Croce: 18 capi d’accusa, iniziata udienza rinvio a giudizio

Croce: 18 capi d’accusa, iniziata udienza rinvio a giudizio
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HellBoy

Giorni fa, sulla nostra pagina Facebook, abbiamo inaugurato la nuova rubrica “il mini pony con la rogna”, un appuntamento che vuole esaminare gli argomenti più spinosi della gestione federale attuale. Il protagonista della prima puntata è stato Cesare Croce, prima sospeso e poi reintegrato dall’innominabile come responsabile del Dipartimento Dressage. Nomi importanti legati alla dirigenza federale attuale si sono scagliati contro di noi, per aver osato contestare il reintegro di Cesare Croce, uno su tutti Vincenzo Truppa.

Il nostro parere, al netto di qualsiasi forma di garantismo, è che, alla luce di quanto esposto di seguito, sarebbe eticamente corretto che la dirigenza federale si preoccupasse di trovare un altro responsabile del settore.

Buona lettura.

E’ in corso dal 16 ottobre 2018 l’udienza preliminare per il rinvio a giudizio di Cesare Croce, capo del dipartimento Dressage della F.I.S.E., arrestato il 21 maggio 2018, poi agli arresti domiciliari per aver collaborato con i magistrati.

Attualmente non e’ sottoposto a misure cautelari.

Per Cesare Croce e’ stato chiesto il rinvio a giudizio per 18 capi di incolpazione: 17 per la violazione del D. Lgs. 74/2000 artt. 8 e 2, un capo di incolpazione riguarda l’art. 416 del Codice Penale, associazione a delinquere con il ruolo di organizzatore per danni arrecati alle società coinvolte per decine di milioni di euro.

(Le società riconducibili a Giuseppe Malaspina sono attualmente sotto sequestro e gestite da amministratori giudiziari. n.d.r.)

Il denaro dei tesserrati della FISE deve essere utilizzato per stipendiare un rinviato a giudizio con 18 capi di incolpazione?

Diteci voi.

hb

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La riforma del CONI: Malagò non ci sta e chiede mandato al Consiglio Nazionale per trattare con il Governo. Barbaro unico voto contrario.

La riforma del CONI: Malagò non ci sta e chiede mandato al Consiglio Nazionale per trattare con il Governo. Barbaro unico voto contrario.
Unknown

Keyser Soze

Oggi si è tenuto il 264° Consiglio Nazionale del CONI. In questa sede, Giovanni Malagò ha tenuto un discorso durato più di un’ora, in cui si è scagliato con violenza contro il Governo e contro la proposta di riforma del CONI, presente nella Finanziaria 2019. La proposta – che comunque entrerebbe a regime nel 2020 – in sostanza, pur lasciando risorse finanziarie invariate per lo sport (circa 410 milioni di euro), veicolerebbe il 90 per cento di tale risorse in gestione ad una nuova società statale “Sport e Salute S.P.A.”, togliendole dal controllo del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e della società CONI Servizi S.P.A..

Dopo l’attacco – dal sapore molto politico – portato contro la proposta di cambiamento e contro il Governo stesso, il Presidente pro tempore (essì, anche lui è tale) del CONI ha chiesto al Consiglio Nazionale mandato per trattare con il Governo “con l’obiettivo di preservare l’autonomia dello sport italiano, richiedendo di valutare nuovamente il testo della norma e, in caso, di differirne l’adozione per poter tenere conto di quanto emergerà all’esito del tavolo bilaterale di approfondimento della materia, aperto anche a una analisi globale e condivisa dell’ordinamento sportivo italiano.” (così recita il comunicato stampa uscito da poche ore sul sito del CONI: puoi leggerlo cliccando QUI).

PyeongChang: -30; Malagò 'Sport ha fatto miracolo'

Detto in parole povere, nascondendosi dietro il pretesto di preservare l’autonomia dello sport italiano, Giovanni Malagò vuole mantenere una posizione conservativa, fatta di privilegi e di distribuzione di fondi alla varie Federazioni Sportive Nazionali, secondo metodi e processi decisionali stabiliti dalla attuale oligarchia dirigenziale sportiva che comanda et impera nel CONI. 

Proprio questa situazione ha attirato l’attenzione dell’esecutivo: i Presidenti delle F.S.N. eleggono il Presidente del CONI, che di fatto elargisce i fondi alle Federazioni stesse. Una sorta di conflitto di interessi, o anche circolo vizioso – che dir si voglia -, che mina il fondamento della autonomia delle Federazioni dal CONI. Ricordiamo che Malagò vinse a sorpresa le elezioni del CONI nel febbraio 2013, anche sulla scorta della promessa dell’emolumento ai 45 Presidenti delle Federazioni Sportive di 36.000 euro l’anno, e già l’allora premier Renzi gli aveva creato non poche difficoltà sullo stipendiare con un ente pubblico dei soggetti di diritto privato, quali erano (sono) le Federazioni Sportive Nazionali, bloccando di fatto l’elargizione di quelle risorse finanziarie.

UnknownUnico voto contrario all’interno del Consiglio Nazionale in merito alla richiesta di Malagò  di proseguire nella trattativa con il Governo, quello del Senatore Claudio Barbaro, Presidente nazionale A.S.I. e rappresentante degli Enti di Promozione Sportiva in seno al Consiglio stesso. Riportiamo le dichiarazioni del Senatore Barbaro, così come rilasciate al Secolo d’Italia:

«Abbiamo assistito alla solita autocelebrazione del Coni, che avviene in tutti i contesti simili a quello odierno.

Tutti hanno parlato della bontà del modello sportivo italiano, ma nessuno si è chiesto perché si arriva a un processo di riforma così forte, che cambia gli assetti dello sport italiano. Il modello sportivo italiano risponde a tutte le necessità di diffusione della cultura sportiva nel Paese o solo a logiche di conseguimento delle medaglie?

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Senatore Claudio Barbaro

Noi – ha aggiunto – siamo convinti che questo modello sportivo italiano non dia più risposte a 360 gradi a tutto il mondo dello sport, che è cresciuto in maniera disordinata, ma che risponda a un unico modo di intendere lo sport, ovvero quello di far affermare gli atleti italiani nel mondo.

Non si parla di sport a scuola, di una diffusione più omogenea degli impianti sportivi, degli aspetti sociali e anche sanitari dello sport. Tutti questi aspetti vengono toccati solo in termini di facciata, mentre l’intento della riforma è cercare di dare risposte a tutte le esigenze di carattere sportivo e non solo a quelle di carattere competitivo.

All’interno del Coni non c’è mai stata autocritica».

Una presa di posizione forte: il Presidente di ASI nazionale evidenzia come il CONI sia in pratica più occupato a conquistare medaglie che a promuovere capillarmente sul territorio lo Sport in quanto tale. Allo stato attuale delle cose, quindi, l’unico membro del Consiglio Nazionale del CONI che pare essere propenso ad una riforma radicale del sistema Sport italiano pare essere il Senatore Claudio Barbaro…

Una considerazione è d’obbligo: a tanti, a moltissimi, in queste ore e nei prossimi mesi, tremeranno le gambe nel mondo CONI, Coni Servizi & Affini. Se la proposta di riforma andasse in porto, un intero sistema, nato e gestito nei salotti romani e nel Circolo Canottieri Aniene verrebbe smantellato…l’unica nostra speranza è che non se ne smantelli uno, per crearne un altro!

Ad maiora.

p.s. – e Piazza di Siena, nel 2020, con che soldi si farà? AHIA!

ks

Le interviste di #TEO: La parola a Catia Brozzi, Presidente di A.N.I.T.E..

Le interviste di #TEO: La parola a Catia Brozzi, Presidente di A.N.I.T.E..
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Guy Fawkes

Abbiamo contattato Catia Brozzi, presidente di A.N.I.T.E., attaccata in modo molto violento sui social in merito alla Circolare emessa dal Ministero dei Trasporti, congiuntamente con il Ministero degli Interni, perchè indicata come la responsabile del testo della Circolare all’oggetto. La Signora Brozzi, molto gentilmente, ha risposto alle nostre domande, chiarendo in maniera inequivocabile la propria posizione. Buona lettura!

#TEO: Ci parli di A.N.I.T.E..

Catia Brozzi: A.N.I.T.E. è l’acronimo di Associazione Nazionale Italiana Trasporto Equini. Costituita con atto pubblico nel giugno 2017, raggruppa oltre 20 aziende che svolgono trasporto cavalli per conto terzi, regolarmente iscritte all’albo trasportatori per c/terzi. Nasce con l’unico scopo di tutelare gli interessi degli associati nella gestione del loro lavoro.

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#TEO: In quanto Presidente di ANITE, Lei ha avuto un ruolo nella redazione della circolare chiarificatrice del 15 Ottobre? E in caso positivo, quale?

Catia Brozzi: Il mio ruolo è appunto quello di Presidente di ANITE: di conseguenza, affiancata da professionisti del settore, mi occupo di tutelare i mie associati e di trovare risposte ai loro quesiti e problemi. Per quanto riguarda la stesura della Circolare all’oggetto ho semplicemente fatto richiesta ai Ministeri competenti – che poi hanno firmato la Circolare – di far chiarezza sulle problematiche del trasporto cavalli, evidenziando bene quando ci si trovi nell’ambito del trasporto per conto terzi e quando  del trasporto per conto proprio. La Circolare non è altro che un chiarimento di Norme esistenti.

#TEO: Ha mai fatto proposte di collaborazione alla Federazione Italiana Sport Equestri, nella persone del Presidente pro tempore Marco Di Paola, o del Presidente della Commissione Trasporto Equidi, Luca D’Oria, in modo da poter addivenire congiuntamente ad una soluzione per il problema dei Trasporti?

Catia Brozzi: Sì, abbiamo più volte chiesto un incontro alla FISE per tramite del Dott. D’Oria; a Fieracavalli, a Verona, nel 2017 presentammo al Presidente Marco Di Paola la nostra associazione ,chiedendo in via informale un incontro per trovare soluzioni al delicato problema del trasporto cavalli. Il nostro legale ha anche inviato una raccomandata con ricevuta di ritorno…senza mai avere ricevuto una risposta.

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#TEO: Secondo Lei, quale potrebbe essere la soluzione per i circoli ippici per trasportare i cavali degli associati in gara? E’ necessario chiamare dei trasportatori professionisti, o può esserci ancora spazio per trasportare i cavalli con i mezzi della Associazione?

Catia Brozzi: Non sono io il Legislatore, che può cambiare una legge o una norma. Credo che se le Federazioni e i trasportatori si trovassero ad un unico tavolo con il buon senso e nell’unico interesse di chi pratica sport a cavallo, la soluzione si potrebbe trovare, per poi proporla, uniti, ai Ministeri competenti.

#TEO: Oggi (ieri, n.d.r.) la FISE, con 5 giorni di ritardo, ha emesso un comunicato stampa congiunto con FITETREC-ANTE, in cui dichiara di aver preso contatti con il Ministro Salvini e con il Ministro Toninelli, per arrivare alla revisione della circolare. Cosa ne pensa?

Catia Brozzi: Sono sorpresa di una reazione cosi pesante e del fatto che si voglia addossare la colpa di una “circolare” ad un Associazione che ha semplicemente chiesto chiarimenti. Il nuovo Governo parla e mette come prioritaria la legalità….dunque credo che il Ministro Salvini – che stimo molto – accoglierà ogni richiesta ma sempre rimanendo entro i confini della legalità!

Grazie, Catia Brozzi, per queste risposte illuminanti. 

gf

Comunicato A.N.I.T.E. del 22 ottobre 2018.

Comunicato A.N.I.T.E. del 22 ottobre 2018.

Prendiamo atto che la Federazione Italiana Sport Equestri (FISE) e la Federazione Italiana Turismo Equestre e Trec (FITEREC- ANTE) hanno emesso una nota datata 22 ottobre 2018, inviata alle autorità variamente interessate allo specifico settore, con la quale viene censurata, non senza rigore, la circolare recentemente emessa in materia di trasporto equidi dichiarandola, testualmente, “inaccettabile”.

[è possibile leggere il comunicato F.I.S.E., cliccando QUI]

In particolare, si vorrebbe far transitare l’idea che tale circolare risponda ad interessi di parte e si sia formata escludendo interlocutori istituzionali quali le Federazioni. In merito, è obbligo precisare che la richiesta di legalità e chiarezza non è mai interesse di una o di altra parte, ma interesse generale della collettività e patrimonio comune, a prescindere, evidentemente, dal gradimento, o meno, dei contenuti nei quali, di volta in volta , tale esigenza si sostanzia.

Sotto altro profilo, stupisce non poco, che le Federazioni si qualifichino, con tanta veemenza, quali interlocutori istituzionali in materia di trasporto, atteso come, salvo errore, i fini statutari delle Federazioni siano diretti alla promozione degli sport equestri e che le Federazioni stesse, per quanto risulta, non svolgano alcun ruolo istituzionale in subiecta materia.

Al contrario, ci si sarebbe aspettati una ben diversa reazione da parte di Enti, quali le Federazioni in oggetto, dall’evidente rilievo pubblicistico, rispetto ad una circolare che, finalmente, ha portato chiarezza in una materia densa di problematiche e dubbi. D’altro canto le stesse Federazioni sono, da sempre, pienamente consapevoli delle numerose problematiche connesse al trasporto cavalli e del rischio concreto di violare , anche per un semplice errore, magari in buona fede, la normativa in vigore. Ricordiamo, a titolo di esempio, come la Nostra Associazione abbia ritenuto di dover intervenire in merito al parere pubblicato dalla stessa Federazione Italiana Sport Equestri a firma dell’avv. Davide Diana dell’8 agosto 2017 “Il Trasporto del Cavallo Sportivo in “Conto Proprio”. Normativa, problematiche, soluzioni” con il quale dopo una disamina del sistema normativo (che, peraltro, conferma, a posteriori, l’impianto della Circolare) concludeva suggerendo il ricorso al contratto di comodato gratuito quale “contratto che meglio si addice al caso di specie…” Per quanto si facesse riferimento ad un trasporto senza fine di lucro, appariva evidente il reale rischio, a prescindere dalle intenzioni, di dare indirette indicazioni in ordine ad un possibile escamotage per aggirare la normativa vigente, tanto che tramite il nostro legale, avv. Aldo de Bellis, con lettera del 18 settembre 2017, inviata anche al CONI per conoscenza, si invitava la Federazione ai dovuti chiarimenti, mai formulati né pervenuti.

Parimenti, inascoltata ogni richiesta di confronto su tale materia.

Inaccettabile, pertanto, riteniamo che debba considerarsi, non la circolare ministeriale che si limita a ricondurre a legalità una materia sfuggita ad ogni controllo, ma la levata di scudi e la veemente difesa di un diffuso sistema notoriamente caratterizzato da ombre profonde di illegalità da parte di Enti quali le Federazioni, che, si deve ricordare, beneficiano di notevoli contributi pubblici, e che nulla hanno fatto, in tanti anni, per ricondurre ad equilibrio minimo tale importante settore.

Per A.N.I.T.E., Catia Brozzi – Presidente

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Circolare interministeriale del 15 ottobre 2018 Trasporto equidi – Fine dei giochi: il lassismo della F.I.S.E. mette nei guai tutto il comparto equestre!

Circolare interministeriale del 15 ottobre 2018 Trasporto equidi – Fine dei giochi: il lassismo della F.I.S.E. mette nei guai tutto il comparto equestre!
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HellBoy

Il 15 ottobre scorso è stata pubblicata la circolare interministeriale (coinvolge contemporaneamente il Ministero degli Interni e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) inerente il Trasporto Equidi.

Potete consultarla cliccando QUI.

La abbiano studiata, esaminata, girata e rigirata: il risultato è uno solo. E’ finita! E’ finita per tutti quei centri ippici, che hanno eventualmente intestato un mezzo, o lo hanno in usufrutto/comodato,  e trasportano i propri associati a fare concorsi. Non c’è più spazio, non tanto (come erroneamente dice qualcuno) per guadagnarci, quanto per permettere a costi più contenuti ai propri associati di praticare lo sport equestre.

Per la prima volta, da anni a questa parte, la circolare è stata redatta con dovizia di particolari, andando ad esaminare tutte le fattispecie possibili, nonché praticabili, per poter utilizzare la licenza in conto proprio, per esempio per portare gli allievi di un centro ippico a fare un concorso con un van in disponibilità del centro stesso. Ora, per farlo, sarà necessario chiamare un trasporto conto terzi, un trasportatore autorizzato esterno, comportando un aggravio importante delle spese per la movimentazione degli equidi.

In parole povere, ora il proprietario del mezzo potrà trasportare equidi di esclusiva sua proprietà e/o disponibilità, e verrà verificato dalle autorità competenti che oltre alla disponibilità sussista anche il requisito di utilizzo: porto il mio cavallo con il mio van e lo monto in gara.

Chi dobbiamo ringraziare per tutto ciò? 

Due persone in particolare, la cui inattività, incompetenza e lassismo hanno portato alla redazione di questa circolare: il Presidente pro tempore della F.I.S.E. Marco Di Paola, e il Presidente della Commissione Trasporti e Movimentazione Equidi, Luca D’Oria. Dobbiamo “ringraziare” codesti due individui, perchè se avessero svolto il compito loro istituzionalmente dovuto, non si sarebbe arrivati qui. 

La commissione Trasporti e Movimentazione Equidi, costituita nel 2017, è composta da 5 membri:

Luca D’Oria – Presidente

Simone Perillo – Componente (Segretario Generale F.I.S.E.)

Adriano Sala – Componente

Andrea Scianaro – Consulente tecnico (ci risulta si sia dimesso tempo addietro)

Gianluigi Giovagnoli – Segretario

E’ una mossa inutile e dannosa quella di incolpare terze persone, esterne alla Federazione, di aver fatto redigere la circolare a loro vantaggio. La Federazione Italiana Sport Equestri è il massimo referente presso i ministeri per queste tematiche – lo è da più di 15 anni – e la totale inattività degli ultimi periodi su questa tematica, cavallo di battaglia della campagna elettorale di Di Paola, ha portato a questo risultato disastroso, che rischia di far collassare economicamente il comparto, soprattutto per l’utenza equestre, denominata LA BASE.

Cliccate QUI!

Potete ben vedere, aprendo gli allegati che i ministeri hanno sempre risposto alle domande espresse della F.I.S.E., riconoscendola come ente preposto alla tematica trasporti nel mondo equestre ludico-sportivo.

Questa dirigenza è inadeguata al ruolo che ricopre. Questo è il punto! L’uscita della Circolare coincide con la settimana della Fieracavalli di Verona. Se venisse applicata la circolare, sarà una vera e propria strage! Ha poco da fare lo spiritoso il Presidente pro tempore Di Paola, che rassicura sul fatto che incontrerà Ministri, delegati, funzionari e via dicendo, con l’appoggio e l’aiuto dei Presidenti dei Comitati Regionali (vedi il neoeletto Orlandi, oppure la Bianconi), e che dice che entro tre mesi sarà tutto a posto. Tra tre mesi è prevista (è scritto sull’ultima pagina della circolare) la possibilità di revisionare nei contenuti, ove necessario: ma sarai mai possibile che bisogna rincorrere dopo che il disastro è stato fatto? Questa è la summa di incompetenza, incapacità di programmazione e dilettantismo allo sbaraglio.

Complimenti!

hb

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Elezioni Regionali Lombardia – Vittorio Orlandi nuovo Presidente del Comitato Regionale Lombardo F.I.S.E..

Elezioni Regionali Lombardia – Vittorio Orlandi nuovo Presidente del Comitato Regionale Lombardo F.I.S.E..
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Matt Murdoch

Vittorio Orlandi è Presidente del Comitato Regionale Lombardo. Con una vittoria schiacciante, e contro le dichiarazioni di una vittoria annunciata di Roncoroni, portate avanti “coraggiosamente” sui social dai supporters di quest’ultimo (Marco Tassoni in primis), il Cavaliere ha vinto le elezioni regionali, che lo porteranno a gestire –  per un periodo di transizione, pari a circa due anni – la Lombardia equestre.

I sostenitori di Roncoroni non possono neppure incolpare Paracciani di aver sottratto dei voti all’ex vice presidente della Lombardia. I numeri e le percentuali, qui sotto riportati, non lasciano scampo.

Vittorio Orlandi: 66,17% – 1.342 preferenze

Emilio Roncoroni: 24,80% – 503 preferenze

Gianluca Paracciani: 9,02% – 183 preferenze

Auguriamo buon lavoro al nuovo Presidente del Comitato Regionale, e per chiudere questo post, facciamo un giretto sulle pagine social dedicate al mondo equestre.

“Equideando” ha pubblicato un laconico post (manca persino la punteggiatura, n.d.r.), e poi un articolo sul blog (lì la punteggiatura la hanno per fortuna messa), in cui viene fatto il resoconto della votazione.

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“UCIF”, per noi, ha vinto la Palma (non la figlia di Mino Palma, per carità) del saltafosso. E’ quasi commovente la discrezione di Glauco Ricci e il delicato tocco di penna con cui dipinge la vittoria di Vittorio Orlandi: uno potrebbe anche pensare che sia un pubblicista imparziale: vedere per credere.

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Addirittura, nelle parole che seguono lo screenshot di cui sopra, ammette che qualcosa a Roma non va e mette il piedino avanti dicendo di aver già comunque individuato “in chi conduce da sempre campagne a favore del benessere animale e in chi gestisce brillantemente una Presidenza regionale” (secondo noi si tratta rispettivamente di Eleonora Di Giuseppe e di Clara Campese) i successori al Presidente pro tempore Marco Di Paola. Noi però non possiamo dimenticare i numeri da circo fatti da quest’uomo in sede di elezioni nazionali del gennaio 2017: è sufficiente dare uno sguardo al video che abbiamo postato sulla nostra pagina Facebook. Ah…non avete messo il “like” su “The Equestrian Observer”? Fatelo, perchè presto passeremo anche a realizzare dei video molto interessanti.

“EQUES” ha aperto la bottiglia del vino buono e festeggia, inneggiando alla vittoria del Cavaliere.

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“Riders Equestrian Family” idem come sopra (vedi “Eques”), ma senza bottiglia.

Stessa cosa per “Trotto, Passo, Alt”, sicuramente con una bottiglia di ottimo champagne.

“La Clubhouse”, che pare essere diventata un punto di riferimento importante nel mondo equestre social (è sufficiente guardare il numero di like che vengono accumulati ogniqualvolta viene pubblicato un post dagli admin) ha riportato il dato della vittoria del Cavalier Orlandi, senza alcun commento di merito.

“Stufi della FISE”, invece, è crollata in un silenzio stampa agghiacciante. Molto probabilmente gli admin del gruppo sono in lutto, e stanno a fatica cercando di elaborarlo. Prontamente sono stati rimossi tutti, ma proprio tutti i post che riguardavano le elezioni regionali lombarde. Tolto il post con i pizzini e i nomi del Consiglio, tolto il post in cui Marco Tassoni, ancora ieri, augurava buon lavoro ad Emilio Roncoroni, futuro Presidente del Comitato Regionale Lombardo. Non è stato sufficiente alla premiata ditta Palma&Tassoni dare per certa la vittoria di Roncoroni, né tantomeno ipotizzare scenari fallimentari da un punto di vista finanziario in caso di vittoria di Orlandi.

Hanno perso, brutalmente.

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E ora, il Presidente pro tempore Marco Di Paola non sarà per nulla contento. Chissà se dopo questa disfatta anche il nome di Mino Palma diventerà rosso, sulla lista dei depennati nel 2019…è risaputo che il pro tempore è un personaggio vendicativo…

Sulla assoluta ininfluenza della presidente del Comitato Regionale Umbria, Mirella Bianconi, che invocava nella chat della Consulta dei Presidenti dei Comitati Regionali un intervento esterno per garantire l’elezione di Roncoroni, non abbiamo mai avuto alcun dubbio.

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Anzi, fossimo nel Cavalier Orlandi, le manderemmo un cadeau, per ringraziala. Sicuramente se qualcuno fosse stato indeciso su chi votare, nel vedere l’accorato appello sciura Mirella, avrà optato per votare o Orlandi, o Paracciani.

E adesso, Cavalier Orlandi, hai a disposizione una regione, anzi, la regione capofila, UNITA e collaborativa. Fai del tuo meglio. 

Caro Di Paola, hai cercato di agguantare la gallina dalle uova d’oro, ma a sto giro è andata decisamente male. Cerca di raddrizzare la tua presidenza, altrimenti tra due anni la vediamo durissima.

mm

Elezioni regionali Lombardia – Il bello, il rubicondo e il nonno alla resa dei conti!

Elezioni regionali Lombardia – Il bello, il rubicondo e il nonno alla resa dei conti!
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Hell Boy

Mancano meno di 48 ore alla proclamazione del nuovo Presidente del Comitato Regionale Lombardia, e non possiamo esimerci dal fare una disamina finale della situazione. Lunedì 15 ottobre, alle ore 11 in prima convocazione e alle 12 in seconda convocazione, nella fiera di Rho, Centro Congressi Stella Polare, entrata Porta Sud sarà il giorno della verità. Cliccando su questo link potete trovare il testo integrale della convocazione della Assemblea.

Chi vincerà?

imageNoi sappiamo solamente chi NON vincerà: e purtroppo si tratta del candidato Avvocato Gianluca Paracciani. Sinceramente siamo dispiaciuti che questa ventata di novità non trovi il consenso meritato, non tanto per la validità o meno di Paracciani & Co., quanto per l’idea in sé di fare spazio ad una nuova generazione politica: sarebbe anche ora…vedremo se il team di Paracciani riuscirà a piazzare uno/due consiglieri nella squadra del vincitore, che possano fare un po’ di esperienza all’interno del Comitato, anche se, e lo ripeteremo alla nausea, il ruolo del Consiglio Regionale è marginale da un punto di vista politico.

Veniamo ai due contendenti “reali”. Abbiamo girato un po’ per la Lombardia, abbiamo chicchierato, abbiamo ascoltato…hanno vinto entrambi, a sentire i candidati e i rispettivi supporters.

La cosa più brutta, a nostro parere, una aberrazione di questo sistema elettorale, è che la vittoria si gioca sul numero delle deleghe raccolte…perchè il mondo equestre chiacchiera, fa e disfa, ma è formato, molto probabilmente da gente pigra, che preferisce affidare le proprie deleghe, piuttosto che andare ad esprimere il proprio voto.

roncoroniE così, girano tanti numeri sul le deleghe in possesso dei rispettivi Presidenti…e sono così diversi che abbiamo pensato ad un certo punto di giocarli al superenalotto. Peccato che – ad esempio – Marco Tassoni, responsabile della campagna di Emilio Roncoroni, dichiari che hanno in mano 130 deleghe (essendo superiore al 90, non è un numero valido, per il superenalotto). I rivali di Roncoroni dicono che ne ha in mano 30 (un po’ pochine); i sostenitori di Orlandi parlano di 60, mentre i rivali dicono 40. Insomma è tutto un po’ confuso. Certo è che già una volta Vittorio Orlandi è stato spudoratamente ingannato da Stefano Serni, che si era dichiarato suo fedelissimo dalla Toscana nella raccolta delle deleghe, per poi girarle all’attuale Presidente pro tempore Marco Di Paola: questo a significare che il mondo equestre è tutto fuorché affidabile, ed esistono da sempre lavoretti “underdesk”. Alcune deleghe in mano ad Orlandi potrebbero magicamente trovarsi nelle mani di Roncoroni. (Per la cronaca, Stefano Serni ora è capo dipartimento monta americana – che di fatto non esiste dopo la diatriba risolta con Fitetrec – e percepisce 18.000 euro all’anno).

Partiamo da un presupposto: tutti e tre i presidenti sicuramente sono candidabili.

Non abbiamo dubbi in merito. Sicuramente per Roncoroni pende la possibilità che, in seguito a denuncia presso la Procura Federale (non ci interessiamo i gradi di giustizia ordinaria, non ci competono), possa essere sanzionato per la firma dei contratti tra la Regione Lombardia e l’Avvocato Monarca, che hanno portato al commissariamento della Regione Lombardia; ricordiamo, perchè è un dato di fatto, che è stato proprio Roncoroni a chiedere alla F.I.S.E. nazionale di commissariare la Regione. Sarà necessario capire quanto lunga è la memoria dei Presidenti dei circoli ippici lombardi…al momento, comunque, parrebbe che nessuno si sia mosso. Lo diciamo parlando per ragionamenti concludenti: se qualcuno avesse sporto un qualsiasi tipo di denuncia, Roncoroni, che non è storicamente un cuor di leone, si sarebbe bellamente ritirato, avvertito da chi di dovere.

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41665330_885095871660740_4081832494578532352_nE Orlandi? Orlandi ha fatto una campagna molto impegnativa: è onnipresente sui social, ha visitato più di 200 centri ippici (come dichiara sui social), ma conosceremo l’efficacia della sua campagna elettorale solamente appunto tra 48 ore. Una cosa che ci ha fatto “piacere” è che Francesco Bussu sia risultato incandidabile: riteniamo che la sua assenza dalla squadra di Orlandi, pur lasciando ben due posti vuoti nella attuale lista di candidati del Cavaliere, non possa altro che giovare al Comitato Regionale Lombardo.

Una cosa è sicura: Orlandi ha dichiarato in sede di incontro lunedì scorso con il presidente pro tempore Marco Di Paola che, in caso di elezione, viaggerà in sintonia con la Federazione Nazionale. Quindi, su questa dichiarazione, crolla la prima tematica portata avanti, da Palma, Tassoni & Co., secondo i quali una eventuale elezione di Orlandi avrebbe danneggiato la Regione. In secondo luogo, il tentativo, peraltro goffo fatto dalla squadra di Roncoroni di dichiarare che Mino Palma non avrebbe avuto alcun ruolo in queste elezioni lombarde, perchè impegnato con Roma, è miseramente fallito: Palma e Roncoroni, come Mimì e Cocò, ancora questa settimana, giravano per i maneggi lombardi ad elemosinare deleghe.

Cosa fanno nel frattempo i social?

E’ spuntata dal nulla una nuova pagina, che si chiama “Il diario equestre”, da cui ci dissociamo formalmente, pur avendo condiviso i nostri post. A tal proposito ne approfittiamo di ribadire che #TEO non è una testata giornalistica, come dichiarato in quella pagina (anche se di testate – ne siamo consapevoli – ne abbiamo date tante, n.d.r.).

“Equideando” ha invocato una sorta di silenzio preelettorale giusto oggi: ci ha fatto sorridere la scelta degli admin, ma molto probabilmente lo hanno fatto solo per stemperare la tensione e per evitare che in questo weekend, piuttosto che andare a leggere i risultati sportivi sulla pagina, gli appassionati sportivi leggano delle elezioni su altre pagine.

“UCIF” ha fatto un simpatico sondaggio orientativo, di nessun valore statistico, visto il numero esiguo di partecipanti, che darebbe una vittoria schiacciante in Lombardia al Cavalier Orlandi (si mormora che il Cavaliere abbia contattato il Mago Otelma, per farsi fare un rito anti-sfiga).

“EQUES” – chiaramente pro-Orlandi – si preoccupa solo di sciorinare editoriali chilometrici, che nessuno legge, visti i pochi like che raccoglie.

“Riders Equestrian Family” altro non è che una riproposizione dei contenuti della pagina di Vittorio Orlandi…ma quasi quasi preferiamo chi si schiera apertamente, piuttosto di chi invoca pause elettorali, per sostenere uno o l’altro candidato.

Idem come sopra per “Trotto, passo, alt”.

“La Clubhouse” ha dato spazio a tutti, e condivide pure noi abitualmente, permettendo che i supporters si “scannino” a suon di post e commenti e lasciando che emerga il folklore del mondo equestre in tutta la sua miseria.

Last but not least, “Stufi della F.I.S.E.”, mutuando la tecnica orlandiana alle elezioni 2015, ha già pubblicato i pizzini, pro-Roncoroni (naturalmente) che saranno distribuiti presumibilmente in sede di elezioni, nonché – addirittura – i pass per accedere al parcheggio per le votazioni di lunedì.

…forse questi gruppi equestri cominciano ad essere un po’ troppi…non escludiamo anche noi di essere i primi a dare l’esempio e abbandonare questa realtà. Fino ad allora, continuate a seguirci, perchè il buon pro tempore Marco Di Paola si è reso conto che i soldi stanno finendo e che le prossime elezioni si avvicinano, e ha messo in calendario di “segare” un sacco di persone e commissioni a Roma…ne vedremo delle belle!

hb