F.I.S.E. – Il bilancio consuntivo 2018 non rispetta il piano di risanamento, ma per il CONI va bene. Avanti così!

F.I.S.E. – Il bilancio consuntivo 2018 non rispetta il piano di risanamento, ma per il CONI va bene. Avanti così!

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HellBoy

“La Giunta, attenta alle evoluzioni del piano di rientro della Federazione, ha evidenziato che il risultato economico dell’esercizio 2018 (€/000 324) si è discostato dal target previsto nel piano di rientro (€/000 411), ma che ad ogni modo il differenziale sarà recuperato nell’esercizio 2019.

Gli obiettivi prefissati dal Piano di Risanamento della F.I.S.E. non sono stati centrati, con uno scarto superiore al 20%. Piano di risanamento che è stato rimodulato al ribasso, in seguito ai risultati ottenuti nelle gestioni 2015/16/17, ma che viene tenuto in un cassetto dalla dirigenza e dal Segretario Generale. Se infatti andate alla pagina “Trasparenza” (che ridere leggere quella parola sul sito della F.I.S.E.), cliccando sul link Piano di Risanamento esce ancora la versione originale stilata dal Commissario Gianfranco Ravà: potete leggere il documento integrale, cliccando qui. Gli importi indicati sono quelli che seguono:

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Come potete vedere gli importi indicati (in migliaia di euro) sono differenti dagli obiettivi attuali: come scritto nella lettera del CONI, l’obiettivo 2018 NON CENTRATO era di un avanzo di 411.000 euro: nello schema vecchio, ancora caricato online sul sito F.I.S.E., l’obiettivo 2018 era di 667.000.

Quello che ci sta facendo al contempo incuriosire, divertire e stupire (lo stupore deriva dal fatto che la Federazione ha un collegio dei Revisori dei Conti, sul cui operato gravano responsabilità penali; e che il bilancio viene anche certificato da una società terza) è – in costanza di risanamento – la leggerezza e la noncuranza che ruotano attorno ad un bilancio 2018 pieno di ombre. Il risultato del 2018 è stato ottenuto andando a raschiare il fondo del barile, con l’utilizzo di artifici vecchia scuola, e con una serie di affermazioni non veritiere che emergono anche dalla relazione del Presidente pro tempore stesso, che andremo a vedere di volta in volta nelle prossime settimane.

Detto questo, merita una menzione l’arrivo sulla pagina Facebook del nostro piccolo blog, di uno dei pasionari dell’Innominabile, al secolo Cosimo Riccardo Palma, che, in seguito al nostro post teaser di ieri uscito appunto sul social, così recita:

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Siamo molto orgogliosi che un rappresentante della Federazione si sia preso la briga di venire a commentare sui social un nostro post: è per noi un onore avere l’attenzione di uno dei bomber dell’Innominabile. Ci teniamo a fare due precisazioni:

  1. non facciamo terrorismo psicologico: semplicemente riportiamo le cose come stanno, senza lasciare spazio a fantasia ed interpretazioni;
  2. stia attento Palma che poi il Segretario Generale torna dalle ferie e le fa un sonoro cazziatone! Non si ricorda che era severamente vietato intervenire sui social ai dipendenti, collaboratori federali, annessi e connessi?

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A presto!

hb

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Commissariamento Regione Sicilia – Le bugie hanno le gambe corte.

Commissariamento Regione Sicilia – Le bugie hanno le gambe corte.
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Super Pippo

“Dai, Dottor Landi, (attuale commissario della Regione Sicilia) che tra poco tornerà a casa. Ancora un po’ di pazienza…e mi raccomando, verifichi bene la storia dei 5.000, che non ci ha fatto una bellissima figura da quello che risulta dalla chiusura delle indagini della Procura.”.

Questo dicevamo nel precedente post di #TEO. Lo potete leggere cliccando qui.

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Di seguito il “buon” commissario della Regione Sicilia, Domenico Landi, già Senior Manager Fiscal Affairs di Alitalia (e poi ci stupiamo che Alitalia….vabbè, questa è un’altra storia) proseguiva con le seguenti affermazioni:

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Ecco…la Gorgone, passateci il termine si è un attimo inca**ata…e ha fatto ciò che riteneva giusto: ha scritto! Non ce ne voglia la signora in questione, se diffondiamo la sua missiva. Al solito riceviamo moli impressionanti di documenti dalla Federazione, che continua imperterrita ad avviare indagini interne, per scoprire le “talpe”, dimenticandosi che esiste una modalità che si chiama brevi manu (attenzione, è latino, non è una parolaccia, e non ci sono riferimenti sessuali di alcun genere, n.d.r.).

Ecco di seguito la lettera: abbiamo rinunciato a sottolineare le parti cruciali, perchè la lettera è CRUCIALE in ogni parola, punteggiatura compresa, che è scritta.

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Le accuse mosse dalla Gorgone sono gravissime e siamo portati a ritenere che siano state ampiamente circostanziate: non pubblichiamo gli allegati, perchè non lo riteniamo  opportuno.

In sintesi, anche se vi consigliamo di leggere attentamente la missiva:

  • Domenico Landi ha rilasciato dichiarazioni “NON CORRISPONDENTI AL VERO” nel corso dell’audizione tenuta innanzi al Procuratore Generale dello Sport, del Procuratore federale (F.I.S.E.) e del sostituto Procuratore;
  • L’aver rilasciato dichiarazioni “NON CORRISPONDENTI AL VERO” è fatto gravissimo, visto e considerato che Landi ricopre il duplice ruolo di responsabile amministrativo della Federazione Italiana Sport Equestri e di Commissario del Comitato Regionale Sicilia;
  • Nel 2018 la Gorgone non ha neppure raggiunto la soglia dei 5.000 euro, come invece dichiarato dal buon Landi;
  • Alla luce di quanto esposto, considerando lesive della sua persona le affermazioni rilasciate da Landi, la Gorgone si appresta ad adire alle vie legali, se entro 7 giorni, e il Segretario Generale Simone Perillo e il Responsabile Amministrativo Domenico Landi non provvederanno a rettificare le summenzionate affermazioni.

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Quest’uomo qui su, al secolo Dott. Domenico Landi, Responsabile Amministrativo Della Federazione Italiana Sport Equestri, nominato dalla dirigenza innominabile, amico personale del Segretario Generale Simone Perillo, di provenienza Alitalia, anche lui del “gruppo Montezemolo”, di cui fanno parte anche lo stesso Perillo e il Consigliere Ettore Artioli, percepisce uno stipendio di 5.729,68 euro al mese. Così, giusto per la cronaca…cui si aggiunge un premio annuo di produzione di 7.999,23 euro all’anno (delibera n. 671 del 2 luglio 2018…noi ce l’abbiamo…voi…cercatevela!).

…not bad…

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Commissariamento C.R. Sicilia – Tutto da capo, caro Presidente pro tempore…

Commissariamento C.R. Sicilia – Tutto da capo, caro Presidente pro tempore…

Non è chiusa la questione inerente il commissariamento del Comitato Regionale Sicilia. Ne parlammo in questo post (clicca qui per leggerlo), in cui descrivemmo quella che era stata l’operatività dell’allegra armata Brancaleone capeggiata dall’Innominabile Presidente pro tempore della F.I.S.E., all’atto del commissariamento della Regione Sicilia, e la reazione del Presidente rimosso dal Comitato. Prendetevi un po’ di tempo per rileggere il post sopra riportato, per avere un quadro della situazione.

Pochi giorni fa la Procura Federale ha concluso le indagini riguardanti il procedimento aperto nei confronti di Gaetano Di Bella e dei Consiglieri Regionali coinvolti nel commissariamento. Abbiamo esaminato l’avviso di conclusione indagini, e abbiamo rilevato le dichiarazioni di personaggi chiave nell’ambito di tale procedimento, che ci lasciano pensare (lo scopriremo forse a settembre) che non è da escludere che il Comitato Regionale Sicilia verrà ripristinato nella situazione ante commissariamento, e che l’Innominabile avrà una nuova gatta da pelare per quanto riguarda il suo futuro politico alla guida della Federazione, al netto della strenua difesa che il Presidente attuale del CONI Giovanni Malagò mette in atto nei confronti del suo amicone palazzinaro romano.

Cominciamo con le dichiarazioni del Revisore contabile della Comitato Regionale Sicilia, Dott. Francesco Fiscella, ricordando peraltro che sui Revisori Legali dei Conti ricade sempre un profilo di responsabilità penale sull’operato svolto.

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In sintesi:

  1. Contabilità formalmente ben tenuta;
  2. Mancata illustrazione e sensibilizzazione da parte della F.I.S.E. centrale alle procedure previste dai modelli organizzativi;
  3. Indicazione erronea del compenso percepito dal Revisore (importo reale € 3.000,00 – importo indicato € 11.419,20).

Seguono le dichiarazioni del Dott. Giuseppe D’Angelo, Presidente dell’Organismo di Vigilanza della F.I.S.E..

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In sintesi:

  1. le verifiche effettuate riguardavano il rispetto dei Modelli Organizzativi negli anni 2017-2018 da parte del C.R Sicilia;
  2. l’adozione di tali modelli richiede più tempo , per la piccola struttura dei Comitati stessi, in genere e poiché molti dei soggetti coinvolti svolgono attività a titolo gratuito e non livello professionale;
  3. la Sicilia risulta essere l’unico Comitato ad oggi verificato (su indicazione di Ettore Artioli, siciliano e consigliere dell’Innominabile? Che da sempre tenta di boicottare la gestione Di Bella? n.d.r.);
  4. le verifiche riguardavano solamente il rispetto delle procedure, senza entrare nel merito della verifica dei dati;
  5. D’Angelo precisa che “per quanto ricordi” le decisioni del C.R. Sicilia venivano prese dal Consiglio collegialmente. 

Molto interessanti le dichiarazioni “ponzio-pilatesche” rilasciate in sede di indagini della Procura Federale dal Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti della F.I.S.E. centrale, Dott. Ezio Algarotti.

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In sintesi, Algarotti:

  1. il Collegio dei revisori dei conti della F.I.S.E. non ha mai fatto verifiche sul Comitato Regionale Sicilia, né prima né dopo il commissariamento;
  2. il Collegio dei revisori dei conti della F.I.S.E. si è limitato ad esaminare i documenti dell’Organismo di Vigilanza consegnati al Collegio stesso il giorno prima del Consiglio Federale del 4 febbraio 2019 (ricordiamo che la relazione dell’O.D.V. era in mano dell’Innominabile e del suo Segretario Generale dal 26 novembre 2018);
  3. Tale esame, che a parere di #TEO, è stato svolto frettolosamente, poiché lo stesso Algarotti dichiara che è stato effettuato il giorno stesso del Consiglio Federale (4 febbraio 2019, n.d.r.) hanno portato il Collegio dei Revisori a sostenere che, se i fatti così come rappresentati nella relazione dell’Organismo di Vigilanza, fossero stati veritieri, si sarebbe dovuto procedere al Commissariamento;
  4. tale ultima affermazione lascia perplessi, poiché l’Organismo di Vigilanza, come sopra riportato dal Presidente D’Angelo, non è entrato nel merito dei dati, ma solamente delle procedure.

L’impressione è che, una volta messi di fronte alla azione della Procura Federale, alcuni attori di questa vicenda stiano facendo una poderosa marcia indietro, poiché i profili giuridici cui andrebbero incontro in caso di dichiarazioni, se non mendaci, pilotate dalla dirigenza innominabile, potrebbero colpirli personalmente.

Quindi, in definitiva, di cosa stiamo parlando?

Ricordiamo che l’atto del commissariamento di un Comitato Regionale è un fatto gravissimo, che dovrebbe comportare dei passaggi molto più articolati, che scaturire dalla relazione su fatti procedurali effettuata dall’Organismo di Vigilanza. Come è possibile, stante la indiscussa professionalità del Collegio dei Revisori dei Conti della Federazione centrale, disporre un commissariamento sulla base di documentazione da analizzare spedita al collegio stesso il giorno prima della riunione di Consiglio? Documentazione che, come afferma Algarotti, è stata visionata il giorno stesso del Consiglio!

Il Presidente innominabile e pro tempore della F.I.S.E. e il Consiglio Federale, fatta eccezione per un consigliere che ha impugnato la delibera consigliare di commissariamento del Comitato Regionale Sicilia, hanno violato lo Statuto Federale e sono passibili a loro volta di commissariamento, avendo disatteso nell’ordine i seguenti articoli:

  • Art. 27 comma 5 dello Statuto Federale

Il Consiglio Federale è convocato dal Presidente federale previa formulazione dell’ordine del giorno.

Il commissariamento della Regione Sicilia non era all’ordine del giorno del Consiglio Federale.

  • Art. 29 comma 3 dello Statuto Federale

L’avviso di convocazione del Consiglio Federale deve indicare il giorno, l’ora e il luogo fissati per la riunione e l’ordine del giorno. Non possono essere trattati argomenti non inseriti all’ordine del giorno, a meno che non siano presenti tutti i membri del Consiglio Federale.

Non erano presenti tutti i Consiglieri Federali.

 

  • Art. 30 comma 2 lett. n) dello Statuto Federale

Lo scioglimento di un Comitato Regionale può avvenire solo a seguito di accertamento di gravi irregolarità di gestione o gravi o ripetute violazioni dell’ordinamento sportivo o ancora per constatata impossibilità di funzionamento degli organi.

Non si ravvede alcuna delle fattispecie summenzionate, se non il desiderio dell’Innominabile di colpire un Comitato Regionale, secondo lui, “ostile”.

Terminiamo questo post con una domanda semplice semplice.

Chi ha violato cosa?

A nostro parere è palese la violazione da parte della dirigenza della F.I.S.E. centrale dello Statuto Federale. Tale violazione comporta una azione forte da parte del CONI e della Procura Generale dello Sport. Nel momento in cui tale azione non venisse messa in atto…c’è solo da attendere l’esito della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ricordandoci comunque, ma non vogliamo spoilerare i prossimi contenuti di #TEO eccessivamente, che la F.I.S.E. è al centro delle attenzioni del CONI anche per un’altra ragione, passata al solito sotto silenzio: nel 2018 non è stato rispettato il piano di risanamento stilato dai Commissari, per riportare le casse della F.I.S.E. in bonis.

Buona estate!

ks

 

A.G.C.M. – 5 MILIONI DI EURO DI SANZIONE A F.I.S.E. PER ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE???

A.G.C.M. – 5 MILIONI DI EURO DI SANZIONE A F.I.S.E. PER ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE???

v_for_vendetta_guy_fawkes_face_mask_for_masquerade_halloween_costume_3_-wp1060880912039Nel silenzio più assordante che contraddistingue l’orientamento della comunicazione attuale della Federazione Italiana Sport Equestre, volta a nascondere sotto una coltre di notizie a volte ridondanti le magagne più grosse, è uscito un documento di 69 pagine, di cui riportiamo l’intestazione qui di seguito.

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è espressa in merito al procedimento avviato nel maggio 2018 su segnalazioni di A.S.I. e G.I.A., cui si sono aggregati in seconda battuta anche SEF Italia e A.C.S.I., per accertare condotte improprie da parte della F.I.S.E., volte a limitare l’attività sportiva non agonistica considerata concorrente.

Avevamo trattato l’argomento quasi un anno fa in questo post (clicca qui, per leggere).

Che dire?

A questo giro, l’Innominabile e i suoi adepti hanno pestato un m*****e enorme.

Dalle risultanze dell’istruttoria apertasi con un accesso (l’anno scorso) da parte del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza in F.I.S.E. centrale – e nei comitati regionali Veneto e Lazio – sono emerse le risultanze che seguono.

Due infrazioni distinte rilevate a carico di F.I.S.E.:

  1. inottemperanza agli impegni resi vincolanti dall’A.G.C.M. con delibera dell’8 giugno 2011;
  2. abuso di posizione dominante;

Entrambe le infrazioni derivanti dalle condotte realizzate dalla F.I.S.E. (quindi dall’Innominabile) a partire dalla seconda metà del 2017 e attualmente ancora in essere!

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La gravità dell’abuso di posizione dominante attuato dall’Innominabile e dai suoi adepti risulta anche dalla consapevolezza da parte di F.I.S.E. della illiceità delle condotte poste in essere. Quindi, oltre a violare accordi deliberati nel 2011, tale violazione è stata fatta consapevolmente. Bravi!

Ma veniamo alla parte più grave, che a parer nostro dovrebbe portare immediatamente al commissariamento di un Presidente pro tempore rosicone e sprovveduto, che con atti scellerati quale questo porterà la Federazione allo sfascio.

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Quindi…qualcuno avrà avuto la pazienza di leggere quanto riportato qui sopra…per chi non lo avesse fatto, il giochetto vessatorio messo in atto dalla premiata ditta Innominabile & Co. potrebbe costare alle casse della Federazione un importo in sanzioni amministrative (che quindi entrano nelle casse dello Stato) che potrebbe superare largamente i 5 MILIONI DI EURO.

€ 5.000.000,00

Sicuramente l’Innominabile verrà ricordato in secula seculorum.

Il 21 maggio p.v., alle ore 15:00, tutti con popcorn e generi di prima necessità (anche alcolici), perchè ci sarà la audizione del Presidente – o del legale incaricato, se non erriamo con un acconto di 15.000 euro, sempre a spese dei tesserati – a chiusura del procedimento della Autorità Garante.

Ad maiora.

gf

Le inchieste di #TEO (1) – Nomina dei giudici MIPAAF area sella: siamo sicuri che sia tutto ok?

Le inchieste di #TEO (1) – Nomina dei giudici MIPAAF area sella: siamo sicuri che sia tutto ok?

Un gruppo di allevatori ha avviato nel mese di maggio 2017 un contenzioso dinanzi al Tar Lazio per richiedere l’annullamento dell’intero bando che ha portato alla nomina di 16 giudici Mipaaf (ovvero quei giudici che determinano le classifiche della gare di morfologia, salto in libertà, addestramento e categorie di 4 e 5 anni cat. Elite e Sport delle tappe di salto ostacoli) in quanto, a detta dei ricorrenti vi sarebbero state violazioni tali da determinare l’illegittimità della selezione.

Situazioni di incompatibilità

Per i giudici dell’area sella non sono stati rispettati i criteri di selezione previsti per le altre categorie di giudici (trotto e galoppo) con la conseguente assenza di qualsiasi criterio di valutazione – a monte – di eventuali incompatibilità e conflitti d’interessi dei candidati giudici. Ciò ha determinato una paradossale disparità di trattamento tra i giudici dell’area galoppo e trotto e i giudici dell’area sella.

I giudici dell’area galoppo e trotto – per la selezione dei quali vigono rigorose restrizioni volte ad escluderne conflitti d’interessi – di fatto nulla possono determinare in termini di risultati, basati come noto sul rilevamento dei tempi.

Per i giudici dell’area sella – il cui potere discrezionale è chiaramente maggiore, dovendo effettuare valutazioni a giudizio – conflitti d’interessi e incompatibilità non vengono esaminati preliminarmente, attraverso il bando, ma vengono valutati per ogni singola manifestazione in base ai soggetti che vi prendono parte.

Decreto Registro Giudici Sportivi n. 11930 del 23 Febbraio 2015

Art. 1

Francesco Granchi e Marina Longinotti

Ciò ha consentito di partecipare al bando e di diventare giudici Mippaf, tra gli altri anche alla coppia di fatto, Francesco Granchi e Marina Longinotti. I due (allevatore professionale il primo e medico veterinario la seconda), svolgono attività stalloniera a tempo pieno in collaborazione tra loro.

In particolare commercializzano il seme degli stalloni Baedeker e Kroccante, e di altri 2 soggetti da poco acquistati e/o acquisiti in gestione a tale scopo (Bacardi Orange De Muze e Garezzo).

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A.P.S.I.

Inoltre i due sono pure, rispettivamente Presidente e Consigliere della Associazione “A.P.S.I.” che, tra le altre cose si occupa della commercializzazione di puledri mediante l’organizzazione di aste private con tanto di diritti d’asta fatturati.

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A.P.S.I., Associazione per la promozione del sella italiano, è un’associazione tra allevatori che si occupa anche della commercializzazione del cavallo italiano come previsto dall’art. 2 dello Statuto(clicca per vedere la versione integrale).

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D’altronde, l’art. 9 del codice di comportamento etico del MIPAAF  – che tutti i soggetti collaboratori esterni del MIPAAF sono tenuti a rispettare – vieta l’appartenenza ad ogni associazione i cui ambiti di interesse possono interferire in modo diretto con lo svolgimento di attività: i membri di un’associazione il cui scopo investe anche la commercializzazione dei cavalli italiani dovrebbero risultare incompatibili con la designazione di giudice di gara, che non tollera alcun riferimento ad un’attività commerciale. Nella fattispecie, A.P.S.I. che spesso viene rappresentata mediaticamente da Marina Longinotti organizza vere e proprie aste private, percependo diritti d’asta in misura pari al 10% più iva (22%) come dimostra l’allegato Regolamento.

Regolamento Campionato e asta privata

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Attività certamente da elogiare e incentivare ma che contrastano palesemente con il ruolo di Giudice Mipaaf ricoperto da entrambi.

Delle due l’una…..

CAVALLI D’ITALIA  E  M.I.P.A.A.F.

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Tale pericolosa incompatibilità di ruoli venne sollevata dall’Associazione Cavalli D’Italia che, infatti, già in tempi non sospetti, scriveva al Ministero per esternare le perplessità della categoria; alla predetta missiva di Cavalli D’Italia, rispondeva il Ministero con nota del 27 Febbraio 17 a firma della Dirigente Stefania Mastromarino, con la quale la stressa “rassicurava” gli allevatori , scrivendo:

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INES MARCHIONE DI PUGLIA

Durante la tappa del Circuito Allevatoriale del 18/08/2017 – 20/08/2017 svoltasi a COPERTINO (LE) presso il C. I. Il Monte tra i giudici designati figurava anche la neo giudice dott. ssa Marina Longinotti, la quale ha giudicato, tra gli altri, anche il cavallo Ines Marchione di Puglia.

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Ebbene per tale cavallo esisteva un palese conflitto di interessi che avrebbe dovuto imporre l’astensione da parte del giudice Longinotti. Ines Marchione di Puglia, infatti, è una puledra figlia dello stallone Baedeker. Stallone di proprietà del compagno della veterinaria Marina Longinotti, Francesco Granchi e da lui commercializzato in collaborazione con la Longinotti stessa.

È evidente che tale violazione del regolamento non è sfuggita ad alcuni allevatori del settore.

La cosa è ancora più grave se si considera che la neo giudice Marina Longinotti, ha DOVEROSAMENTE depositato un documento “DICHIARAZIONE DI IMPEGNO Ai sensi dell’art. 12 comma 4 DM 11930/2015

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Le considerazioni di #TEO

Da qualsiasi angolazione si guardino i dati che abbiamo raccolto in questa nostra prima cda.pnginchiesta, è evidente che ci siano delle forti anomalie nelle nomine in particolare di Francesco Granchi e Marina Longinotti. Non ci siamo affidati ad interpretazioni delle norme, ma ad una semplice lettura di quelli che sono i dispositivi di legge. Rimane il fatto che non riusciamo a comprendere perchè, e soprattutto chi, abbia variato i requisiti “a monte” per diventare giudici MIPAAF, differenziando in modo così sensibile l’area Galoppo/Trotto da quella Sella.

Sarebbe comunque doveroso che Granchi e Longinotti chiarissero la loro posizione, per una pura questione di correttezza nei confronti del comparto equestre, stante il fatto che fanno parte anche di un altra associazione di rilievo a livello nazionale, la Filiera Ippica Toscana, di cui riportiamo qui a lato il Consiglio Direttivo. Come si può vedere, lo stesso Vice Presidente della F.I.S.E. Giuseppe Bicocchi, nonchè il Presidente del Comitato Regionale Toscana, Massimo Petaccia, fanno parte del Consiglio Direttivo.

“L’Associazione Filiera Ippica Toscana si propone di sostenere gli interessi socio-professionali comuni all’intero settore ippico regionale, nei confronti degli interventi pubblici sia a livello locale che nazionale e comunitario; promuovere lo sviluppo ed il miglioramento delle comunicazioni e delle relazioni tra i partner della filiera e la pubblica amministrazione; svolgere attività di studio al fine di esprimere pareri sui progetti e sui provvedimenti normativi e legislativi riferiti all’ambito di competenza della filiera inerente il settore equino; attuare iniziative volte ad ottenere la valorizzazione e l’ottimizzazione della politica regionale e comunitaria in materia di aiuti allo sviluppo socio economico, particolarmente in zone rurali e in zone svantaggiate, favorendo la lotta alla disoccupazione ed alla esclusione sociale.”

Arrivederci alla prossima “inchiesta di #TEO!

ks

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