Procura Federale e Giudice Sportivo Nazionale: non competenza o incompetenza?

Procura Federale e Giudice Sportivo Nazionale: non competenza o incompetenza?
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a cura di Keyser Soze

“A seguito della trasmissione, da parte della Segreteria O.d G., a mezzo mail in data 11 giugno 2018, della segnalazione da parte del dott. Salvatore Rossi – per il tramite della Procura Federale – e di quella da parte del C.R. Lombardia, sono stai sottoposti a questo Giudice i fatti accaduti in data 3 giugno 2018, in occasione della Gara Regionale di Endurance a Castelletto di Leno.”

Questo è l’esordio della decisione 12/2018 del Giudice Sportivo Nazionale (Avv. Enrico Vitali), che ci ha lasciato letteralmente a bocca aperta: negli ultimi mesi pare che ci sia un po’ di caos negli Organi di Giustizia F.I.S.E., ma questa volta sia la Procura Federale che il Giudice Sportivo Nazionale hanno superato loro stessi. Di seguito il testo della decisione del G.S.N., che abbiamo oscurato, ove necessario, per rispetto nei confronti di uno dei soggetti coinvolti, anche se la decisione in oggetto è disponibile online sul sito federale.

Vitali 1Vitali 2Vitali 3

In breve, il tesserato Salvatore Rossi – per il tramite della Procura Federale – e il Comitato Regionale Lombardo (peraltro tuttora commissariato…quindi ci chiediamo: nella persona di chi?) segnalano che una tesserata ha preso parte ad una gara di endurance in condizioni di salute non ottimali, in seguito a radioterapia e assunzione di un farmaco dopante; inoltre viene accusato il giudice, Ivan Caponnetto, di aver permesso che la tesserata prendesse parte alla gara.

Il G.S.N., Avvocato Enrico Vitali, che abbiamo già avuto occasione di conoscere per le sue teorie sul rapporto steward e benessere del cavallo (potete leggere il nostro post cliccando qui), si mette al lavoro, per produrre la propria decisione, che si conclude con la archiviazione del procedimento.

Vediamo ora dove e chi ha sbagliato.

La Procura Federale

Il Procuratore Avvocato Anselmo Carlevaro o chi per esso – sono diversi i sostituti), ricevuta la segnalazione da parte del Comitato Regionale Lombardo, avrebbe dovuto girare la segnalazione per competenza (si tratterebbe di un caso di “doping” umano) alla Procura Antidoping del CONI (alla NADO Italia); NON sottoporre il caso al Giudice Sportivo Nazionale. L’art. 69 del Regolamento di Giustizia della F.I.S.E. è chiaro in proposito.

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NADO Italia è l’organizzazione nazionale antidoping (NADO), derivazione funzionale della Agenzia Mondiale Antidoping (World Anti-Doping Agency WADA), e ha la responsabilità esclusiva in materia di adozione ed applicazione delle norme in conformità al Codice Mondiale Antidoping (Codice WADA) del quale è parte firmataria. (http://www.nadoitalia.it/it/)

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Le Norme Sportive Antidoping 2018 , in premessa, sono molto chiare, specificando che “tutti gli altri organismi sportivi comunque denominati ricadono nella giurisdizione di NADO Italia e sono tenuti a rispettare le disposizioni delle NSA e a collaborare con NADO Italia nell’attuazione del programma antidoping. Le FSN, le DSA, gli Enti di Promozione Sportiva (EPS) […] ricadono nella giurisdizione di NADO Italia e sono tenuti a rispettare le disposizioni delle NSA e a collaborare con NADO Italia nell’attuazione del programma antidoping.

 

Il Giudice Sportivo Nazionale

  • L’Avvocato Enrico Vitali, Giudice Sportivo Nazionale, ricevute le segnalazione, doveva dichiararsi INCOMPETENTE a decidere una questione relativa a presunta violazione in materia anti- doping Umano di competenza della NADO Italia.

 

  • Il Giudice Sportivo Nazionale, quindi, NON avrebbe dovuto in alcun modo pronunciare una decisione: facendolo ha violato apertamente le normative in materia di privacy (pubblicando di fatto dati sensibili sanitari – radioterapia a cui era sottoposta l’atleta e assunzione di un modulatore ormonale – Tamoxifene).

 

  • “….Per quanto attiene la [omissis], nussun addebito risulta possibile muoverle sia in ordine alla assunzione del farmaco dopante Tamoxifene né in ordine all’avere gareggiato in condizioni fisiche precarie…”. Il Tamoxifene, modulatore selettivo del recettore degli estrogeni, è incluso sì nelle Lista WADA 2018 (clicca per vedere il testo) delle sostanze vietate, ma appartiene alla classe S 4.2, e quindi viene considerato sostanza specificata, non farmaco dopante. (Se si risulta positivi a una sostanza specificata, si riceverà una sospensione iniziale di due anni invece che di quattro, che è quanto previsto per le sostanza non specificate. Questo perché la WADA riconosce che le sostanze possono accedere inavvertitamente nel corpo del giocatore senza essere state necessariamente utilizzate a fini dopanti; in questo caso siamo davanti addirittura ad un uso terapeutico.)

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  • “In ordine al primo profilo, l’amazzone ha dimostrato di essere in possesso della specifica autorizzazione FEI datata 20 aprile 2018, tra l’altro comunicata alla Giuria prima della gara.” La autorizzazione FEI vale per la partecipazione alle gare internazionali – non per quelle regionali. Per gareggiare assumendo Tamoxifene la tesserata avrebbe dovuto richiedere al CEFT (Comitato Esenzioni a Fini Terapeutici) una TUE (Modulo di esenzione a fini terapeutici) 30 gg prima della competizione.

 

  • “In ordine alle condizioni fisiche della stessa, la circostanza di essere sottoposta a radioterapia di per sè solo non può essere motivo discriminatorio e ostativo alla partecipazione della gara.” Questo lo dice il Giudice Sportivo Nazionale: è forse anche medico?

 

  • “La [omissis] non solo è apparsa in buono stato di salute ad un esame obiettivo della Giuria ed ha dichiarato per iscritto di versare in condizioni fisiche non precarie – assumendosene la responsabilità.” Sono medici la Giuria? E se fosse caduta e si fosse fatta male? Siamo sicuri che sia sufficiente, anche ai fini assicurativi,  l’assunzione di responsabilità da parte della atleta?

Può bastare…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Cesare Croce arrestato. AAA – Cercasi Show Director per Piazza di Siena.

Cesare Croce arrestato. AAA – Cercasi Show Director per Piazza di Siena.

Cesare Croce è stato arrestato nella mattina di lunedì 21 maggio nell’ambito della maxi operazione “Domus Aurea”, condotta dalla Guardia di Finanza. Ventuno gli arrestati, di cui 9 in carcere, con accuse a vario titolo di associazione a delinquere

#TEO è stato il primo a dare la scioccante notizia, nel pomeriggio, a mezzo Facebook, dopo averla letta sul sito iacchitè.com.

La F.I.S.E., nella serata di lunedì 21 maggio è uscita con un comunicato stampa, che riportiamo di seguito.

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Anche noi di #TEO auspichiamo, come già anticipato sulla nostra pagina Facebook, che Cesare Croce riesca a dimostrare la propria estraneità ai fatti che lo vedono accusato, e che possa lasciarsi alle spalle una esperienza terribile come un arresto. D’altro canto non possiamo fare a meno di esaminare lo stato dell’arte odierno.

Cesare Croce, oltre ad essere stato uno dei pilastri della campagna elettorale dell’attuale Presidente pro tempore, Marco Di Paola, ad oggi ricopriva i seguenti incarich in F.I.S.E.:

  • Responsabile del Dipartimento Dressage;
  • Responsabile dei rapporti istituzionali con la FEI;
  • Show Director della Fiera di Roma 2018;
  • Show director di Piazza di Siena;
  • Membro del comitato tecnico di gestione di Piazza di Siena (insieme a Miglietta, Mornati, Nepi e Di Paola), comitato autorizzato ad “assumere, in piena autonomia operativa, tutte le deliberazioni e a stipulare tutti i contratti inerenti l’organizzazione e la gestione dell’evento” (delibera n. 333 del 9 aprile 2018);
  • Referente attività sportive internazionali Fieracavalli di Verona 2018.

Come rimarcato in maniera molto corretta nel comunicato stampa F.I.S.E., le condotte contestate dagli inquirenti non sono inerenti l’attività federale. Rimane il fatto che a due giorni dall’inizio di Piazza di Siena, lo Show Director è venuto a mancare, in seguito ad un arresto con la accusa di associazione a delinquere.

Si tratta di un colpo terrificante all’immagine della Federazione, del CONI e di Piazza di Siena; è chiaro e logico che nessuno debba mai essere condannato prima che si dimostri la sua colpevolezza, ma la situazione che si è profilata oggi potrebbe produrre danni oltremodo gravi.

Quali?

  1. Il Presidente della Repubblica Mattarella presenzierà venerdì 25 maggio, in occasione della Coppa delle Nazioni, come preannunciato dal Presidente pro tempore Di Paola e dal sito federale? O manderà una “velina” in cui, ringraziando per l’invito, dichiarerà la sua impossibilità a presentarsi per impegni istituzionali sopraggiunti subitaneamente?
  2. Gli sponsor di Piazza di Siena che reazione avranno alla notizia che lo Show Director dell’evento è stato arrestato con l’accusa di associazione a delinquere? (Si badi…non importa, purtroppo, che sia innocente o colpevole. E’ l’arresto che fa la notizia.) Molte grandi aziende hanno un codice etico interno che prevede la possibilità di contrattualizzare un eventuale ritiro senza penali da un contratto di sponsorizzazione nel caso in cui si profilino dei casi come questo…
  3. Riuscirà il Presidente Di Paola a trovare un succedaneo di Cesare Croce (parlare di sostituto a due giorni da un evento così complicato come Piazza di Siena sembra quasi riduttivo) per ricoprire il ruolo di Show Director? Fonti vicine alla Presidenza ci hanno ragguagliato sul giustificato stato di ansia del Presidente pro tempore Di Paola, alla ricerca spasmodica di un profilo adeguato.

Sicuramente il Presidente della F.I.S.E. saprà trovare una soluzione e Piazza di Siena sarà un successo. Sarà un successo, non perché il campo è verde e bello…non perché è stato riqualificato il galoppatoio di Villa Borghese…non perché c’è questo o quel presidente pro tempore…non perché ci sarà questo o quello Show Director.

Sarà un successo, perché Piazza di Siena è magia!

gc

F.I.S.E. chiama, #TEO risponde. “Vero che…?”

F.I.S.E. chiama, #TEO risponde. “Vero che…?”

Da circa un paio di mesi, noi di #TEO stavamo valutando l’ipotesi di terminare l’esperienza di “The Equestrian Observer”. Ci eravamo resi conto di quanto fosse inutile evidenziare storture, incongruenze o anomalie…o semplicemente fare “controinformazione”, in un contesto che, appiattendosi si sta rassegnando al fatto che comunque la prossima espressione di voto avverrà nel 2020.

La nostra politica di dare spazio ai fatti, fino ad oggi, è stata premiante. Non sta a noi ricordare le vicende portate alla attenzione dei nostri lettori, che poi, verificate, si sono rivelate veritiere, e hanno dato seguito – o no, a seconda di chi riguardassero – a sanzioni e/o correzioni. Prima di scrivere un post ci poniamo delle semplici domande, a cui è possibile rispondere solamente con VERO o FALSO, oppure SI’ o NO. Cerchiamo di non dare spazio al colore grigio. Dove non arriviamo noi, giriamo la questione ai nostri interlocutori, che possono essere i nostri lettori, o la Federazione stessa, che più volte ha risposto.

Ciononostante, fino a stamane, eravamo oramai convinti di chiudere il nostro blog, terminata la imminente edizione di Piazza di Siena.

Nella mattinata odierna è stata pubblicata la delibera n. 406 del 9 aprile 2018 (con un severo ma giusto ritardo di 20 giorni dal Consiglio Federale).

Questa delibera ci ha restituito voglia di fare, e di approfondire, perchè troviamo assolutamente surreale che una Federazione si preoccupi di avviare una azione legale, a spese dei tesserati, semplicemente perchè un piccolo blog come il nostro ha posto delle domande assolutamente lecite.

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La F.I.S.E. dà incarico al Presidente pro tempore Marco Di Paola di individuare ed incaricare un legale per la tutela della Federazione in sede civile e penale, nei confronti delle persone ritenute responsabili dei fatti, ritenendo quanto indicato in premessa una attività diffamatoria nei confronti della Federazione stessa.

I Soggetti indicati in premessa sono, in ordine di apparizione:

  • The Equestrian Observer;
  • La Clubhouse;
  • l’Avv. Vincenzo Giardino;
  • l’Avv. Fabrizio Cacace;
  • Paolo Pomponi.

L’oggetto della “attività diffamatoria” sarebbe legato alla figura dell’Avvocato Alessandra Bruni, oggetto di alcuni post di #TEO, dei quali riportiamo i link di seguito:

19 Gennaio 2018: Presidente Corte d’Appello Federale tesserata F.I.S.E.: il Regolamento di Giustizia lo vieta. Ora che succede?

20 Gennaio 2018: Corte d’Appello Federale: 11 sentenze annullabili?

21 Gennaio 2018: F.I.S.E. smentisce #TEO (e2!)…#TEO rilancia.

26 Gennaio 2018: Caso Alessandra Bruni – C’è un precedente: Avvocato Guglielmo Moroni.

6 Febbraio 2018: Caso Alessandra Bruni – La strana storia di Fabrizio Cacace.

6 Febbraio 2018: Dillo a #TEO – L’avvocato Cacace ci scrive.

7 Febbraio 2018: “FISE” su Facebook: Cacace dimissioni spontanee: #TEO dimostra, carte alla mano, che la verità è un’altra.

Ci siamo limitati ad esporre i fatti e a porre delle domande più che lecite, anche attraverso i titoli dei post. Di seguito ci apprestiamo a fare l’elenco dei “Vero che” a cui ci siamo sottoposti, prima di scrivere.

  • Vero che l’Avvocato Alessandra Bruni è stata nominata Presidente della Corte Federale d’appello il 5 Maggio del 2017, unica new entry negli organi di giustizia federale, così come nominati in sede di Consiglio F.I.S.E. il 22 aprile 2017?

VERO

  • Vero che l’avvocato Alessandra Bruni è tesserata in F.I.S.E. sia con patente ludica (rinnovo 17 marzo 2017), che come proprietaria (data versamento: 22 novembre 2017);

VERO

  • Vero che Alessandra Bruni è madre di due giovani amazzoni, Ludovica e Costanza, entrambe tesserate F.I.S.E.;

VERO

  • Vero che Ludovica Manzoli, la prima figlia,  monta nelle fiamme azzurre ed è stata beneficiaria di una delle borse di studio F.I.S.E. accordate per la disciplina del completo;

VERO

  • Vero che Costanza Manzoli, la seconda figlia, monta presso la Scuderia C & G (“C” sta per Cianfanelli, e “G” sta per Girardi) strutture di proprietà del Direttore Sportivo della F.I.S.E., Francesco Girardi, Maresciallo dell’aeronautica militare.

VERO

Dopo di che ci siamo preoccupati di porre a nostra volta delle domande ai nostri lettori interlocutori, facendo delle dovute premesse, che riportiamo virgolettate, estratte dal primo articolo sul CASO ALESSANDRA BRUNI, datato 19 gennaio 2018.

“Evitiamo di lanciarci in dissertazioni sull’eventualità di rilevare qualsiasi fattispecie di conflitto di interessi, poiché ci sta già pensando l’attuale dirigenza federale con poco successo.

Emergono pochi, ma importanti quesiti (cerchiamo di evitare qualsiasi forma di retorica, anche se le risposte sembrano già scritte):

  1. E’ valida la nomina e di conseguenza la posizione della Presidente della Corte Federale d’Appello, Avvocato Alessandra Bruni, vista la aperta violazione del comma 3 dell’articolo 22 del Regolamento di Giustizia Federale?
  2. Essendo già tesserata all’epoca della nomina, come è possibile che nessuno abbia verificato?
  3. Nel momento in cui la nomina non fosse valida, e quindi venisse revocata (sembra impossibile sanarla) verranno annullati tutti i procedimenti della Corte d’Appello Federale, o solamente quelli in cui l’Avvocato Alessandra Bruni è stata anche relatore (da un veloce controllo, solo due sembrerebbero: Uberto Lupinetti e Paolo Pomponi)?

Questi sono argomenti che lasciamo con piacere ai legali che hanno avuto a che fare con codesta Corte Federale d’Appello: sicuramente gli scenari che si aprono nell’immediato futuro non saranno per nulla lineari.”

Nei post seguenti – elencati ut sopra – abbiamo posto altre problematiche, ed evidenziato due precedenti, nelle persone dell’Avvocato Guglielmo Moroni e dell’Avvocato Fabrizio Cacace.

  • Vero che con la decisione del Giudice Sportivo Nazionale del 14 febbraio 2014, riguardante l‘Avvocato Guglielmo Moroni, già Presidente della Commissione Federale d’Appello F.I.S.E., nominato nel dicembre 2012, è stata comminata la censura a Moroni, in quanto tesserato e Presidente di un centro affiliato?

VERO

  • Vero che il 25 marzo 2015 Fabrizio Cacace viene nominato come membro effettivo del Tribunale Federale della F.I.S.E. con delibera federale del Commissario Ravà n. 215?

VERO

  • Vero che il 24 aprile 2015 il Presidente della F.I.S.E. Vittorio Orlandi, presentata istanza, atta a verificare la compatibilità tra la posizione di membro del Tribunale Federale e tesserato della F.I.S.E.?

VERO

  • Vero che il 25 maggio 2015  Fabrizio Cacace è convocato in Commissione Federale di Garanzia  alle ore 13:00, per discutere il caso?

VERO

  • Vero che il 25 maggio 2015 Fabrizio Cacace si dimette, in seguito alla riunione?

VERO

Da qualsiasi angolazione la si guardi, a tutt’oggi, noi di #TEO siamo convinti che la posizione di Alessandra Bruni nelle funzioni di Presidente della Corte Federale d’Appello della F.I.S.E. sia discutibile, alla luce dei precedenti, e alla luce della normativa, ma allo stesso tempo siamo sicuri e certi di non aver esercitato alcuna attività diffamatoria, nei confronti della stessa, né tanto meno della Federazione. 

La nostra sicurezza è data dal fatto che #TEO lascia parlare i fatti!

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F.E.I. riconosce F.I.T.E. come unico referente per la monta da lavoro. E adesso, Presidente Di Paola, come la mettiamo?

F.E.I. riconosce F.I.T.E. come unico referente per la monta da lavoro. E adesso, Presidente Di Paola, come la mettiamo?

In risposta alla richiesta della World Association for Working Equitation (W.A.W.E.) di riconoscere la monta da lavoro come disciplina F.E.I., e di formalizzare un protocollo d’intesa tra F.E.I. e W.A.W.E., la Federazione Equestre Internazionale risponde con estrema chiarezza che:

  • Il F.E.I. Bureau ha deciso che il riconoscimento di nuove discipline equestri non è nell’agenda della F.E.I.; quindi la monta da lavoro non viene riconosciuta come disciplina F.E.I.;
  • La F.E.I. ha firmato un protocollo d’intesa nel luglio del 2017 con la F.I.T.E., e non è nella posizione di formalizzare un qualsiasi tipo di relazione con W.A.W.E., avendo riconosciuto la F.I.T.E. come unico responsabile internazionale per la monta da lavoro (per l’equiturismo e per l’equitazione di campagna).

Nella chiusa della lettera, a firma del Presidente Ingmar De Vos, la F.E.I. non esclude di poter cooperare con W.A.W.E., ponendo però come condizione sine qua non il coinvolgimento della F.I.T.E..

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Il Presidente pro tempore Marco Di Paola e la sua dirigenza hanno stipulato convenzioni e impostato nuove politiche sportive volte ad assorbire discipline equestri di competenza non di F.I.S.E., dietro il pretesto di inserire le attività sportive in un ambito concorrenziale e, oseremmo dire, aziendalistico, nella peggior accezione del termine. Tutto questo in spregio di sentenze e decisioni che risalgono ad anni fa e dopo un periodo di serena collaborazione e/o convivenza tra la Federazione, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva.

Tutto questo a quale scopo? 

Forse soddisfare la personalità egoriferita del Presidente (sempre più) protempore Marco Di Paola e dei suoi collaboratori più stretti in F.I.S.E., che stanno trascinando la Federazione Italiana Sport Equestri e i suoi tesserati in una serie di situazioni al limite dell’imprevedibile e in spese legali inutili, che sarebbero state evitabili nel momento stesso in cui ciascuno fosse stato semplicemente al suo posto?

Cliccando su questo link, è possibile leggere il comunicato stampa trionfalistico uscito sul sito F.I.S.E., in cui si annuncia l’accordo F.I.S.E. – W.A.W.E., accordo grazie al quale “la WAWE, organizzazione mondiale di riferimento, riconosce ufficialmente la Federazione come l’Ente atto a promuovere e sviluppare in Italia la Working Equitation (Monta da lavoro)”.

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Qualcuno avverta il Presidente protempore Marco Di Paola, che F.I.S.E. è emanazione di F.E.I., e se F.E.I. dice che la Working Equitation è di competenza esclusiva di F.I.T.E., W.A.W.E. non ha nessun titolo per riconoscere F.I.S.E. come l’ente atto a promuovere la Working Equitation stessa. Inoltre, volendo trasporre il modello europeo su quello nazionale, qualsiasi tipo di relazione tra F.I.S.E. e W.A.W.E. dovrebbe contemplare come prerequisito il coinvolgimento di FITETREC.

A meno che Di Paola non voglia che la F.I.S.E. esca dalla F.E.I….forse sarebbe meglio che il Presidente pro tempore Marco Di Paola si porti un traduttore appresso quando va alla riunioni in F.E.I., così che possa seguire i lavori, invece che farsi i selfie, per pubblicarli su Facebook, e che approfitti delle trasferte spesate dai tesserati, per informarsi meglio.

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Le inchieste di #TEO (1) – Nomina dei giudici MIPAAF area sella: siamo sicuri che sia tutto ok?

Le inchieste di #TEO (1) – Nomina dei giudici MIPAAF area sella: siamo sicuri che sia tutto ok?

Un gruppo di allevatori ha avviato nel mese di maggio 2017 un contenzioso dinanzi al Tar Lazio per richiedere l’annullamento dell’intero bando che ha portato alla nomina di 16 giudici Mipaaf (ovvero quei giudici che determinano le classifiche della gare di morfologia, salto in libertà, addestramento e categorie di 4 e 5 anni cat. Elite e Sport delle tappe di salto ostacoli) in quanto, a detta dei ricorrenti vi sarebbero state violazioni tali da determinare l’illegittimità della selezione.

Situazioni di incompatibilità

Per i giudici dell’area sella non sono stati rispettati i criteri di selezione previsti per le altre categorie di giudici (trotto e galoppo) con la conseguente assenza di qualsiasi criterio di valutazione – a monte – di eventuali incompatibilità e conflitti d’interessi dei candidati giudici. Ciò ha determinato una paradossale disparità di trattamento tra i giudici dell’area galoppo e trotto e i giudici dell’area sella.

I giudici dell’area galoppo e trotto – per la selezione dei quali vigono rigorose restrizioni volte ad escluderne conflitti d’interessi – di fatto nulla possono determinare in termini di risultati, basati come noto sul rilevamento dei tempi.

Per i giudici dell’area sella – il cui potere discrezionale è chiaramente maggiore, dovendo effettuare valutazioni a giudizio – conflitti d’interessi e incompatibilità non vengono esaminati preliminarmente, attraverso il bando, ma vengono valutati per ogni singola manifestazione in base ai soggetti che vi prendono parte.

Decreto Registro Giudici Sportivi n. 11930 del 23 Febbraio 2015

Art. 1

Francesco Granchi e Marina Longinotti

Ciò ha consentito di partecipare al bando e di diventare giudici Mippaf, tra gli altri anche alla coppia di fatto, Francesco Granchi e Marina Longinotti. I due (allevatore professionale il primo e medico veterinario la seconda), svolgono attività stalloniera a tempo pieno in collaborazione tra loro.

In particolare commercializzano il seme degli stalloni Baedeker e Kroccante, e di altri 2 soggetti da poco acquistati e/o acquisiti in gestione a tale scopo (Bacardi Orange De Muze e Garezzo).

pubblicità stallone Baedeker Longinotti-Granchi.jpg

A.P.S.I.

Inoltre i due sono pure, rispettivamente Presidente e Consigliere della Associazione “A.P.S.I.” che, tra le altre cose si occupa della commercializzazione di puledri mediante l’organizzazione di aste private con tanto di diritti d’asta fatturati.

DOC. 5 - Direttivo Apsi.png

A.P.S.I., Associazione per la promozione del sella italiano, è un’associazione tra allevatori che si occupa anche della commercializzazione del cavallo italiano come previsto dall’art. 2 dello Statuto(clicca per vedere la versione integrale).

art. 2 apsi

D’altronde, l’art. 9 del codice di comportamento etico del MIPAAF  – che tutti i soggetti collaboratori esterni del MIPAAF sono tenuti a rispettare – vieta l’appartenenza ad ogni associazione i cui ambiti di interesse possono interferire in modo diretto con lo svolgimento di attività: i membri di un’associazione il cui scopo investe anche la commercializzazione dei cavalli italiani dovrebbero risultare incompatibili con la designazione di giudice di gara, che non tollera alcun riferimento ad un’attività commerciale. Nella fattispecie, A.P.S.I. che spesso viene rappresentata mediaticamente da Marina Longinotti organizza vere e proprie aste private, percependo diritti d’asta in misura pari al 10% più iva (22%) come dimostra l’allegato Regolamento.

Regolamento Campionato e asta privata

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Attività certamente da elogiare e incentivare ma che contrastano palesemente con il ruolo di Giudice Mipaaf ricoperto da entrambi.

Delle due l’una…..

CAVALLI D’ITALIA  E  M.I.P.A.A.F.

cavalli d'italia.png

Tale pericolosa incompatibilità di ruoli venne sollevata dall’Associazione Cavalli D’Italia che, infatti, già in tempi non sospetti, scriveva al Ministero per esternare le perplessità della categoria; alla predetta missiva di Cavalli D’Italia, rispondeva il Ministero con nota del 27 Febbraio 17 a firma della Dirigente Stefania Mastromarino, con la quale la stressa “rassicurava” gli allevatori , scrivendo:

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INES MARCHIONE DI PUGLIA

Durante la tappa del Circuito Allevatoriale del 18/08/2017 – 20/08/2017 svoltasi a COPERTINO (LE) presso il C. I. Il Monte tra i giudici designati figurava anche la neo giudice dott. ssa Marina Longinotti, la quale ha giudicato, tra gli altri, anche il cavallo Ines Marchione di Puglia.

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Ebbene per tale cavallo esisteva un palese conflitto di interessi che avrebbe dovuto imporre l’astensione da parte del giudice Longinotti. Ines Marchione di Puglia, infatti, è una puledra figlia dello stallone Baedeker. Stallone di proprietà del compagno della veterinaria Marina Longinotti, Francesco Granchi e da lui commercializzato in collaborazione con la Longinotti stessa.

È evidente che tale violazione del regolamento non è sfuggita ad alcuni allevatori del settore.

La cosa è ancora più grave se si considera che la neo giudice Marina Longinotti, ha DOVEROSAMENTE depositato un documento “DICHIARAZIONE DI IMPEGNO Ai sensi dell’art. 12 comma 4 DM 11930/2015

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Le considerazioni di #TEO

Da qualsiasi angolazione si guardino i dati che abbiamo raccolto in questa nostra prima cda.pnginchiesta, è evidente che ci siano delle forti anomalie nelle nomine in particolare di Francesco Granchi e Marina Longinotti. Non ci siamo affidati ad interpretazioni delle norme, ma ad una semplice lettura di quelli che sono i dispositivi di legge. Rimane il fatto che non riusciamo a comprendere perchè, e soprattutto chi, abbia variato i requisiti “a monte” per diventare giudici MIPAAF, differenziando in modo così sensibile l’area Galoppo/Trotto da quella Sella.

Sarebbe comunque doveroso che Granchi e Longinotti chiarissero la loro posizione, per una pura questione di correttezza nei confronti del comparto equestre, stante il fatto che fanno parte anche di un altra associazione di rilievo a livello nazionale, la Filiera Ippica Toscana, di cui riportiamo qui a lato il Consiglio Direttivo. Come si può vedere, lo stesso Vice Presidente della F.I.S.E. Giuseppe Bicocchi, nonchè il Presidente del Comitato Regionale Toscana, Massimo Petaccia, fanno parte del Consiglio Direttivo.

“L’Associazione Filiera Ippica Toscana si propone di sostenere gli interessi socio-professionali comuni all’intero settore ippico regionale, nei confronti degli interventi pubblici sia a livello locale che nazionale e comunitario; promuovere lo sviluppo ed il miglioramento delle comunicazioni e delle relazioni tra i partner della filiera e la pubblica amministrazione; svolgere attività di studio al fine di esprimere pareri sui progetti e sui provvedimenti normativi e legislativi riferiti all’ambito di competenza della filiera inerente il settore equino; attuare iniziative volte ad ottenere la valorizzazione e l’ottimizzazione della politica regionale e comunitaria in materia di aiuti allo sviluppo socio economico, particolarmente in zone rurali e in zone svantaggiate, favorendo la lotta alla disoccupazione ed alla esclusione sociale.”

Arrivederci alla prossima “inchiesta di #TEO!

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Posso iscrivere un cavallo D.P.A. in F.I.S.E.? (obbligatorio rispondere con un sì o con un no) …

Posso iscrivere un cavallo D.P.A. in F.I.S.E.? (obbligatorio rispondere con un sì o con un no) …

Sono passati poco più di due mesi da quell’8 dicembre 2017, giorno in cui #TEO denunciò l’intenzione del Consiglio Federale F.I.S.E.  di permettere l’iscrizione dei cavalli D.P.A. ai ruoli federali, per mezzo del varo di una norma – contenuta nel libro I del Regolamento generale – per nulla chiara.

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In seguito al post di #TEO si sono scatenate reazioni a catena, che hanno coinvolto la stampa specializzata, la stampa nazionale, diversi movimenti animalisti e persino Striscia la Notizia, che ha dedicato un servizio al tema “cavalli D.P.A. in F.I.S.E.”. Da rimarcare il ruolo fondamentale della Dottoressa Eleonora Di Giuseppe, unico consigliere federale a “metterci la faccia”, opponendosi in sede di Consiglio all’approvazione della norma, e continuando a sostenere il sempre più grande movimento Non D.P.A.. Eleonora Di Giuseppe stessa, insieme a Giovanni Malagò, Franco Chimenti, Luca Pancalli e Gianfranco Ravà, più di due anni prima era stata fautrice dei Principi di Tutela degli Equidi, che sancivano l’obbligo della qualifica di NON D.P.A. dei cavalli da iscriversi ai ruoli federali.

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Eleonora Di Giuseppe – ph. credits @Guia Pavese

Sin da quel movimentato 8 dicembre 2017, risultò essere ambigua la posizione del Presidente Marco Di Paola, che, da una parte rilasciava dichiarazioni confortanti, come quella a “Cavalli, Cavalieri & Campioni”:

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Dall’altra parte, portava avanti, insieme alla sua fedele commissione di revisione dei regolamenti, capitanata dalla ex Presidente del Veneto Maria Vittoria Valle, la sua riforma sistematica dei Regolamenti F.I.S.E., arrivando ad inserire all’articolo 165.4 del libro VI una norma dalle connotazioni  preoccupanti, se rapportata alle dichiarazioni come quella riportata qui sopra.

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Secondo l’art. 165.4 del VI Libro del Regolamento Generale F.I.S.E., infatti l’obbligo per i cavalli NON D.P.A. sarebbe stato valido solo per i cavalli di 6 anni o superiori. 

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M. V. Valle – G. Basano – E. Artioli

Risulta molto difficile credere che il Presidente (e soprattutto un Presidente pro tempore accentratore come Marco Di Paola) non sia a conoscenza dei regolamenti che sta portando avanti insieme al suo Consiglio, e alla sua commissione, composta dal trio Valle-Basano-Artioli. Ergo, l’impressione di noi di #TEO e di tutti coloro che hanno preso parte al movimento NON DPA era che ci stesse prendendo allegramente in giro.

Con un comunicato stampa uscito sul sito federale a margine della riunione di Consiglio di ieri, 19 febbraio 2018, la Federazione ha annunciato ufficialmente che i cavalli che praticano attività sportiva in ambito F.I.S.E. devono essere NON D.P.A.. Allegata al comunicato stampa è stata pubblicata la circolare attuativa, a firma del Presidente pro tempore Marco Di Paola, che potete leggere cliccando sul link sottostante.

Circolare Attuativa NON DPA

Nella parte finale del comunicato uscito sul sito federale, tra l’altro, si rassicurano i tesserati circa il fatto che anche i cavalli di 4-5 anni dovranno essere non D.P.A., allargando a loro la tutela prevista per i cavalli atleti iscritti ai ruoli federali.

MIPAAF

Cerchiamo di fare il punto. E cominciando facendo una dovuta precisazione.

Marco Di Paola non è l’eroe nazionale che ha salvato i cavalli dal macello.

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Marco Di Paola è colui che – insieme al suo Consiglio e fatta eccezione per Eleonora Di Giuseppe – ha tentato di permettere l’iscrizione nei ruoli federali di cavalli Destinati alla Produzione Alimentare, barricandosi dietro una operazione “culturale” di non esclusione dei proprietari di cavalli D.P.A. dalla grande “famiglia” che è la Federazione. Peraltro risulta difficile capire come siano esclusi i proprietari di D.P.A., quando sono così ben rappresentati in Federazione dal vice presidente Bicocchi, che alleva e iscrive pacificamente cavalli D.P.A. ai ruoli federali, come potete ben vedere in questo post di #TEO di qualche giorno fa.

A causa delle pressioni ricevute dalla opinione pubblica, dalla stampa, dallo stesso CONI e dal MIPAAF il Presidente pro tempore è stato costretto ad un passo indietro, pubblicando una circolare attuativa, di cui non ci sarebbe stato bisogno, se la norma fosse stata chiara; ora nel tentativo di ricostruirsi un “imene” politico credibile, sta cercando di far passare l’idea che in realtà lui stia salvando la situazione, e stia anche salvando cavalli dal macello.

Sarebbe potuto essere l’eroe nazionale, nel momento in cui il testo dell’art. 33.2 fosse stato il seguente:

“art. 33.2 – L’iscrizione al ruolo federale del cavallo conferisce al cavallo la qualifica di “cavallo atleta”. E’ necessario che per essere iscritti ai ruoli federali i cavalli siano classificati come NON Destinati alla Produzione Alimentare (NON D.P.A.).” 

…non era difficile…

Al momento attuale, nonostante tutte le precisazioni della circolare attuativa, se venisse richiesto a chiunque di rispondere con un monosillabo (SI’ oppure NO) alla seguente domanda:

Posso iscrivere un cavallo D.P.A. nei ruoli federali F.I.S.E.?

la risposta sarebbe SI’.

Godiamoci comunque questa vittoria…non si può pretendere di più al momento dalle risorse politiche in campo in questa federazione. 

ks

Sciò(pero) Sciò(glimento): Di Paola, cosa stai facendo alla F.I.S.E.?

Sciò(pero) Sciò(glimento): Di Paola, cosa stai facendo alla F.I.S.E.?

Sciopero del tesseramento e scioglimento della Federazione: due strade pericolose e buie che i tesserati della Federazione stanno per imboccare…si sta aprendo un periodo ancora più brutto dei tempi anche recenti, per la Federazione Italiana Sport Equestri?

Era già successo all’epoca Croce che il Presidente della F.I.S.E. venisse sfiduciato durante una Assemblea Straordinaria in cui si sarebbe dovuto deliberare su alcune modifiche allo Statuto. Era luglio del 2008 e Cesare Croce venne fischiato al punto che alle successive elezioni del novembre dello stesso anno non si presentò più.

Non c’è dubbio che l’attuale Consiglio e Presidente siano sotto tiro come non mai, a seguito delle ultime delibere in merito alla questione D.P.A., al totale caos che regna nell’ambito regolamenti generali e di disciplina, ma soprattutto in merito agli aumenti dei costi che hanno coinvolto buona parte dei praticanti gli sport equestri. Il caso più eclatante riguarda la quota parte sui montepremi da pagarsi all’iscrizione nei concorsi ippici. Infatti, fino allo scorso dicembre 2017, i comitati organizzatori facevano pagare nelle varie categorie una percentuale dell’1% sul montepremi. Dal 2018 tale percentuale, a discrezione del comitato organizzatore, può essere portata al 2%. Questo contro tutte le promesse fatte in campagna elettorale sulla diminuzione dei costi, e sull’attenzione ai tesserati, in particolare alla cosiddetta BASE.

Moltissimi cavalieri, proprietari e presidenti di centri ippici sono sul piede di guerra tant’è che si stanno organizzando due azioni contro l’attuale consiglio.

RACCOLTA FIRME

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Ai sensi dello Statuto Federale (art. 20 Statuo Federale), può essere indetta un’Assemblea Straordinaria che all’ordine del giorno proponga addirittura lo scioglimento della Fise. Quest’ultima ipotesi sarebbe da scongiurare, ma i numeri della raccolta firme già partita dall’inizio del 2018 stanno diventano così importanti da non potersi escludere che presto ci sarà il quorum per convocare l’Assemblea: un segnale davvero forte nei confronti del Presidente pro tempore Di Paola e del suo Consiglio.

SCIOPERO  DEI TESSERAMENTI

Molti Centri Ippici si stanno organizzando per indire uno sciopero del tesseramento, approfittando anche del fatto che non sono previste more per i tesseramenti tardivi. Poiché ci si può comunque tesserare entro la fine di febbraio, ritardare il più possibile la pratica metterebbe in difficoltà tutta la struttura federale facendole mancare un sostanzioso cash flow. Molti presidenti di centri ippici, soprattutto nel Nord Italia, stanno lavorando in questa direzione e hanno deciso di non pagare subito il tesseramento. Tutt’al più i tesserati del centro rinunceranno qualche settimana ai concorsi, con buona pace degli organizzatori. Presumibilmente andando avanti di questo passo è facile che i conti federali siano presto vuoti…o, a furore di metafora, più vuoti di quanto lo siano già ora.

E’ indubbio che due azioni di questo tipo siano un segnale davvero forte nei confronti di un Presidente e un Consiglio che da quando sono ai vertici stanno disattendendo non solo le promesse fatte in campagna elettorale ma anche le speranze degli elettori.

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ks