La riforma del CONI: Malagò non ci sta e chiede mandato al Consiglio Nazionale per trattare con il Governo. Barbaro unico voto contrario.

La riforma del CONI: Malagò non ci sta e chiede mandato al Consiglio Nazionale per trattare con il Governo. Barbaro unico voto contrario.
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Keyser Soze

Oggi si è tenuto il 264° Consiglio Nazionale del CONI. In questa sede, Giovanni Malagò ha tenuto un discorso durato più di un’ora, in cui si è scagliato con violenza contro il Governo e contro la proposta di riforma del CONI, presente nella Finanziaria 2019. La proposta – che comunque entrerebbe a regime nel 2020 – in sostanza, pur lasciando risorse finanziarie invariate per lo sport (circa 410 milioni di euro), veicolerebbe il 90 per cento di tale risorse in gestione ad una nuova società statale “Sport e Salute S.P.A.”, togliendole dal controllo del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e della società CONI Servizi S.P.A..

Dopo l’attacco – dal sapore molto politico – portato contro la proposta di cambiamento e contro il Governo stesso, il Presidente pro tempore (essì, anche lui è tale) del CONI ha chiesto al Consiglio Nazionale mandato per trattare con il Governo “con l’obiettivo di preservare l’autonomia dello sport italiano, richiedendo di valutare nuovamente il testo della norma e, in caso, di differirne l’adozione per poter tenere conto di quanto emergerà all’esito del tavolo bilaterale di approfondimento della materia, aperto anche a una analisi globale e condivisa dell’ordinamento sportivo italiano.” (così recita il comunicato stampa uscito da poche ore sul sito del CONI: puoi leggerlo cliccando QUI).

PyeongChang: -30; Malagò 'Sport ha fatto miracolo'

Detto in parole povere, nascondendosi dietro il pretesto di preservare l’autonomia dello sport italiano, Giovanni Malagò vuole mantenere una posizione conservativa, fatta di privilegi e di distribuzione di fondi alla varie Federazioni Sportive Nazionali, secondo metodi e processi decisionali stabiliti dalla attuale oligarchia dirigenziale sportiva che comanda et impera nel CONI. 

Proprio questa situazione ha attirato l’attenzione dell’esecutivo: i Presidenti delle F.S.N. eleggono il Presidente del CONI, che di fatto elargisce i fondi alle Federazioni stesse. Una sorta di conflitto di interessi, o anche circolo vizioso – che dir si voglia -, che mina il fondamento della autonomia delle Federazioni dal CONI. Ricordiamo che Malagò vinse a sorpresa le elezioni del CONI nel febbraio 2013, anche sulla scorta della promessa dell’emolumento ai 45 Presidenti delle Federazioni Sportive di 36.000 euro l’anno, e già l’allora premier Renzi gli aveva creato non poche difficoltà sullo stipendiare con un ente pubblico dei soggetti di diritto privato, quali erano (sono) le Federazioni Sportive Nazionali, bloccando di fatto l’elargizione di quelle risorse finanziarie.

UnknownUnico voto contrario all’interno del Consiglio Nazionale in merito alla richiesta di Malagò  di proseguire nella trattativa con il Governo, quello del Senatore Claudio Barbaro, Presidente nazionale A.S.I. e rappresentante degli Enti di Promozione Sportiva in seno al Consiglio stesso. Riportiamo le dichiarazioni del Senatore Barbaro, così come rilasciate al Secolo d’Italia:

«Abbiamo assistito alla solita autocelebrazione del Coni, che avviene in tutti i contesti simili a quello odierno.

Tutti hanno parlato della bontà del modello sportivo italiano, ma nessuno si è chiesto perché si arriva a un processo di riforma così forte, che cambia gli assetti dello sport italiano. Il modello sportivo italiano risponde a tutte le necessità di diffusione della cultura sportiva nel Paese o solo a logiche di conseguimento delle medaglie?

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Senatore Claudio Barbaro

Noi – ha aggiunto – siamo convinti che questo modello sportivo italiano non dia più risposte a 360 gradi a tutto il mondo dello sport, che è cresciuto in maniera disordinata, ma che risponda a un unico modo di intendere lo sport, ovvero quello di far affermare gli atleti italiani nel mondo.

Non si parla di sport a scuola, di una diffusione più omogenea degli impianti sportivi, degli aspetti sociali e anche sanitari dello sport. Tutti questi aspetti vengono toccati solo in termini di facciata, mentre l’intento della riforma è cercare di dare risposte a tutte le esigenze di carattere sportivo e non solo a quelle di carattere competitivo.

All’interno del Coni non c’è mai stata autocritica».

Una presa di posizione forte: il Presidente di ASI nazionale evidenzia come il CONI sia in pratica più occupato a conquistare medaglie che a promuovere capillarmente sul territorio lo Sport in quanto tale. Allo stato attuale delle cose, quindi, l’unico membro del Consiglio Nazionale del CONI che pare essere propenso ad una riforma radicale del sistema Sport italiano pare essere il Senatore Claudio Barbaro…

Una considerazione è d’obbligo: a tanti, a moltissimi, in queste ore e nei prossimi mesi, tremeranno le gambe nel mondo CONI, Coni Servizi & Affini. Se la proposta di riforma andasse in porto, un intero sistema, nato e gestito nei salotti romani e nel Circolo Canottieri Aniene verrebbe smantellato…l’unica nostra speranza è che non se ne smantelli uno, per crearne un altro!

Ad maiora.

p.s. – e Piazza di Siena, nel 2020, con che soldi si farà? AHIA!

ks

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Trasporti ippici – Cronistoria e soluzioni (?)

Trasporti ippici – Cronistoria e soluzioni (?)
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Matt Murdoch

La circolare sul traporto equidi pubblicata il 15 ottobre u.s. dal Ministero dei Trasporti congiuntamente al Ministero degli Interni ha gettato il settore sportivo (e ludico) equestre nello scompiglio. Lo stato dell’arte attuale è tale per cui una A.S.D. non può trasportare in concorso i cavalli dei propri associati, perchè in tal caso si configurerebbe la fattispecie di trasporto in conto terzi, attività imprenditoriale, che è preclusa ad una associazione sportiva.

E’ possibile consultare il testo della circolare, cliccando sul seguente link.

Il risultato – devastante per tutto il settore equestre – che ha portato questa Circolare è dovuto alla totale inattività della Federazione Italiana Sport Equestri, e alla incapacità dell’innominabile rappresentante pro tempore, il quale – dopo aver fatto dell’argomento “Trasporto equidi” uno dei suoi cavalli di battaglia in campagna elettorale – ha trascurato l’argomento, una volta diventato Presidente.

Vediamo come siamo arrivati a questo disastro e facciamo il punto della situazione.

Di sotto riportiamo l’estratto del contratto fatto dall’innominabile in campagna elettorale. Potete vederlo sul web, cliccando QUI.

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Nel Consiglio Federale del 22 Aprile 2017, viene formata la Commissione Trasporto e Movimentazione Equidi (clicca QUI).

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La Delibera n. 363 del 22 Aprile 2017, che potete consultare qui sotto, evidenzia:

  • il grande rilievo del tema del trasporto degli Equidi per tutti i tesserati FISE;
  • l’opportunità di affrontare il tema  del trasporto cavalli.

Nell’ambito della stessa delibera, vengono indicati i nominativi dei componenti, nelle persone del Consigliere Luca D’Oria (Presidente), del Segretario Generale Simone Perillo, del Colonnello Adriano Sala, dell’Avvocato Andrea Scianaro (vice presidente del Comitato Regionale Umbro) e dal Dott. Gianluigi Giovagnoli.

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Nel Giugno 2017 – ignoriamo le ragioni – ci risulta che l’Avvocato Andrea Scianaro abbia rassegnato le dimissioni dalla Commissione.

Commissione della quale più nulla si è saputo, salvo il fatto che – da dichiarazione rilasciata dall’innominabile rappresentante pro tempore della F.I.S.E. nell’ambito di Fieracavalli 2018“La Federazione (e quindi la commissione stessa, n.d.r.) non si era mossa perchè il sistema (dei trasporti, n.d.r.) funzionava”. Potete vedere cliccando su questo link, l‘innominabile che pronuncia il virgolettato così come sopra riportato al minuto 1:28.

Il trasporto equidi, cavallo di battaglia della campagna elettorale dell’attuale rappresentante protettore della F.I.S.E., all’improvviso si rivela essere una semplice bolla speculativa, sfruttata dallo stesso come espediente per farsi eleggere…almeno così sembrerebbe dalle sue parole in conferenza a Verona, pochi giorni fa! 

Resta il fatto che dall’aprile 2017 a fine ottobre 2018 (un anno e mezzo, quindi), nulla è stato fatto per i trasporti!

Il 15 ottobre viene pubblicata la Circolare Prot. 16804, intitolata “Trasporto di equidi per competizioni sportive o finalità ludiche.” E cominciano i casini…quelli veri!

22 Ottobre: con molta calma (passa una settimana dalla pubblicazione) esce il comunicato congiunto F.I.S.E. Fitetrec-ANTE che annuncia la RICHIESTA DELLA SOSPENSIONE DELLA CIRCOLARE ai Ministeri competenti. ATTENZIONE: viene fatta richiesta. La sospensione non viene concessa sulla base di una semplice richiesta…pare essere lapalissiano.

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Clicca qui di seguito per leggere la Lettera_congiunta_FISE_FITETREC_ANTE.

26 ottobre: con un nuovo comunicato uscito sul sito della F.I.S.E., l’innominabile si dichiara soddisfatto che il Governo abbia accolto la richiesta DI INCONTRO, NON DI SOSPENSIONE DELLA CIRCOLARE. Sarebbe ora che si finisse di giocare con le parole, caro pro tempore!

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5 novembre: il Governo è stato molto disponibile (e che avrebbero dovuto fare?). “Nei prossimi giorni verrà effettuato un secondo incontro operativo sulle possibili soluzioni.” Non si parla di sospensione della circolare, che risulta essere assolutamente in vigore.

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7 novembre: “Trasporto cavalli: esperti a lavoro” – Così titola il comunicato stampa della F.I.S.E..

Esperti: CHI SONO? CHI LI PAGA? COSA FANNO?

C’è ancora di mezzo la famigerata commissione presieduta da Luca D’Oria, che non ha fatto – passateci il termine – un cazzo per un anno e mezzo? La soluzione arriverà nelle prossime settimane (nel comunicato precedente si parlava di “pochi giorni”).

NEL FRATTEMPO, PERO’, DATO CHE LA CIRCOLARE NON E’ SOSPESA, CARI TESSERATI, ATTENETEVI A QUANTO DETTATO DALLA STESSA…NON SI SA MAI…MEGLIO ESSERE PRUDENTI…

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9 novembre: mandateci i verbali, “anche con i dati sensibili non visibili“…ma ci chiediamo…dati sensibili? O forse intendevate dire dati personali? Perchè c’è una bella differenza…ma chi li scrive i comunicati?

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Questa è la storia ad oggi: sui social imperversa il caos. Tra chi dice che tutto è perfetto, che c’è una tregua in corso, che nessun verbale è stato fatto e…chi dice l’esatto contrario.

Ci sentiamo di dover confutare, per lo meno, chi sostiene che nessun verbale sia stato fatto, perchè altrimenti non avrebbe logica la richiesta della F.I.S.E. di inviare i verbali all’ufficio legale. Però, la fantasia regna sovrana, al momento attuale in Federazione, quindi non escludiamo nulla.

Nel frattempo arrivano segnalazioni sul nostro indirizzo mail di concorsi ippici che si declassano da 5 a 3 stelle per mancanza di concorrenti, come di altri concorsi che coraggiosamente rimangono confermati, pur con un basso numero di partecipanti, ricordando comunque con comunicati via whatsapp e affini che le iscrizioni sono ancora aperte.

Caro innominabile, tu lo sai, vero che un – se non il più importante – elemento chiave per sbrogliare la matassa è quello di escludere i cavalli sportivi dal campo di applicazione della legge sul trasporto merci? 

Lo sai, vero, che dovrai fare marcia indietro sul tuo “capolavoro” di aprire il tesseramento F.I.S.E. ai cavalli D.P.A., che di base sono classificati come merci, a prescindere da qualsiasi connotazione filosofica di inclusione che tu ti possa inventare?

Lo sai che devi smetterla di incolpare Catia Brozzi e la sua Associazione di aver fatto il proprio vantaggio? Perchè la Brozzi è presidente di una associazione che conta 20 – o meno – associati; tu sei il Presidente di una Federazione Sportiva Nazionale che conta 100.000 tesserati. Se due, dico due, Ministeri hanno dato retta ad una piccola Associazione e, seguendo la tua tesi, hanno cucito una Circolare su misura, pensa cosa avrebbero fatto davanti ad una Federazione con 100.000 soci?

Lo sai che il responsabile di questo casino sei tu, la tua inattività e il lassismo della Commissione da te nominata?

Questo qui sotto, per esempio, non ha ancora capito un cazzo adesso…ed è il tuo Consigliere di riferimento.

doria

Tutto ciò che speriamo è che non venga messo in funzione o aperto o restaurato alcun tavolo sulla fiscalità delle ASD, altrimenti lì sono veramente tante rogne.

Grazie.

mm