Nicola Boscarelli nuovo consigliere F.I.S.E. nazionale?

Nicola Boscarelli nuovo consigliere F.I.S.E. nazionale?
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a cura di Tyrion Lannister

Calata l’ennesima coltre di silenzio sull’ultimo Consiglio Federale e sul destino del Consigliere dimissionario Michele Mosca, noi di #TEO ci siamo preoccupati di fare una breve disamina dell’ipotetico futuro della dirigenza F.I.S.E., in caso di dimissioni dell’ippogenitore con delega al Bilancio.

Tutto tace dal terzo piano di Viale Tiziano 74, ma – soprattutto dopo l’abbandono da parte di Mosca del gruppo Whatsapp della Consulta, senza saluti né spiegazioni – sembra essere oramai imminente l’ingresso del calabrese Nicola Boscarelli come nuovo Consigliere F.I.S.E., in sostituzione di Mosca stesso.

Il 23 Gennaio 2017 emersero le seguenti risultanze, in seguito alle elezioni della dirigenza:

Giuseppe Bicocchi: 475 voti, Alvaro Casati: 456, Vincenzo Gigli: 448, Eleonora Di Giuseppe: 437, Michele Mosca: 435, Ettore Artioli: 418, Grazia Rebagliati Basano: 323

Nicola Boscarelli: 185

Giuseppe Brunetti: 160

Francesco Gabriele Maria Mocchi: 158

Francesco Gallo: 133

Gianluca Laliscia: 131

Ferdinando Acerbi: 82

…e così via.

Ci saremmo potuti tranquillamente fermare al nominativo di Nicola Boscarelli, visto e considerato che, alla luce del primo comma dell’art. 32 dello Statuto della F.I.S.E., salvo rocambolesche interpretazioni della norma – a cui peraltro l’attuale dirigenza ci sta abituando – in caso di posto vacante nel Consiglio, subentra il primo dei consiglieri non eletti, a patto che abbia ricevuto almeno la metà dei suffragi dell’ultimo consigliere eletto.

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L’articolo 32 dello Statuto è l’unico riferimento normativo inerente l’integrazione del Consiglio Federale: le Norme di Attuazione dello Statuto, che in teoria dovrebbero essere esplicative dello Statuto nei punti in cui lo stesso fosse carente o poco chiaro, all’articolo 37 rimandano direttamente al succitato articolo dello Statuto Federale, senza altro dire in merito.

37.jpegNicola Boscarelli, con le sue 185 preferenze, è l’unico dei Consiglieri non eletti a superare la soglia del 50% dei suffragi ottenuti da Grazia Rebagliati Basano (323).

A nulla sono valsi gli innumerevoli contatti telefonici – risalenti già ad inizio 2018 – portati avanti proprio dall’ultima dei Consiglieri eletti, Grazia Rebagliati Basano, che, in vista della esclusione di Eleonora Di Giuseppe (per la ben nota questione D.P.A. in F.I.S.E.), voleva sondare la disponibilità dei consiglieri non eletti “amici”: chiacchiere a vuoto, proprio per le ragioni sopra elencate.

L’unico papabile è Nicola Boscarelli, a patto, naturalmente, che accetti di diventare consigliere di codesta Federazione.

A nulla è valsa la dichiarazione di intenti di Francesco Maria Gabriele Mocchi, qui sotto riportata, poiché non potrebbe comunque accedere alla carica, avendo ricevuto 158 preferenze (contro le 162 necessarie). Sarà nostra premura, se l’avventura di #TEO perdurerà negli anni, farci garanti del fatto che Mocchi in futuro non prenda parte alla vita politica della Federazione.

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Quindi cosa accadrà adesso?  Stendiamo un velo pietoso sulla disinformazione portata avanti dalla Dirigenza, il cui atteggiamento sembra essere sempre più quello di nascondere la sporcizia e la polvere sotto i tappeti (a furor di metafora).

Il problema, delle dimissioni di uno dei massimi dirigenti della F.I.S.E. riguarda tutti i tesserati. Sarebbe corretto che questi ultimi fossero aggiornati su ciò che accade nella catena di comando,

SCENARIO 1)

Se Boscarelli accettasse, il Consiglio sarebbe formato nuovamente da 10 componenti.

SCENARIO 2)

Se non accettasse, il Consiglio sarebbe composto da 9 elementi, ma  in grado di deliberare…comunque un consiglio “zoppo”.

SCENARIO 3)

Cosa accadrebbe se il Consigliere Eleonora Di Giuseppe, i cui rapporti con il Presidente e gli altri Consiglieri, non paiono essersi rasserenati dopo la questione D.P.A., scegliesse di dimettersi?

3A) Se Boscarelli accettasse (e probabilmente lo ha già fatto), le dimissioni di Eleonora Di Giuseppe (e di altri consiglieri in un secondo tempo) toglierebbero ridurrebbero il Consiglio a 9 elementi, senza la possibilità di introdurre nuovi consiglieri, salvo la convocazione di una Assemblea Generale.

3B) Se Boscarelli non accettasse, e la Di Giuseppe si dimettesse a sua volta, il Consiglio sarebbe composto da 8 elementi, ma sarebbe comunque in grado di deliberare…in ogni caso, come al punto precedente non si potrebbero inserire nuovi Consiglieri salvo convocare una Assemblea Generale.

Cambierebbe qualcosa?

A nostro modesto parere no. L’attuale dirigenza non sembra curarsi di certi “dettagli di poco conto”. A noi, però, sembra corretto spiegare come stanno le cose, visto che al momento nessuno si preoccupa di farlo. Certo è che ogni consigliere che in questo preciso momento si trova seduto al tavolo di Viale Tiziano 74, con il suo bel tablet, acquistato con i soldi dei tesserati, ogni volta che fa passare le proprie dita sullo schermo di quel tablet omaggiatogli dalla Federazione, dovrebbe porre mente alle proprie responsabilità politiche.

Secondo noi, Di Paola e la sua dirigenza rimarranno al comando della Federazione fino al termine del quadriennio, facendo tutto quello che vorranno, e combinando dei bei pasticci a livello amministrativo/gestionale e anche sportivo. A nostro parere, è assolutamente giusto che tutto rimanga così, perchè il settore equestre borbotta, urla o sbatte i pugni – trasversalmente in ogni disciplina, olimpica e non – ma nessuno alza la testa.

Va tutto bene.

Ad maiora.

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F.I.S.E. – Corte Federale d’Appello: apparizioni…sparizioni…

F.I.S.E. – Corte Federale d’Appello: apparizioni…sparizioni…
matt murdoch

a cura di Matt Murdoch

Gli avvocati Roberta Leoni e Giorgio D’Alessio, rispettivamente vice presidente e componente della Corte Federale d’Appello della F.I.S.E., hanno dato le dimissioni dai loro incarichi il 12 giugno 2018. 

Non entriamo nel merito delle motivazioni che hanno spinto Roberta Leoni (in passato anche presidente della C.F.A. della F.I.S.E.) e Giorgio D’Alessio a rassegnare le dimissioni; notiamo – è sufficiente andare sul sito F.I.S.E. e verificare le commissioni nelle sentenze – che entrambi non venivano quasi mai chiamati dal Presidente della Corte Federale d’Appello, l’Avvocato Alessandra Bruni, a far parte della commissione composta da 3 membri, che presiede la Corte (Leoni mai nel 2018; D’Alessio una volta sola).

Non si trova alcuna traccia sul sito della F.I.S.E. della notizia delle dimissioni di Leoni e D’Alessio, come non si trova traccia di alcuna delibera di nomina dei nuovi membri della Corte Federale d’Appello, gli avvocati Simone Colla e Armando Argano, apparsi lunedì mattina, come per magia, sul sito federale al seguente link:

https://www.fise.it/federazione/struttura/organi-di-giustizia.html

CFA GIUGNO 2018

Ricordiamo che il 22 aprile 2017, era stata data notizia sul sito federale della composizione degli organi di giustizia, sebbene di fatto fosse stato effettuato un solo cambio nei nominativi, con l’inserimento dell’Avvocato Alessandra Bruni come Presidente della Corte Federale d’Appello.

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Come avviene la nomina degli organi di giustizia?

Ai sensi dell’art. 24, comma 2, lettera a) del Regolamento di Giustizia, è la Commissione Federale di Garanzia della F.I.S.E. ad individuare, eventualmente tramite invito pubblico a manifestare interesse, i soggetti idonei a far parte degli organi di giustizia sportiva.

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Tra i soggetti individuati dalla Commissione Federale di Garanzia il Consiglio Federale delibera le nomine.

Di preciso, cosa è successo invece in questo caso?

Senza alcuna comunicazione ufficiale o news sul sito federale, senza invito pubblico a manifestare interesse, lunedì mattina – comunque prima del Consiglio Federale – abbiamo visto i nominativi dei nuovi componenti la Corte Federale d’Appello, nonché la nomina del nuovo Vice Presidente, il tutto inserito probabilmente qualche giorno prima (non ne abbiamo la certezza, ma il dubbio è lecito).

  • Quali sono stati i criteri di scelta dei nuovi componenti della C.F.A., Avvocato Colla e Avvocato Argano?

L’invito pubblico a  manifestare interesse (che, ricordiamo è eventuale) non è stato fatto; da dove sono emersi i nominativi di codesti avvocati?

  • Chi li ha selezionati?

La Commissione Federale di Garanzia?

Il Presidente?

Altro soggetto?

  • Chi li ha nominati?

Il Consiglio Federale sicuramente no, visto che i nuovi nominativi sono stai inseriti lunedì mattina, prima dell’inizio del Consiglio Federale.

Il Presidente con una delibera d’urgenza? Parrebbe improbabile e comunque non corretto che il Presidente nomini i componenti di un organo di giustizia d’urgenza, visto e considerato che, in ogni caso, a tutto il 2018 (salvo una sola occasione) la Corte Federale d’Appello in F.I.S.E. funzionava con soli tre componenti: Bruni, Pitzolu e Marino.

Noi di #TEO rimaniamo sempre più perplessi su come vanga gestita la giustizia sportiva all’interno della Federazione. Non mettiamo in discussione la valenza e la professionalità degli avvocati che esercitano il loro ruolo all’interno degli organi di giustizia, ma il mancato rispetto da parte della dirigenza di quelli che sono i fondamentali per la corretta gestione di una macchina complessa come una Federazione Sportiva Nazionale. 

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Comunicato Stampa A.S.I. in merito alla segnalazione all’A.G.C.M..

Comunicato Stampa A.S.I. in merito alla segnalazione all’A.G.C.M..

Riceviamo da A.S.I. NAZIONALE il comunicato stampa che segue, inerente la segnalazione fatta da A.S.I. stessa, congiuntamente al Gruppo Italiano Attacchi, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (A.G.C.M.) circa le presunte condotte improprie della F.I.S.E. targata Marco Di Paola. Tutti noi di #TEO rimaniamo comunque esterrefatti dall’atteggiamento della Federazione Italiana Sport Equestri in merito a quanto sta accadendo: il nucleo speciale antitrust della Guardia di Finanza è stato in Viale Tiziano a Roma e nei comitati regionali Veneto e Lazio ad inizio settimana, gli addetti al settore sono comunque preoccupati, ma dal prolifero Ufficio Stampa F.I.S.E. il silenzio assoluto. Forse è tardi per risolvere politicamente quanto “combinato” dal Presidente (sempre più) pro tempore Marco di Paola.

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Di seguito il comunicato.

Grazie alle segnalazioni del nostro EPS, l’Autorità Garante della Concorrenza apre istruttoria per accertare condotte improprie da parte della FISE volte a limitare l’attività sportiva non agonistica considerata concorrente.

Oggi è un grande giorno per lo sport. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deliberato la riapertura di un procedimento istruttorio nei confronti della Federazione Italiana Sport Equestri (FISE), a seguito delle segnalazioni svolte dal nostro Ente di Promozione Sportiva e dell’associazione sportiva dilettantistica Gruppo Italiano Attacchi.

L’istruttoria è finalizzata ad accertare se la Federazione in questione abbia adottato – come noi crediamo – condotte volte ad impedire lo svolgimento di gare non agonistiche equestri organizzate da altre realtà sportive, come quelle programmate – sempre in ambito non agonistico – dal nostro settore ASI Sport Equestri.

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Il Presidente della F.I.S.E. Marco di Paola

Tale atto rappresenta una vittoria per lo sport in generale e per il mondo della promozione sportiva in particolare – non solo per gli sport equestri. È, nei fatti, la testimonianza di come sia possibile che Enti e Federazioni siano trattati allo stesso livello, seguendo un semplice (e sacrosanto) principio di legge, nonché di come concretamente lo sport amatoriale stia contribuendo nel fare chiarezza sulla sua identità e il suo valore.

Se, infatti, il legislatore – con la colpevole complicità delle istituzioni sportive – ha preferito non dare una definizione chiara ed univoca di cosa sia il mondo amatoriale, quest’ultimo al contrario ha sempre cercato di mostrarsi per quello che è: un movimento orientato al benessere e al divertimento, ma non per questo privo di aspetti competitivi, ancorché non agonistici.

La competizione, infatti, esiste anche al di fuori dell’agonismo!

Il nostro intervento non è contro qualcuno, ma è per qualcuno, ovvero per il mondo dello sport amatoriale – afferma Emilio Minunzio, vice presidente ASI, già responsabile del

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Il vice presidente di A.S.I. Emilio Minunzio

settore ASI Sport Equestri – Non ci sentiamo delle cenerentole e non vogliamo esserlo. Noi siamo convinti che lo sport italiano abbia bisogno della componente di base per rafforzare quella di vertice negli sport equestri come in tutte le altre discipline riconosciute. Per questo le manifestazioni sportive organizzate dalle nostre associazioni, così come l’attività formativa portata avanti dalla nostra organizzazione a tutti i livelli, non toglie niente a nessuno, semmai rende il nostro mondo più qualificato e capace di intercettare domande di sport diverse.Ci auguriamo – conclude Minunzio – di poter tornare quanto prima a fare attività sul territorio in modo libero e rispettoso della legge e del ruolo conferito alle Federazione”.

 

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F.I.S.E. 2018 – Quasi 250 incarichi per 1 milione e mezzo di spesa. Ecco a voi la nuova corte di Re Marco I.

F.I.S.E. 2018 – Quasi 250 incarichi per 1 milione e mezzo di spesa. Ecco a voi la nuova corte di Re Marco I.

Duecentoqurantacinque (245) incarichi, per 1.500.000 di euro tra compensi e rimborsi (al momento); scompare il Dipartimento Scuole di Equitazione, uno dei pilastri della campagna elettorale di Marco Di Paola; il Dipartimento Pony, appannaggio del fedelissimo Palma, viene stravolto rispetto al 2017 e comunque deliberato quasi sempre d’urgenza, in coerenza con quanto avvenuto l’anno scorso; creati dipartimenti e commissioni formati da una sola persona.

Questo a grandi linee quanto sta accadendo in F.I.S.E., oramai diventata il parco giochi di – chiamiamolo pure – Re Marco I.

Noi di #TEO abbiamo in cantiere questo pezzo da fine febbraio, quando sembrava che fosse oramai delineata la versione 2018 della F.I.S.E. di Di Paola. In realtà ci siamo resi conto che la tecnica adottata dalla dirigenza attuale di pubblicare le delibere in più riprese (esistono addirittura 5 versioni differenti delle delibere del 19 febbraio, n.d.r.) non fa altro che dar vita ad una “trasparenza a puntate“; getta – purtroppo – ombre sulle delibere e sui processi decisionali; e, “last but not least“, non ci consentiva di pubblicare questo post, per l’incompletezza delle informazioni in nostro possesso. Abbiamo fatto alcune valutazioni, e abbiamo deciso di pubblicare ora, consapevoli che siamo alla definizione della nuova struttura all’80-90%.

Un po’ di numeri e qualche curiosità sulla versione 2018 della Federazione Italiana Sport Equestri:

  • 245 incarichi (276 nel 2017);
  • € 1.321.100,00 i compensi deliberati ad oggi (€ 1.030.377 nel 2017);
  • € 145.450,00 i rimborsi già deliberati + € 53.000,00 in rimborsi già previsti per il secondo semestre del 2018, ma non ancora erogati, per un totale provvisorio di € 198.450,00 (€ 235.344,00 nel 2017);
  • 17 dipartimenti (14 nel 2017);
  • 27 commissioni (25 nel 2017)
  • 4 CNUG;
  • 5 gruppi di lavoro;
  • 1 team (?);
  • 1 centro studi federali.

Il Dipartimento Scuole di Equitazione – Pur essendo aumentato il numero dei dipartimenti rispetto al 2017, è scomparso il Dipartimento Scuole di Equitazione, cavallo di battaglia della campagna elettorale di Di Paola. Tale Dipartimento – coordinato da Antonio Piovan (che percepiva un emolumento di 12.0000 euro più 3.000 euro annue di rimborsi spese), e supportato da una Commissione Consultiva, costituita da Mario Scribano, Ezio Pollastrini, Stefano Paperini e Maria Grandinetti (pro bono) – non è più nell’organigramma: non c’è alcuna spiegazione all’eliminazione di tale settore, testimonianza tra l’altro dell’attenzione prestata dal Presidente alla “base”.

Il Dipartimento Monta AmericanaUn dipartimento formato da una persona sola è una forte innovazione. Stefano Serni coordina se stesso e tutto il dipartimento, percependo 18.000 euro l’anno di compenso. Si attendeva che Serni venisse premiato, dopo il doppio ruolo giocato in campagna elettorale (sosteneva i due candidati alla presidenza, sventolando sotto il naso di entrambi la sua cartelletta ripiena di deleghe, ma di base era da sempre d’accordo con Di Paola).

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ph. credit – Poniamo

Il Dipartimento Pony – Finalmente Mino Palma viene chiamato con il suo reale nome, Cosimo Riccardo, e ha l’incarico ben definito e retribuito di coordinatore del dipartimento (18.000 euro l’anno il compenso e 2.500 euro di rimborsi spese; già comunque voci insistenti parlano di un ritocco verso l’alto del compenso, dandogli qualche altro incarico, magari a livello regionale). Il Dipartimento Pony è stato rivoluzionato, eliminando le figure dei fiduciari regionali, e strutturandolo attorno alla figura del coordinatore, Mino Palma. Triste, a parere nostro, vedere una professionalità come quella di Mario Giunti sacrificata a capo di una commissione nel dipartimento (24.000 euro l’anno il compenso e 2.500 euro di rimborsi spese), e con gente senza alcuna competenza specifica gerarchicamente sopra di lui.

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ph. credit – L’Opinione Equestre

Formazione, ma quanto mi costi? (e quanto mi potresti costare, se qualcosa andasse storto?)– Il Dipartimento Formazione, presieduto da un altro dei fedelissimi di Di Paola, al secolo Gilberto Sebastiani (34.200 euro l’anno il compenso) pesa sulle casse federali per 126.800 euro in totale. Ci aspettiamo miracoli dalla Formazione targata Di Paola. Emblematica la figura di Barbara Ardu (72.000 euro l’anno il compenso) vero pilastro della F.I.S.E., per cui lavora da quasi 30 anni, e che, da sempre viene stipendiata a mezzo dei contratti tecnico/gestionali ex art. 67/69 T.U.I.R.. Non si tratta di contratti di lavoro di natura subordinata, non portano al riconoscimento di alcun tipo di previdenza…eppure oramai il profilo della Ardu è così alto, che nessuno, neppure i commissari, sono riusciti ad assumerla regolarmente. Barbara Ardu, in questo momento, è un personaggio chiave della F.I.S.E.: vale quanto un piccolo piano di risanamento. Basti pensare, nella gestione federale precedente, quanto erano costate alla F.I.S.E. due cause del lavoro di due collaboratori tecnico/gestionali del Comitato Regionale Toscana.

Il collezionista di incarichi – And the winner is: Cosimo Riccardo Palma, l’uomo, la dimostrazione vivente che, se scommetti sul “cavallo” giusto (Marco Di Paola) puoi veramente sperare di “fare carriera”. E così il nostro (o)Mino nazionale, da semplice agitatore delle masse e promotore di creme lenitive, ad oggi risulta essere:

  • Coordinatore del Dipartimento Pony;
  • Coordinatore delle attività federali all’interno del Gruppo di lavoro per Piazza di Siena;
  • Referente attività sportive nazionali nel Team Fiera Verona 2018;
  • Coordinatore del Gruppo di Lavoro interno al Team Fiera Verona 2018;
  • Coordinatore del Gruppo di Lavoro per l’organizzazione delle Ponyadi;
  • Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cavalli a Roma”.

…effettivamente 18.000 euro sono un po’ pochini…

Cliccando sulla scritta in rosso sottostante (STRUTTURA FISE 2018) è possibile accedere ad uno schema di tutti i compensi, i rimborsi e gli incarichi della Federazione Italiana Sport Equestri 2018. Purtroppo, come già accennato all’inizio del post, lo schema non è ancora completo, poiché non sono quantificati molti rimborsi spese e alcuni compensi. L’importo totale da noi indicato in questa sede quindi è ancora provvisorio, ed è destinato a salire. Non sappiamo cosa abbia in mente il Presidente pro tempore Di Paola, circa il destino della F.I.S.E.: la nostra impressione è che al momento stia ancora pensando a saldare i debiti pre-elettorali, e che si stia già preoccupando della prossima campagna elettorale. Tra una fase e l’altra, però, ci sarebbe lo SPORT a cui pensare: e l’impressione è che allo sport, almeno per il momento, lui stia solo sottraendo risorse economiche!

STRUTTURA FISE 2018

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F.E.I. riconosce F.I.T.E. come unico referente per la monta da lavoro. E adesso, Presidente Di Paola, come la mettiamo?

F.E.I. riconosce F.I.T.E. come unico referente per la monta da lavoro. E adesso, Presidente Di Paola, come la mettiamo?

In risposta alla richiesta della World Association for Working Equitation (W.A.W.E.) di riconoscere la monta da lavoro come disciplina F.E.I., e di formalizzare un protocollo d’intesa tra F.E.I. e W.A.W.E., la Federazione Equestre Internazionale risponde con estrema chiarezza che:

  • Il F.E.I. Bureau ha deciso che il riconoscimento di nuove discipline equestri non è nell’agenda della F.E.I.; quindi la monta da lavoro non viene riconosciuta come disciplina F.E.I.;
  • La F.E.I. ha firmato un protocollo d’intesa nel luglio del 2017 con la F.I.T.E., e non è nella posizione di formalizzare un qualsiasi tipo di relazione con W.A.W.E., avendo riconosciuto la F.I.T.E. come unico responsabile internazionale per la monta da lavoro (per l’equiturismo e per l’equitazione di campagna).

Nella chiusa della lettera, a firma del Presidente Ingmar De Vos, la F.E.I. non esclude di poter cooperare con W.A.W.E., ponendo però come condizione sine qua non il coinvolgimento della F.I.T.E..

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Il Presidente pro tempore Marco Di Paola e la sua dirigenza hanno stipulato convenzioni e impostato nuove politiche sportive volte ad assorbire discipline equestri di competenza non di F.I.S.E., dietro il pretesto di inserire le attività sportive in un ambito concorrenziale e, oseremmo dire, aziendalistico, nella peggior accezione del termine. Tutto questo in spregio di sentenze e decisioni che risalgono ad anni fa e dopo un periodo di serena collaborazione e/o convivenza tra la Federazione, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva.

Tutto questo a quale scopo? 

Forse soddisfare la personalità egoriferita del Presidente (sempre più) protempore Marco Di Paola e dei suoi collaboratori più stretti in F.I.S.E., che stanno trascinando la Federazione Italiana Sport Equestri e i suoi tesserati in una serie di situazioni al limite dell’imprevedibile e in spese legali inutili, che sarebbero state evitabili nel momento stesso in cui ciascuno fosse stato semplicemente al suo posto?

Cliccando su questo link, è possibile leggere il comunicato stampa trionfalistico uscito sul sito F.I.S.E., in cui si annuncia l’accordo F.I.S.E. – W.A.W.E., accordo grazie al quale “la WAWE, organizzazione mondiale di riferimento, riconosce ufficialmente la Federazione come l’Ente atto a promuovere e sviluppare in Italia la Working Equitation (Monta da lavoro)”.

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Qualcuno avverta il Presidente protempore Marco Di Paola, che F.I.S.E. è emanazione di F.E.I., e se F.E.I. dice che la Working Equitation è di competenza esclusiva di F.I.T.E., W.A.W.E. non ha nessun titolo per riconoscere F.I.S.E. come l’ente atto a promuovere la Working Equitation stessa. Inoltre, volendo trasporre il modello europeo su quello nazionale, qualsiasi tipo di relazione tra F.I.S.E. e W.A.W.E. dovrebbe contemplare come prerequisito il coinvolgimento di FITETREC.

A meno che Di Paola non voglia che la F.I.S.E. esca dalla F.E.I….forse sarebbe meglio che il Presidente pro tempore Marco Di Paola si porti un traduttore appresso quando va alla riunioni in F.E.I., così che possa seguire i lavori, invece che farsi i selfie, per pubblicarli su Facebook, e che approfitti delle trasferte spesate dai tesserati, per informarsi meglio.

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Di Paola VS Di Giuseppe – Il giustizialismo forzato di un Presidente pro tempore.

Di Paola VS Di Giuseppe – Il giustizialismo forzato di un Presidente pro tempore.

Ha fatto molto scalpore – sui social e non solo – la delibera n. 87, approvata dal Consiglio Federale il 19 febbraio scorso: delibera con la quale il Consiglio Federale conferisce incarico all‘avvocato Angelo Clarizia di “ATTIVARE IL PROCEDIMENTO DI CUI ALL’ART. 7 REG. DEL GARANTE DELLO SPORT”, nei confronti della Consigliere Eleonora Di Giuseppe.

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Non è questa la sede per entrare nel merito della vicenda che ha visto Eleonora Di Giuseppe esporsi in prima persona, sostenendo strenuamente la campagna contro l’iscrizione dei cavalli Destinati alla Produzione Alimentare nei ruoli federali; campagna che anche #TEO ha appoggiato e promosso.

A noi interessa sottolineare le criticità e anche le “stranezze” di questa delibera, atto  pubblico e – a parer nostro – vessatorio del Presidente pro tempore Marco Di Paola  – e dei 9/10 del suo Consiglio – nei confronti della Consigliere Eleonora Di Giuseppe.

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Procediamo con ordine.

  • Il Consiglio Federale conferisce l’incarico all’oggetto della delibera n. 87 al Professor Avvocato Angelo Clarizia: è stato selezionato dalla dirigenza federale il padre dell’Avvocato Paolo Clarizia, componente del Tribunale Federale della F.I.S.E..

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  • il Professor Avvocato Angelo Clarizia, “temuto nelle aule di tribunale, conosciutissimo dove conta a Roma come a Milano, noto (suo malgrado) anche alle cronache.” (rif. Il Fatto Quotidiano, 1 febbraio 2018) è uno dei due sub-commissari della F.I.G.C.: uomo di Malagò, Professore Ordinario di Diritto Amministrativo alla Sapienza di Roma e avvocato di altissimo profilo: averlo coinvolto in codesta questione è un segnale molto forte da parte della dirigenza, per far comprendere che non vuole fare “sconti” ad Eleonora Di Giuseppe;

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  • Così recita la delibera n. 87, esauriti i numerosi CONSIDERATA: “VISTO il codice di comportamento sportivo ed il Regolamento del Garante del Codice di Comportamento Sportivo e considerato che il Consiglio Federale ritiene corretto effettuare un esposto ai sensi dell’Art. 7 del Regolamento del Garante del Codice di Comportamento Sportivo, per VALUTARE i comportamenti tenuti da Eleonora Di Giuseppe [IL CONSIGLIO FEDERALE] DELIBERA di dare mandato professionale al Prof. Avv. Angelo Clarizia per attivare nei confronti di Eleonora Di Giuseppe il procedimento di cui all’art. 7 del Regolamento del garante dello Sport………”

L’articolo 7 del Regolamento del Garante del Codice di Comportamento Sportivo citato in delibera – e riportato qui di seguito – esplica come si concretizza l’avvio del procedimento su denunzia.

Potete leggere in versione integrale il Regolamento, cliccando sulla dicitura che segue: Regolamento C.C.S.

art. 7

Dalla lettura dell’articolo 7, si evince chiaramente che in F.I.S.E. qualcuno ha fatto un po’ di confusione. Legittimato ad attivare il Garante è l’affiliato o il tesserato ad un Organismo sportivo (F.I.S.E. nel nostro caso), non l’Organismo sportivo stesso.

Il Garante si attiva sollecitando l’Organismo sportivo ovvero la Federazione ad adottare provvedimenti nei confronti dei tesserati sui quali è stata fatta segnalazione.

Il Garante può adottare provvedimenti diretti solo nei confronti degli organi del CONI.

In pratica, con la delibera n. 87 del 19 febbraio ultimo scorso, il Presidente Marco Di Paola e i suoi fedelissimi nove Consiglieri, incaricano e pagano il padre di un componente il Tribunale Federale F.I.S.E. (non si configura conflitto di interesse, ma non è la prima volta che questa dirigenza coinvolge in incarichi genitori/figli di figure endofederali) di  “andare” dal Garante, per farsi dire che la Procura Federale F.I.S.E. deve agire nei confronti della Di Giuseppe.

Agisse la Procura Federale

e deferisse al Tribunale che è l’unico competente.

O forse il Presidente non ha una levatura politica tale da assumersi la responsabilità – unitamente al suo Consiglio – di deferire Eleonora Di Giuseppe, e va a chiedere la benedizione del Garante?

Noi non possiamo che stare a guardare, ma, nel caso in cui Eleonora Di Giuseppe avesse la meglio, molto probabilmente, sarebbero Marco Di Paola e i suoi Consiglieri a doversi porre qualche domanda sul loro futuro politico.

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Posso iscrivere un cavallo D.P.A. in F.I.S.E.? (obbligatorio rispondere con un sì o con un no) …

Posso iscrivere un cavallo D.P.A. in F.I.S.E.? (obbligatorio rispondere con un sì o con un no) …

Sono passati poco più di due mesi da quell’8 dicembre 2017, giorno in cui #TEO denunciò l’intenzione del Consiglio Federale F.I.S.E.  di permettere l’iscrizione dei cavalli D.P.A. ai ruoli federali, per mezzo del varo di una norma – contenuta nel libro I del Regolamento generale – per nulla chiara.

33.2

In seguito al post di #TEO si sono scatenate reazioni a catena, che hanno coinvolto la stampa specializzata, la stampa nazionale, diversi movimenti animalisti e persino Striscia la Notizia, che ha dedicato un servizio al tema “cavalli D.P.A. in F.I.S.E.”. Da rimarcare il ruolo fondamentale della Dottoressa Eleonora Di Giuseppe, unico consigliere federale a “metterci la faccia”, opponendosi in sede di Consiglio all’approvazione della norma, e continuando a sostenere il sempre più grande movimento Non D.P.A.. Eleonora Di Giuseppe stessa, insieme a Giovanni Malagò, Franco Chimenti, Luca Pancalli e Gianfranco Ravà, più di due anni prima era stata fautrice dei Principi di Tutela degli Equidi, che sancivano l’obbligo della qualifica di NON D.P.A. dei cavalli da iscriversi ai ruoli federali.

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Eleonora Di Giuseppe – ph. credits @Guia Pavese

Sin da quel movimentato 8 dicembre 2017, risultò essere ambigua la posizione del Presidente Marco Di Paola, che, da una parte rilasciava dichiarazioni confortanti, come quella a “Cavalli, Cavalieri & Campioni”:

C&C

Dall’altra parte, portava avanti, insieme alla sua fedele commissione di revisione dei regolamenti, capitanata dalla ex Presidente del Veneto Maria Vittoria Valle, la sua riforma sistematica dei Regolamenti F.I.S.E., arrivando ad inserire all’articolo 165.4 del libro VI una norma dalle connotazioni  preoccupanti, se rapportata alle dichiarazioni come quella riportata qui sopra.

165

Secondo l’art. 165.4 del VI Libro del Regolamento Generale F.I.S.E., infatti l’obbligo per i cavalli NON D.P.A. sarebbe stato valido solo per i cavalli di 6 anni o superiori. 

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M. V. Valle – G. Basano – E. Artioli

Risulta molto difficile credere che il Presidente (e soprattutto un Presidente pro tempore accentratore come Marco Di Paola) non sia a conoscenza dei regolamenti che sta portando avanti insieme al suo Consiglio, e alla sua commissione, composta dal trio Valle-Basano-Artioli. Ergo, l’impressione di noi di #TEO e di tutti coloro che hanno preso parte al movimento NON DPA era che ci stesse prendendo allegramente in giro.

Con un comunicato stampa uscito sul sito federale a margine della riunione di Consiglio di ieri, 19 febbraio 2018, la Federazione ha annunciato ufficialmente che i cavalli che praticano attività sportiva in ambito F.I.S.E. devono essere NON D.P.A.. Allegata al comunicato stampa è stata pubblicata la circolare attuativa, a firma del Presidente pro tempore Marco Di Paola, che potete leggere cliccando sul link sottostante.

Circolare Attuativa NON DPA

Nella parte finale del comunicato uscito sul sito federale, tra l’altro, si rassicurano i tesserati circa il fatto che anche i cavalli di 4-5 anni dovranno essere non D.P.A., allargando a loro la tutela prevista per i cavalli atleti iscritti ai ruoli federali.

MIPAAF

Cerchiamo di fare il punto. E cominciando facendo una dovuta precisazione.

Marco Di Paola non è l’eroe nazionale che ha salvato i cavalli dal macello.

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Marco Di Paola è colui che – insieme al suo Consiglio e fatta eccezione per Eleonora Di Giuseppe – ha tentato di permettere l’iscrizione nei ruoli federali di cavalli Destinati alla Produzione Alimentare, barricandosi dietro una operazione “culturale” di non esclusione dei proprietari di cavalli D.P.A. dalla grande “famiglia” che è la Federazione. Peraltro risulta difficile capire come siano esclusi i proprietari di D.P.A., quando sono così ben rappresentati in Federazione dal vice presidente Bicocchi, che alleva e iscrive pacificamente cavalli D.P.A. ai ruoli federali, come potete ben vedere in questo post di #TEO di qualche giorno fa.

A causa delle pressioni ricevute dalla opinione pubblica, dalla stampa, dallo stesso CONI e dal MIPAAF il Presidente pro tempore è stato costretto ad un passo indietro, pubblicando una circolare attuativa, di cui non ci sarebbe stato bisogno, se la norma fosse stata chiara; ora nel tentativo di ricostruirsi un “imene” politico credibile, sta cercando di far passare l’idea che in realtà lui stia salvando la situazione, e stia anche salvando cavalli dal macello.

Sarebbe potuto essere l’eroe nazionale, nel momento in cui il testo dell’art. 33.2 fosse stato il seguente:

“art. 33.2 – L’iscrizione al ruolo federale del cavallo conferisce al cavallo la qualifica di “cavallo atleta”. E’ necessario che per essere iscritti ai ruoli federali i cavalli siano classificati come NON Destinati alla Produzione Alimentare (NON D.P.A.).” 

…non era difficile…

Al momento attuale, nonostante tutte le precisazioni della circolare attuativa, se venisse richiesto a chiunque di rispondere con un monosillabo (SI’ oppure NO) alla seguente domanda:

Posso iscrivere un cavallo D.P.A. nei ruoli federali F.I.S.E.?

la risposta sarebbe SI’.

Godiamoci comunque questa vittoria…non si può pretendere di più al momento dalle risorse politiche in campo in questa federazione. 

ks