Pratoni del Vivaro sotto indagine della Corte dei Conti.

Pratoni del Vivaro sotto indagine della Corte dei Conti.
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HellBoy

Non ne va dritta una all’Innominabile e alla sua ciurma di avventurieri allo sbaraglio nel mare tempestoso che sta diventando la Federazione Italiana Sport Equestri. E questa volta nel mirino finiscono i Pratoni del Vivaro, sotto indagine della Corte dei Conti. Mentre il Presidente pro tempore della Federazione gigioneggia, si fa selfie…e con il sorrisone sornione che lo contraddistingue magnifica necrologi scritti in un inglese livello CEPU 1.0 (“Eternity starts here” non ci va proprio giù…), cade un’altra tegola sulla sua gestione, nel silenzio assordante della comunicazione federale. 

Il mantra è: “Tout va très bien, Madame la Marquise!”, tradotto per chi non sapesse il francese in “Tutto va bene, Madama la Marchesa!”.

Ma perdonateci un altro delicatissimo francesismo:

CAZZO! NON VA TUTTO BENE! PER NIENTE!!!

Riportiamo per vostra conoscenza questo interessante articolo uscito su “il Segno di Rocca di Papa”, a firma di Andrea Sebastianelli. Sembrerebbe proprio che il Sindaco di Rocca di Papa e l’Innominabile si “siano trovati”. Anche il Sindaco secreta le comunicazioni

Per chi volesse un brevissimo riassunto dell’articolo che segue: da quanto risulta dalla convenzione tra Demanio e il comune di Rocca di Papa risulterebbe che il Comune, nel momento in cui non costituisse la società di scopo con la FISE (potete leggere cliccando

qui

il post di TEO sull’argomento) per la gestione dei Pratoni, entro i termini stabiliti – termini di fatto scaduti il 31 gennaio scorso – perderebbe la disponibilità dei Pratoni stesso. Ciononostante sempre il Sindaco del Comune di Rocca di Papa ha deliberato la attribuzione a tutto il 2019 dei Pratoni alla FISE in data 29 aprile 2019, quando tali termini sono già largamente scaduti, e in piena indagine da parte della Corte dei Conti.

Complimenti vivissimi a tutti!

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Di seguito il testo dell’articolo, a cura di Andrea Sebastianelli, sopra riportato in foto.

“La Corte dei Conti ha scritto due lettere al sindaco di Rocca di Papa contestando alcuni aspetti riguardanti la gestione del centro equestre del Vivaro. Mentre la prima lettera, datata 21 gennaio 2019, si limitava a chiedere una relazione dettagliata sullo stato di attuazione del progetto, quella del 14 marzo scorso (stando a fonti interne alla Fise) toc- cava tre punti molto precisi su cui la magistratura contabile vuole vederci chiaro: il primo riguarda l’effettiva manutenzione del centro; il secondo la mancata costituzione della società di scopo tra Comune e Fise; il terzo le somme versate all’Accademia Caprilli fino a oggi (circa 200.000 euro all’anno).

Sull’argomento è intervenuto anche il consigliere d’opposizione Lorenzo Romei che durante la seduta del 18 aprile ha rivelato che la Società di scopo, non è stata “realizzata nei tempi previsti dall’accordo (cioè entro 6 mesi dal trasferimento della proprietà al Comune, avvenuta il 31 luglio 2018) motivo per cui è plausibile ritenere che, al di là degli annunci altisonanti del sindaco di Rocca di Papa, sia decaduta l’intera convenzione con la Fise centro Federale CEF e la conseguente assegnazione al Comune dell’intero complesso”. Infatti il protocollo d’intesa, deliberato dal consiglio comunale il 30 luglio 2018, stabilisce all’art. 3 punto 3 che“il Comune di Rocca di Papa e la Fise si impegnano reciprocamente a costituire per la gestione dell’ex centro equestre federale dei Pratoni del Vivaro una società di scopo a responsabilità limitata”. Al punto 4 si chiarisce che “la società di scopo dovrà essere costituita entro 6 mesi dal trasferimento in proprietà dall’Agenzia del demanio al Comune di Rocca di Papa dell’ex centro equestre federale dei Pratoni del Vivaro. Ma l’interesse della Corte dei Conti si concentra soprattutto sull’art. 4 punto 2 del protocollo d’intesa, in cui c’è scritto che: “in caso di mancata costituzione della società di scopo nel termine di cui all’art. 3 punto 4 (cioè entro 6 mesi dal subentro del Comune, n.d.d.) il presente protocollo cesserà di avere ogni efficacia nei confronti di tutte le parti. Cioè, detto in parole povere: senza la società di scopo la convenzione decade! Essendo il Comune entrato in possesso del bene il 31 luglio 2018, i sei mesi sono scaduti lo scorso 31 gennaio senza che la società sia stata costituita.

Purtroppo le due lettere della Corte dei Conti, stando a quanto riferito da Lorenzo Romei in consiglio, sarebbero state secretate dal sindaco, comprese le eventuali risposte inviate dal Comune. L’unica cosa che sappiamo è che malgrado l’indagine condotta dalla magistratura contabile, pochi giorni fa (il 29 aprile) la giunta ha deliberato di prorogare a favore della Fise la gestione del centro fino a tutto il 2019. 

L’ultimo aspetto da chiarire riguarda l’utilizzo dei soldi versati all’Accademia Caprilli, 200.000 euro all’anno. Considerato che l’Accademia gestisce il centro dal 2016, vuol dire che si sta parlando di una cifra tra i 500 e i 600 mila euro. Come sono stati spesi questi soldi? Lo vuole sapere a ragione la Corte dei Conti visto che si sta parlando di contributi pubblici. L’altra domanda che ci facciamo è: come sono state gestite le assunzioni del personale da impiegare nel centro del Vivaro da parte dell’Accademia Caprilli? Sono stati fatti dei bandi pubblici? Oppure la scelta è avvenuta per chiamata diretta? E il sindaco di Rocca di Papa che ruolo ha giocato in questo delicato settore?”

I commenti non servono.

hb

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A.G.C.M. rinvia la chiusura della fase istruttoria: una Piazza di Siena all’insegna dei selfie e delle pacche sulle spalle per l’Innominabile.

A.G.C.M. rinvia la chiusura della fase istruttoria: una Piazza di Siena all’insegna dei selfie e delle pacche sulle spalle per l’Innominabile.

Si dovrà attendere ancora poco meno di un mese per conoscere le sorti della F.I.S.E. targata “Innominabile”: il nostro è riuscito a garantirsi una Piazza di Siena tranquilla e serena, ottenendo una proroga della fase finale dell’istruttoria dal 21 maggio 2019 al 17 giugno p.v..

Chi non sapesse di cosa stiamo parlando, clicchi QUI.

Sarebbe stato effettivamente imbarazzante per il Presidente pro tempore della Federazione Italiana Sport Equestri essere al centro del circo mediatico di Piazza di Siena e dover spiegare – magari all’Icardi della situazione in diretta televisiva – le ragioni per cui la F.I.S.E. fosse stata condannata al pagamento di una sanzione amministrativa milionaria, a causa della politica spregiudicata e vessatoria messa in atto dalla dirigenza federale, che ha portato l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a prefigurare il reato di abuso di posizione dominante.

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Tant’è! Mentre l’Innominabile si fa i selfie insieme al Ministro Matteo Salvini a Piazza di Siena – forse convinto di aver vinto il concorso “Vinci Salvini” – a chi gli chiede qualcosa in merito al procedimento A.G.C.M. in corso, si limita a rispondere: “Pagheremo la multa…”, forse dimenticandosi che, sanzioni amministrative a parte che potrebbero variare da un milione e mezzo a 8 milioni “e spingi”, secondo i calcoli fatti leggendo il documento A.G.C.M., F.I.S.E. si ritroverà quasi sicuramente a dover risarcire in sede civile i soggetti che hanno promosso l’azione dell’Autorità Garante: ASI, GIA e SEF.

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…un milione qui…un milione là…un milione lì…praticamente chi si tessera alla F.I.S.E. contribuisce a pagare i casini che combina l’Innominabile: forse è per questo che lo slogan di Piazza di Siena 2019 “Eternity starts here” – pare – fortemente voluto dal Presidente stesso – rievoca necrologi o epitaffi in inglese maccheronico…Lui stesso è consapevole che sta seppellendo la Federazione sotto una montagna di debiti, che in confronto Croce e Paulgross paiono dei dilettanti allo sbaraglio.

p.s. – noi – non ce ne vogliate male – quando vediamo quello spot del concorso ippico di Villa Borghese, tocchiamo ferro. E testimoni giurano di aver visto un gatto nero (castrato) che portava le zampe in posizione inequivocabile alla vista di quella scritta.

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A.G.C.M. – 5 MILIONI DI EURO DI SANZIONE A F.I.S.E. PER ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE???

A.G.C.M. – 5 MILIONI DI EURO DI SANZIONE A F.I.S.E. PER ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE???

v_for_vendetta_guy_fawkes_face_mask_for_masquerade_halloween_costume_3_-wp1060880912039Nel silenzio più assordante che contraddistingue l’orientamento della comunicazione attuale della Federazione Italiana Sport Equestre, volta a nascondere sotto una coltre di notizie a volte ridondanti le magagne più grosse, è uscito un documento di 69 pagine, di cui riportiamo l’intestazione qui di seguito.

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è espressa in merito al procedimento avviato nel maggio 2018 su segnalazioni di A.S.I. e G.I.A., cui si sono aggregati in seconda battuta anche SEF Italia e A.C.S.I., per accertare condotte improprie da parte della F.I.S.E., volte a limitare l’attività sportiva non agonistica considerata concorrente.

Avevamo trattato l’argomento quasi un anno fa in questo post (clicca qui, per leggere).

Che dire?

A questo giro, l’Innominabile e i suoi adepti hanno pestato un m*****e enorme.

Dalle risultanze dell’istruttoria apertasi con un accesso (l’anno scorso) da parte del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza in F.I.S.E. centrale – e nei comitati regionali Veneto e Lazio – sono emerse le risultanze che seguono.

Due infrazioni distinte rilevate a carico di F.I.S.E.:

  1. inottemperanza agli impegni resi vincolanti dall’A.G.C.M. con delibera dell’8 giugno 2011;
  2. abuso di posizione dominante;

Entrambe le infrazioni derivanti dalle condotte realizzate dalla F.I.S.E. (quindi dall’Innominabile) a partire dalla seconda metà del 2017 e attualmente ancora in essere!

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La gravità dell’abuso di posizione dominante attuato dall’Innominabile e dai suoi adepti risulta anche dalla consapevolezza da parte di F.I.S.E. della illiceità delle condotte poste in essere. Quindi, oltre a violare accordi deliberati nel 2011, tale violazione è stata fatta consapevolmente. Bravi!

Ma veniamo alla parte più grave, che a parer nostro dovrebbe portare immediatamente al commissariamento di un Presidente pro tempore rosicone e sprovveduto, che con atti scellerati quale questo porterà la Federazione allo sfascio.

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Quindi…qualcuno avrà avuto la pazienza di leggere quanto riportato qui sopra…per chi non lo avesse fatto, il giochetto vessatorio messo in atto dalla premiata ditta Innominabile & Co. potrebbe costare alle casse della Federazione un importo in sanzioni amministrative (che quindi entrano nelle casse dello Stato) che potrebbe superare largamente i 5 MILIONI DI EURO.

€ 5.000.000,00

Sicuramente l’Innominabile verrà ricordato in secula seculorum.

Il 21 maggio p.v., alle ore 15:00, tutti con popcorn e generi di prima necessità (anche alcolici), perchè ci sarà la audizione del Presidente – o del legale incaricato, se non erriamo con un acconto di 15.000 euro, sempre a spese dei tesserati – a chiusura del procedimento della Autorità Garante.

Ad maiora.

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F.I.S.E. – Giunta C.O.N.I. nomina commissario ad acta.

F.I.S.E. – Giunta C.O.N.I. nomina commissario ad acta.
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Matt Murdoch

In data 22 gennaio 2019, la Giunta CONI ha nominato un commissario ad acta per la F.I.S.E.. Il commissario ad acta è una persona nominata da una pubblica amministrazione, o da un giudice, per svolgere compiti che una amministrazione non ha svolto. Viene utilizzata dagli aventi diritto per ottenere l’esecuzione di una sentenza amministrativa o l’espletamento di una procedura amministrativa.

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Potete leggere il testo integrale da cui abbiamo estratto lo screenshot qui sopra riportato, cliccando qui.

Ad oggi, 26 gennaio 2019, nulla è dato sapere in merito dagli organi ufficiali della F.I.S.E., né tantomeno dal sito web, assolutamente carente sulle notizie, a parere nostro, più importanti riguardanti l’andamento politico federale.

Perché è stato nominato un commissario ad acta? Noi lo sappiamo benissimo, perché al solito le fonti interne della Federazione sono prodighe di informazioni che giungono puntualmente nella nostra casella mail. Ma non sta a noi spiegare e dire quali siano le funzioni che deve mettere in atto il commissario appena nominato. E’ compito della Federazione, dell’ Innominabile e della propria corte, decidere cosa lasciar trapelare, al solito in maniera funzionale ai programmi e alle strategie che porteranno la Federazione e il comparto equestre ad un triste declino.

Buon weekend!

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La riforma del CONI: Malagò non ci sta e chiede mandato al Consiglio Nazionale per trattare con il Governo. Barbaro unico voto contrario.

La riforma del CONI: Malagò non ci sta e chiede mandato al Consiglio Nazionale per trattare con il Governo. Barbaro unico voto contrario.
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Keyser Soze

Oggi si è tenuto il 264° Consiglio Nazionale del CONI. In questa sede, Giovanni Malagò ha tenuto un discorso durato più di un’ora, in cui si è scagliato con violenza contro il Governo e contro la proposta di riforma del CONI, presente nella Finanziaria 2019. La proposta – che comunque entrerebbe a regime nel 2020 – in sostanza, pur lasciando risorse finanziarie invariate per lo sport (circa 410 milioni di euro), veicolerebbe il 90 per cento di tale risorse in gestione ad una nuova società statale “Sport e Salute S.P.A.”, togliendole dal controllo del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e della società CONI Servizi S.P.A..

Dopo l’attacco – dal sapore molto politico – portato contro la proposta di cambiamento e contro il Governo stesso, il Presidente pro tempore (essì, anche lui è tale) del CONI ha chiesto al Consiglio Nazionale mandato per trattare con il Governo “con l’obiettivo di preservare l’autonomia dello sport italiano, richiedendo di valutare nuovamente il testo della norma e, in caso, di differirne l’adozione per poter tenere conto di quanto emergerà all’esito del tavolo bilaterale di approfondimento della materia, aperto anche a una analisi globale e condivisa dell’ordinamento sportivo italiano.” (così recita il comunicato stampa uscito da poche ore sul sito del CONI: puoi leggerlo cliccando QUI).

PyeongChang: -30; Malagò 'Sport ha fatto miracolo'

Detto in parole povere, nascondendosi dietro il pretesto di preservare l’autonomia dello sport italiano, Giovanni Malagò vuole mantenere una posizione conservativa, fatta di privilegi e di distribuzione di fondi alla varie Federazioni Sportive Nazionali, secondo metodi e processi decisionali stabiliti dalla attuale oligarchia dirigenziale sportiva che comanda et impera nel CONI. 

Proprio questa situazione ha attirato l’attenzione dell’esecutivo: i Presidenti delle F.S.N. eleggono il Presidente del CONI, che di fatto elargisce i fondi alle Federazioni stesse. Una sorta di conflitto di interessi, o anche circolo vizioso – che dir si voglia -, che mina il fondamento della autonomia delle Federazioni dal CONI. Ricordiamo che Malagò vinse a sorpresa le elezioni del CONI nel febbraio 2013, anche sulla scorta della promessa dell’emolumento ai 45 Presidenti delle Federazioni Sportive di 36.000 euro l’anno, e già l’allora premier Renzi gli aveva creato non poche difficoltà sullo stipendiare con un ente pubblico dei soggetti di diritto privato, quali erano (sono) le Federazioni Sportive Nazionali, bloccando di fatto l’elargizione di quelle risorse finanziarie.

UnknownUnico voto contrario all’interno del Consiglio Nazionale in merito alla richiesta di Malagò  di proseguire nella trattativa con il Governo, quello del Senatore Claudio Barbaro, Presidente nazionale A.S.I. e rappresentante degli Enti di Promozione Sportiva in seno al Consiglio stesso. Riportiamo le dichiarazioni del Senatore Barbaro, così come rilasciate al Secolo d’Italia:

«Abbiamo assistito alla solita autocelebrazione del Coni, che avviene in tutti i contesti simili a quello odierno.

Tutti hanno parlato della bontà del modello sportivo italiano, ma nessuno si è chiesto perché si arriva a un processo di riforma così forte, che cambia gli assetti dello sport italiano. Il modello sportivo italiano risponde a tutte le necessità di diffusione della cultura sportiva nel Paese o solo a logiche di conseguimento delle medaglie?

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Senatore Claudio Barbaro

Noi – ha aggiunto – siamo convinti che questo modello sportivo italiano non dia più risposte a 360 gradi a tutto il mondo dello sport, che è cresciuto in maniera disordinata, ma che risponda a un unico modo di intendere lo sport, ovvero quello di far affermare gli atleti italiani nel mondo.

Non si parla di sport a scuola, di una diffusione più omogenea degli impianti sportivi, degli aspetti sociali e anche sanitari dello sport. Tutti questi aspetti vengono toccati solo in termini di facciata, mentre l’intento della riforma è cercare di dare risposte a tutte le esigenze di carattere sportivo e non solo a quelle di carattere competitivo.

All’interno del Coni non c’è mai stata autocritica».

Una presa di posizione forte: il Presidente di ASI nazionale evidenzia come il CONI sia in pratica più occupato a conquistare medaglie che a promuovere capillarmente sul territorio lo Sport in quanto tale. Allo stato attuale delle cose, quindi, l’unico membro del Consiglio Nazionale del CONI che pare essere propenso ad una riforma radicale del sistema Sport italiano pare essere il Senatore Claudio Barbaro…

Una considerazione è d’obbligo: a tanti, a moltissimi, in queste ore e nei prossimi mesi, tremeranno le gambe nel mondo CONI, Coni Servizi & Affini. Se la proposta di riforma andasse in porto, un intero sistema, nato e gestito nei salotti romani e nel Circolo Canottieri Aniene verrebbe smantellato…l’unica nostra speranza è che non se ne smantelli uno, per crearne un altro!

Ad maiora.

p.s. – e Piazza di Siena, nel 2020, con che soldi si farà? AHIA!

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True lies: le verità nascoste del Bilancio 2017 – parte prima.

True lies: le verità nascoste del Bilancio 2017 – parte prima.

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a cura di Verbal Kint

Questa l’affermazione del Presidente pro tempore della F.I.S.E. Marco Di Paola, riportata nella Relazione_del_Presidente_al_bilancio_consuntivo_2017 (clicca sulla dicitura precedente, per leggere la relazione nella versione integrale). Una affermazione che non sembra lasciare spazio ad interpretazioni: nel primo anno di mandato il Presidente avrebbe investito l’11% in più di risorse finanziarie rispetto al 2016 nella attività sportiva! Un plauso! Più soldi allo SPORT!

Sarebbe però necessario che la relazione, il Presidente stesso e il suo entourage chiarissero ai tesserati cosa intendano per SPORT, o che comunque spiegassero come ci si muove tra le pieghe del bilancio federale. Cercheremo di farlo noi di #TEO nel modo più chiaro possibile, per giungere – insieme ai nostri lettori – alla conclusione che, in realtà, le risorse finanziarie destinate allo SPORT nel 2017 sono state ridotte del 7%.

Le ragioni della discrasia che stiamo evidenziando sono date dal fatto che – essendo stata Piazza di Siena organizzata direttamente dalla F.I.S.E., in partnership con il CONI – i costi per la realizzazione dello CSIO di Villa Borghese sono stati imputati all’area “attività sportiva” nel bilancio federale. Se osservate lo stralcio del Bilancio consuntivo 2017 riportato qui sotto, vedrete la sostanziale differenza tra il 2016 (Piazza di Siena organizzata da soggetti terzi, con costi per 693.869,74 euro, di cui 601.890,00 di montepremi) e il 2017 (Piazza di Siena organizzata dalla F.I.S.E. con costi per 2.599.209,64 euro).

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Quindi, se per SPORT il nostro presidente pro tempore intende – a titolo esemplificativo, non esaustivo – più di 100.000 euro di spese di trasferta e soggiorno, oppure 540.000 euro di noleggi vari di materiale tecnico, 118.000 euro di spese per facchinaggio e più di 300.000 euro di spese in promozione e marketing e diritti TV, allora va tutto bene…

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Ma per noi di #TEO quanto riportato sopra non è sport…SPORT, per noi è:

  • investimento sui giovani cavalli;
  • investimento sui giovani cavalieri;
  • investimento sui binomi di interesse federale;
  • incentivi ai proprietari e ai cavalieri;
  • organizzazione di manifestazioni sportive nazionali con montepremi di rilievo;
  • investimento sulla formazione;
  • chiunque voglia può integrare i punti sopra elencati.

La riduzione del 7% evidenziata ut supra è stata ricavata, semplicemente depennando dai costi per la attività sportiva la differenza tra l’organizzazione di Piazza di Siena del 2017 e quella del 2016, per un importo 1.905.339,90 euro.

Quasi due milioni di euro dedicati a Piazza di Siena, ma NON allo SPORT.

 

Nuovo responsabile amministrativo in F.I.S.E. – 80.000 euro volano via dalle casse federali.

Nuovo responsabile amministrativo in F.I.S.E. – 80.000 euro volano via dalle casse federali.
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a cura di Guy Fawkes

Con l’ordine di servizio n. 5 del 3 luglio 2018, il Segretario Generale Simone Perillo rende noto il nominativo del nuovo Responsabile Amministrativo, Dott. Domenico Landi, che va – di fatto – a sostituire l’attuale Responsabile, Dott.ssa Anna Maria Flammini a decorrere da mercoledì 1 agosto. Un cambio della guardia che ci lascia molto perplessi e di cui vogliamo chiacchierare con i nostri lettori.

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Avevamo notato tale avvicendamento, leggendo le delibere del Consiglio Federale del 2 luglio u.s., nella fattispecie la delibera n. 671, che riportiamo di seguito per conoscenza.

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Sono tante le domande che sorgono spontanee, leggendo la delibera n. 671 approvata dal Consiglio Federale: ci limiteremo a quelle che – a nostro parere – sono le più evidenti

  • Ma era proprio necessario appesantire ulteriormente il Bilancio Federale di ulteriori (quasi) 80.000 euro, per pagare un nuovo dipendente (Domenico Landi è una risorsa nuova in ambito federale), quando il ruolo di Responsabile Amministrativo era già coperto in modo encomiabile dall’attuale Dottoressa Flammini? Il responsabile amministrativo, di fatto, è il motore della realizzazione economico/contabile/finanziaria del Piano di Risanamento e, al momento, tale Piano si sta svolgendo al meglio. Mancano i soldi per lo sport – inteso come attività sportiva, non come compensi a tecnici, accompagnatori, coordinatori, referenti, o pagamenti di debiti elettorali del Presidente (vero, Marco Di Paola?) – e si sottraggono 80.000 euro dal bilancio federale per darli ad un nuovo dipendente, naturalmente continuando a pagare il (la) predecessore. Investire quegli 80.000 euro magari nell’attività dei giovani cavalli, no?

 

  • Quale sarebbe la reale motivazione di tale cambio? I nuovi compiti (3 punti) che vengono attribuiti ad Anna Maria Flammini sono quelli indicati nell’ordine di servizio del Segretario Generale. Tra questi “la corretta individuazione e classificazione dei cespiti e dei beni patrimoniali federali” è un compito che già è in capo al Responsabile Amministrativo, come si può desumere dall’organigramma federale, deliberato nel Dicembre scorso, con delibera n. 959 del 4-5 dicembre 2017. (per i non avvezzi alla terminologia tecnica: CESPITI E BENI PATRIMONIALI è un termine assimilabile a BENI AMMORTIZZABILI.)

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  • I compiti avocati ad Anna Maria Flammini, a parte quello sopra indicato, non sono indicati in alcun punto dell’organigramma deliberato il 4-5 dicembre 2017; addirittura il recupero crediti era risultato essere oggetto di procedura di affidamento esterno, con la delibera n. 756 del 4 settembre 2017. La gestione dei processi amministrativi degli Organi di Giustizia è una procedura che è sempre stata svolta all’interno degli Organi di Giustizia stessi. L’impressione è che – passateci il termine – quest’ordine di servizio sia una vera e propria “supercazzola” degna del migliore “Amici miei”.

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Per come la vediamo noi di #TEO:

  1. Anna Maria Flammini è stata demansionata, senza addurre delle motivazioni plausibili (a meno che, come dovrebbe fare un buon Responsabile Amministrativo, non abbia cominciato a obiettare qualcosa sulla mole pazzesca di rimborsi spese che stanno gravando sulla Federazione);
  2. Dopo meno di un anno, la Federazione dovrà rifare l’Organigramma Federale, perché non corrisponde alla realtà dei fatti: speriamo vivamente che l’organigramma, se effettivamente verrà rifatto, venga realizzato da un esperto in organizzazione aziendale, e non da uno stagista che passava per caso da Viale Tiziano. Tale è l’organigramma attuale: lacunoso, approssimativo e, soprattutto, incompleto.
  3. Sono stati gettati al vento, e non ne conosciamo le ragioni, 80.000 euro, ce si sarebbero potuti utilizzare per lo sport, quello con la S maiuscola.