F.I.S.E. – Il bilancio consuntivo 2018 non rispetta il piano di risanamento, ma per il CONI va bene. Avanti così!

F.I.S.E. – Il bilancio consuntivo 2018 non rispetta il piano di risanamento, ma per il CONI va bene. Avanti così!

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HellBoy

“La Giunta, attenta alle evoluzioni del piano di rientro della Federazione, ha evidenziato che il risultato economico dell’esercizio 2018 (€/000 324) si è discostato dal target previsto nel piano di rientro (€/000 411), ma che ad ogni modo il differenziale sarà recuperato nell’esercizio 2019.

Gli obiettivi prefissati dal Piano di Risanamento della F.I.S.E. non sono stati centrati, con uno scarto superiore al 20%. Piano di risanamento che è stato rimodulato al ribasso, in seguito ai risultati ottenuti nelle gestioni 2015/16/17, ma che viene tenuto in un cassetto dalla dirigenza e dal Segretario Generale. Se infatti andate alla pagina “Trasparenza” (che ridere leggere quella parola sul sito della F.I.S.E.), cliccando sul link Piano di Risanamento esce ancora la versione originale stilata dal Commissario Gianfranco Ravà: potete leggere il documento integrale, cliccando qui. Gli importi indicati sono quelli che seguono:

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Come potete vedere gli importi indicati (in migliaia di euro) sono differenti dagli obiettivi attuali: come scritto nella lettera del CONI, l’obiettivo 2018 NON CENTRATO era di un avanzo di 411.000 euro: nello schema vecchio, ancora caricato online sul sito F.I.S.E., l’obiettivo 2018 era di 667.000.

Quello che ci sta facendo al contempo incuriosire, divertire e stupire (lo stupore deriva dal fatto che la Federazione ha un collegio dei Revisori dei Conti, sul cui operato gravano responsabilità penali; e che il bilancio viene anche certificato da una società terza) è – in costanza di risanamento – la leggerezza e la noncuranza che ruotano attorno ad un bilancio 2018 pieno di ombre. Il risultato del 2018 è stato ottenuto andando a raschiare il fondo del barile, con l’utilizzo di artifici vecchia scuola, e con una serie di affermazioni non veritiere che emergono anche dalla relazione del Presidente pro tempore stesso, che andremo a vedere di volta in volta nelle prossime settimane.

Detto questo, merita una menzione l’arrivo sulla pagina Facebook del nostro piccolo blog, di uno dei pasionari dell’Innominabile, al secolo Cosimo Riccardo Palma, che, in seguito al nostro post teaser di ieri uscito appunto sul social, così recita:

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Siamo molto orgogliosi che un rappresentante della Federazione si sia preso la briga di venire a commentare sui social un nostro post: è per noi un onore avere l’attenzione di uno dei bomber dell’Innominabile. Ci teniamo a fare due precisazioni:

  1. non facciamo terrorismo psicologico: semplicemente riportiamo le cose come stanno, senza lasciare spazio a fantasia ed interpretazioni;
  2. stia attento Palma che poi il Segretario Generale torna dalle ferie e le fa un sonoro cazziatone! Non si ricorda che era severamente vietato intervenire sui social ai dipendenti, collaboratori federali, annessi e connessi?

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A presto!

hb

“Il Messaggero”, F.I.S.E., CONI, Comitato Regionale Sicilia….che figuraccia!!!!!!

“Il Messaggero”, F.I.S.E., CONI, Comitato Regionale Sicilia….che figuraccia!!!!!!
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HellBoy

Alle ore 16:23 abbiamo ricevuto la comunicazione che era uscito su “Il Messaggero” online una notizia riguardante la benamata F.I.S.E., targata Innominabile. Abbiamo ricevuto tempestivamente il link che riportava alla notizia, che riportiamo di seguito, così come riportata dalla versione online del quotidiano.

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Orbene, per noi nulla di nuovo sotto il sole. Abbiamo seguito sin dal principio (dicembre 2017) la questione D.P.A., che è giunta a felice conclusione pochi giorni fa; stiamo seguendo con attenzione la questione A.G.C.M., in attesa di conoscere a quanto ammonteranno le sanzioni comminate alla F.I.S.E. (ben sapendo che l’Innominabile ha già dichiarato che procederà a far ricorso…); e stiamo dando particolare attenzione alle vicende del Comitato Regionale Sicilia. Potete leggere i nostri post dedicati a questo argomento cliccando qui, quo, qua e ancora qui, e pure QUE!

La notizia di cui sopra è stata ripresa subito sui social da molte pagine del settore, che però non avevano fatto i conti con la “longa manus” della F.I.S.E. e, secondo noi anche del CONI, che, come ci è stato comunicato alle 16:45 da fonti interne proprio al CONI, stavano facendo pressione al quotidiano del gruppo Caltagirone Editore, affinché venisse eliminata.

Abbiamo provveduto alle 16:49 a screenshottare tutto.

Alle 17:18, abbiamo cliccato nuovamente sul link e siamo stati accolti da un tristissimo “Spiacenti, pagina non trovata”

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Alla faccia della libertà di informazione…

Alla faccia della trasparenza…

Alla faccia…

Non si tratta del Corriere dei piccoli, non si tratta del notiziario delle Giovani Marmotte; si tratta de “Il Messaggero”. E il fatto che una notizia pubblicata du una testata nazionale venga fatta rimuovere nel giro di meno di un’ora è allarmante. Questa è politica allo stato puro, quella politica che si vuole dimenticare, fatta di pressione, di amici di amici, di sottili (neppure tanto) minacce e figlia dei salotti romani…quelli brutti.

Non abbiamo più parole.

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hb

 

F.I.S.E. – Giunta C.O.N.I. nomina commissario ad acta.

F.I.S.E. – Giunta C.O.N.I. nomina commissario ad acta.
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Matt Murdoch

In data 22 gennaio 2019, la Giunta CONI ha nominato un commissario ad acta per la F.I.S.E.. Il commissario ad acta è una persona nominata da una pubblica amministrazione, o da un giudice, per svolgere compiti che una amministrazione non ha svolto. Viene utilizzata dagli aventi diritto per ottenere l’esecuzione di una sentenza amministrativa o l’espletamento di una procedura amministrativa.

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Potete leggere il testo integrale da cui abbiamo estratto lo screenshot qui sopra riportato, cliccando qui.

Ad oggi, 26 gennaio 2019, nulla è dato sapere in merito dagli organi ufficiali della F.I.S.E., né tantomeno dal sito web, assolutamente carente sulle notizie, a parere nostro, più importanti riguardanti l’andamento politico federale.

Perché è stato nominato un commissario ad acta? Noi lo sappiamo benissimo, perché al solito le fonti interne della Federazione sono prodighe di informazioni che giungono puntualmente nella nostra casella mail. Ma non sta a noi spiegare e dire quali siano le funzioni che deve mettere in atto il commissario appena nominato. E’ compito della Federazione, dell’ Innominabile e della propria corte, decidere cosa lasciar trapelare, al solito in maniera funzionale ai programmi e alle strategie che porteranno la Federazione e il comparto equestre ad un triste declino.

Buon weekend!

mm

La riforma del CONI: Malagò non ci sta e chiede mandato al Consiglio Nazionale per trattare con il Governo. Barbaro unico voto contrario.

La riforma del CONI: Malagò non ci sta e chiede mandato al Consiglio Nazionale per trattare con il Governo. Barbaro unico voto contrario.
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Keyser Soze

Oggi si è tenuto il 264° Consiglio Nazionale del CONI. In questa sede, Giovanni Malagò ha tenuto un discorso durato più di un’ora, in cui si è scagliato con violenza contro il Governo e contro la proposta di riforma del CONI, presente nella Finanziaria 2019. La proposta – che comunque entrerebbe a regime nel 2020 – in sostanza, pur lasciando risorse finanziarie invariate per lo sport (circa 410 milioni di euro), veicolerebbe il 90 per cento di tale risorse in gestione ad una nuova società statale “Sport e Salute S.P.A.”, togliendole dal controllo del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e della società CONI Servizi S.P.A..

Dopo l’attacco – dal sapore molto politico – portato contro la proposta di cambiamento e contro il Governo stesso, il Presidente pro tempore (essì, anche lui è tale) del CONI ha chiesto al Consiglio Nazionale mandato per trattare con il Governo “con l’obiettivo di preservare l’autonomia dello sport italiano, richiedendo di valutare nuovamente il testo della norma e, in caso, di differirne l’adozione per poter tenere conto di quanto emergerà all’esito del tavolo bilaterale di approfondimento della materia, aperto anche a una analisi globale e condivisa dell’ordinamento sportivo italiano.” (così recita il comunicato stampa uscito da poche ore sul sito del CONI: puoi leggerlo cliccando QUI).

PyeongChang: -30; Malagò 'Sport ha fatto miracolo'

Detto in parole povere, nascondendosi dietro il pretesto di preservare l’autonomia dello sport italiano, Giovanni Malagò vuole mantenere una posizione conservativa, fatta di privilegi e di distribuzione di fondi alla varie Federazioni Sportive Nazionali, secondo metodi e processi decisionali stabiliti dalla attuale oligarchia dirigenziale sportiva che comanda et impera nel CONI. 

Proprio questa situazione ha attirato l’attenzione dell’esecutivo: i Presidenti delle F.S.N. eleggono il Presidente del CONI, che di fatto elargisce i fondi alle Federazioni stesse. Una sorta di conflitto di interessi, o anche circolo vizioso – che dir si voglia -, che mina il fondamento della autonomia delle Federazioni dal CONI. Ricordiamo che Malagò vinse a sorpresa le elezioni del CONI nel febbraio 2013, anche sulla scorta della promessa dell’emolumento ai 45 Presidenti delle Federazioni Sportive di 36.000 euro l’anno, e già l’allora premier Renzi gli aveva creato non poche difficoltà sullo stipendiare con un ente pubblico dei soggetti di diritto privato, quali erano (sono) le Federazioni Sportive Nazionali, bloccando di fatto l’elargizione di quelle risorse finanziarie.

UnknownUnico voto contrario all’interno del Consiglio Nazionale in merito alla richiesta di Malagò  di proseguire nella trattativa con il Governo, quello del Senatore Claudio Barbaro, Presidente nazionale A.S.I. e rappresentante degli Enti di Promozione Sportiva in seno al Consiglio stesso. Riportiamo le dichiarazioni del Senatore Barbaro, così come rilasciate al Secolo d’Italia:

«Abbiamo assistito alla solita autocelebrazione del Coni, che avviene in tutti i contesti simili a quello odierno.

Tutti hanno parlato della bontà del modello sportivo italiano, ma nessuno si è chiesto perché si arriva a un processo di riforma così forte, che cambia gli assetti dello sport italiano. Il modello sportivo italiano risponde a tutte le necessità di diffusione della cultura sportiva nel Paese o solo a logiche di conseguimento delle medaglie?

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Senatore Claudio Barbaro

Noi – ha aggiunto – siamo convinti che questo modello sportivo italiano non dia più risposte a 360 gradi a tutto il mondo dello sport, che è cresciuto in maniera disordinata, ma che risponda a un unico modo di intendere lo sport, ovvero quello di far affermare gli atleti italiani nel mondo.

Non si parla di sport a scuola, di una diffusione più omogenea degli impianti sportivi, degli aspetti sociali e anche sanitari dello sport. Tutti questi aspetti vengono toccati solo in termini di facciata, mentre l’intento della riforma è cercare di dare risposte a tutte le esigenze di carattere sportivo e non solo a quelle di carattere competitivo.

All’interno del Coni non c’è mai stata autocritica».

Una presa di posizione forte: il Presidente di ASI nazionale evidenzia come il CONI sia in pratica più occupato a conquistare medaglie che a promuovere capillarmente sul territorio lo Sport in quanto tale. Allo stato attuale delle cose, quindi, l’unico membro del Consiglio Nazionale del CONI che pare essere propenso ad una riforma radicale del sistema Sport italiano pare essere il Senatore Claudio Barbaro…

Una considerazione è d’obbligo: a tanti, a moltissimi, in queste ore e nei prossimi mesi, tremeranno le gambe nel mondo CONI, Coni Servizi & Affini. Se la proposta di riforma andasse in porto, un intero sistema, nato e gestito nei salotti romani e nel Circolo Canottieri Aniene verrebbe smantellato…l’unica nostra speranza è che non se ne smantelli uno, per crearne un altro!

Ad maiora.

p.s. – e Piazza di Siena, nel 2020, con che soldi si farà? AHIA!

ks

Agenzia delle Entrate e Commissione Fiscale del CONI: in uscita la circolare sugli enti sportivi dilettantistici non lucrativi.

Agenzia delle Entrate e Commissione Fiscale del CONI: in uscita la circolare sugli enti sportivi dilettantistici non lucrativi.

Nei prossimi giorni verrà pubblicata la circolare inerente la fiscalità negli enti sportivi non lucrativi, frutto del lavoro congiunto di Commissione Fiscale del CONI e Agenzia delle Entrate.

É la Commissione Fiscale del CONI – nominata dalla Giunta Nazionale del CONI nel maggio del 2013 (clicca qui) poco dopo le elezioni di Giovanni Malagó alla presidenza – l’organismo preposto dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano “per gestire gli aspetti fiscali rilevanti nel mondo sportivo e dei conseguenti rapporti con l’Agenzia delle Entrate”.
La Commissione, rinnovata nel 2017 e oggi presieduta dal Dott. Andrea Mancino, é al lavoro da diversi anni per supportare lo sport e individuare le migliori soluzioni per le problematiche delle Federazioni Sportive Nazionali, degli organismi sportivi riconosciuti dal CONI e del più ampio comparto sportivo.
Il lavoro svolto dalla Commissione Fiscale ha riguardato anche alcune problematiche relative alle F.I.S.E., che saranno oggetto di chiarimenti nella circolare in corso di emanazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

vk

Vero che…? – Caso Sareni: Procura Federale (e Procura Generale dello Sport) contro Corte Federale d’Appello.

Vero che…? – Caso Sareni: Procura Federale (e Procura Generale dello Sport) contro Corte Federale d’Appello.

E’ del 27 aprile la notizia, apparsa sul sito web del CONI, che la Procura Generale dello Sport presso il CONI e la Procura Federale F.I.S.E. hanno presentato ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport (CONI) nei confronti del tesserato F.I.S.E., Paolo Sareni, contro la decisione della Corte Federale d’Appello F.I.S.E..

Di seguito la notizia, così come pubblicata sul sito del CONI, in cui viene annunciato l’imminente scontro “fratricida” tra Procura F.I.S.E. e Corte Federale d’Appello F.I.S.E.. Scontro impari, a nostro parere, visto che la procura federale è affiancata dalla Procura Generale dello Sport; ma in diversi casi noi di #TEO abbiamo imparato che non bisogna dare nulla per scontato.

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Cliccando sulla dicitura sottolineata qui sotto, è possibile consultare la sentenza Sareni, oggetto del contendere, nel cui merito non entriamo.

30-03-2018 Sentenza Procedimento dappello N. R.G. CAF 2_18 RG 32_17

  • Vero che con decisione del 14 febbraio 2018, Paolo Sareni, Monica Giudici ed Emanuele Dora vengono condannati dal Tribunale Federale rispettivamente alla sospensione per tre mesi e al pagamento della sanzione di € 5.000 (Giudici e Dora)?

[Cliccando sulla scritta sottolineata di seguito, è possibile consultare la sentenza del Tribunale Federale: 16-02-2018 Provvedimento Trib. Fed. NRG 32_17 PA 40_17]

VERO

  • Vero che la Corte Federale d’Appello, con provvedimento del 26 marzo 2018 (pubblicato il 30 marzo sul sito federale) assolve Sareni, Giudici e Dora?

VERO

  • Vero che il Presidente della Corte Federale d’Appello responsabile della sentenza in oggetto è Alessandra Bruni?

VERO

  • Vero che è la seconda volta dall’inizio dell’anno che una decisione della Corte Federale d’Appello presieduta da Alessandra Bruni finisce davanti al Collegio di Garanzia del CONI.

VERO

Al solito attendiamo fiduciosi (e curiosi) l’evolversi della situazione.

tl

F.E.I. riconosce F.I.T.E. come unico referente per la monta da lavoro. E adesso, Presidente Di Paola, come la mettiamo?

F.E.I. riconosce F.I.T.E. come unico referente per la monta da lavoro. E adesso, Presidente Di Paola, come la mettiamo?

In risposta alla richiesta della World Association for Working Equitation (W.A.W.E.) di riconoscere la monta da lavoro come disciplina F.E.I., e di formalizzare un protocollo d’intesa tra F.E.I. e W.A.W.E., la Federazione Equestre Internazionale risponde con estrema chiarezza che:

  • Il F.E.I. Bureau ha deciso che il riconoscimento di nuove discipline equestri non è nell’agenda della F.E.I.; quindi la monta da lavoro non viene riconosciuta come disciplina F.E.I.;
  • La F.E.I. ha firmato un protocollo d’intesa nel luglio del 2017 con la F.I.T.E., e non è nella posizione di formalizzare un qualsiasi tipo di relazione con W.A.W.E., avendo riconosciuto la F.I.T.E. come unico responsabile internazionale per la monta da lavoro (per l’equiturismo e per l’equitazione di campagna).

Nella chiusa della lettera, a firma del Presidente Ingmar De Vos, la F.E.I. non esclude di poter cooperare con W.A.W.E., ponendo però come condizione sine qua non il coinvolgimento della F.I.T.E..

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Il Presidente pro tempore Marco Di Paola e la sua dirigenza hanno stipulato convenzioni e impostato nuove politiche sportive volte ad assorbire discipline equestri di competenza non di F.I.S.E., dietro il pretesto di inserire le attività sportive in un ambito concorrenziale e, oseremmo dire, aziendalistico, nella peggior accezione del termine. Tutto questo in spregio di sentenze e decisioni che risalgono ad anni fa e dopo un periodo di serena collaborazione e/o convivenza tra la Federazione, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva.

Tutto questo a quale scopo? 

Forse soddisfare la personalità egoriferita del Presidente (sempre più) protempore Marco Di Paola e dei suoi collaboratori più stretti in F.I.S.E., che stanno trascinando la Federazione Italiana Sport Equestri e i suoi tesserati in una serie di situazioni al limite dell’imprevedibile e in spese legali inutili, che sarebbero state evitabili nel momento stesso in cui ciascuno fosse stato semplicemente al suo posto?

Cliccando su questo link, è possibile leggere il comunicato stampa trionfalistico uscito sul sito F.I.S.E., in cui si annuncia l’accordo F.I.S.E. – W.A.W.E., accordo grazie al quale “la WAWE, organizzazione mondiale di riferimento, riconosce ufficialmente la Federazione come l’Ente atto a promuovere e sviluppare in Italia la Working Equitation (Monta da lavoro)”.

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Qualcuno avverta il Presidente protempore Marco Di Paola, che F.I.S.E. è emanazione di F.E.I., e se F.E.I. dice che la Working Equitation è di competenza esclusiva di F.I.T.E., W.A.W.E. non ha nessun titolo per riconoscere F.I.S.E. come l’ente atto a promuovere la Working Equitation stessa. Inoltre, volendo trasporre il modello europeo su quello nazionale, qualsiasi tipo di relazione tra F.I.S.E. e W.A.W.E. dovrebbe contemplare come prerequisito il coinvolgimento di FITETREC.

A meno che Di Paola non voglia che la F.I.S.E. esca dalla F.E.I….forse sarebbe meglio che il Presidente pro tempore Marco Di Paola si porti un traduttore appresso quando va alla riunioni in F.E.I., così che possa seguire i lavori, invece che farsi i selfie, per pubblicarli su Facebook, e che approfitti delle trasferte spesate dai tesserati, per informarsi meglio.

dp

ks