“Il Messaggero”, F.I.S.E., CONI, Comitato Regionale Sicilia….che figuraccia!!!!!!

“Il Messaggero”, F.I.S.E., CONI, Comitato Regionale Sicilia….che figuraccia!!!!!!
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HellBoy

Alle ore 16:23 abbiamo ricevuto la comunicazione che era uscito su “Il Messaggero” online una notizia riguardante la benamata F.I.S.E., targata Innominabile. Abbiamo ricevuto tempestivamente il link che riportava alla notizia, che riportiamo di seguito, così come riportata dalla versione online del quotidiano.

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Orbene, per noi nulla di nuovo sotto il sole. Abbiamo seguito sin dal principio (dicembre 2017) la questione D.P.A., che è giunta a felice conclusione pochi giorni fa; stiamo seguendo con attenzione la questione A.G.C.M., in attesa di conoscere a quanto ammonteranno le sanzioni comminate alla F.I.S.E. (ben sapendo che l’Innominabile ha già dichiarato che procederà a far ricorso…); e stiamo dando particolare attenzione alle vicende del Comitato Regionale Sicilia. Potete leggere i nostri post dedicati a questo argomento cliccando qui, quo, qua e ancora qui, e pure QUE!

La notizia di cui sopra è stata ripresa subito sui social da molte pagine del settore, che però non avevano fatto i conti con la “longa manus” della F.I.S.E. e, secondo noi anche del CONI, che, come ci è stato comunicato alle 16:45 da fonti interne proprio al CONI, stavano facendo pressione al quotidiano del gruppo Caltagirone Editore, affinché venisse eliminata.

Abbiamo provveduto alle 16:49 a screenshottare tutto.

Alle 17:18, abbiamo cliccato nuovamente sul link e siamo stati accolti da un tristissimo “Spiacenti, pagina non trovata”

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Alla faccia della libertà di informazione…

Alla faccia della trasparenza…

Alla faccia…

Non si tratta del Corriere dei piccoli, non si tratta del notiziario delle Giovani Marmotte; si tratta de “Il Messaggero”. E il fatto che una notizia pubblicata du una testata nazionale venga fatta rimuovere nel giro di meno di un’ora è allarmante. Questa è politica allo stato puro, quella politica che si vuole dimenticare, fatta di pressione, di amici di amici, di sottili (neppure tanto) minacce e figlia dei salotti romani…quelli brutti.

Non abbiamo più parole.

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hb

 

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Pratoni del Vivaro sotto indagine della Corte dei Conti.

Pratoni del Vivaro sotto indagine della Corte dei Conti.
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HellBoy

Non ne va dritta una all’Innominabile e alla sua ciurma di avventurieri allo sbaraglio nel mare tempestoso che sta diventando la Federazione Italiana Sport Equestri. E questa volta nel mirino finiscono i Pratoni del Vivaro, sotto indagine della Corte dei Conti. Mentre il Presidente pro tempore della Federazione gigioneggia, si fa selfie…e con il sorrisone sornione che lo contraddistingue magnifica necrologi scritti in un inglese livello CEPU 1.0 (“Eternity starts here” non ci va proprio giù…), cade un’altra tegola sulla sua gestione, nel silenzio assordante della comunicazione federale. 

Il mantra è: “Tout va très bien, Madame la Marquise!”, tradotto per chi non sapesse il francese in “Tutto va bene, Madama la Marchesa!”.

Ma perdonateci un altro delicatissimo francesismo:

CAZZO! NON VA TUTTO BENE! PER NIENTE!!!

Riportiamo per vostra conoscenza questo interessante articolo uscito su “il Segno di Rocca di Papa”, a firma di Andrea Sebastianelli. Sembrerebbe proprio che il Sindaco di Rocca di Papa e l’Innominabile si “siano trovati”. Anche il Sindaco secreta le comunicazioni

Per chi volesse un brevissimo riassunto dell’articolo che segue: da quanto risulta dalla convenzione tra Demanio e il comune di Rocca di Papa risulterebbe che il Comune, nel momento in cui non costituisse la società di scopo con la FISE (potete leggere cliccando

qui

il post di TEO sull’argomento) per la gestione dei Pratoni, entro i termini stabiliti – termini di fatto scaduti il 31 gennaio scorso – perderebbe la disponibilità dei Pratoni stesso. Ciononostante sempre il Sindaco del Comune di Rocca di Papa ha deliberato la attribuzione a tutto il 2019 dei Pratoni alla FISE in data 29 aprile 2019, quando tali termini sono già largamente scaduti, e in piena indagine da parte della Corte dei Conti.

Complimenti vivissimi a tutti!

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Di seguito il testo dell’articolo, a cura di Andrea Sebastianelli, sopra riportato in foto.

“La Corte dei Conti ha scritto due lettere al sindaco di Rocca di Papa contestando alcuni aspetti riguardanti la gestione del centro equestre del Vivaro. Mentre la prima lettera, datata 21 gennaio 2019, si limitava a chiedere una relazione dettagliata sullo stato di attuazione del progetto, quella del 14 marzo scorso (stando a fonti interne alla Fise) toc- cava tre punti molto precisi su cui la magistratura contabile vuole vederci chiaro: il primo riguarda l’effettiva manutenzione del centro; il secondo la mancata costituzione della società di scopo tra Comune e Fise; il terzo le somme versate all’Accademia Caprilli fino a oggi (circa 200.000 euro all’anno).

Sull’argomento è intervenuto anche il consigliere d’opposizione Lorenzo Romei che durante la seduta del 18 aprile ha rivelato che la Società di scopo, non è stata “realizzata nei tempi previsti dall’accordo (cioè entro 6 mesi dal trasferimento della proprietà al Comune, avvenuta il 31 luglio 2018) motivo per cui è plausibile ritenere che, al di là degli annunci altisonanti del sindaco di Rocca di Papa, sia decaduta l’intera convenzione con la Fise centro Federale CEF e la conseguente assegnazione al Comune dell’intero complesso”. Infatti il protocollo d’intesa, deliberato dal consiglio comunale il 30 luglio 2018, stabilisce all’art. 3 punto 3 che“il Comune di Rocca di Papa e la Fise si impegnano reciprocamente a costituire per la gestione dell’ex centro equestre federale dei Pratoni del Vivaro una società di scopo a responsabilità limitata”. Al punto 4 si chiarisce che “la società di scopo dovrà essere costituita entro 6 mesi dal trasferimento in proprietà dall’Agenzia del demanio al Comune di Rocca di Papa dell’ex centro equestre federale dei Pratoni del Vivaro. Ma l’interesse della Corte dei Conti si concentra soprattutto sull’art. 4 punto 2 del protocollo d’intesa, in cui c’è scritto che: “in caso di mancata costituzione della società di scopo nel termine di cui all’art. 3 punto 4 (cioè entro 6 mesi dal subentro del Comune, n.d.d.) il presente protocollo cesserà di avere ogni efficacia nei confronti di tutte le parti. Cioè, detto in parole povere: senza la società di scopo la convenzione decade! Essendo il Comune entrato in possesso del bene il 31 luglio 2018, i sei mesi sono scaduti lo scorso 31 gennaio senza che la società sia stata costituita.

Purtroppo le due lettere della Corte dei Conti, stando a quanto riferito da Lorenzo Romei in consiglio, sarebbero state secretate dal sindaco, comprese le eventuali risposte inviate dal Comune. L’unica cosa che sappiamo è che malgrado l’indagine condotta dalla magistratura contabile, pochi giorni fa (il 29 aprile) la giunta ha deliberato di prorogare a favore della Fise la gestione del centro fino a tutto il 2019. 

L’ultimo aspetto da chiarire riguarda l’utilizzo dei soldi versati all’Accademia Caprilli, 200.000 euro all’anno. Considerato che l’Accademia gestisce il centro dal 2016, vuol dire che si sta parlando di una cifra tra i 500 e i 600 mila euro. Come sono stati spesi questi soldi? Lo vuole sapere a ragione la Corte dei Conti visto che si sta parlando di contributi pubblici. L’altra domanda che ci facciamo è: come sono state gestite le assunzioni del personale da impiegare nel centro del Vivaro da parte dell’Accademia Caprilli? Sono stati fatti dei bandi pubblici? Oppure la scelta è avvenuta per chiamata diretta? E il sindaco di Rocca di Papa che ruolo ha giocato in questo delicato settore?”

I commenti non servono.

hb

Commissariamento Comitato Regionale Sicilia: “Colpirne uno per educarne cento?”

Commissariamento Comitato Regionale Sicilia: “Colpirne uno per educarne cento?”
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Guy Fawkes

Una cosa è certa: la gestione dell’Innominabile rimarrà negli annali degli sport equestri per il sopravvento che la politica più becera ha avuto sullo sport, sull’utilizzo della giustizia sportiva a fini politici e sulla spregiudicatezza delle scelte della dirigenza, forte dell’appoggio del Presidente del CONI Malagò, sempre pronto in un modo o nell’altro a   parare il c**o all’Innominabile…potere dei salotti romani che contano…e così, dopo il commissariamento della Lombardia e l’eliminazione dalle scene politiche di Uberto Lupinetti, dopo le dimissioni del Consigliere Nazionale Michele Mosca, dopo le dimissioni del Consigliere del Lazio Marco IMG_0379-200x300.jpgSalvatori, per motivi legati alla gestione delle risorse finanziarie del Comitato, dopo le dimissioni di Karin Schindele, Presidente del Trentino e del Vice Presidente del Veneto, Lorenza Mel, è arrivato anche il commissariamento del Comitato Regionale Sicilia. Che sia la volta buona che Ettore Artioli, attuale Consigliere nazionale, braccio politico dell’Innominabile, riesca finalmente a mettere le mani sulla Sicilia? E’ dai tempi del Commissario Ravà che ci prova…

Veniamo ai fatti!

Con una lettera datata 4 febbraio 2019,  l’Innominabile ha comunicato al Presidente del Comitato Regionale Sicilia, Gaetano Di Bella, e ai Consiglieri del Comitato stesso, la disposizione del commissariamento della regione Sicilia.

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Siamo andati a vedere i riferimenti normativi citati (e contestati al Comitato Regionale Sicilia) nella lettera sopra riportata, e li elenchiamo di seguito.

Norme di attuazione dello Statuto Federale

Art. 50 – Attribuzioni del Comitato Regionale

1) Il Comitato Regionale autonomamente propone ed attua ogni iniziativa idonea a contribuire allo sviluppo dell’attività equestre nella Regione secondo le direttive generali emanate dal Consiglio Federale; esso inoltre:

[…]

f. amministra i finanziamenti federali e le risorse autonomamente reperite con la più rigorosa osservanza del regolamento di amministrazione e contabilità emanato dalla F.I.S.E.

 

Regolamento di Amministrazione e Contabilità

TITOLO VII – GESTIONE DELLE STRUTTURE TERRITORIALI

Art. 27 – PRINCIPI GENERALI

8. Il Consiglio Regionale:

delibera il Preventivo Economico, e la Relazione del Presidente; delibera le variazioni del Preventivo Economico;
amministra le risorse del Comitato Regionale;

assume tutte le iniziative idonee ad incrementare le risorse disponibili, per un più efficace perseguimento dei fini istituzionali territoriali;
amministra le risorse per le attività delegate, sulla base dei criteri di assegnazione deliberati dal Consiglio Federale;

10. Il Presidente Regionale:

risponde al Consiglio Federale ed all’Assemblea Regionale della corretta gestione delle risorse del Comitato e del funzionamento dello stesso così come indicato all’art. 45 comma 2 dello Statuto.

11. Il Segretario del Comitato:

predispone e cura tutti gli atti istruttori, deliberativi ed amministrativi necessari per dare esecuzione alle decisioni degli Organi Federali regionali;
è responsabile della corretta esecuzione di tutte le procedure amministrative, della tenuta dei registri e della conservazione degli atti e della documentazione previsti dai Regolamenti Federali, dalle norme di attuazione, dalle leggi in materia.

Di seguito potete consultare il documento redatto dall’Organismo di Vigilanza della F.I.S.E., e inviato all’attenzione del Consiglio Federale e dell’Innominabile in data 26 novembre 2018.

Relazione su Verifica amministrativa e gestionale effettuata c/o il Comitato FISE SICILIA.

Cosa fa di preciso l’Organismo di Vigilanza? Potete vederlo cliccando al seguente link, preso direttamente dal sito istituzionale della F.I.S.E.. I componenti l’organismo di vigilanza sono: Giuseppe D’Angelo, Laura Piazzolla e Davide Candia. Interessante sottolineare come quest’ultimo sia stato Presidente dell’Organismo di Vigilanza dell’A.M.A.T. (Azienda Municipalizzata Auto Trasporti) di Palermo, nominato da Ettore Artioli, presidente dimissionario dell’A.M.A.T….conflitto d’interesse in F.I.S.E.? Raccomandazioni? Non tocca a noi dirlo. Certo che nell’ambiente tutti sostengono che l’Organismo di Vigilanza sia tutto fuorché indipendente, perché esattamente sotto il controllo di Artioli stesso. Ma noi non diamo ascolto alle dicerie…a volte…

Salta subito all’occhio il fatto che da una relazione dell’Organismo di Vigilanza datata 26 novembre 2018, l’Innominabile porti in delibera il commissariamento (senza neppure indicarlo nell’ordine del giorno) quasi due mesi e mezzo dopo, nel Consiglio federale del 4 febbraio 2019. Se, come si evince dalla relazione dei “vigilanti” è a rischio il patrimonio della Federazione, perchè non agire subito?

Pochi giorni dopo, Gaetano Di Bella e 7 consiglieri del Comitato Regionale Sicilia scrivono una lettera – praticamente – a TUTTI, in  cui, oltre a difendere le proprie ragioni, evidenziano irregolarità nell’operatività dell’Organismo di Vigilanza, e soprattutto sottolineano come il presunto conflitto di interessi di cui viene accusato Gaetano Di Bella fosse stato già risolto con l’archiviazione da parte della Procura Federale d’intesa con la Procura Generale del CONI. Ci pregiamo di pubblicare di seguito i contenuti della lettera inviata da Di Bella e dai sette consiglieri. Sono inutili i commenti: i contenuti parlano da soli.

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Di seguito, cliccando sulle due scritte sottostanti, potete accedere agli allegati della lettera.

P.A.17. 18 – ARCHIVIAZIONE

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Il post sarebbe già sufficientemente lungo, ma è d’obbligo fare qualche domanda e, a seguire, alcune considerazioni.

  • Perché attendere due mesi e mezzo per commissariare la Regione? Certo non per fare accertamenti, anche perchè il Commissario è entrato in funzione posteriormente alla lettera dell’Innominabile del 4 febbraio.
  • Perché non inserire la delibera inerente il commissariamento nell’ordine del giorno del Consiglio Federale del 4 febbraio?
  • Perché l’Organismo di Vigilanza ha posto al centro della propria relazione un conflitto d’interessi già archiviato e dalla Procura Federale e dalla Procura Generale del CONI?

A nostro parere, sarebbe proprio il caso che codesto Organismo di Vigilanza realizzasse una verifica a tappeto su tutti i Comitati Regionali, indistintamente, e verificasse la gestione delle risorse finanziarie di tutti, magari a partire da una verifica sul Comitato Regionale Lazio, in cui addirittura un Consigliere si è dimesso proprio in contestazione della gestione delle risorse finanziarie.

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Saremmo molto curiosi di capire se l’Organismo di Vigilanza della F.I.S.E. funziona su basi anonime delatorie pilotate da membri della dirigenza, o se funziona come dovrebbe un Organismo di tale portata. Secondo il meccanismo di funzionamento l’Organismo dovrebbe attivarsi anche sulla base di segnalazioni anonime, quindi non preoccupatevi: potreste anche inventarvi una mail pippoplutopaperino@gmail.com e mandare segnalazioni anonime di irregolarità o malfunzionamenti a livello regionale. Noi di #TEO siamo sicuri che – volendo – in molti Comitati Regionali si potrebbero evidenziare problematiche similari a quelle rilevate in Sicilia…però, forse ha ragione Di Bella, quando scrive “colpirne uno per educarne cento”! Tutti i Presidenti sono consapevoli che c’è – ed è reale – questo rischio. Adesso L’Innominabile tiene tutti per le palle! E noi gli facciamo i complimenti per la lungimiranza politica e per la strategia attuata. Roba che neppure il PD!

Nel frattempo, lemme lemme, (questa è una velina appena giunta) il Presidente pro tempore, insieme a Pippo Allò e ad Andrea Bartoletti sono volati ad Abu Dhabi, per cercare di far fruttare il commissariamento della Regione Sicilia e – diremmo – fottere una sponsorizzazione molto importante a cui aveva lavorato Gaetano Di Bella per il Comitato Regionale Sicilia. Molto probabilmente, visto come stanno le cose, Allò vuole portare a casa fondi per la Favorita, e Di Paola per Piazza di Siena. Non osiamo pensare cosa c’entri Bartoletti in tutto questo.

Chissà se saranno andati ad Abu Dhabi a spese proprie o con i soldi dei tesserati?

Bisognerebbe segnalare la cosa all’Organismo di Vigilanza…

gf

 

Le interviste di #TEO: La parola a Catia Brozzi, Presidente di A.N.I.T.E..

Le interviste di #TEO: La parola a Catia Brozzi, Presidente di A.N.I.T.E..
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Guy Fawkes

Abbiamo contattato Catia Brozzi, presidente di A.N.I.T.E., attaccata in modo molto violento sui social in merito alla Circolare emessa dal Ministero dei Trasporti, congiuntamente con il Ministero degli Interni, perchè indicata come la responsabile del testo della Circolare all’oggetto. La Signora Brozzi, molto gentilmente, ha risposto alle nostre domande, chiarendo in maniera inequivocabile la propria posizione. Buona lettura!

#TEO: Ci parli di A.N.I.T.E..

Catia Brozzi: A.N.I.T.E. è l’acronimo di Associazione Nazionale Italiana Trasporto Equini. Costituita con atto pubblico nel giugno 2017, raggruppa oltre 20 aziende che svolgono trasporto cavalli per conto terzi, regolarmente iscritte all’albo trasportatori per c/terzi. Nasce con l’unico scopo di tutelare gli interessi degli associati nella gestione del loro lavoro.

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#TEO: In quanto Presidente di ANITE, Lei ha avuto un ruolo nella redazione della circolare chiarificatrice del 15 Ottobre? E in caso positivo, quale?

Catia Brozzi: Il mio ruolo è appunto quello di Presidente di ANITE: di conseguenza, affiancata da professionisti del settore, mi occupo di tutelare i mie associati e di trovare risposte ai loro quesiti e problemi. Per quanto riguarda la stesura della Circolare all’oggetto ho semplicemente fatto richiesta ai Ministeri competenti – che poi hanno firmato la Circolare – di far chiarezza sulle problematiche del trasporto cavalli, evidenziando bene quando ci si trovi nell’ambito del trasporto per conto terzi e quando  del trasporto per conto proprio. La Circolare non è altro che un chiarimento di Norme esistenti.

#TEO: Ha mai fatto proposte di collaborazione alla Federazione Italiana Sport Equestri, nella persone del Presidente pro tempore Marco Di Paola, o del Presidente della Commissione Trasporto Equidi, Luca D’Oria, in modo da poter addivenire congiuntamente ad una soluzione per il problema dei Trasporti?

Catia Brozzi: Sì, abbiamo più volte chiesto un incontro alla FISE per tramite del Dott. D’Oria; a Fieracavalli, a Verona, nel 2017 presentammo al Presidente Marco Di Paola la nostra associazione ,chiedendo in via informale un incontro per trovare soluzioni al delicato problema del trasporto cavalli. Il nostro legale ha anche inviato una raccomandata con ricevuta di ritorno…senza mai avere ricevuto una risposta.

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#TEO: Secondo Lei, quale potrebbe essere la soluzione per i circoli ippici per trasportare i cavali degli associati in gara? E’ necessario chiamare dei trasportatori professionisti, o può esserci ancora spazio per trasportare i cavalli con i mezzi della Associazione?

Catia Brozzi: Non sono io il Legislatore, che può cambiare una legge o una norma. Credo che se le Federazioni e i trasportatori si trovassero ad un unico tavolo con il buon senso e nell’unico interesse di chi pratica sport a cavallo, la soluzione si potrebbe trovare, per poi proporla, uniti, ai Ministeri competenti.

#TEO: Oggi (ieri, n.d.r.) la FISE, con 5 giorni di ritardo, ha emesso un comunicato stampa congiunto con FITETREC-ANTE, in cui dichiara di aver preso contatti con il Ministro Salvini e con il Ministro Toninelli, per arrivare alla revisione della circolare. Cosa ne pensa?

Catia Brozzi: Sono sorpresa di una reazione cosi pesante e del fatto che si voglia addossare la colpa di una “circolare” ad un Associazione che ha semplicemente chiesto chiarimenti. Il nuovo Governo parla e mette come prioritaria la legalità….dunque credo che il Ministro Salvini – che stimo molto – accoglierà ogni richiesta ma sempre rimanendo entro i confini della legalità!

Grazie, Catia Brozzi, per queste risposte illuminanti. 

gf

Comunicato A.N.I.T.E. del 22 ottobre 2018.

Comunicato A.N.I.T.E. del 22 ottobre 2018.

Prendiamo atto che la Federazione Italiana Sport Equestri (FISE) e la Federazione Italiana Turismo Equestre e Trec (FITEREC- ANTE) hanno emesso una nota datata 22 ottobre 2018, inviata alle autorità variamente interessate allo specifico settore, con la quale viene censurata, non senza rigore, la circolare recentemente emessa in materia di trasporto equidi dichiarandola, testualmente, “inaccettabile”.

[è possibile leggere il comunicato F.I.S.E., cliccando QUI]

In particolare, si vorrebbe far transitare l’idea che tale circolare risponda ad interessi di parte e si sia formata escludendo interlocutori istituzionali quali le Federazioni. In merito, è obbligo precisare che la richiesta di legalità e chiarezza non è mai interesse di una o di altra parte, ma interesse generale della collettività e patrimonio comune, a prescindere, evidentemente, dal gradimento, o meno, dei contenuti nei quali, di volta in volta , tale esigenza si sostanzia.

Sotto altro profilo, stupisce non poco, che le Federazioni si qualifichino, con tanta veemenza, quali interlocutori istituzionali in materia di trasporto, atteso come, salvo errore, i fini statutari delle Federazioni siano diretti alla promozione degli sport equestri e che le Federazioni stesse, per quanto risulta, non svolgano alcun ruolo istituzionale in subiecta materia.

Al contrario, ci si sarebbe aspettati una ben diversa reazione da parte di Enti, quali le Federazioni in oggetto, dall’evidente rilievo pubblicistico, rispetto ad una circolare che, finalmente, ha portato chiarezza in una materia densa di problematiche e dubbi. D’altro canto le stesse Federazioni sono, da sempre, pienamente consapevoli delle numerose problematiche connesse al trasporto cavalli e del rischio concreto di violare , anche per un semplice errore, magari in buona fede, la normativa in vigore. Ricordiamo, a titolo di esempio, come la Nostra Associazione abbia ritenuto di dover intervenire in merito al parere pubblicato dalla stessa Federazione Italiana Sport Equestri a firma dell’avv. Davide Diana dell’8 agosto 2017 “Il Trasporto del Cavallo Sportivo in “Conto Proprio”. Normativa, problematiche, soluzioni” con il quale dopo una disamina del sistema normativo (che, peraltro, conferma, a posteriori, l’impianto della Circolare) concludeva suggerendo il ricorso al contratto di comodato gratuito quale “contratto che meglio si addice al caso di specie…” Per quanto si facesse riferimento ad un trasporto senza fine di lucro, appariva evidente il reale rischio, a prescindere dalle intenzioni, di dare indirette indicazioni in ordine ad un possibile escamotage per aggirare la normativa vigente, tanto che tramite il nostro legale, avv. Aldo de Bellis, con lettera del 18 settembre 2017, inviata anche al CONI per conoscenza, si invitava la Federazione ai dovuti chiarimenti, mai formulati né pervenuti.

Parimenti, inascoltata ogni richiesta di confronto su tale materia.

Inaccettabile, pertanto, riteniamo che debba considerarsi, non la circolare ministeriale che si limita a ricondurre a legalità una materia sfuggita ad ogni controllo, ma la levata di scudi e la veemente difesa di un diffuso sistema notoriamente caratterizzato da ombre profonde di illegalità da parte di Enti quali le Federazioni, che, si deve ricordare, beneficiano di notevoli contributi pubblici, e che nulla hanno fatto, in tanti anni, per ricondurre ad equilibrio minimo tale importante settore.

Per A.N.I.T.E., Catia Brozzi – Presidente

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Dillo a #TEO – Tommaso Di Paolo scrive e motiva le proprie dimissioni.

Dillo a #TEO – Tommaso Di Paolo scrive e motiva le proprie dimissioni.

Tommaso Di Paolo, Coordinatore della Commissione Consultiva per l’area Mounted Games (una delle tre aree del neo costituito Dipartimento Pony) si è dimesso dal proprio incarico. Si sta allungando l’elenco di tecnici e responsabili sportivi dimessi, e dimissionari, “in fuga” da codesta dirigenza federale (dimissionario anche un pezzo da 90 del Salto Ostacoli, che però non ha ancora formalizzato le proprie dimissioni).

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Tommaso Di Paolo ha scritto una lettera al Consiglio Federale, che ci pregiamo di pubblicare, in cui motiva in maniera molto circostanziata le ragioni delle proprie dimissioni. Ci sono alcune frasi molto esplicative a rappresentare quanto stia accadendo in F.I.S.E., e di quale sia l’indirizzo della attuale dirigenza politica, sempre più interventista e impositiva negli aspetti più strettamente tecnici.

“A seguito della candida confessione di incompetenza tecnica del capo dipartimento (Mino Palma, n.d.r.) e di un consigliere di riferimento (o Vincenzo Gigli, o Ettore Artioli, n.d.r.)…..”

“Apprezzando tale dichiarazione (di incompetenza, vedi sopra, n.d.r.) presumevo che si potesse lavorare per un bene comune al di fuori di faziosismi inutili.”

“…l’idea del capo dipartimento (Mino Palma, n.d.r.) e dei consiglieri di riferimento (Vincenzo Gigli ed Ettore Artioli, n.d.r.) volta ad un allargamento e, a detta loro, ad una maggiore condivisione dei ruoli tecnici, che ha portato i suddetti soggetti a scegliere 4 nominativi per condurre e squadre. Nessuno di questi super partes.

“Dovrebbero nascere dei dubbi qualora tale scelta, presa con la motivazione di una maggiore condivisione del settore, sia copiosamente criticata proprio dal settore che non si è sentito rappresentato.”

“Rimango con la speranza relativa al fatto che le decisioni future siano prese ascoltando e seguendo le effettive competenze e gli aspetti etici connessi alle scelte.”

Di seguito la lettera di dimissioni.

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L’unica cosa che consola noi di #TEO è che almeno lo stesso Mino Palma, al secolo Cosimo Riccardo Palma, è autocosciente della propria incompetenza, dichiarandolo lui stesso. Può essere che entro la fine del mandato del Presidente pro tempore Marco Di Paola, avrà acquisito qualche competenza in più: quello che infastidisce è che siano i tesserati della F.I.S.E. a dovergli pagare la formazione.

palmone

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Dillo a #TEO – Dal sistema di tesseramento non risulta applicata sentenza a tesserato condannato!

Dillo a #TEO – Dal sistema di tesseramento non risulta applicata  sentenza a tesserato condannato!

Nel sistema di tesseramento online della F.I.S.E. non risulta applicata la sentenza di condanna a Mauro Matteucci. Il tesserato, condannato a 24 mesi di sospensione e al pagamento di 3.000 euro di sanzione pecuniaria, non risulta soffrire alcun provvedimento, alla consultazione del sistema di tesseramento online della Federazione, la cui sicurezza e attendibilità sembrano sempre più venir meno. Errore informatico o errore umano?

Veniamo ai fatti.

Nel Consiglio Federale del 4 dicembre 2017, viene concessa, con provvedimento del Presidente Marco Di Paola, la grazia al tesserato Alberto Graziani, come si può vedere dall’estratto del Verbale del Consiglio qui sotto riportato.

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Alberto Graziani, in un provvedimento che vedeva coinvolti più tesserati, era stato condannato dal Tribunale Federale (sentenza F.R.G. 38/16 del 19 Ottobre 2016, che alleghiamo per conoscenza qui sotto) al pagamento di una sanzione di 4.500 euro e alla sospensione di 36 mesi ex art. 6), lett. d) e) f) del Regolamento di Giustizia.

23-11-2016 Provvedimento Trib. Fed. R.G. 38_16 PA 41_16

Dopo aver ricorso alla Corte Federale d’Appello, Alberto Graziani ottiene una riduzione della pena, per un pagamento di 3.000 euro di sanzione, con la riduzione della sospensione da 36 a 18 mesi. (vedi la sentenza del Procedimento d’appello sotto riportata).

27-01-2017 Sentenza Procedimento d’appello N. R.G. CA 17_16 RG 38_16

Il Presidente, se vuole, può veramente concedere la grazia ad un tesserato, con un provvedimento suo proprio, che sembra non richiedere neppure una delibera o una approvazione dal Consiglio: un atto di clemenza vero e proprio!

Ciò che ha attirato la nostra attenzione è che nelle succitate sentenze, appaiono altri tesserati, che hanno ricevuto sanzioni inferiori rispetto al graziato, per lo meno nel primo grado di giudizio. Mentre facevamo le nostre analisi su questo curioso caso, è giunta alla rubrica “Dillo a #TEO” una segnalazione inerente proprio uno di codesti soggetti, Mauro Matteucci.

Matteucci viene condannato dal Tribunale Federale al pagamento di 3.000 euro di sanzione e alla sospensione per 24 mesi; pena che viene confermata anche in sede d’appello.

Perchè quindi, come da segnalazione ricevuta, nel sistema di tesseramento, non risulta alcun provvedimento di sospensione a suo carico? La sospensione di 24 mesi scade ad ottobre del 2018 e inoltre – incredibile ma vero – Mauro Matteucci ha rinnovato nel febbraio di quest’anno sia la carica di istruttore di secondo livello che quella di proprietario i cavalli.

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Abbiamo controllato tutti ti verbali precedenti e successivi ad oggi pubblicati sul sito federale, ma non risultano altri provvedimenti di grazia, tantomeno in favore di Mauro Matteucci.  Che succede?

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