Commissariamento Regione Sicilia – Le bugie hanno le gambe corte.

Commissariamento Regione Sicilia – Le bugie hanno le gambe corte.
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Super Pippo

“Dai, Dottor Landi, (attuale commissario della Regione Sicilia) che tra poco tornerà a casa. Ancora un po’ di pazienza…e mi raccomando, verifichi bene la storia dei 5.000, che non ci ha fatto una bellissima figura da quello che risulta dalla chiusura delle indagini della Procura.”.

Questo dicevamo nel precedente post di #TEO. Lo potete leggere cliccando qui.

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Di seguito il “buon” commissario della Regione Sicilia, Domenico Landi, già Senior Manager Fiscal Affairs di Alitalia (e poi ci stupiamo che Alitalia….vabbè, questa è un’altra storia) proseguiva con le seguenti affermazioni:

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Ecco…la Gorgone, passateci il termine si è un attimo inca**ata…e ha fatto ciò che riteneva giusto: ha scritto! Non ce ne voglia la signora in questione, se diffondiamo la sua missiva. Al solito riceviamo moli impressionanti di documenti dalla Federazione, che continua imperterrita ad avviare indagini interne, per scoprire le “talpe”, dimenticandosi che esiste una modalità che si chiama brevi manu (attenzione, è latino, non è una parolaccia, e non ci sono riferimenti sessuali di alcun genere, n.d.r.).

Ecco di seguito la lettera: abbiamo rinunciato a sottolineare le parti cruciali, perchè la lettera è CRUCIALE in ogni parola, punteggiatura compresa, che è scritta.

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Le accuse mosse dalla Gorgone sono gravissime e siamo portati a ritenere che siano state ampiamente circostanziate: non pubblichiamo gli allegati, perchè non lo riteniamo  opportuno.

In sintesi, anche se vi consigliamo di leggere attentamente la missiva:

  • Domenico Landi ha rilasciato dichiarazioni “NON CORRISPONDENTI AL VERO” nel corso dell’audizione tenuta innanzi al Procuratore Generale dello Sport, del Procuratore federale (F.I.S.E.) e del sostituto Procuratore;
  • L’aver rilasciato dichiarazioni “NON CORRISPONDENTI AL VERO” è fatto gravissimo, visto e considerato che Landi ricopre il duplice ruolo di responsabile amministrativo della Federazione Italiana Sport Equestri e di Commissario del Comitato Regionale Sicilia;
  • Nel 2018 la Gorgone non ha neppure raggiunto la soglia dei 5.000 euro, come invece dichiarato dal buon Landi;
  • Alla luce di quanto esposto, considerando lesive della sua persona le affermazioni rilasciate da Landi, la Gorgone si appresta ad adire alle vie legali, se entro 7 giorni, e il Segretario Generale Simone Perillo e il Responsabile Amministrativo Domenico Landi non provvederanno a rettificare le summenzionate affermazioni.

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Quest’uomo qui su, al secolo Dott. Domenico Landi, Responsabile Amministrativo Della Federazione Italiana Sport Equestri, nominato dalla dirigenza innominabile, amico personale del Segretario Generale Simone Perillo, di provenienza Alitalia, anche lui del “gruppo Montezemolo”, di cui fanno parte anche lo stesso Perillo e il Consigliere Ettore Artioli, percepisce uno stipendio di 5.729,68 euro al mese. Così, giusto per la cronaca…cui si aggiunge un premio annuo di produzione di 7.999,23 euro all’anno (delibera n. 671 del 2 luglio 2018…noi ce l’abbiamo…voi…cercatevela!).

…not bad…

fede

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Commissariamento Comitato Regionale Sicilia: “Colpirne uno per educarne cento?”

Commissariamento Comitato Regionale Sicilia: “Colpirne uno per educarne cento?”
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Guy Fawkes

Una cosa è certa: la gestione dell’Innominabile rimarrà negli annali degli sport equestri per il sopravvento che la politica più becera ha avuto sullo sport, sull’utilizzo della giustizia sportiva a fini politici e sulla spregiudicatezza delle scelte della dirigenza, forte dell’appoggio del Presidente del CONI Malagò, sempre pronto in un modo o nell’altro a   parare il c**o all’Innominabile…potere dei salotti romani che contano…e così, dopo il commissariamento della Lombardia e l’eliminazione dalle scene politiche di Uberto Lupinetti, dopo le dimissioni del Consigliere Nazionale Michele Mosca, dopo le dimissioni del Consigliere del Lazio Marco IMG_0379-200x300.jpgSalvatori, per motivi legati alla gestione delle risorse finanziarie del Comitato, dopo le dimissioni di Karin Schindele, Presidente del Trentino e del Vice Presidente del Veneto, Lorenza Mel, è arrivato anche il commissariamento del Comitato Regionale Sicilia. Che sia la volta buona che Ettore Artioli, attuale Consigliere nazionale, braccio politico dell’Innominabile, riesca finalmente a mettere le mani sulla Sicilia? E’ dai tempi del Commissario Ravà che ci prova…

Veniamo ai fatti!

Con una lettera datata 4 febbraio 2019,  l’Innominabile ha comunicato al Presidente del Comitato Regionale Sicilia, Gaetano Di Bella, e ai Consiglieri del Comitato stesso, la disposizione del commissariamento della regione Sicilia.

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Siamo andati a vedere i riferimenti normativi citati (e contestati al Comitato Regionale Sicilia) nella lettera sopra riportata, e li elenchiamo di seguito.

Norme di attuazione dello Statuto Federale

Art. 50 – Attribuzioni del Comitato Regionale

1) Il Comitato Regionale autonomamente propone ed attua ogni iniziativa idonea a contribuire allo sviluppo dell’attività equestre nella Regione secondo le direttive generali emanate dal Consiglio Federale; esso inoltre:

[…]

f. amministra i finanziamenti federali e le risorse autonomamente reperite con la più rigorosa osservanza del regolamento di amministrazione e contabilità emanato dalla F.I.S.E.

 

Regolamento di Amministrazione e Contabilità

TITOLO VII – GESTIONE DELLE STRUTTURE TERRITORIALI

Art. 27 – PRINCIPI GENERALI

8. Il Consiglio Regionale:

delibera il Preventivo Economico, e la Relazione del Presidente; delibera le variazioni del Preventivo Economico;
amministra le risorse del Comitato Regionale;

assume tutte le iniziative idonee ad incrementare le risorse disponibili, per un più efficace perseguimento dei fini istituzionali territoriali;
amministra le risorse per le attività delegate, sulla base dei criteri di assegnazione deliberati dal Consiglio Federale;

10. Il Presidente Regionale:

risponde al Consiglio Federale ed all’Assemblea Regionale della corretta gestione delle risorse del Comitato e del funzionamento dello stesso così come indicato all’art. 45 comma 2 dello Statuto.

11. Il Segretario del Comitato:

predispone e cura tutti gli atti istruttori, deliberativi ed amministrativi necessari per dare esecuzione alle decisioni degli Organi Federali regionali;
è responsabile della corretta esecuzione di tutte le procedure amministrative, della tenuta dei registri e della conservazione degli atti e della documentazione previsti dai Regolamenti Federali, dalle norme di attuazione, dalle leggi in materia.

Di seguito potete consultare il documento redatto dall’Organismo di Vigilanza della F.I.S.E., e inviato all’attenzione del Consiglio Federale e dell’Innominabile in data 26 novembre 2018.

Relazione su Verifica amministrativa e gestionale effettuata c/o il Comitato FISE SICILIA.

Cosa fa di preciso l’Organismo di Vigilanza? Potete vederlo cliccando al seguente link, preso direttamente dal sito istituzionale della F.I.S.E.. I componenti l’organismo di vigilanza sono: Giuseppe D’Angelo, Laura Piazzolla e Davide Candia. Interessante sottolineare come quest’ultimo sia stato Presidente dell’Organismo di Vigilanza dell’A.M.A.T. (Azienda Municipalizzata Auto Trasporti) di Palermo, nominato da Ettore Artioli, presidente dimissionario dell’A.M.A.T….conflitto d’interesse in F.I.S.E.? Raccomandazioni? Non tocca a noi dirlo. Certo che nell’ambiente tutti sostengono che l’Organismo di Vigilanza sia tutto fuorché indipendente, perché esattamente sotto il controllo di Artioli stesso. Ma noi non diamo ascolto alle dicerie…a volte…

Salta subito all’occhio il fatto che da una relazione dell’Organismo di Vigilanza datata 26 novembre 2018, l’Innominabile porti in delibera il commissariamento (senza neppure indicarlo nell’ordine del giorno) quasi due mesi e mezzo dopo, nel Consiglio federale del 4 febbraio 2019. Se, come si evince dalla relazione dei “vigilanti” è a rischio il patrimonio della Federazione, perchè non agire subito?

Pochi giorni dopo, Gaetano Di Bella e 7 consiglieri del Comitato Regionale Sicilia scrivono una lettera – praticamente – a TUTTI, in  cui, oltre a difendere le proprie ragioni, evidenziano irregolarità nell’operatività dell’Organismo di Vigilanza, e soprattutto sottolineano come il presunto conflitto di interessi di cui viene accusato Gaetano Di Bella fosse stato già risolto con l’archiviazione da parte della Procura Federale d’intesa con la Procura Generale del CONI. Ci pregiamo di pubblicare di seguito i contenuti della lettera inviata da Di Bella e dai sette consiglieri. Sono inutili i commenti: i contenuti parlano da soli.

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Di seguito, cliccando sulle due scritte sottostanti, potete accedere agli allegati della lettera.

P.A.17. 18 – ARCHIVIAZIONE

CR SICILIA

Il post sarebbe già sufficientemente lungo, ma è d’obbligo fare qualche domanda e, a seguire, alcune considerazioni.

  • Perché attendere due mesi e mezzo per commissariare la Regione? Certo non per fare accertamenti, anche perchè il Commissario è entrato in funzione posteriormente alla lettera dell’Innominabile del 4 febbraio.
  • Perché non inserire la delibera inerente il commissariamento nell’ordine del giorno del Consiglio Federale del 4 febbraio?
  • Perché l’Organismo di Vigilanza ha posto al centro della propria relazione un conflitto d’interessi già archiviato e dalla Procura Federale e dalla Procura Generale del CONI?

A nostro parere, sarebbe proprio il caso che codesto Organismo di Vigilanza realizzasse una verifica a tappeto su tutti i Comitati Regionali, indistintamente, e verificasse la gestione delle risorse finanziarie di tutti, magari a partire da una verifica sul Comitato Regionale Lazio, in cui addirittura un Consigliere si è dimesso proprio in contestazione della gestione delle risorse finanziarie.

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Saremmo molto curiosi di capire se l’Organismo di Vigilanza della F.I.S.E. funziona su basi anonime delatorie pilotate da membri della dirigenza, o se funziona come dovrebbe un Organismo di tale portata. Secondo il meccanismo di funzionamento l’Organismo dovrebbe attivarsi anche sulla base di segnalazioni anonime, quindi non preoccupatevi: potreste anche inventarvi una mail pippoplutopaperino@gmail.com e mandare segnalazioni anonime di irregolarità o malfunzionamenti a livello regionale. Noi di #TEO siamo sicuri che – volendo – in molti Comitati Regionali si potrebbero evidenziare problematiche similari a quelle rilevate in Sicilia…però, forse ha ragione Di Bella, quando scrive “colpirne uno per educarne cento”! Tutti i Presidenti sono consapevoli che c’è – ed è reale – questo rischio. Adesso L’Innominabile tiene tutti per le palle! E noi gli facciamo i complimenti per la lungimiranza politica e per la strategia attuata. Roba che neppure il PD!

Nel frattempo, lemme lemme, (questa è una velina appena giunta) il Presidente pro tempore, insieme a Pippo Allò e ad Andrea Bartoletti sono volati ad Abu Dhabi, per cercare di far fruttare il commissariamento della Regione Sicilia e – diremmo – fottere una sponsorizzazione molto importante a cui aveva lavorato Gaetano Di Bella per il Comitato Regionale Sicilia. Molto probabilmente, visto come stanno le cose, Allò vuole portare a casa fondi per la Favorita, e Di Paola per Piazza di Siena. Non osiamo pensare cosa c’entri Bartoletti in tutto questo.

Chissà se saranno andati ad Abu Dhabi a spese proprie o con i soldi dei tesserati?

Bisognerebbe segnalare la cosa all’Organismo di Vigilanza…

gf

 

L’innominabile scrive alla Procura Federale! Bravo bravissimo!

L’innominabile scrive alla Procura Federale! Bravo bravissimo!

L’innominabile non sa proprio più dove sbattere la testa (poveretto) nella ricerca spasmodica e incessante volta ad identificare chi si “nasconda” dietro #TEO. E tale ricerca, condotta a suon di esposti, querele, verbali, incarichi ed inutili spese legali a carico dei tesserati della Federazione, lo ha portato a commettere un gesto telematico, che risale a pochi mesi fa, che vogliamo condividere con i nostri lettori.

Leggendo qui, troverete un nostro post in cui ci pregiavamo di pubblicare una lettera inviata alla dirigenza da Tommaso Di Paolo, all’atto delle sue dimissioni da coordinatore della commissione consultiva per l’area Mounted Games. Orbene, molto probabilmente la pubblicazione di tale lettera deve aver irritato non poco l’innominabile, il quale, dalla propria mail personale (quindi non da quella istituzionale, sia mai) scrive alla Procura Federale e al “socio” Segretario Generale Simone Perillo, indicando all’Avvocatessa Cristina Varano della Procura Federale di procedere contro Di Paolo, ipotizzando che lo stesso Di Paolo “potrebbe informare su chi gestisce il sito TEO attraverso i contatti e le modalità di contatto avute per pubblicare la lettera”.

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A parte che le modalità di contatto  per interloquire con #TEO sono chiaramente indicate sui social e sul blog (è sufficiente scrivere a theequestrianobserver@gmail.com), quello che ci viene spontaneo chiederci è: quante volte figliuolo? Quante volte l’innominabile ha compiuto atti come questo? Quante volte quindi il Presidente federale pro tempore ha interferito con gli organi di giustizia federale? E’ una domanda più che lecita, e, a nostro parere, fosse anche solo per questa volta, si tratterebbe di un atto gravissimo da parte del rappresentante legale della Federazione Italiana Sport Equestri: un atto che dovrebbe essere censurato, in primis dalla Procura, e in secondo luogo dall’organismo di controllo insito della F.I.S.E. (quest’ultimo, a detta dei nostri contatti interni, controllato dal Consigliere Ettore Artioli, quindi pressoché inutile e tutto fuorché indipendente).

Non servono commenti ulteriori a quanto accaduto e segnalato in questo post. L’unica speranza, è che la futura presidentessa pro tempore della F.I.S.E., Clara Campese (attuale presidente della Regione Veneto), data oramai con certezza come successore dell’innominabile – che nonostante la propaganda in atto è in calo negli indici di gradimento a livello nazionale – sappia comportarsi in modo più istituzionalmente corretto.

Dobbiamo ancora aspettare due anni…coraggio…

vk

Procura Federale e Giudice Sportivo Nazionale: non competenza o incompetenza?

Procura Federale e Giudice Sportivo Nazionale: non competenza o incompetenza?
Unknown

a cura di Keyser Soze

“A seguito della trasmissione, da parte della Segreteria O.d G., a mezzo mail in data 11 giugno 2018, della segnalazione da parte del dott. Salvatore Rossi – per il tramite della Procura Federale – e di quella da parte del C.R. Lombardia, sono stai sottoposti a questo Giudice i fatti accaduti in data 3 giugno 2018, in occasione della Gara Regionale di Endurance a Castelletto di Leno.”

Questo è l’esordio della decisione 12/2018 del Giudice Sportivo Nazionale (Avv. Enrico Vitali), che ci ha lasciato letteralmente a bocca aperta: negli ultimi mesi pare che ci sia un po’ di caos negli Organi di Giustizia F.I.S.E., ma questa volta sia la Procura Federale che il Giudice Sportivo Nazionale hanno superato loro stessi. Di seguito il testo della decisione del G.S.N., che abbiamo oscurato, ove necessario, per rispetto nei confronti di uno dei soggetti coinvolti, anche se la decisione in oggetto è disponibile online sul sito federale.

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In breve, il tesserato Salvatore Rossi – per il tramite della Procura Federale – e il Comitato Regionale Lombardo (peraltro tuttora commissariato…quindi ci chiediamo: nella persona di chi?) segnalano che una tesserata ha preso parte ad una gara di endurance in condizioni di salute non ottimali, in seguito a radioterapia e assunzione di un farmaco dopante; inoltre viene accusato il giudice, Ivan Caponnetto, di aver permesso che la tesserata prendesse parte alla gara.

Il G.S.N., Avvocato Enrico Vitali, che abbiamo già avuto occasione di conoscere per le sue teorie sul rapporto steward e benessere del cavallo (potete leggere il nostro post cliccando qui), si mette al lavoro, per produrre la propria decisione, che si conclude con la archiviazione del procedimento.

Vediamo ora dove e chi ha sbagliato.

La Procura Federale

Il Procuratore Avvocato Anselmo Carlevaro o chi per esso – sono diversi i sostituti), ricevuta la segnalazione da parte del Comitato Regionale Lombardo, avrebbe dovuto girare la segnalazione per competenza (si tratterebbe di un caso di “doping” umano) alla Procura Antidoping del CONI (alla NADO Italia); NON sottoporre il caso al Giudice Sportivo Nazionale. L’art. 69 del Regolamento di Giustizia della F.I.S.E. è chiaro in proposito.

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NADO Italia è l’organizzazione nazionale antidoping (NADO), derivazione funzionale della Agenzia Mondiale Antidoping (World Anti-Doping Agency WADA), e ha la responsabilità esclusiva in materia di adozione ed applicazione delle norme in conformità al Codice Mondiale Antidoping (Codice WADA) del quale è parte firmataria. (http://www.nadoitalia.it/it/)

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Le Norme Sportive Antidoping 2018 , in premessa, sono molto chiare, specificando che “tutti gli altri organismi sportivi comunque denominati ricadono nella giurisdizione di NADO Italia e sono tenuti a rispettare le disposizioni delle NSA e a collaborare con NADO Italia nell’attuazione del programma antidoping. Le FSN, le DSA, gli Enti di Promozione Sportiva (EPS) […] ricadono nella giurisdizione di NADO Italia e sono tenuti a rispettare le disposizioni delle NSA e a collaborare con NADO Italia nell’attuazione del programma antidoping.

 

Il Giudice Sportivo Nazionale

  • L’Avvocato Enrico Vitali, Giudice Sportivo Nazionale, ricevute le segnalazione, doveva dichiararsi INCOMPETENTE a decidere una questione relativa a presunta violazione in materia anti- doping Umano di competenza della NADO Italia.

 

  • Il Giudice Sportivo Nazionale, quindi, NON avrebbe dovuto in alcun modo pronunciare una decisione: facendolo ha violato apertamente le normative in materia di privacy (pubblicando di fatto dati sensibili sanitari – radioterapia a cui era sottoposta l’atleta e assunzione di un modulatore ormonale – Tamoxifene).

 

  • “….Per quanto attiene la [omissis], nussun addebito risulta possibile muoverle sia in ordine alla assunzione del farmaco dopante Tamoxifene né in ordine all’avere gareggiato in condizioni fisiche precarie…”. Il Tamoxifene, modulatore selettivo del recettore degli estrogeni, è incluso sì nelle Lista WADA 2018 (clicca per vedere il testo) delle sostanze vietate, ma appartiene alla classe S 4.2, e quindi viene considerato sostanza specificata, non farmaco dopante. (Se si risulta positivi a una sostanza specificata, si riceverà una sospensione iniziale di due anni invece che di quattro, che è quanto previsto per le sostanza non specificate. Questo perché la WADA riconosce che le sostanze possono accedere inavvertitamente nel corpo del giocatore senza essere state necessariamente utilizzate a fini dopanti; in questo caso siamo davanti addirittura ad un uso terapeutico.)

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  • “In ordine al primo profilo, l’amazzone ha dimostrato di essere in possesso della specifica autorizzazione FEI datata 20 aprile 2018, tra l’altro comunicata alla Giuria prima della gara.” La autorizzazione FEI vale per la partecipazione alle gare internazionali – non per quelle regionali. Per gareggiare assumendo Tamoxifene la tesserata avrebbe dovuto richiedere al CEFT (Comitato Esenzioni a Fini Terapeutici) una TUE (Modulo di esenzione a fini terapeutici) 30 gg prima della competizione.

 

  • “In ordine alle condizioni fisiche della stessa, la circostanza di essere sottoposta a radioterapia di per sè solo non può essere motivo discriminatorio e ostativo alla partecipazione della gara.” Questo lo dice il Giudice Sportivo Nazionale: è forse anche medico?

 

  • “La [omissis] non solo è apparsa in buono stato di salute ad un esame obiettivo della Giuria ed ha dichiarato per iscritto di versare in condizioni fisiche non precarie – assumendosene la responsabilità.” Sono medici la Giuria? E se fosse caduta e si fosse fatta male? Siamo sicuri che sia sufficiente, anche ai fini assicurativi,  l’assunzione di responsabilità da parte della atleta?

Può bastare…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vero che…? – Caso Sareni: Procura Federale (e Procura Generale dello Sport) contro Corte Federale d’Appello.

Vero che…? – Caso Sareni: Procura Federale (e Procura Generale dello Sport) contro Corte Federale d’Appello.

E’ del 27 aprile la notizia, apparsa sul sito web del CONI, che la Procura Generale dello Sport presso il CONI e la Procura Federale F.I.S.E. hanno presentato ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport (CONI) nei confronti del tesserato F.I.S.E., Paolo Sareni, contro la decisione della Corte Federale d’Appello F.I.S.E..

Di seguito la notizia, così come pubblicata sul sito del CONI, in cui viene annunciato l’imminente scontro “fratricida” tra Procura F.I.S.E. e Corte Federale d’Appello F.I.S.E.. Scontro impari, a nostro parere, visto che la procura federale è affiancata dalla Procura Generale dello Sport; ma in diversi casi noi di #TEO abbiamo imparato che non bisogna dare nulla per scontato.

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Cliccando sulla dicitura sottolineata qui sotto, è possibile consultare la sentenza Sareni, oggetto del contendere, nel cui merito non entriamo.

30-03-2018 Sentenza Procedimento dappello N. R.G. CAF 2_18 RG 32_17

  • Vero che con decisione del 14 febbraio 2018, Paolo Sareni, Monica Giudici ed Emanuele Dora vengono condannati dal Tribunale Federale rispettivamente alla sospensione per tre mesi e al pagamento della sanzione di € 5.000 (Giudici e Dora)?

[Cliccando sulla scritta sottolineata di seguito, è possibile consultare la sentenza del Tribunale Federale: 16-02-2018 Provvedimento Trib. Fed. NRG 32_17 PA 40_17]

VERO

  • Vero che la Corte Federale d’Appello, con provvedimento del 26 marzo 2018 (pubblicato il 30 marzo sul sito federale) assolve Sareni, Giudici e Dora?

VERO

  • Vero che il Presidente della Corte Federale d’Appello responsabile della sentenza in oggetto è Alessandra Bruni?

VERO

  • Vero che è la seconda volta dall’inizio dell’anno che una decisione della Corte Federale d’Appello presieduta da Alessandra Bruni finisce davanti al Collegio di Garanzia del CONI.

VERO

Al solito attendiamo fiduciosi (e curiosi) l’evolversi della situazione.

tl

Dillo a #TEO – Varano e Magarò: un procuratore e un giudice incompatibili?

Dillo a #TEO – Varano e Magarò: un procuratore e un giudice incompatibili?

Cristina Varano Bianca Magarò, due avvocati componenti degli organi di giustizia federale della F.I.S.E., contravvenendo apertamente a quanto disposto dall’art. 3 comma  5 del Codice di Giustizia Sportiva del CONI, ricoprono il ruolo di organo di giustizia federale in tre (3) Federazioni Sportive Nazionali.

Tanto è emerso dalla segnalazione ricevuta da #TEO. Ma veniamo ai fatti.

L’art. 3 del Codice di Giustizia Sportiva del CONI, al comma 5 recita testuali:

“[omissis] la carica di componente di organo di giustizia o dell’ufficio del procuratore presso la Federazione è incompatibile [omissis] con la carica di componente di organo di giustizia o dell’ufficio del procuratore presso più di un’altra Federazione. 

In parole “povere” ciò sta a significare che un avvocato, nella fattispecie, può essere procuratore o giudice federale al massimo in due Federazioni Sportive Nazionali.

Cristina Varano risulta essere:

  1. Procuratore aggiunto della Federazione Italiana Sport Equestri (F.I.S.E.);
  2. Procuratore federale della Federazione Italiana Pesistica (F.I.PE.);
  3. Procuratore federale della Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali (F.I.J.L.K.A.M.).

L’avvocato Varano ha inserito tali qualifiche anche nel suo curriculum vitae, disponibile online (consultabile cliccando qui).

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Bianca Magarò risulta essere:

  1. Giudice Sportivo Nazionale della Federazione Italian Sport Equestri (F.I.S.E.);
  2. Membro supplente del Tribunale Federale della Federazione Italiana Pesistica (F.I.PE.);
  3. Membro supplente del Tribunale Federale della Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali (F.I.J.L.K.A.M.).

Tutte queste notizie sono facilmente consultabili online. Si nota anche come Varano e Magarò viaggino “a braccetto”, operando all’interno delle medesime tre federazioni.

F.I.S.E.

 

 

F.I.PE.

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F.I.J.L.K.A.M.

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Pare molto strano che sia #TEO – su segnalazione ricevuta – a dover rilevare i casi di Cristina Varano e Bianca Magarò. Tra le altre cose la F.I.S.E. è stata la terza e ultima federazione in ordine di tempo a cui sono approdati i due avvocati: perchè la Commissione Federale di Garanzia non è intervenuta per evidenziare l’incompatibilità all’atto delle nomine?

Ora che succederà? Un Sostituto Procuratore e un Giudice Sportivo Nazionale “incompatibili” in F.I.S.E.. Che ne sarà dei procedimenti che li ha visti protagonisti? Dopo il caso di Alessandra Bruni, in definizione entro la fine di questo mese, un’altro episodio scomodo che mette a repentaglio le sorti della giustizia federale?

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