L’innominabile scrive alla Procura Federale! Bravo bravissimo!

L’innominabile scrive alla Procura Federale! Bravo bravissimo!

L’innominabile non sa proprio più dove sbattere la testa (poveretto) nella ricerca spasmodica e incessante volta ad identificare chi si “nasconda” dietro #TEO. E tale ricerca, condotta a suon di esposti, querele, verbali, incarichi ed inutili spese legali a carico dei tesserati della Federazione, lo ha portato a commettere un gesto telematico, che risale a pochi mesi fa, che vogliamo condividere con i nostri lettori.

Leggendo qui, troverete un nostro post in cui ci pregiavamo di pubblicare una lettera inviata alla dirigenza da Tommaso Di Paolo, all’atto delle sue dimissioni da coordinatore della commissione consultiva per l’area Mounted Games. Orbene, molto probabilmente la pubblicazione di tale lettera deve aver irritato non poco l’innominabile, il quale, dalla propria mail personale (quindi non da quella istituzionale, sia mai) scrive alla Procura Federale e al “socio” Segretario Generale Simone Perillo, indicando all’Avvocatessa Cristina Varano della Procura Federale di procedere contro Di Paolo, ipotizzando che lo stesso Di Paolo “potrebbe informare su chi gestisce il sito TEO attraverso i contatti e le modalità di contatto avute per pubblicare la lettera”.

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A parte che le modalità di contatto  per interloquire con #TEO sono chiaramente indicate sui social e sul blog (è sufficiente scrivere a theequestrianobserver@gmail.com), quello che ci viene spontaneo chiederci è: quante volte figliuolo? Quante volte l’innominabile ha compiuto atti come questo? Quante volte quindi il Presidente federale pro tempore ha interferito con gli organi di giustizia federale? E’ una domanda più che lecita, e, a nostro parere, fosse anche solo per questa volta, si tratterebbe di un atto gravissimo da parte del rappresentante legale della Federazione Italiana Sport Equestri: un atto che dovrebbe essere censurato, in primis dalla Procura, e in secondo luogo dall’organismo di controllo insito della F.I.S.E. (quest’ultimo, a detta dei nostri contatti interni, controllato dal Consigliere Ettore Artioli, quindi pressoché inutile e tutto fuorché indipendente).

Non servono commenti ulteriori a quanto accaduto e segnalato in questo post. L’unica speranza, è che la futura presidentessa pro tempore della F.I.S.E., Clara Campese (attuale presidente della Regione Veneto), data oramai con certezza come successore dell’innominabile – che nonostante la propaganda in atto è in calo negli indici di gradimento a livello nazionale – sappia comportarsi in modo più istituzionalmente corretto.

Dobbiamo ancora aspettare due anni…coraggio…

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F.I.S.E. Lombardia: una poltrona per tre!

F.I.S.E. Lombardia: una poltrona per tre!
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a cura di Verbal Kint

332 centri ippici affiliati, 18.632 tesserati (dati al 30 Giugno 2018). Questi i numeri del Comitato Regionale Lombardo, che pesano in termini percentuali rispettivamente per il 19% (totale centri affiliati in Italia 1764) e il 22% (totale tesserati in Italia 83.965) della popolazione nazionale.

La Lombardia guida le altre regioni italiane in termini di numeri e di concentrazione di impianti sportivi: un Comitato Regionale solido dal punto di vista finanziario, oltre che ben gestito da 20 anni (anno più, anno meno), salvo le ultime vicissitudini – prettamente politiche (ma ne parleremo in un altro post) che lo hanno portato al commissariamento.

Tra meno di due settimane ci saranno le elezioni del nuovo Presidente del C.R., che dovrà traghettare la regione per circa due anni, fino al termine del quadriennio olimpico.

Tre candidati: Vittorio Orlandi, Gianluca Paracciani ed Emilio Roncoroni (in ordine rigorosamente alfabetico).

Daremo ampio spazio ai tre aspiranti alla poltrona regionale in post che pubblicheremo nei giorni a seguire.

Chi è il favorito?

Noi di #TEO diciamo Emilio Roncoroni, l’ex vice presidente del Comitato, appoggiato dalla compagine lombarda (Cosimo Riccardo Palma e Marco Tassoni), che fa capo al Presidente pro tempo Marco Di Paola, il quale non vede l’ora di poter mettere le mani sulla regione, per poter rendere ancora più stabile la propria posizione a Roma e assicurarsi di essere rieletto al prossimo quadriennio.

A memoria, è la prima volta che un Presidente nazionale e i suoi supporter, anche fuori regione, si prodighino così tanto per l’elezione di un Presidente Regionale. Addirittura, il Presidente della Regione Umbria, Mirella Bianconi, si è sbilanciata pubblicamente nella chat whatsapp della Consulta dei  Presidenti Regionali, scrivendo quanto sotto riportato:

“…cari colleghi oggi é uscito su Facebook il programma di Emilio Roncoroni, che ne dite di mettere due parole a supporto di questa candidatura?? Non sarebbe male dare una continuità per questi due anni ad una figura che conosce il territorio, di scosse la Lombardia ne ha già avute abbastanza. Grazie…”

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La Bianconi, insieme al Presidente del Comitato Regionale Puglia Francesco Vergine, è una delle principali sostenitrici del Presidente pro tempo Marco Di Paola, e questo intervento – a nostro parere inopportuno – testimonia quanto tutto l’entourage di Di Paola abbia fretta di conquistare la Lombardia.

Che vinca il “migliore”…

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True lies: le verità nascoste del Bilancio 2017 – parte prima.

True lies: le verità nascoste del Bilancio 2017 – parte prima.

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a cura di Verbal Kint

Questa l’affermazione del Presidente pro tempore della F.I.S.E. Marco Di Paola, riportata nella Relazione_del_Presidente_al_bilancio_consuntivo_2017 (clicca sulla dicitura precedente, per leggere la relazione nella versione integrale). Una affermazione che non sembra lasciare spazio ad interpretazioni: nel primo anno di mandato il Presidente avrebbe investito l’11% in più di risorse finanziarie rispetto al 2016 nella attività sportiva! Un plauso! Più soldi allo SPORT!

Sarebbe però necessario che la relazione, il Presidente stesso e il suo entourage chiarissero ai tesserati cosa intendano per SPORT, o che comunque spiegassero come ci si muove tra le pieghe del bilancio federale. Cercheremo di farlo noi di #TEO nel modo più chiaro possibile, per giungere – insieme ai nostri lettori – alla conclusione che, in realtà, le risorse finanziarie destinate allo SPORT nel 2017 sono state ridotte del 7%.

Le ragioni della discrasia che stiamo evidenziando sono date dal fatto che – essendo stata Piazza di Siena organizzata direttamente dalla F.I.S.E., in partnership con il CONI – i costi per la realizzazione dello CSIO di Villa Borghese sono stati imputati all’area “attività sportiva” nel bilancio federale. Se osservate lo stralcio del Bilancio consuntivo 2017 riportato qui sotto, vedrete la sostanziale differenza tra il 2016 (Piazza di Siena organizzata da soggetti terzi, con costi per 693.869,74 euro, di cui 601.890,00 di montepremi) e il 2017 (Piazza di Siena organizzata dalla F.I.S.E. con costi per 2.599.209,64 euro).

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Quindi, se per SPORT il nostro presidente pro tempore intende – a titolo esemplificativo, non esaustivo – più di 100.000 euro di spese di trasferta e soggiorno, oppure 540.000 euro di noleggi vari di materiale tecnico, 118.000 euro di spese per facchinaggio e più di 300.000 euro di spese in promozione e marketing e diritti TV, allora va tutto bene…

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Ma per noi di #TEO quanto riportato sopra non è sport…SPORT, per noi è:

  • investimento sui giovani cavalli;
  • investimento sui giovani cavalieri;
  • investimento sui binomi di interesse federale;
  • incentivi ai proprietari e ai cavalieri;
  • organizzazione di manifestazioni sportive nazionali con montepremi di rilievo;
  • investimento sulla formazione;
  • chiunque voglia può integrare i punti sopra elencati.

La riduzione del 7% evidenziata ut supra è stata ricavata, semplicemente depennando dai costi per la attività sportiva la differenza tra l’organizzazione di Piazza di Siena del 2017 e quella del 2016, per un importo 1.905.339,90 euro.

Quasi due milioni di euro dedicati a Piazza di Siena, ma NON allo SPORT.

 

“La Giuria e gli Stewards non possono impedire l’utilizzo delle difese solo perché preoccupati del benessere e salute del cavallo.” – Avv. Enrico Vitali, Giudice Sportivo Nazionale

“La Giuria e gli Stewards non possono impedire l’utilizzo delle difese solo perché preoccupati del benessere e salute del cavallo.” – Avv. Enrico Vitali, Giudice Sportivo Nazionale
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a cura di Verbal Kint

Così recita un passo della sentenza 10/2018 del Giudice Sportivo Nazionale F.I.S.E., a firma dell’Avvocato Enrico Vitali. La sentenza 10/2018 del 9 luglio 2018, pubblicata pochi giorni fa sul sito federale e consultabile di seguito, riporta degli assunti che ci hanno lasciati molto perplessi.

Decisione Giudice Sportivo Nazionale 10/18 dell’11 Luglio 2018

 

“[omissis]…nessuna norma dell’ordinamento F.I.S.E. consente di vietare l’utilizzo delle protezioni sul solo presupposto di un possibile rischio alla salute del cavallo…[omissis]”

“La Giuria e gli Stewards non possono impedire l’utilizzo delle difese solo perché preoccupati del benessere e salute del cavallo.”

Forse sarebbe opportuno che gli stimati professionisti nominati a comporre gli Organi di Giustizia Federale avessero una maggiore conoscenza delle normative federali, o che per lo meno evitassero “scivoloni” come quello fatto in questa occasione dall’Avvocato Enrico Vitali, che si è premurato di fare affermazioni imbarazzanti e contra legem (vedi di seguito), nell’ambito di un esposto che comunque viene dichiarato (dallo stesso Vitali nella sentenza) inammissibile, in accoglimento delle eccezioni preliminari di uno dei convenuti in giudizio.

Non c’è da stupirsi…almeno; noi non ci stupiamo! Se il Presidente Federale pro tempore Marco Di Paola stabilisce di modificare una norma fondamentale e consentire la macellazione per la produzione di alimenti di cavalli e pony iscritti nei ruoli FISE, é anche plausibile che, a cascata, i componenti degli organi di giustizia asseriscano che il benessere dei cavalli, e dunque degli atleti, non é tra le competenze degli steward.

Auspichiamo che il Presidente pro tempore – o qualcuno dei suoi consiglieri federali – prenda le distanze da quanto scritto dall’Avvocato Vitali nella sentenza. Se così non fosse, ci sarebbe da preoccuparsi.

Facciamo un breve ripasso delle normative federali riguardanti il “Benessere equino”.

  • Lo STATUTO della FISE stabilisce (Art 2.1) che: “Fini istituzionali della FISE sono promuovere, sviluppare e organizzare tutte le attività connesse all’uso sociale del cavallo.”
    E che la FISE (Art. 2.2) “promuove la tutela della salute dei cavalli e dei cavalieri.”
  • Lo STATUTO del CONI (Art. 2.2) stabilisce infatti che “Il CONI detta i principi fondamentali per la disciplina delle attività sportive e per la tutela della salute degli atleti” che nel caso della FISE sono i Cavalieri e i Cavalli.

 

  • Il REGOLAMENTO per la Tutela del Cavallo Sportivo, assolutamente vigente come regolarmente rideliberato dal Commissario Straordinario e confermato anche dal Garante del Codice di Comportamento Sportivo del CONI, prevede nei principi generali (Art. 1) che:
    La FISE, nell’ambito dei principi e degli indirizzi fissati dalle leggi vigenti e dal proprio statuto, promuove ed esercita il rispetto, la cura e la tutela del benessere del Cavallo.
  • Il rispetto del Cavallo, quale essere senziente, costituisce il principio primo e il dovere morale su cui si fondano tutte le attività equestri.
  • La tutela del benessere del Cavallo è la base e al contempo criterio primario cui devono fare riferimento tutte le normative e regolamentazioni federali.
  • La FISE intende assumere un ruolo di riferimento nell’affermazione dell’importanza della tutela del benessere e della salute del Cavallo e del binomio.
  • La FISE opera affinché sia promosso nel sistema educativo e informativo degli associati il rispetto del Cavallo, la conoscenza delle sue caratteristiche etologiche e psicofisiche e il principio della corretta relazione e convivenza con lo stesso.
  • Gli sport equestri si differenziano dalle altre discipline sportive perché prevedono l’interazione tra due atleti diversi: il Cavaliere ed il Cavallo entrambi riconosciuti come atleti dalla FISE cui spettano diritti e tutele. Coloro che praticano gli sport equestri sono dunque chiamati, secondo un principio di responsabilità, a compiere scelte etiche profonde che incidono sulla vita e sul destino di un altro essere vivente.
  • La FISE riconosce validità etica e morale a tutte le forme di pensiero che si richiamano al rispetto e al diritto dei Cavalli nonché alla promozione di iniziative volte a tal fine.”

 

  • Il CODICE ETICO della FISE stabilisce (Art. 3.1) che “I principi riportati nel presente Codice Etico valgono, in quanto compatibili, anche nel rispetto della figura del Cavallo nei confronti del quale ogni soggetto dovrà mantenere adeguati comportamenti etici, legali e un comportamento rispettoso della figura del Cavallo inteso quale ATLETA.”

 

  • La FEI, da cui sono ripresi i Regolamenti della FISE indica almeno dal 2004 che il cavallo sia un “Happy Equine Athlete”.

 

Gli organi preposti a vigilare che tali norme e principi vengano rispettati e applicati, sulla base dei rispettivi regolamenti di disciplina, nell’ambito delle manifestazioni sportive sono gli Ufficiali di gara e tra questi gli Steward.

 

Agenzia delle Entrate e Commissione Fiscale del CONI: in uscita la circolare sugli enti sportivi dilettantistici non lucrativi.

Agenzia delle Entrate e Commissione Fiscale del CONI: in uscita la circolare sugli enti sportivi dilettantistici non lucrativi.

Nei prossimi giorni verrà pubblicata la circolare inerente la fiscalità negli enti sportivi non lucrativi, frutto del lavoro congiunto di Commissione Fiscale del CONI e Agenzia delle Entrate.

É la Commissione Fiscale del CONI – nominata dalla Giunta Nazionale del CONI nel maggio del 2013 (clicca qui) poco dopo le elezioni di Giovanni Malagó alla presidenza – l’organismo preposto dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano “per gestire gli aspetti fiscali rilevanti nel mondo sportivo e dei conseguenti rapporti con l’Agenzia delle Entrate”.
La Commissione, rinnovata nel 2017 e oggi presieduta dal Dott. Andrea Mancino, é al lavoro da diversi anni per supportare lo sport e individuare le migliori soluzioni per le problematiche delle Federazioni Sportive Nazionali, degli organismi sportivi riconosciuti dal CONI e del più ampio comparto sportivo.
Il lavoro svolto dalla Commissione Fiscale ha riguardato anche alcune problematiche relative alle F.I.S.E., che saranno oggetto di chiarimenti nella circolare in corso di emanazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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F.I.S.E. chiama, #TEO risponde. “Vero che…?”

F.I.S.E. chiama, #TEO risponde. “Vero che…?”

Da circa un paio di mesi, noi di #TEO stavamo valutando l’ipotesi di terminare l’esperienza di “The Equestrian Observer”. Ci eravamo resi conto di quanto fosse inutile evidenziare storture, incongruenze o anomalie…o semplicemente fare “controinformazione”, in un contesto che, appiattendosi si sta rassegnando al fatto che comunque la prossima espressione di voto avverrà nel 2020.

La nostra politica di dare spazio ai fatti, fino ad oggi, è stata premiante. Non sta a noi ricordare le vicende portate alla attenzione dei nostri lettori, che poi, verificate, si sono rivelate veritiere, e hanno dato seguito – o no, a seconda di chi riguardassero – a sanzioni e/o correzioni. Prima di scrivere un post ci poniamo delle semplici domande, a cui è possibile rispondere solamente con VERO o FALSO, oppure SI’ o NO. Cerchiamo di non dare spazio al colore grigio. Dove non arriviamo noi, giriamo la questione ai nostri interlocutori, che possono essere i nostri lettori, o la Federazione stessa, che più volte ha risposto.

Ciononostante, fino a stamane, eravamo oramai convinti di chiudere il nostro blog, terminata la imminente edizione di Piazza di Siena.

Nella mattinata odierna è stata pubblicata la delibera n. 406 del 9 aprile 2018 (con un severo ma giusto ritardo di 20 giorni dal Consiglio Federale).

Questa delibera ci ha restituito voglia di fare, e di approfondire, perchè troviamo assolutamente surreale che una Federazione si preoccupi di avviare una azione legale, a spese dei tesserati, semplicemente perchè un piccolo blog come il nostro ha posto delle domande assolutamente lecite.

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La F.I.S.E. dà incarico al Presidente pro tempore Marco Di Paola di individuare ed incaricare un legale per la tutela della Federazione in sede civile e penale, nei confronti delle persone ritenute responsabili dei fatti, ritenendo quanto indicato in premessa una attività diffamatoria nei confronti della Federazione stessa.

I Soggetti indicati in premessa sono, in ordine di apparizione:

  • The Equestrian Observer;
  • La Clubhouse;
  • l’Avv. Vincenzo Giardino;
  • l’Avv. Fabrizio Cacace;
  • Paolo Pomponi.

L’oggetto della “attività diffamatoria” sarebbe legato alla figura dell’Avvocato Alessandra Bruni, oggetto di alcuni post di #TEO, dei quali riportiamo i link di seguito:

19 Gennaio 2018: Presidente Corte d’Appello Federale tesserata F.I.S.E.: il Regolamento di Giustizia lo vieta. Ora che succede?

20 Gennaio 2018: Corte d’Appello Federale: 11 sentenze annullabili?

21 Gennaio 2018: F.I.S.E. smentisce #TEO (e2!)…#TEO rilancia.

26 Gennaio 2018: Caso Alessandra Bruni – C’è un precedente: Avvocato Guglielmo Moroni.

6 Febbraio 2018: Caso Alessandra Bruni – La strana storia di Fabrizio Cacace.

6 Febbraio 2018: Dillo a #TEO – L’avvocato Cacace ci scrive.

7 Febbraio 2018: “FISE” su Facebook: Cacace dimissioni spontanee: #TEO dimostra, carte alla mano, che la verità è un’altra.

Ci siamo limitati ad esporre i fatti e a porre delle domande più che lecite, anche attraverso i titoli dei post. Di seguito ci apprestiamo a fare l’elenco dei “Vero che” a cui ci siamo sottoposti, prima di scrivere.

  • Vero che l’Avvocato Alessandra Bruni è stata nominata Presidente della Corte Federale d’appello il 5 Maggio del 2017, unica new entry negli organi di giustizia federale, così come nominati in sede di Consiglio F.I.S.E. il 22 aprile 2017?

VERO

  • Vero che l’avvocato Alessandra Bruni è tesserata in F.I.S.E. sia con patente ludica (rinnovo 17 marzo 2017), che come proprietaria (data versamento: 22 novembre 2017);

VERO

  • Vero che Alessandra Bruni è madre di due giovani amazzoni, Ludovica e Costanza, entrambe tesserate F.I.S.E.;

VERO

  • Vero che Ludovica Manzoli, la prima figlia,  monta nelle fiamme azzurre ed è stata beneficiaria di una delle borse di studio F.I.S.E. accordate per la disciplina del completo;

VERO

  • Vero che Costanza Manzoli, la seconda figlia, monta presso la Scuderia C & G (“C” sta per Cianfanelli, e “G” sta per Girardi) strutture di proprietà del Direttore Sportivo della F.I.S.E., Francesco Girardi, Maresciallo dell’aeronautica militare.

VERO

Dopo di che ci siamo preoccupati di porre a nostra volta delle domande ai nostri lettori interlocutori, facendo delle dovute premesse, che riportiamo virgolettate, estratte dal primo articolo sul CASO ALESSANDRA BRUNI, datato 19 gennaio 2018.

“Evitiamo di lanciarci in dissertazioni sull’eventualità di rilevare qualsiasi fattispecie di conflitto di interessi, poiché ci sta già pensando l’attuale dirigenza federale con poco successo.

Emergono pochi, ma importanti quesiti (cerchiamo di evitare qualsiasi forma di retorica, anche se le risposte sembrano già scritte):

  1. E’ valida la nomina e di conseguenza la posizione della Presidente della Corte Federale d’Appello, Avvocato Alessandra Bruni, vista la aperta violazione del comma 3 dell’articolo 22 del Regolamento di Giustizia Federale?
  2. Essendo già tesserata all’epoca della nomina, come è possibile che nessuno abbia verificato?
  3. Nel momento in cui la nomina non fosse valida, e quindi venisse revocata (sembra impossibile sanarla) verranno annullati tutti i procedimenti della Corte d’Appello Federale, o solamente quelli in cui l’Avvocato Alessandra Bruni è stata anche relatore (da un veloce controllo, solo due sembrerebbero: Uberto Lupinetti e Paolo Pomponi)?

Questi sono argomenti che lasciamo con piacere ai legali che hanno avuto a che fare con codesta Corte Federale d’Appello: sicuramente gli scenari che si aprono nell’immediato futuro non saranno per nulla lineari.”

Nei post seguenti – elencati ut sopra – abbiamo posto altre problematiche, ed evidenziato due precedenti, nelle persone dell’Avvocato Guglielmo Moroni e dell’Avvocato Fabrizio Cacace.

  • Vero che con la decisione del Giudice Sportivo Nazionale del 14 febbraio 2014, riguardante l‘Avvocato Guglielmo Moroni, già Presidente della Commissione Federale d’Appello F.I.S.E., nominato nel dicembre 2012, è stata comminata la censura a Moroni, in quanto tesserato e Presidente di un centro affiliato?

VERO

  • Vero che il 25 marzo 2015 Fabrizio Cacace viene nominato come membro effettivo del Tribunale Federale della F.I.S.E. con delibera federale del Commissario Ravà n. 215?

VERO

  • Vero che il 24 aprile 2015 il Presidente della F.I.S.E. Vittorio Orlandi, presentata istanza, atta a verificare la compatibilità tra la posizione di membro del Tribunale Federale e tesserato della F.I.S.E.?

VERO

  • Vero che il 25 maggio 2015  Fabrizio Cacace è convocato in Commissione Federale di Garanzia  alle ore 13:00, per discutere il caso?

VERO

  • Vero che il 25 maggio 2015 Fabrizio Cacace si dimette, in seguito alla riunione?

VERO

Da qualsiasi angolazione la si guardi, a tutt’oggi, noi di #TEO siamo convinti che la posizione di Alessandra Bruni nelle funzioni di Presidente della Corte Federale d’Appello della F.I.S.E. sia discutibile, alla luce dei precedenti, e alla luce della normativa, ma allo stesso tempo siamo sicuri e certi di non aver esercitato alcuna attività diffamatoria, nei confronti della stessa, né tanto meno della Federazione. 

La nostra sicurezza è data dal fatto che #TEO lascia parlare i fatti!

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Le inchieste di #TEO (1) – Nomina dei giudici MIPAAF area sella: siamo sicuri che sia tutto ok?

Le inchieste di #TEO (1) – Nomina dei giudici MIPAAF area sella: siamo sicuri che sia tutto ok?

Un gruppo di allevatori ha avviato nel mese di maggio 2017 un contenzioso dinanzi al Tar Lazio per richiedere l’annullamento dell’intero bando che ha portato alla nomina di 16 giudici Mipaaf (ovvero quei giudici che determinano le classifiche della gare di morfologia, salto in libertà, addestramento e categorie di 4 e 5 anni cat. Elite e Sport delle tappe di salto ostacoli) in quanto, a detta dei ricorrenti vi sarebbero state violazioni tali da determinare l’illegittimità della selezione.

Situazioni di incompatibilità

Per i giudici dell’area sella non sono stati rispettati i criteri di selezione previsti per le altre categorie di giudici (trotto e galoppo) con la conseguente assenza di qualsiasi criterio di valutazione – a monte – di eventuali incompatibilità e conflitti d’interessi dei candidati giudici. Ciò ha determinato una paradossale disparità di trattamento tra i giudici dell’area galoppo e trotto e i giudici dell’area sella.

I giudici dell’area galoppo e trotto – per la selezione dei quali vigono rigorose restrizioni volte ad escluderne conflitti d’interessi – di fatto nulla possono determinare in termini di risultati, basati come noto sul rilevamento dei tempi.

Per i giudici dell’area sella – il cui potere discrezionale è chiaramente maggiore, dovendo effettuare valutazioni a giudizio – conflitti d’interessi e incompatibilità non vengono esaminati preliminarmente, attraverso il bando, ma vengono valutati per ogni singola manifestazione in base ai soggetti che vi prendono parte.

Decreto Registro Giudici Sportivi n. 11930 del 23 Febbraio 2015

Art. 1

Francesco Granchi e Marina Longinotti

Ciò ha consentito di partecipare al bando e di diventare giudici Mippaf, tra gli altri anche alla coppia di fatto, Francesco Granchi e Marina Longinotti. I due (allevatore professionale il primo e medico veterinario la seconda), svolgono attività stalloniera a tempo pieno in collaborazione tra loro.

In particolare commercializzano il seme degli stalloni Baedeker e Kroccante, e di altri 2 soggetti da poco acquistati e/o acquisiti in gestione a tale scopo (Bacardi Orange De Muze e Garezzo).

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A.P.S.I.

Inoltre i due sono pure, rispettivamente Presidente e Consigliere della Associazione “A.P.S.I.” che, tra le altre cose si occupa della commercializzazione di puledri mediante l’organizzazione di aste private con tanto di diritti d’asta fatturati.

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A.P.S.I., Associazione per la promozione del sella italiano, è un’associazione tra allevatori che si occupa anche della commercializzazione del cavallo italiano come previsto dall’art. 2 dello Statuto(clicca per vedere la versione integrale).

art. 2 apsi

D’altronde, l’art. 9 del codice di comportamento etico del MIPAAF  – che tutti i soggetti collaboratori esterni del MIPAAF sono tenuti a rispettare – vieta l’appartenenza ad ogni associazione i cui ambiti di interesse possono interferire in modo diretto con lo svolgimento di attività: i membri di un’associazione il cui scopo investe anche la commercializzazione dei cavalli italiani dovrebbero risultare incompatibili con la designazione di giudice di gara, che non tollera alcun riferimento ad un’attività commerciale. Nella fattispecie, A.P.S.I. che spesso viene rappresentata mediaticamente da Marina Longinotti organizza vere e proprie aste private, percependo diritti d’asta in misura pari al 10% più iva (22%) come dimostra l’allegato Regolamento.

Regolamento Campionato e asta privata

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Attività certamente da elogiare e incentivare ma che contrastano palesemente con il ruolo di Giudice Mipaaf ricoperto da entrambi.

Delle due l’una…..

CAVALLI D’ITALIA  E  M.I.P.A.A.F.

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Tale pericolosa incompatibilità di ruoli venne sollevata dall’Associazione Cavalli D’Italia che, infatti, già in tempi non sospetti, scriveva al Ministero per esternare le perplessità della categoria; alla predetta missiva di Cavalli D’Italia, rispondeva il Ministero con nota del 27 Febbraio 17 a firma della Dirigente Stefania Mastromarino, con la quale la stressa “rassicurava” gli allevatori , scrivendo:

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INES MARCHIONE DI PUGLIA

Durante la tappa del Circuito Allevatoriale del 18/08/2017 – 20/08/2017 svoltasi a COPERTINO (LE) presso il C. I. Il Monte tra i giudici designati figurava anche la neo giudice dott. ssa Marina Longinotti, la quale ha giudicato, tra gli altri, anche il cavallo Ines Marchione di Puglia.

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Ebbene per tale cavallo esisteva un palese conflitto di interessi che avrebbe dovuto imporre l’astensione da parte del giudice Longinotti. Ines Marchione di Puglia, infatti, è una puledra figlia dello stallone Baedeker. Stallone di proprietà del compagno della veterinaria Marina Longinotti, Francesco Granchi e da lui commercializzato in collaborazione con la Longinotti stessa.

È evidente che tale violazione del regolamento non è sfuggita ad alcuni allevatori del settore.

La cosa è ancora più grave se si considera che la neo giudice Marina Longinotti, ha DOVEROSAMENTE depositato un documento “DICHIARAZIONE DI IMPEGNO Ai sensi dell’art. 12 comma 4 DM 11930/2015

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Le considerazioni di #TEO

Da qualsiasi angolazione si guardino i dati che abbiamo raccolto in questa nostra prima cda.pnginchiesta, è evidente che ci siano delle forti anomalie nelle nomine in particolare di Francesco Granchi e Marina Longinotti. Non ci siamo affidati ad interpretazioni delle norme, ma ad una semplice lettura di quelli che sono i dispositivi di legge. Rimane il fatto che non riusciamo a comprendere perchè, e soprattutto chi, abbia variato i requisiti “a monte” per diventare giudici MIPAAF, differenziando in modo così sensibile l’area Galoppo/Trotto da quella Sella.

Sarebbe comunque doveroso che Granchi e Longinotti chiarissero la loro posizione, per una pura questione di correttezza nei confronti del comparto equestre, stante il fatto che fanno parte anche di un altra associazione di rilievo a livello nazionale, la Filiera Ippica Toscana, di cui riportiamo qui a lato il Consiglio Direttivo. Come si può vedere, lo stesso Vice Presidente della F.I.S.E. Giuseppe Bicocchi, nonchè il Presidente del Comitato Regionale Toscana, Massimo Petaccia, fanno parte del Consiglio Direttivo.

“L’Associazione Filiera Ippica Toscana si propone di sostenere gli interessi socio-professionali comuni all’intero settore ippico regionale, nei confronti degli interventi pubblici sia a livello locale che nazionale e comunitario; promuovere lo sviluppo ed il miglioramento delle comunicazioni e delle relazioni tra i partner della filiera e la pubblica amministrazione; svolgere attività di studio al fine di esprimere pareri sui progetti e sui provvedimenti normativi e legislativi riferiti all’ambito di competenza della filiera inerente il settore equino; attuare iniziative volte ad ottenere la valorizzazione e l’ottimizzazione della politica regionale e comunitaria in materia di aiuti allo sviluppo socio economico, particolarmente in zone rurali e in zone svantaggiate, favorendo la lotta alla disoccupazione ed alla esclusione sociale.”

Arrivederci alla prossima “inchiesta di #TEO!

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