F.I.S.E. – Il bilancio consuntivo 2018 non rispetta il piano di risanamento, ma per il CONI va bene. Avanti così!

F.I.S.E. – Il bilancio consuntivo 2018 non rispetta il piano di risanamento, ma per il CONI va bene. Avanti così!

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HellBoy

“La Giunta, attenta alle evoluzioni del piano di rientro della Federazione, ha evidenziato che il risultato economico dell’esercizio 2018 (€/000 324) si è discostato dal target previsto nel piano di rientro (€/000 411), ma che ad ogni modo il differenziale sarà recuperato nell’esercizio 2019.

Gli obiettivi prefissati dal Piano di Risanamento della F.I.S.E. non sono stati centrati, con uno scarto superiore al 20%. Piano di risanamento che è stato rimodulato al ribasso, in seguito ai risultati ottenuti nelle gestioni 2015/16/17, ma che viene tenuto in un cassetto dalla dirigenza e dal Segretario Generale. Se infatti andate alla pagina “Trasparenza” (che ridere leggere quella parola sul sito della F.I.S.E.), cliccando sul link Piano di Risanamento esce ancora la versione originale stilata dal Commissario Gianfranco Ravà: potete leggere il documento integrale, cliccando qui. Gli importi indicati sono quelli che seguono:

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Come potete vedere gli importi indicati (in migliaia di euro) sono differenti dagli obiettivi attuali: come scritto nella lettera del CONI, l’obiettivo 2018 NON CENTRATO era di un avanzo di 411.000 euro: nello schema vecchio, ancora caricato online sul sito F.I.S.E., l’obiettivo 2018 era di 667.000.

Quello che ci sta facendo al contempo incuriosire, divertire e stupire (lo stupore deriva dal fatto che la Federazione ha un collegio dei Revisori dei Conti, sul cui operato gravano responsabilità penali; e che il bilancio viene anche certificato da una società terza) è – in costanza di risanamento – la leggerezza e la noncuranza che ruotano attorno ad un bilancio 2018 pieno di ombre. Il risultato del 2018 è stato ottenuto andando a raschiare il fondo del barile, con l’utilizzo di artifici vecchia scuola, e con una serie di affermazioni non veritiere che emergono anche dalla relazione del Presidente pro tempore stesso, che andremo a vedere di volta in volta nelle prossime settimane.

Detto questo, merita una menzione l’arrivo sulla pagina Facebook del nostro piccolo blog, di uno dei pasionari dell’Innominabile, al secolo Cosimo Riccardo Palma, che, in seguito al nostro post teaser di ieri uscito appunto sul social, così recita:

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Siamo molto orgogliosi che un rappresentante della Federazione si sia preso la briga di venire a commentare sui social un nostro post: è per noi un onore avere l’attenzione di uno dei bomber dell’Innominabile. Ci teniamo a fare due precisazioni:

  1. non facciamo terrorismo psicologico: semplicemente riportiamo le cose come stanno, senza lasciare spazio a fantasia ed interpretazioni;
  2. stia attento Palma che poi il Segretario Generale torna dalle ferie e le fa un sonoro cazziatone! Non si ricorda che era severamente vietato intervenire sui social ai dipendenti, collaboratori federali, annessi e connessi?

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A presto!

hb

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Elezioni Regionali Lombardia – Vittorio Orlandi nuovo Presidente del Comitato Regionale Lombardo F.I.S.E..

Elezioni Regionali Lombardia – Vittorio Orlandi nuovo Presidente del Comitato Regionale Lombardo F.I.S.E..
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Matt Murdoch

Vittorio Orlandi è Presidente del Comitato Regionale Lombardo. Con una vittoria schiacciante, e contro le dichiarazioni di una vittoria annunciata di Roncoroni, portate avanti “coraggiosamente” sui social dai supporters di quest’ultimo (Marco Tassoni in primis), il Cavaliere ha vinto le elezioni regionali, che lo porteranno a gestire –  per un periodo di transizione, pari a circa due anni – la Lombardia equestre.

I sostenitori di Roncoroni non possono neppure incolpare Paracciani di aver sottratto dei voti all’ex vice presidente della Lombardia. I numeri e le percentuali, qui sotto riportati, non lasciano scampo.

Vittorio Orlandi: 66,17% – 1.342 preferenze

Emilio Roncoroni: 24,80% – 503 preferenze

Gianluca Paracciani: 9,02% – 183 preferenze

Auguriamo buon lavoro al nuovo Presidente del Comitato Regionale, e per chiudere questo post, facciamo un giretto sulle pagine social dedicate al mondo equestre.

“Equideando” ha pubblicato un laconico post (manca persino la punteggiatura, n.d.r.), e poi un articolo sul blog (lì la punteggiatura la hanno per fortuna messa), in cui viene fatto il resoconto della votazione.

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“UCIF”, per noi, ha vinto la Palma (non la figlia di Mino Palma, per carità) del saltafosso. E’ quasi commovente la discrezione di Glauco Ricci e il delicato tocco di penna con cui dipinge la vittoria di Vittorio Orlandi: uno potrebbe anche pensare che sia un pubblicista imparziale: vedere per credere.

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Addirittura, nelle parole che seguono lo screenshot di cui sopra, ammette che qualcosa a Roma non va e mette il piedino avanti dicendo di aver già comunque individuato “in chi conduce da sempre campagne a favore del benessere animale e in chi gestisce brillantemente una Presidenza regionale” (secondo noi si tratta rispettivamente di Eleonora Di Giuseppe e di Clara Campese) i successori al Presidente pro tempore Marco Di Paola. Noi però non possiamo dimenticare i numeri da circo fatti da quest’uomo in sede di elezioni nazionali del gennaio 2017: è sufficiente dare uno sguardo al video che abbiamo postato sulla nostra pagina Facebook. Ah…non avete messo il “like” su “The Equestrian Observer”? Fatelo, perchè presto passeremo anche a realizzare dei video molto interessanti.

“EQUES” ha aperto la bottiglia del vino buono e festeggia, inneggiando alla vittoria del Cavaliere.

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“Riders Equestrian Family” idem come sopra (vedi “Eques”), ma senza bottiglia.

Stessa cosa per “Trotto, Passo, Alt”, sicuramente con una bottiglia di ottimo champagne.

“La Clubhouse”, che pare essere diventata un punto di riferimento importante nel mondo equestre social (è sufficiente guardare il numero di like che vengono accumulati ogniqualvolta viene pubblicato un post dagli admin) ha riportato il dato della vittoria del Cavalier Orlandi, senza alcun commento di merito.

“Stufi della FISE”, invece, è crollata in un silenzio stampa agghiacciante. Molto probabilmente gli admin del gruppo sono in lutto, e stanno a fatica cercando di elaborarlo. Prontamente sono stati rimossi tutti, ma proprio tutti i post che riguardavano le elezioni regionali lombarde. Tolto il post con i pizzini e i nomi del Consiglio, tolto il post in cui Marco Tassoni, ancora ieri, augurava buon lavoro ad Emilio Roncoroni, futuro Presidente del Comitato Regionale Lombardo. Non è stato sufficiente alla premiata ditta Palma&Tassoni dare per certa la vittoria di Roncoroni, né tantomeno ipotizzare scenari fallimentari da un punto di vista finanziario in caso di vittoria di Orlandi.

Hanno perso, brutalmente.

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E ora, il Presidente pro tempore Marco Di Paola non sarà per nulla contento. Chissà se dopo questa disfatta anche il nome di Mino Palma diventerà rosso, sulla lista dei depennati nel 2019…è risaputo che il pro tempore è un personaggio vendicativo…

Sulla assoluta ininfluenza della presidente del Comitato Regionale Umbria, Mirella Bianconi, che invocava nella chat della Consulta dei Presidenti dei Comitati Regionali un intervento esterno per garantire l’elezione di Roncoroni, non abbiamo mai avuto alcun dubbio.

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Anzi, fossimo nel Cavalier Orlandi, le manderemmo un cadeau, per ringraziala. Sicuramente se qualcuno fosse stato indeciso su chi votare, nel vedere l’accorato appello sciura Mirella, avrà optato per votare o Orlandi, o Paracciani.

E adesso, Cavalier Orlandi, hai a disposizione una regione, anzi, la regione capofila, UNITA e collaborativa. Fai del tuo meglio. 

Caro Di Paola, hai cercato di agguantare la gallina dalle uova d’oro, ma a sto giro è andata decisamente male. Cerca di raddrizzare la tua presidenza, altrimenti tra due anni la vediamo durissima.

mm

Elezioni regionali Lombardia – Il bello, il rubicondo e il nonno alla resa dei conti!

Elezioni regionali Lombardia – Il bello, il rubicondo e il nonno alla resa dei conti!
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Hell Boy

Mancano meno di 48 ore alla proclamazione del nuovo Presidente del Comitato Regionale Lombardia, e non possiamo esimerci dal fare una disamina finale della situazione. Lunedì 15 ottobre, alle ore 11 in prima convocazione e alle 12 in seconda convocazione, nella fiera di Rho, Centro Congressi Stella Polare, entrata Porta Sud sarà il giorno della verità. Cliccando su questo link potete trovare il testo integrale della convocazione della Assemblea.

Chi vincerà?

imageNoi sappiamo solamente chi NON vincerà: e purtroppo si tratta del candidato Avvocato Gianluca Paracciani. Sinceramente siamo dispiaciuti che questa ventata di novità non trovi il consenso meritato, non tanto per la validità o meno di Paracciani & Co., quanto per l’idea in sé di fare spazio ad una nuova generazione politica: sarebbe anche ora…vedremo se il team di Paracciani riuscirà a piazzare uno/due consiglieri nella squadra del vincitore, che possano fare un po’ di esperienza all’interno del Comitato, anche se, e lo ripeteremo alla nausea, il ruolo del Consiglio Regionale è marginale da un punto di vista politico.

Veniamo ai due contendenti “reali”. Abbiamo girato un po’ per la Lombardia, abbiamo chicchierato, abbiamo ascoltato…hanno vinto entrambi, a sentire i candidati e i rispettivi supporters.

La cosa più brutta, a nostro parere, una aberrazione di questo sistema elettorale, è che la vittoria si gioca sul numero delle deleghe raccolte…perchè il mondo equestre chiacchiera, fa e disfa, ma è formato, molto probabilmente da gente pigra, che preferisce affidare le proprie deleghe, piuttosto che andare ad esprimere il proprio voto.

roncoroniE così, girano tanti numeri sul le deleghe in possesso dei rispettivi Presidenti…e sono così diversi che abbiamo pensato ad un certo punto di giocarli al superenalotto. Peccato che – ad esempio – Marco Tassoni, responsabile della campagna di Emilio Roncoroni, dichiari che hanno in mano 130 deleghe (essendo superiore al 90, non è un numero valido, per il superenalotto). I rivali di Roncoroni dicono che ne ha in mano 30 (un po’ pochine); i sostenitori di Orlandi parlano di 60, mentre i rivali dicono 40. Insomma è tutto un po’ confuso. Certo è che già una volta Vittorio Orlandi è stato spudoratamente ingannato da Stefano Serni, che si era dichiarato suo fedelissimo dalla Toscana nella raccolta delle deleghe, per poi girarle all’attuale Presidente pro tempore Marco Di Paola: questo a significare che il mondo equestre è tutto fuorché affidabile, ed esistono da sempre lavoretti “underdesk”. Alcune deleghe in mano ad Orlandi potrebbero magicamente trovarsi nelle mani di Roncoroni. (Per la cronaca, Stefano Serni ora è capo dipartimento monta americana – che di fatto non esiste dopo la diatriba risolta con Fitetrec – e percepisce 18.000 euro all’anno).

Partiamo da un presupposto: tutti e tre i presidenti sicuramente sono candidabili.

Non abbiamo dubbi in merito. Sicuramente per Roncoroni pende la possibilità che, in seguito a denuncia presso la Procura Federale (non ci interessiamo i gradi di giustizia ordinaria, non ci competono), possa essere sanzionato per la firma dei contratti tra la Regione Lombardia e l’Avvocato Monarca, che hanno portato al commissariamento della Regione Lombardia; ricordiamo, perchè è un dato di fatto, che è stato proprio Roncoroni a chiedere alla F.I.S.E. nazionale di commissariare la Regione. Sarà necessario capire quanto lunga è la memoria dei Presidenti dei circoli ippici lombardi…al momento, comunque, parrebbe che nessuno si sia mosso. Lo diciamo parlando per ragionamenti concludenti: se qualcuno avesse sporto un qualsiasi tipo di denuncia, Roncoroni, che non è storicamente un cuor di leone, si sarebbe bellamente ritirato, avvertito da chi di dovere.

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41665330_885095871660740_4081832494578532352_nE Orlandi? Orlandi ha fatto una campagna molto impegnativa: è onnipresente sui social, ha visitato più di 200 centri ippici (come dichiara sui social), ma conosceremo l’efficacia della sua campagna elettorale solamente appunto tra 48 ore. Una cosa che ci ha fatto “piacere” è che Francesco Bussu sia risultato incandidabile: riteniamo che la sua assenza dalla squadra di Orlandi, pur lasciando ben due posti vuoti nella attuale lista di candidati del Cavaliere, non possa altro che giovare al Comitato Regionale Lombardo.

Una cosa è sicura: Orlandi ha dichiarato in sede di incontro lunedì scorso con il presidente pro tempore Marco Di Paola che, in caso di elezione, viaggerà in sintonia con la Federazione Nazionale. Quindi, su questa dichiarazione, crolla la prima tematica portata avanti, da Palma, Tassoni & Co., secondo i quali una eventuale elezione di Orlandi avrebbe danneggiato la Regione. In secondo luogo, il tentativo, peraltro goffo fatto dalla squadra di Roncoroni di dichiarare che Mino Palma non avrebbe avuto alcun ruolo in queste elezioni lombarde, perchè impegnato con Roma, è miseramente fallito: Palma e Roncoroni, come Mimì e Cocò, ancora questa settimana, giravano per i maneggi lombardi ad elemosinare deleghe.

Cosa fanno nel frattempo i social?

E’ spuntata dal nulla una nuova pagina, che si chiama “Il diario equestre”, da cui ci dissociamo formalmente, pur avendo condiviso i nostri post. A tal proposito ne approfittiamo di ribadire che #TEO non è una testata giornalistica, come dichiarato in quella pagina (anche se di testate – ne siamo consapevoli – ne abbiamo date tante, n.d.r.).

“Equideando” ha invocato una sorta di silenzio preelettorale giusto oggi: ci ha fatto sorridere la scelta degli admin, ma molto probabilmente lo hanno fatto solo per stemperare la tensione e per evitare che in questo weekend, piuttosto che andare a leggere i risultati sportivi sulla pagina, gli appassionati sportivi leggano delle elezioni su altre pagine.

“UCIF” ha fatto un simpatico sondaggio orientativo, di nessun valore statistico, visto il numero esiguo di partecipanti, che darebbe una vittoria schiacciante in Lombardia al Cavalier Orlandi (si mormora che il Cavaliere abbia contattato il Mago Otelma, per farsi fare un rito anti-sfiga).

“EQUES” – chiaramente pro-Orlandi – si preoccupa solo di sciorinare editoriali chilometrici, che nessuno legge, visti i pochi like che raccoglie.

“Riders Equestrian Family” altro non è che una riproposizione dei contenuti della pagina di Vittorio Orlandi…ma quasi quasi preferiamo chi si schiera apertamente, piuttosto di chi invoca pause elettorali, per sostenere uno o l’altro candidato.

Idem come sopra per “Trotto, passo, alt”.

“La Clubhouse” ha dato spazio a tutti, e condivide pure noi abitualmente, permettendo che i supporters si “scannino” a suon di post e commenti e lasciando che emerga il folklore del mondo equestre in tutta la sua miseria.

Last but not least, “Stufi della F.I.S.E.”, mutuando la tecnica orlandiana alle elezioni 2015, ha già pubblicato i pizzini, pro-Roncoroni (naturalmente) che saranno distribuiti presumibilmente in sede di elezioni, nonché – addirittura – i pass per accedere al parcheggio per le votazioni di lunedì.

…forse questi gruppi equestri cominciano ad essere un po’ troppi…non escludiamo anche noi di essere i primi a dare l’esempio e abbandonare questa realtà. Fino ad allora, continuate a seguirci, perchè il buon pro tempore Marco Di Paola si è reso conto che i soldi stanno finendo e che le prossime elezioni si avvicinano, e ha messo in calendario di “segare” un sacco di persone e commissioni a Roma…ne vedremo delle belle!

hb

Elezioni Comitato Regionale Lombardia – Il Cavalier Vittorio Orlandi: ma chi te lo fa fare?

Elezioni Comitato Regionale Lombardia – Il Cavalier Vittorio Orlandi: ma chi te lo fa fare?
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a cura di Guy Fawkes

Rispettiamo l’ordine alfabetico dei candidati alla Presidenza del Comitato Regionale Lombardo F.I.S.E. e partiamo con il candidato Cavalier Vittorio Orlandi.

Quando ci è arrivata la notizia di una sua probabile candidatura abbiamo pensato si trattasse di un una bufala…poi, invece, susseguendosi prima le voci e in seconda battuta gli incontri ad personam nei centri ippici lombardi tenuti da Orlandi, ci siamo dovuti “arrendere” all’evidenza dei fatti. Cosa lo spinge a candidarsi? Tuttora ce lo stiamo chiedendo…chi glielo fa fare? Non tocca certo a noi spiegare chi sia Vittorio Orlandi: perchè fare un passo indietro e, dopo essere stato sconfitto alle elezioni nazionali, presentarsi a quelle regionali, rischiando una nuova sconfitta?

Abbandoniamo domande che forse non avranno mai risposta, ed entriamo nel merito.

Prima di ufficializzare la propria candidatura, Vittorio Orlandi, affidandosi ad una società specializzata, ha effettuato dei sondaggi orientativi per poter capire quanto la propria candidatura potesse essere attendibile e sostenuta a livello regionale. I risultati di tale sondaggio sono poi stai maldestramente diffusi via social: diciamo maldestramente, perchè il mondo equestre non è una realtà “ordinaria”…siamo sicuri che se anche noi avessimo fatto un analogo sondaggio, proponendo un candidato qualsiasi, ci sarebbe stato risposto che avremmo avuto la preferenza degli interpellati. Peraltro, chissenefrega-dei-sondaggi?

Nonostante ciò, a nostro parere, l’attenzione al territorio e le visite effettuate dal Cavaliere in decine di centri lombardi (dalla sua pagina Facebook risulta che abbia visitato quasi 200 centri, n.d.r.) potrebbero aver prodotto un risultato utile a suo favore: le elezioni si vincono sul territorio, nazionali o regionali che siano.

Di seguito i nomi dei consiglieri, così come enunciati da Orlandi stesso nella serata di presentazione della propria candidatura al Novotel di Milano Lainate, lo scorso 1 ottobre:
Milena Ambrosetti – Settore Ponies
Francesco Bussu – Propaganda/Sviluppo/Comunicazione/Sponsor
Massimo Nova – Discipline non olimpiche
Giulio Panzeri – Formazione/Cultura/Sicurezza
Marco Petrelli – Centri ippici
Marina Scolari – Discipline non olimpiche
Diego Vanoli – Discipline olimpiche

Massimo Cesaretto: Rappresentante Tecnici

Alessandro Colombo: Rappresentante dei Cavalieri

Non risulta pervenuto il rappresentante dei Proprietari. 

 

Siamo rimasti alquanto perplessi nel vedere comparire nella lista di consiglieri presentata dal Cavaliere il nome di Francesco Bussu: acerrimo nemico di Orlandi nell’occasione delle elezioni nazionali; fiero sostenitore di Marco Di Paola, Bussu “viaggia” a braccetto con Giorgio Masiero (anche lui sostenitore di Di Paola nelle tornata elettorale nazionale): quest’ultimo è spesso stato a fianco del Cavalier Orlandi, nel tour nei centri ippici lombardi. Non possiamo fare a meno di ricordare che proprio Masiero festeggiò la vittoria di Di Paola in maniera più che vistosa alle elezioni nazionali nel gennaio 2017. Nella foto che segue vediamo proprio Masiero e Stefano Pontiggia, nostra vecchia conoscenza (vedi post), entusiasti per la vittoria dell’attuale Presidente pro tempore della F.I.S.E., Marco Di Paola: e compaiono proprio nell’entourage più stretto di Di Paola…qualcosa sarà andato storto, dopo? Forse non sono rimasti soddisfatti al momento della riscossione al borsino dei favori? Non sta certo a noi dirlo, ma i fatti parlano da soli.

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Sapremo solo il 15 ottobre se la scelta di accompagnarsi a tali personaggi del mondo equestre lombardo sia stata politicamente accorta o meno. Quello che è sicuro è che mai come in queste elezioni regionali, la politica abbia preso il sopravvento (fatta eccezione per la lista Paracciani, di cui parleremo nel prossimo post).

D’altro canto, il ruolo dei Consiglieri in un Comitato Regionale è marginalizzato rispetto all’analoga carica nazionale: è la figura del Presidente che conta e che porta avanti l’indirizzo politico della regione. Se qualche candidato consigliere non piacesse agli elettori, non dovrebbe fare altro che non votarlo.

Quello che è sicuro è che la candidatura di Vittorio Orlandi ha gettato un certo scompiglio nei piani del Presidente pro tempore della F.I.S.E., Marco Di Paola, che, mercato delle deleghe a parte, è consapevole che il suo candidato, Emilio Roncoroni, non sarà matematicamente certo della vittoria, fino alla sera del 15 ottobre, nonostante tutti i suoi supporters dichiarino di aver già vinto.

E infatti, l’8 ottobre prossimo, ad una settimana esatta dalla elezioni, Marco Di Paola si trasferirà “baracca e burattini” in Lombardia per tenere il Consiglio Federale a Milano, ad una settimana esatta dalle elezioni…

Questa ingerenza della dirigenza nazionale nel territorio costituisce un fatto – a nostro parere – gravissimo, e auspichiamo che gli elettori lombardi siano sufficientemente intelligenti ed autonomi da capire che devono votare con la loro testa, e non sulla base di strategie portate avanti da Roma.

Oltre alla Presidente del C.R. Umbria, Mirella Bianconi, che fa addirittura campagna elettorale sul gruppo della Consulta dei Presidenti (clicca qui), il Presidente pro tempore nazionale si reca in regione per sostenere il proprio candidato e…ciliegina sulla torta, uno dei due arieti di Marco Di Paola, Mino Palma, in tempi non sospetti rilasciava questa dichiarazione su Facebook:

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Certo, “gli elettori della Lombardia non sono mica stupidi”…come riteniamo non sono altrettanto stupidi da credere che le risorse della Regione derivino dai pruriti politici della Dirigenza romana. Altrimenti lo Sport dove va a finire?

…ah…e i programmi?

Qualcuno li ha forse letti? Noi sì, ma siamo sicuri che nessuno dei futuri elettori lo ha fatto. Alla prossima!

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Dillo a #TEO – Tommaso Di Paolo scrive e motiva le proprie dimissioni.

Dillo a #TEO – Tommaso Di Paolo scrive e motiva le proprie dimissioni.

Tommaso Di Paolo, Coordinatore della Commissione Consultiva per l’area Mounted Games (una delle tre aree del neo costituito Dipartimento Pony) si è dimesso dal proprio incarico. Si sta allungando l’elenco di tecnici e responsabili sportivi dimessi, e dimissionari, “in fuga” da codesta dirigenza federale (dimissionario anche un pezzo da 90 del Salto Ostacoli, che però non ha ancora formalizzato le proprie dimissioni).

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Tommaso Di Paolo ha scritto una lettera al Consiglio Federale, che ci pregiamo di pubblicare, in cui motiva in maniera molto circostanziata le ragioni delle proprie dimissioni. Ci sono alcune frasi molto esplicative a rappresentare quanto stia accadendo in F.I.S.E., e di quale sia l’indirizzo della attuale dirigenza politica, sempre più interventista e impositiva negli aspetti più strettamente tecnici.

“A seguito della candida confessione di incompetenza tecnica del capo dipartimento (Mino Palma, n.d.r.) e di un consigliere di riferimento (o Vincenzo Gigli, o Ettore Artioli, n.d.r.)…..”

“Apprezzando tale dichiarazione (di incompetenza, vedi sopra, n.d.r.) presumevo che si potesse lavorare per un bene comune al di fuori di faziosismi inutili.”

“…l’idea del capo dipartimento (Mino Palma, n.d.r.) e dei consiglieri di riferimento (Vincenzo Gigli ed Ettore Artioli, n.d.r.) volta ad un allargamento e, a detta loro, ad una maggiore condivisione dei ruoli tecnici, che ha portato i suddetti soggetti a scegliere 4 nominativi per condurre e squadre. Nessuno di questi super partes.

“Dovrebbero nascere dei dubbi qualora tale scelta, presa con la motivazione di una maggiore condivisione del settore, sia copiosamente criticata proprio dal settore che non si è sentito rappresentato.”

“Rimango con la speranza relativa al fatto che le decisioni future siano prese ascoltando e seguendo le effettive competenze e gli aspetti etici connessi alle scelte.”

Di seguito la lettera di dimissioni.

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L’unica cosa che consola noi di #TEO è che almeno lo stesso Mino Palma, al secolo Cosimo Riccardo Palma, è autocosciente della propria incompetenza, dichiarandolo lui stesso. Può essere che entro la fine del mandato del Presidente pro tempore Marco Di Paola, avrà acquisito qualche competenza in più: quello che infastidisce è che siano i tesserati della F.I.S.E. a dovergli pagare la formazione.

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F.I.S.E. 2018 – Quasi 250 incarichi per 1 milione e mezzo di spesa. Ecco a voi la nuova corte di Re Marco I.

F.I.S.E. 2018 – Quasi 250 incarichi per 1 milione e mezzo di spesa. Ecco a voi la nuova corte di Re Marco I.

Duecentoqurantacinque (245) incarichi, per 1.500.000 di euro tra compensi e rimborsi (al momento); scompare il Dipartimento Scuole di Equitazione, uno dei pilastri della campagna elettorale di Marco Di Paola; il Dipartimento Pony, appannaggio del fedelissimo Palma, viene stravolto rispetto al 2017 e comunque deliberato quasi sempre d’urgenza, in coerenza con quanto avvenuto l’anno scorso; creati dipartimenti e commissioni formati da una sola persona.

Questo a grandi linee quanto sta accadendo in F.I.S.E., oramai diventata il parco giochi di – chiamiamolo pure – Re Marco I.

Noi di #TEO abbiamo in cantiere questo pezzo da fine febbraio, quando sembrava che fosse oramai delineata la versione 2018 della F.I.S.E. di Di Paola. In realtà ci siamo resi conto che la tecnica adottata dalla dirigenza attuale di pubblicare le delibere in più riprese (esistono addirittura 5 versioni differenti delle delibere del 19 febbraio, n.d.r.) non fa altro che dar vita ad una “trasparenza a puntate“; getta – purtroppo – ombre sulle delibere e sui processi decisionali; e, “last but not least“, non ci consentiva di pubblicare questo post, per l’incompletezza delle informazioni in nostro possesso. Abbiamo fatto alcune valutazioni, e abbiamo deciso di pubblicare ora, consapevoli che siamo alla definizione della nuova struttura all’80-90%.

Un po’ di numeri e qualche curiosità sulla versione 2018 della Federazione Italiana Sport Equestri:

  • 245 incarichi (276 nel 2017);
  • € 1.321.100,00 i compensi deliberati ad oggi (€ 1.030.377 nel 2017);
  • € 145.450,00 i rimborsi già deliberati + € 53.000,00 in rimborsi già previsti per il secondo semestre del 2018, ma non ancora erogati, per un totale provvisorio di € 198.450,00 (€ 235.344,00 nel 2017);
  • 17 dipartimenti (14 nel 2017);
  • 27 commissioni (25 nel 2017)
  • 4 CNUG;
  • 5 gruppi di lavoro;
  • 1 team (?);
  • 1 centro studi federali.

Il Dipartimento Scuole di Equitazione – Pur essendo aumentato il numero dei dipartimenti rispetto al 2017, è scomparso il Dipartimento Scuole di Equitazione, cavallo di battaglia della campagna elettorale di Di Paola. Tale Dipartimento – coordinato da Antonio Piovan (che percepiva un emolumento di 12.0000 euro più 3.000 euro annue di rimborsi spese), e supportato da una Commissione Consultiva, costituita da Mario Scribano, Ezio Pollastrini, Stefano Paperini e Maria Grandinetti (pro bono) – non è più nell’organigramma: non c’è alcuna spiegazione all’eliminazione di tale settore, testimonianza tra l’altro dell’attenzione prestata dal Presidente alla “base”.

Il Dipartimento Monta AmericanaUn dipartimento formato da una persona sola è una forte innovazione. Stefano Serni coordina se stesso e tutto il dipartimento, percependo 18.000 euro l’anno di compenso. Si attendeva che Serni venisse premiato, dopo il doppio ruolo giocato in campagna elettorale (sosteneva i due candidati alla presidenza, sventolando sotto il naso di entrambi la sua cartelletta ripiena di deleghe, ma di base era da sempre d’accordo con Di Paola).

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ph. credit – Poniamo

Il Dipartimento Pony – Finalmente Mino Palma viene chiamato con il suo reale nome, Cosimo Riccardo, e ha l’incarico ben definito e retribuito di coordinatore del dipartimento (18.000 euro l’anno il compenso e 2.500 euro di rimborsi spese; già comunque voci insistenti parlano di un ritocco verso l’alto del compenso, dandogli qualche altro incarico, magari a livello regionale). Il Dipartimento Pony è stato rivoluzionato, eliminando le figure dei fiduciari regionali, e strutturandolo attorno alla figura del coordinatore, Mino Palma. Triste, a parere nostro, vedere una professionalità come quella di Mario Giunti sacrificata a capo di una commissione nel dipartimento (24.000 euro l’anno il compenso e 2.500 euro di rimborsi spese), e con gente senza alcuna competenza specifica gerarchicamente sopra di lui.

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ph. credit – L’Opinione Equestre

Formazione, ma quanto mi costi? (e quanto mi potresti costare, se qualcosa andasse storto?)– Il Dipartimento Formazione, presieduto da un altro dei fedelissimi di Di Paola, al secolo Gilberto Sebastiani (34.200 euro l’anno il compenso) pesa sulle casse federali per 126.800 euro in totale. Ci aspettiamo miracoli dalla Formazione targata Di Paola. Emblematica la figura di Barbara Ardu (72.000 euro l’anno il compenso) vero pilastro della F.I.S.E., per cui lavora da quasi 30 anni, e che, da sempre viene stipendiata a mezzo dei contratti tecnico/gestionali ex art. 67/69 T.U.I.R.. Non si tratta di contratti di lavoro di natura subordinata, non portano al riconoscimento di alcun tipo di previdenza…eppure oramai il profilo della Ardu è così alto, che nessuno, neppure i commissari, sono riusciti ad assumerla regolarmente. Barbara Ardu, in questo momento, è un personaggio chiave della F.I.S.E.: vale quanto un piccolo piano di risanamento. Basti pensare, nella gestione federale precedente, quanto erano costate alla F.I.S.E. due cause del lavoro di due collaboratori tecnico/gestionali del Comitato Regionale Toscana.

Il collezionista di incarichi – And the winner is: Cosimo Riccardo Palma, l’uomo, la dimostrazione vivente che, se scommetti sul “cavallo” giusto (Marco Di Paola) puoi veramente sperare di “fare carriera”. E così il nostro (o)Mino nazionale, da semplice agitatore delle masse e promotore di creme lenitive, ad oggi risulta essere:

  • Coordinatore del Dipartimento Pony;
  • Coordinatore delle attività federali all’interno del Gruppo di lavoro per Piazza di Siena;
  • Referente attività sportive nazionali nel Team Fiera Verona 2018;
  • Coordinatore del Gruppo di Lavoro interno al Team Fiera Verona 2018;
  • Coordinatore del Gruppo di Lavoro per l’organizzazione delle Ponyadi;
  • Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cavalli a Roma”.

…effettivamente 18.000 euro sono un po’ pochini…

Cliccando sulla scritta in rosso sottostante (STRUTTURA FISE 2018) è possibile accedere ad uno schema di tutti i compensi, i rimborsi e gli incarichi della Federazione Italiana Sport Equestri 2018. Purtroppo, come già accennato all’inizio del post, lo schema non è ancora completo, poiché non sono quantificati molti rimborsi spese e alcuni compensi. L’importo totale da noi indicato in questa sede quindi è ancora provvisorio, ed è destinato a salire. Non sappiamo cosa abbia in mente il Presidente pro tempore Di Paola, circa il destino della F.I.S.E.: la nostra impressione è che al momento stia ancora pensando a saldare i debiti pre-elettorali, e che si stia già preoccupando della prossima campagna elettorale. Tra una fase e l’altra, però, ci sarebbe lo SPORT a cui pensare: e l’impressione è che allo sport, almeno per il momento, lui stia solo sottraendo risorse economiche!

STRUTTURA FISE 2018

gf

#TEO alla ricerca della delibera fantasma.

#TEO alla ricerca della delibera fantasma.

Esaminando le delibere fino a ieri pubblicate sul sito della Federazione Italiana Sport Equestri, a parte l’assenza della ratifica da parte del Consiglio Federale di diverse delibere presidenziali d’urgenza (ne parlavamo in questo post), spicca un salto di numero avvenuto in occasione del Consiglio Federale del 10 luglio 2017.

MANCA LA DELIBERA N. 620

Il sistema di numerazione delle delibere non permette il  salto di un numero di protocollo; quindi non è invocabile l’errore umano.

Ci chiediamo se non sia proprio nella delibera n. 620 che viene ratificata la nomina di Cosimo Riccardo Palma, per gli amici (e anche per molte delibere) MINO, a Responsabile del settore sportivo del Dipartimento Pony Club: ne abbiamo parlato nel post del 15 ottobre “Palma sunt servanda” (cliccando sul titolo virgolettato verrete reindirizzati al post originale).

palma

Pochi giorni fa, lo stesso Palma ha dichiarato di occuparsi dei pony in Fise, e ha anche dichiarato di lavorare a titolo gratuito per la Federazione (da febbraio ad oggi).

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Ricapitolando, Cosimo Riccardo Palma:

  • non ha una patente FISE;
  • non è istruttore di equitazione;
  • non è operatore tecnico di base;
  • è presidente di un centro ippico;
  • è Responsabile del settore sportivo del dipartimento Pony Club (Mario Giunti, tecnico di altissimo livello, è stato “relegato” al settore ludico dello stesso dipartimento, con un emolumento di 24.000 euro all’anno);
  • non è stato nominato con alcuna delibera ratificata dal Consiglio Federale;
  • dichiara di lavorare gratis per la FISE da Febbraio.

Ma il Consiglio vigila sull’operato del Presidente e sulle nomine elargite (si è superato largamente il numero di 300)? I consiglieri sono coscienti delle responsabilità cui vanno incontro?

MANCA LA DELIBERA N. 620

A chiosa di questa situazione poco chiara, c’è stato il pasticcio della computer list della Coppa Italia Pony, pasticcio le cui responsabilità sono ascrivibili appunto al Responsabile del settore sportivo di competenza. Ma se, formalmente, non esiste la nomina di tale responsabile, non è possibile formalmente attribuire responsabilità.

Ci si deve accontentare di interloquire con un simpatico e colorito signore paffuto che “si occupa di pony in Fise”, ha inviato anche le coperte dal suo maneggio ai premiati di un concorso di due mesi prima – sempre a nome della F.I.S.E. – , e lavora gratuitamente da 9 mesi a questa parte.

palmone

#TEO si augura che questa situazione non porti ad una nuova causa di lavoro. Già in Federazione oggi c’è chi potrebbe intentarne di milionarie.

MANCA LA DELIBERA N. 620