F.I.S.E. – Giunta C.O.N.I. nomina commissario ad acta.

F.I.S.E. – Giunta C.O.N.I. nomina commissario ad acta.
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Matt Murdoch

In data 22 gennaio 2019, la Giunta CONI ha nominato un commissario ad acta per la F.I.S.E.. Il commissario ad acta è una persona nominata da una pubblica amministrazione, o da un giudice, per svolgere compiti che una amministrazione non ha svolto. Viene utilizzata dagli aventi diritto per ottenere l’esecuzione di una sentenza amministrativa o l’espletamento di una procedura amministrativa.

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Potete leggere il testo integrale da cui abbiamo estratto lo screenshot qui sopra riportato, cliccando qui.

Ad oggi, 26 gennaio 2019, nulla è dato sapere in merito dagli organi ufficiali della F.I.S.E., né tantomeno dal sito web, assolutamente carente sulle notizie, a parere nostro, più importanti riguardanti l’andamento politico federale.

Perché è stato nominato un commissario ad acta? Noi lo sappiamo benissimo, perché al solito le fonti interne della Federazione sono prodighe di informazioni che giungono puntualmente nella nostra casella mail. Ma non sta a noi spiegare e dire quali siano le funzioni che deve mettere in atto il commissario appena nominato. E’ compito della Federazione, dell’ Innominabile e della propria corte, decidere cosa lasciar trapelare, al solito in maniera funzionale ai programmi e alle strategie che porteranno la Federazione e il comparto equestre ad un triste declino.

Buon weekend!

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La riforma del CONI: Malagò non ci sta e chiede mandato al Consiglio Nazionale per trattare con il Governo. Barbaro unico voto contrario.

La riforma del CONI: Malagò non ci sta e chiede mandato al Consiglio Nazionale per trattare con il Governo. Barbaro unico voto contrario.
Unknown

Keyser Soze

Oggi si è tenuto il 264° Consiglio Nazionale del CONI. In questa sede, Giovanni Malagò ha tenuto un discorso durato più di un’ora, in cui si è scagliato con violenza contro il Governo e contro la proposta di riforma del CONI, presente nella Finanziaria 2019. La proposta – che comunque entrerebbe a regime nel 2020 – in sostanza, pur lasciando risorse finanziarie invariate per lo sport (circa 410 milioni di euro), veicolerebbe il 90 per cento di tale risorse in gestione ad una nuova società statale “Sport e Salute S.P.A.”, togliendole dal controllo del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e della società CONI Servizi S.P.A..

Dopo l’attacco – dal sapore molto politico – portato contro la proposta di cambiamento e contro il Governo stesso, il Presidente pro tempore (essì, anche lui è tale) del CONI ha chiesto al Consiglio Nazionale mandato per trattare con il Governo “con l’obiettivo di preservare l’autonomia dello sport italiano, richiedendo di valutare nuovamente il testo della norma e, in caso, di differirne l’adozione per poter tenere conto di quanto emergerà all’esito del tavolo bilaterale di approfondimento della materia, aperto anche a una analisi globale e condivisa dell’ordinamento sportivo italiano.” (così recita il comunicato stampa uscito da poche ore sul sito del CONI: puoi leggerlo cliccando QUI).

PyeongChang: -30; Malagò 'Sport ha fatto miracolo'

Detto in parole povere, nascondendosi dietro il pretesto di preservare l’autonomia dello sport italiano, Giovanni Malagò vuole mantenere una posizione conservativa, fatta di privilegi e di distribuzione di fondi alla varie Federazioni Sportive Nazionali, secondo metodi e processi decisionali stabiliti dalla attuale oligarchia dirigenziale sportiva che comanda et impera nel CONI. 

Proprio questa situazione ha attirato l’attenzione dell’esecutivo: i Presidenti delle F.S.N. eleggono il Presidente del CONI, che di fatto elargisce i fondi alle Federazioni stesse. Una sorta di conflitto di interessi, o anche circolo vizioso – che dir si voglia -, che mina il fondamento della autonomia delle Federazioni dal CONI. Ricordiamo che Malagò vinse a sorpresa le elezioni del CONI nel febbraio 2013, anche sulla scorta della promessa dell’emolumento ai 45 Presidenti delle Federazioni Sportive di 36.000 euro l’anno, e già l’allora premier Renzi gli aveva creato non poche difficoltà sullo stipendiare con un ente pubblico dei soggetti di diritto privato, quali erano (sono) le Federazioni Sportive Nazionali, bloccando di fatto l’elargizione di quelle risorse finanziarie.

UnknownUnico voto contrario all’interno del Consiglio Nazionale in merito alla richiesta di Malagò  di proseguire nella trattativa con il Governo, quello del Senatore Claudio Barbaro, Presidente nazionale A.S.I. e rappresentante degli Enti di Promozione Sportiva in seno al Consiglio stesso. Riportiamo le dichiarazioni del Senatore Barbaro, così come rilasciate al Secolo d’Italia:

«Abbiamo assistito alla solita autocelebrazione del Coni, che avviene in tutti i contesti simili a quello odierno.

Tutti hanno parlato della bontà del modello sportivo italiano, ma nessuno si è chiesto perché si arriva a un processo di riforma così forte, che cambia gli assetti dello sport italiano. Il modello sportivo italiano risponde a tutte le necessità di diffusione della cultura sportiva nel Paese o solo a logiche di conseguimento delle medaglie?

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Senatore Claudio Barbaro

Noi – ha aggiunto – siamo convinti che questo modello sportivo italiano non dia più risposte a 360 gradi a tutto il mondo dello sport, che è cresciuto in maniera disordinata, ma che risponda a un unico modo di intendere lo sport, ovvero quello di far affermare gli atleti italiani nel mondo.

Non si parla di sport a scuola, di una diffusione più omogenea degli impianti sportivi, degli aspetti sociali e anche sanitari dello sport. Tutti questi aspetti vengono toccati solo in termini di facciata, mentre l’intento della riforma è cercare di dare risposte a tutte le esigenze di carattere sportivo e non solo a quelle di carattere competitivo.

All’interno del Coni non c’è mai stata autocritica».

Una presa di posizione forte: il Presidente di ASI nazionale evidenzia come il CONI sia in pratica più occupato a conquistare medaglie che a promuovere capillarmente sul territorio lo Sport in quanto tale. Allo stato attuale delle cose, quindi, l’unico membro del Consiglio Nazionale del CONI che pare essere propenso ad una riforma radicale del sistema Sport italiano pare essere il Senatore Claudio Barbaro…

Una considerazione è d’obbligo: a tanti, a moltissimi, in queste ore e nei prossimi mesi, tremeranno le gambe nel mondo CONI, Coni Servizi & Affini. Se la proposta di riforma andasse in porto, un intero sistema, nato e gestito nei salotti romani e nel Circolo Canottieri Aniene verrebbe smantellato…l’unica nostra speranza è che non se ne smantelli uno, per crearne un altro!

Ad maiora.

p.s. – e Piazza di Siena, nel 2020, con che soldi si farà? AHIA!

ks

Agenzia delle Entrate e Commissione Fiscale del CONI: in uscita la circolare sugli enti sportivi dilettantistici non lucrativi.

Agenzia delle Entrate e Commissione Fiscale del CONI: in uscita la circolare sugli enti sportivi dilettantistici non lucrativi.

Nei prossimi giorni verrà pubblicata la circolare inerente la fiscalità negli enti sportivi non lucrativi, frutto del lavoro congiunto di Commissione Fiscale del CONI e Agenzia delle Entrate.

É la Commissione Fiscale del CONI – nominata dalla Giunta Nazionale del CONI nel maggio del 2013 (clicca qui) poco dopo le elezioni di Giovanni Malagó alla presidenza – l’organismo preposto dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano “per gestire gli aspetti fiscali rilevanti nel mondo sportivo e dei conseguenti rapporti con l’Agenzia delle Entrate”.
La Commissione, rinnovata nel 2017 e oggi presieduta dal Dott. Andrea Mancino, é al lavoro da diversi anni per supportare lo sport e individuare le migliori soluzioni per le problematiche delle Federazioni Sportive Nazionali, degli organismi sportivi riconosciuti dal CONI e del più ampio comparto sportivo.
Il lavoro svolto dalla Commissione Fiscale ha riguardato anche alcune problematiche relative alle F.I.S.E., che saranno oggetto di chiarimenti nella circolare in corso di emanazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

vk

Vero che…? – Caso Sareni: Procura Federale (e Procura Generale dello Sport) contro Corte Federale d’Appello.

Vero che…? – Caso Sareni: Procura Federale (e Procura Generale dello Sport) contro Corte Federale d’Appello.

E’ del 27 aprile la notizia, apparsa sul sito web del CONI, che la Procura Generale dello Sport presso il CONI e la Procura Federale F.I.S.E. hanno presentato ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport (CONI) nei confronti del tesserato F.I.S.E., Paolo Sareni, contro la decisione della Corte Federale d’Appello F.I.S.E..

Di seguito la notizia, così come pubblicata sul sito del CONI, in cui viene annunciato l’imminente scontro “fratricida” tra Procura F.I.S.E. e Corte Federale d’Appello F.I.S.E.. Scontro impari, a nostro parere, visto che la procura federale è affiancata dalla Procura Generale dello Sport; ma in diversi casi noi di #TEO abbiamo imparato che non bisogna dare nulla per scontato.

sareni.png

Cliccando sulla dicitura sottolineata qui sotto, è possibile consultare la sentenza Sareni, oggetto del contendere, nel cui merito non entriamo.

30-03-2018 Sentenza Procedimento dappello N. R.G. CAF 2_18 RG 32_17

  • Vero che con decisione del 14 febbraio 2018, Paolo Sareni, Monica Giudici ed Emanuele Dora vengono condannati dal Tribunale Federale rispettivamente alla sospensione per tre mesi e al pagamento della sanzione di € 5.000 (Giudici e Dora)?

[Cliccando sulla scritta sottolineata di seguito, è possibile consultare la sentenza del Tribunale Federale: 16-02-2018 Provvedimento Trib. Fed. NRG 32_17 PA 40_17]

VERO

  • Vero che la Corte Federale d’Appello, con provvedimento del 26 marzo 2018 (pubblicato il 30 marzo sul sito federale) assolve Sareni, Giudici e Dora?

VERO

  • Vero che il Presidente della Corte Federale d’Appello responsabile della sentenza in oggetto è Alessandra Bruni?

VERO

  • Vero che è la seconda volta dall’inizio dell’anno che una decisione della Corte Federale d’Appello presieduta da Alessandra Bruni finisce davanti al Collegio di Garanzia del CONI.

VERO

Al solito attendiamo fiduciosi (e curiosi) l’evolversi della situazione.

tl

F.E.I. riconosce F.I.T.E. come unico referente per la monta da lavoro. E adesso, Presidente Di Paola, come la mettiamo?

F.E.I. riconosce F.I.T.E. come unico referente per la monta da lavoro. E adesso, Presidente Di Paola, come la mettiamo?

In risposta alla richiesta della World Association for Working Equitation (W.A.W.E.) di riconoscere la monta da lavoro come disciplina F.E.I., e di formalizzare un protocollo d’intesa tra F.E.I. e W.A.W.E., la Federazione Equestre Internazionale risponde con estrema chiarezza che:

  • Il F.E.I. Bureau ha deciso che il riconoscimento di nuove discipline equestri non è nell’agenda della F.E.I.; quindi la monta da lavoro non viene riconosciuta come disciplina F.E.I.;
  • La F.E.I. ha firmato un protocollo d’intesa nel luglio del 2017 con la F.I.T.E., e non è nella posizione di formalizzare un qualsiasi tipo di relazione con W.A.W.E., avendo riconosciuto la F.I.T.E. come unico responsabile internazionale per la monta da lavoro (per l’equiturismo e per l’equitazione di campagna).

Nella chiusa della lettera, a firma del Presidente Ingmar De Vos, la F.E.I. non esclude di poter cooperare con W.A.W.E., ponendo però come condizione sine qua non il coinvolgimento della F.I.T.E..

FEI 1FEI 2

Il Presidente pro tempore Marco Di Paola e la sua dirigenza hanno stipulato convenzioni e impostato nuove politiche sportive volte ad assorbire discipline equestri di competenza non di F.I.S.E., dietro il pretesto di inserire le attività sportive in un ambito concorrenziale e, oseremmo dire, aziendalistico, nella peggior accezione del termine. Tutto questo in spregio di sentenze e decisioni che risalgono ad anni fa e dopo un periodo di serena collaborazione e/o convivenza tra la Federazione, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva.

Tutto questo a quale scopo? 

Forse soddisfare la personalità egoriferita del Presidente (sempre più) protempore Marco Di Paola e dei suoi collaboratori più stretti in F.I.S.E., che stanno trascinando la Federazione Italiana Sport Equestri e i suoi tesserati in una serie di situazioni al limite dell’imprevedibile e in spese legali inutili, che sarebbero state evitabili nel momento stesso in cui ciascuno fosse stato semplicemente al suo posto?

Cliccando su questo link, è possibile leggere il comunicato stampa trionfalistico uscito sul sito F.I.S.E., in cui si annuncia l’accordo F.I.S.E. – W.A.W.E., accordo grazie al quale “la WAWE, organizzazione mondiale di riferimento, riconosce ufficialmente la Federazione come l’Ente atto a promuovere e sviluppare in Italia la Working Equitation (Monta da lavoro)”.

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Qualcuno avverta il Presidente protempore Marco Di Paola, che F.I.S.E. è emanazione di F.E.I., e se F.E.I. dice che la Working Equitation è di competenza esclusiva di F.I.T.E., W.A.W.E. non ha nessun titolo per riconoscere F.I.S.E. come l’ente atto a promuovere la Working Equitation stessa. Inoltre, volendo trasporre il modello europeo su quello nazionale, qualsiasi tipo di relazione tra F.I.S.E. e W.A.W.E. dovrebbe contemplare come prerequisito il coinvolgimento di FITETREC.

A meno che Di Paola non voglia che la F.I.S.E. esca dalla F.E.I….forse sarebbe meglio che il Presidente pro tempore Marco Di Paola si porti un traduttore appresso quando va alla riunioni in F.E.I., così che possa seguire i lavori, invece che farsi i selfie, per pubblicarli su Facebook, e che approfitti delle trasferte spesate dai tesserati, per informarsi meglio.

dp

ks

 

F.I.S.E. offre una convenzione a S.E.F., ma S.E.F. non è un Ente di Promozione Sportiva.

F.I.S.E. offre una convenzione a S.E.F., ma S.E.F. non è un Ente di Promozione Sportiva.
mosca

Il Consigliere Michele Mosca

“Spett.le SEF Italia

[…] Vi anticipiamo che sarete contattati nei prossimi giorni dal nostro Consigliere Michele Mosca per concordare e sottoscrivere la convenzione prevista dall’art. 2.a punto 3 del Regolamentò degli Enti di Promozione Sportiva approvato dal Consiglio Nazionale del CONI con deliberazione 1525 del 2014…”

SEF

Spett.li Presidente Marco Di Paola Consigliere Michele Mosca,

#TEO si pregia di portare alla vostra conoscenza la notizia che S.E.F. ITALIA NON E’ UN ENTE DI PROMOZIONE SPORTIVA, pur avendo la dicitura “Italia” nella propria ragione sociale (che conferisce comunque autorevolezza e prestigio al nome di questa società).

S.E.F. ITALIA S.S.D. A R.L. è una SSD a Responsabilità Limitata, “…ente portatore di interesse particolare che ha consentito l’inserimento nell’apposito elenco tenuto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari…”, ma non è un Ente di Promozione Sportiva.

E’ sufficiente andare al seguente link, alla voce “CHI SIAMO” sul sito web di S.E.F. Italia per avere qualche notizia in merito:

https://www.sef-italia.it/index.php/chi-siamo/

E’ impossibile, giuridicamente parlando, applicare il Regolamento degli Enti di Promozione Sportiva ad una S.S.D. a Responsabilità Limitata, che non è un E.P.S..

#TEO peraltro, vi ringrazia per:

  • aver annunciato urbi et orbi sul sito federale questa futura convenzione non attuabile;
  • aver messo in copia alla lettera inviata a SEF Italia anche il Segretario Generale de CONI, Roberto Fabricini, portandolo di vostra sponte a conoscenza della vostra totale incompetenza in materia di E.P.S..

Alleghiamo la lettera inviata a S.E.F., per conoscenza.

Cordialità

#TEO

lettera

 

 

 

 

F.I.S.E. pronta a indebitarsi nuovamente?

F.I.S.E. pronta a indebitarsi nuovamente?

Oggi, 25 ottobre, la F.I.S.E., nella persona del Presidente pro tempore Marco Di Paola ha firmato con l’I.C.S., Istituto per il Credito Sportivo, nella persona del commissario straordinario, Paolo D’Alessio, un accordo per mezzo del quale la Federazione potrà ottenere finanziamenti “a tasso zero” fino a € 3.000.000,00, “per investimenti in centri federali o impianti di preparazione olimpica e per attrezzature top.”

Non è una bella notizia.

Sta a significare che la Federazione Italiana Sport Equestri sta aprendosi la strada verso la possibilità di un nuovo indebitamento nei confronti dell’ultima banca “pubblica” rimasta in Italia, sottoposta a commissariamento dal 2012 (vedi articolo di Repubblica a questo link).

Dove potrebbero andare questi 3 milioni? Da quello che si evince dal Comunicato e dalla Presentazione dell’iniziativa, concentrata in 4 slides (slide_progetto_ICS_CONI-min) i 3 milioni potrebbero finire solo ed unicamente ai PRATONI DEL VIVARO (centro federale – impianto di preparazione olimpica – attrezzature top).

TOP

E’ il riproporsi di una storia già vista che non ha avuto un lieto fine.

Il comunicato stampa scritto sul sito della FISE erroneamente associa la firma della convenzione suindicata con l’iniziativa “Mutuo Light 2.0”, per i centri ippici, che in realtà risale al luglio del 2017. #TEO entrerà nel merito dei tecnicismi del Mutuo Light prossimamente, ma già vi possiamo anticipare che l’ICS “non regalerà i soldi ai centri ippici”.

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Ad maiora.