Gabriele Maria Mocchi: 158

Francesco Gallo: 133

Gianluca Laliscia: 131

Ferdinando Acerbi: 82

…e così via.

Ci saremmo potuti tranquillamente fermare al nominativo di Nicola Boscarelli, visto e considerato che, alla luce del primo comma dell’art. 32 dello Statuto della F.I.S.E., salvo rocambolesche interpretazioni della norma – a cui peraltro l’attuale dirigenza ci sta abituando – in caso di posto vacante nel Consiglio, subentra il primo dei consiglieri non eletti, a patto che abbia ricevuto almeno la metà dei suffragi dell’ultimo consigliere eletto.

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L’articolo 32 dello Statuto è l’unico riferimento normativo inerente l’integrazione del Consiglio Federale: le Norme di Attuazione dello Statuto, che in teoria dovrebbero essere esplicative dello Statuto nei punti in cui lo stesso fosse carente o poco chiaro, all’articolo 37 rimandano direttamente al succitato articolo dello Statuto Federale, senza altro dire in merito.

37.jpegNicola Boscarelli, con le sue 185 preferenze, è l’unico dei Consiglieri non eletti a superare la soglia del 50% dei suffragi ottenuti da Grazia Rebagliati Basano (323).

A nulla sono valsi gli innumerevoli contatti telefonici – risalenti già ad inizio 2018 – portati avanti proprio dall’ultima dei Consiglieri eletti, Grazia Rebagliati Basano, che, in vista della esclusione di Eleonora Di Giuseppe (per la ben nota questione D.P.A. in F.I.S.E.), voleva sondare la disponibilità dei consiglieri non eletti “amici”: chiacchiere a vuoto, proprio per le ragioni sopra elencate.

L’unico papabile è Nicola Boscarelli, a patto, naturalmente, che accetti di diventare consigliere di codesta Federazione.

A nulla è valsa la dichiarazione di intenti di Francesco Maria Gabriele Mocchi, qui sotto riportata, poiché non potrebbe comunque accedere alla carica, avendo ricevuto 158 preferenze (contro le 162 necessarie). Sarà nostra premura, se l’avventura di #TEO perdurerà negli anni, farci garanti del fatto che Mocchi in futuro non prenda parte alla vita politica della Federazione.

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Quindi cosa accadrà adesso?  Stendiamo un velo pietoso sulla disinformazione portata avanti dalla Dirigenza, il cui atteggiamento sembra essere sempre più quello di nascondere la sporcizia e la polvere sotto i tappeti (a furor di metafora).

Il problema, delle dimissioni di uno dei massimi dirigenti della F.I.S.E. riguarda tutti i tesserati. Sarebbe corretto che questi ultimi fossero aggiornati su ciò che accade nella catena di comando,

SCENARIO 1)

Se Boscarelli accettasse, il Consiglio sarebbe formato nuovamente da 10 componenti.

SCENARIO 2)

Se non accettasse, il Consiglio sarebbe composto da 9 elementi, ma  in grado di deliberare…comunque un consiglio “zoppo”.

SCENARIO 3)

Cosa accadrebbe se il Consigliere Eleonora Di Giuseppe, i cui rapporti con il Presidente e gli altri Consiglieri, non paiono essersi rasserenati dopo la questione D.P.A., scegliesse di dimettersi?

3A) Se Boscarelli accettasse (e probabilmente lo ha già fatto), le dimissioni di Eleonora Di Giuseppe (e di altri consiglieri in un secondo tempo) toglierebbero ridurrebbero il Consiglio a 9 elementi, senza la possibilità di introdurre nuovi consiglieri, salvo la convocazione di una Assemblea Generale.

3B) Se Boscarelli non accettasse, e la Di Giuseppe si dimettesse a sua volta, il Consiglio sarebbe composto da 8 elementi, ma sarebbe comunque in grado di deliberare…in ogni caso, come al punto precedente non si potrebbero inserire nuovi Consiglieri salvo convocare una Assemblea Generale.

Cambierebbe qualcosa?

A nostro modesto parere no. L’attuale dirigenza non sembra curarsi di certi “dettagli di poco conto”. A noi, però, sembra corretto spiegare come stanno le cose, visto che al momento nessuno si preoccupa di farlo. Certo è che ogni consigliere che in questo preciso momento si trova seduto al tavolo di Viale Tiziano 74, con il suo bel tablet, acquistato con i soldi dei tesserati, ogni volta che fa passare le proprie dita sullo schermo di quel tablet omaggiatogli dalla Federazione, dovrebbe porre mente alle proprie responsabilità politiche.

Secondo noi, Di Paola e la sua dirigenza rimarranno al comando della Federazione fino al termine del quadriennio, facendo tutto quello che vorranno, e combinando dei bei pasticci a livello amministrativo/gestionale e anche sportivo. A nostro parere, è assolutamente giusto che tutto rimanga così, perchè il settore equestre borbotta, urla o sbatte i pugni – trasversalmente in ogni disciplina, olimpica e non – ma nessuno alza la testa.

Va tutto bene.

Ad maiora.