Commissariamento Comitato Regionale Sicilia: “Colpirne uno per educarne cento?”

Commissariamento Comitato Regionale Sicilia: “Colpirne uno per educarne cento?”
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Guy Fawkes

Una cosa è certa: la gestione dell’Innominabile rimarrà negli annali degli sport equestri per il sopravvento che la politica più becera ha avuto sullo sport, sull’utilizzo della giustizia sportiva a fini politici e sulla spregiudicatezza delle scelte della dirigenza, forte dell’appoggio del Presidente del CONI Malagò, sempre pronto in un modo o nell’altro a   parare il c**o all’Innominabile…potere dei salotti romani che contano…e così, dopo il commissariamento della Lombardia e l’eliminazione dalle scene politiche di Uberto Lupinetti, dopo le dimissioni del Consigliere Nazionale Michele Mosca, dopo le dimissioni del Consigliere del Lazio Marco IMG_0379-200x300.jpgSalvatori, per motivi legati alla gestione delle risorse finanziarie del Comitato, dopo le dimissioni di Karin Schindele, Presidente del Trentino e del Vice Presidente del Veneto, Lorenza Mel, è arrivato anche il commissariamento del Comitato Regionale Sicilia. Che sia la volta buona che Ettore Artioli, attuale Consigliere nazionale, braccio politico dell’Innominabile, riesca finalmente a mettere le mani sulla Sicilia? E’ dai tempi del Commissario Ravà che ci prova…

Veniamo ai fatti!

Con una lettera datata 4 febbraio 2019,  l’Innominabile ha comunicato al Presidente del Comitato Regionale Sicilia, Gaetano Di Bella, e ai Consiglieri del Comitato stesso, la disposizione del commissariamento della regione Sicilia.

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Siamo andati a vedere i riferimenti normativi citati (e contestati al Comitato Regionale Sicilia) nella lettera sopra riportata, e li elenchiamo di seguito.

Norme di attuazione dello Statuto Federale

Art. 50 – Attribuzioni del Comitato Regionale

1) Il Comitato Regionale autonomamente propone ed attua ogni iniziativa idonea a contribuire allo sviluppo dell’attività equestre nella Regione secondo le direttive generali emanate dal Consiglio Federale; esso inoltre:

[…]

f. amministra i finanziamenti federali e le risorse autonomamente reperite con la più rigorosa osservanza del regolamento di amministrazione e contabilità emanato dalla F.I.S.E.

 

Regolamento di Amministrazione e Contabilità

TITOLO VII – GESTIONE DELLE STRUTTURE TERRITORIALI

Art. 27 – PRINCIPI GENERALI

8. Il Consiglio Regionale:

delibera il Preventivo Economico, e la Relazione del Presidente; delibera le variazioni del Preventivo Economico;
amministra le risorse del Comitato Regionale;

assume tutte le iniziative idonee ad incrementare le risorse disponibili, per un più efficace perseguimento dei fini istituzionali territoriali;
amministra le risorse per le attività delegate, sulla base dei criteri di assegnazione deliberati dal Consiglio Federale;

10. Il Presidente Regionale:

risponde al Consiglio Federale ed all’Assemblea Regionale della corretta gestione delle risorse del Comitato e del funzionamento dello stesso così come indicato all’art. 45 comma 2 dello Statuto.

11. Il Segretario del Comitato:

predispone e cura tutti gli atti istruttori, deliberativi ed amministrativi necessari per dare esecuzione alle decisioni degli Organi Federali regionali;
è responsabile della corretta esecuzione di tutte le procedure amministrative, della tenuta dei registri e della conservazione degli atti e della documentazione previsti dai Regolamenti Federali, dalle norme di attuazione, dalle leggi in materia.

Di seguito potete consultare il documento redatto dall’Organismo di Vigilanza della F.I.S.E., e inviato all’attenzione del Consiglio Federale e dell’Innominabile in data 26 novembre 2018.

Relazione su Verifica amministrativa e gestionale effettuata c/o il Comitato FISE SICILIA.

Cosa fa di preciso l’Organismo di Vigilanza? Potete vederlo cliccando al seguente link, preso direttamente dal sito istituzionale della F.I.S.E.. I componenti l’organismo di vigilanza sono: Giuseppe D’Angelo, Laura Piazzolla e Davide Candia. Interessante sottolineare come quest’ultimo sia stato Presidente dell’Organismo di Vigilanza dell’A.M.A.T. (Azienda Municipalizzata Auto Trasporti) di Palermo, nominato da Ettore Artioli, presidente dimissionario dell’A.M.A.T….conflitto d’interesse in F.I.S.E.? Raccomandazioni? Non tocca a noi dirlo. Certo che nell’ambiente tutti sostengono che l’Organismo di Vigilanza sia tutto fuorché indipendente, perché esattamente sotto il controllo di Artioli stesso. Ma noi non diamo ascolto alle dicerie…a volte…

Salta subito all’occhio il fatto che da una relazione dell’Organismo di Vigilanza datata 26 novembre 2018, l’Innominabile porti in delibera il commissariamento (senza neppure indicarlo nell’ordine del giorno) quasi due mesi e mezzo dopo, nel Consiglio federale del 4 febbraio 2019. Se, come si evince dalla relazione dei “vigilanti” è a rischio il patrimonio della Federazione, perchè non agire subito?

Pochi giorni dopo, Gaetano Di Bella e 7 consiglieri del Comitato Regionale Sicilia scrivono una lettera – praticamente – a TUTTI, in  cui, oltre a difendere le proprie ragioni, evidenziano irregolarità nell’operatività dell’Organismo di Vigilanza, e soprattutto sottolineano come il presunto conflitto di interessi di cui viene accusato Gaetano Di Bella fosse stato già risolto con l’archiviazione da parte della Procura Federale d’intesa con la Procura Generale del CONI. Ci pregiamo di pubblicare di seguito i contenuti della lettera inviata da Di Bella e dai sette consiglieri. Sono inutili i commenti: i contenuti parlano da soli.

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Di seguito, cliccando sulle due scritte sottostanti, potete accedere agli allegati della lettera.

P.A.17. 18 – ARCHIVIAZIONE

CR SICILIA

Il post sarebbe già sufficientemente lungo, ma è d’obbligo fare qualche domanda e, a seguire, alcune considerazioni.

  • Perché attendere due mesi e mezzo per commissariare la Regione? Certo non per fare accertamenti, anche perchè il Commissario è entrato in funzione posteriormente alla lettera dell’Innominabile del 4 febbraio.
  • Perché non inserire la delibera inerente il commissariamento nell’ordine del giorno del Consiglio Federale del 4 febbraio?
  • Perché l’Organismo di Vigilanza ha posto al centro della propria relazione un conflitto d’interessi già archiviato e dalla Procura Federale e dalla Procura Generale del CONI?

A nostro parere, sarebbe proprio il caso che codesto Organismo di Vigilanza realizzasse una verifica a tappeto su tutti i Comitati Regionali, indistintamente, e verificasse la gestione delle risorse finanziarie di tutti, magari a partire da una verifica sul Comitato Regionale Lazio, in cui addirittura un Consigliere si è dimesso proprio in contestazione della gestione delle risorse finanziarie.

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Saremmo molto curiosi di capire se l’Organismo di Vigilanza della F.I.S.E. funziona su basi anonime delatorie pilotate da membri della dirigenza, o se funziona come dovrebbe un Organismo di tale portata. Secondo il meccanismo di funzionamento l’Organismo dovrebbe attivarsi anche sulla base di segnalazioni anonime, quindi non preoccupatevi: potreste anche inventarvi una mail pippoplutopaperino@gmail.com e mandare segnalazioni anonime di irregolarità o malfunzionamenti a livello regionale. Noi di #TEO siamo sicuri che – volendo – in molti Comitati Regionali si potrebbero evidenziare problematiche similari a quelle rilevate in Sicilia…però, forse ha ragione Di Bella, quando scrive “colpirne uno per educarne cento”! Tutti i Presidenti sono consapevoli che c’è – ed è reale – questo rischio. Adesso L’Innominabile tiene tutti per le palle! E noi gli facciamo i complimenti per la lungimiranza politica e per la strategia attuata. Roba che neppure il PD!

Nel frattempo, lemme lemme, (questa è una velina appena giunta) il Presidente pro tempore, insieme a Pippo Allò e ad Andrea Bartoletti sono volati ad Abu Dhabi, per cercare di far fruttare il commissariamento della Regione Sicilia e – diremmo – fottere una sponsorizzazione molto importante a cui aveva lavorato Gaetano Di Bella per il Comitato Regionale Sicilia. Molto probabilmente, visto come stanno le cose, Allò vuole portare a casa fondi per la Favorita, e Di Paola per Piazza di Siena. Non osiamo pensare cosa c’entri Bartoletti in tutto questo.

Chissà se saranno andati ad Abu Dhabi a spese proprie o con i soldi dei tesserati?

Bisognerebbe segnalare la cosa all’Organismo di Vigilanza…

gf

 

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Nè spioni, nè spiati: Organismo di Vigilanza FISE un obbligo di legge. Tesserati non coinvolti; nel mirino dirigenti, dipendenti e collaboratori.

Nè spioni, nè spiati: Organismo di Vigilanza FISE un obbligo di legge. Tesserati non coinvolti; nel mirino dirigenti, dipendenti e collaboratori.
A volte le cose non sono come sembrano: nessuna delazione selvaggia, nessuno spazio a spioni avvolti e protetti dall’anonimato. Solo l’applicazione di norme in virtù della presenza della F.I.S.E. nell’elenco Istat delle Amministrazioni Pubbliche, le quali sono tenute ad applicare il Decreto Legislativo 231/01, istituendo tra l’altro un Organismo di Vigilanza per ridurre i rischi di incorrere in reati interni alla struttura. I tesserati non sono toccati, ne’ coinvolti.
Insomma nessuno scandalo, ne’ abuso.
Il 3 luglio 2017 sul sito federale è stato annunciato l’insediamento dell’Organismo di Vigilanza della FISE, ai sensi del Decreto Legislativo 231/01 (“Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell’articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300”).
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L’Organismo di Vigilanza è composto da Giuseppe D’Angelo (Presidente), Laura Piazzolla e Davide Candia.
L’OdV ha il compito, con riguardo al Modello Organizzativo emanato dalla FISE, di vigilare costantemente:

• sulla sua osservanza da parte di tutti i destinatari;
• sull’effettiva efficacia nel prevenire i reati (Reati contro la Pubblica Amministrazione – Delitti in materia di falsità di moneta… – Reati societari – Delitti con finalità di terrorismo… – Delitti contro la personalità individuale – Abusi di mercato – etc.)
• sull’attuazione delle prescrizioni nello stesso contenute;
• sul suo aggiornamento, nel caso in cui si riscontri la necessità di adeguare il Modello a causa di cambiamenti sopravvenuti alla struttura e all’organizzazione aziendale o al quadro normativo di riferimento.
Per consultare il Modello di organizzazione, gestione e controllo della F.I.S.E., cliccate qui di seguito: Modello di organizzazione – Gestione controllo
Per disciplinare le attività connesse a tali compiti, l’Organismo si dota di un proprio Regolamento e ne dà comunicazione al Consiglio di Amministrazione.

I compiti e le attribuzioni dell’Organismo di Vigilanza e dei suoi membri non possono essere sindacati da alcun altro soggetto o struttura aziendale, ferma restando la competenza del Consiglio di Amministrazione di verificare la coerenza tra quanto svolto dallo stesso Organismo e le politiche interne aziendali.
Ha causato scalpore sui social e anche sulle testate specializzate (Cavallo Magazine, 3 luglio, articolo a firma del direttore, Liana Ayres) la affermazione contenuta al termine del Comunicato Stampa, qui sotto riportata, poiché considerata un chiaro invito alla delazione anonima.
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#TEO intende rassicurare i tesserati della FISE su questo argomento: non viene assolutamente promossa alcuna forma di delazione, che possa coinvolgere direttamente i tesserati stessi.
Le segnalazioni di violazioni di norme, regolamenti o del codice etico “anche in forma anonima” hanno come oggetto dirigenti, dipendenti e collaboratori, nonché soggetti che abbiano dei rapporti economici con la Federazione.
Il “whistleblowing” (alla lettera “soffiata nel fischietto”), citato alla fine del comunicato stampa, è uno strumento legale – già collaudato da qualche anno negli Stati Uniti e in Gran Bretagna – per informare tempestivamente di eventuali tipologie di rischio: pericoli sul luogo di lavoro, frodi all`interno, ai danni o ad opera dell’organizzazione, danni ambientali, false comunicazioni sociali, negligenze mediche, illecite operazioni finanziarie, minacce alla salute, casi di corruzione o concussione e molti altri ancora.
I primi in grado di intuire o ravvisare eventuali anomalie all’interno di un’impresa, di un ente pubblico o di un’organizzazione no-profit sono spesso coloro che vi lavorano e che sono in una posizione privilegiata per segnalare queste irregolarità. Tuttavia, indipendentemente dalla gravità o meno del fenomeno riscontrato, molto spesso i dipendenti non danno voce ai propri dubbi per pigrizia, ignoranza, ma, soprattutto, per paura di ritorsioni (se non addirittura del licenziamento) o per la frustrazione di non vedere un seguito concreto e fattivo alle proprie denunce.
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L’OdV si pone a garanzia della tutela dell’identità del segnalante; nel caso di segnalazioni anonime, l’Organismo rafforzerà l’analisi e le prenderà eventualmente in considerazione solo nel caso in cui siano circostanziate e precise
I tesserati della Federazione Italiana Sport Equestri possono rasserenarsi: l’interlocutore nei casi di reati sportivi o dispute tra tesserati rimane sempre la Procura Federale.