Commissariamento C.R. Sicilia – Tutto da capo, caro Presidente pro tempore…

Commissariamento C.R. Sicilia – Tutto da capo, caro Presidente pro tempore…

Non è chiusa la questione inerente il commissariamento del Comitato Regionale Sicilia. Ne parlammo in questo post (clicca qui per leggerlo), in cui descrivemmo quella che era stata l’operatività dell’allegra armata Brancaleone capeggiata dall’Innominabile Presidente pro tempore della F.I.S.E., all’atto del commissariamento della Regione Sicilia, e la reazione del Presidente rimosso dal Comitato. Prendetevi un po’ di tempo per rileggere il post sopra riportato, per avere un quadro della situazione.

Pochi giorni fa la Procura Federale ha concluso le indagini riguardanti il procedimento aperto nei confronti di Gaetano Di Bella e dei Consiglieri Regionali coinvolti nel commissariamento. Abbiamo esaminato l’avviso di conclusione indagini, e abbiamo rilevato le dichiarazioni di personaggi chiave nell’ambito di tale procedimento, che ci lasciano pensare (lo scopriremo forse a settembre) che non è da escludere che il Comitato Regionale Sicilia verrà ripristinato nella situazione ante commissariamento, e che l’Innominabile avrà una nuova gatta da pelare per quanto riguarda il suo futuro politico alla guida della Federazione, al netto della strenua difesa che il Presidente attuale del CONI Giovanni Malagò mette in atto nei confronti del suo amicone palazzinaro romano.

Cominciamo con le dichiarazioni del Revisore contabile della Comitato Regionale Sicilia, Dott. Francesco Fiscella, ricordando peraltro che sui Revisori Legali dei Conti ricade sempre un profilo di responsabilità penale sull’operato svolto.

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In sintesi:

  1. Contabilità formalmente ben tenuta;
  2. Mancata illustrazione e sensibilizzazione da parte della F.I.S.E. centrale alle procedure previste dai modelli organizzativi;
  3. Indicazione erronea del compenso percepito dal Revisore (importo reale € 3.000,00 – importo indicato € 11.419,20).

Seguono le dichiarazioni del Dott. Giuseppe D’Angelo, Presidente dell’Organismo di Vigilanza della F.I.S.E..

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In sintesi:

  1. le verifiche effettuate riguardavano il rispetto dei Modelli Organizzativi negli anni 2017-2018 da parte del C.R Sicilia;
  2. l’adozione di tali modelli richiede più tempo , per la piccola struttura dei Comitati stessi, in genere e poiché molti dei soggetti coinvolti svolgono attività a titolo gratuito e non livello professionale;
  3. la Sicilia risulta essere l’unico Comitato ad oggi verificato (su indicazione di Ettore Artioli, siciliano e consigliere dell’Innominabile? Che da sempre tenta di boicottare la gestione Di Bella? n.d.r.);
  4. le verifiche riguardavano solamente il rispetto delle procedure, senza entrare nel merito della verifica dei dati;
  5. D’Angelo precisa che “per quanto ricordi” le decisioni del C.R. Sicilia venivano prese dal Consiglio collegialmente. 

Molto interessanti le dichiarazioni “ponzio-pilatesche” rilasciate in sede di indagini della Procura Federale dal Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti della F.I.S.E. centrale, Dott. Ezio Algarotti.

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In sintesi, Algarotti:

  1. il Collegio dei revisori dei conti della F.I.S.E. non ha mai fatto verifiche sul Comitato Regionale Sicilia, né prima né dopo il commissariamento;
  2. il Collegio dei revisori dei conti della F.I.S.E. si è limitato ad esaminare i documenti dell’Organismo di Vigilanza consegnati al Collegio stesso il giorno prima del Consiglio Federale del 4 febbraio 2019 (ricordiamo che la relazione dell’O.D.V. era in mano dell’Innominabile e del suo Segretario Generale dal 26 novembre 2018);
  3. Tale esame, che a parere di #TEO, è stato svolto frettolosamente, poiché lo stesso Algarotti dichiara che è stato effettuato il giorno stesso del Consiglio Federale (4 febbraio 2019, n.d.r.) hanno portato il Collegio dei Revisori a sostenere che, se i fatti così come rappresentati nella relazione dell’Organismo di Vigilanza, fossero stati veritieri, si sarebbe dovuto procedere al Commissariamento;
  4. tale ultima affermazione lascia perplessi, poiché l’Organismo di Vigilanza, come sopra riportato dal Presidente D’Angelo, non è entrato nel merito dei dati, ma solamente delle procedure.

L’impressione è che, una volta messi di fronte alla azione della Procura Federale, alcuni attori di questa vicenda stiano facendo una poderosa marcia indietro, poiché i profili giuridici cui andrebbero incontro in caso di dichiarazioni, se non mendaci, pilotate dalla dirigenza innominabile, potrebbero colpirli personalmente.

Quindi, in definitiva, di cosa stiamo parlando?

Ricordiamo che l’atto del commissariamento di un Comitato Regionale è un fatto gravissimo, che dovrebbe comportare dei passaggi molto più articolati, che scaturire dalla relazione su fatti procedurali effettuata dall’Organismo di Vigilanza. Come è possibile, stante la indiscussa professionalità del Collegio dei Revisori dei Conti della Federazione centrale, disporre un commissariamento sulla base di documentazione da analizzare spedita al collegio stesso il giorno prima della riunione di Consiglio? Documentazione che, come afferma Algarotti, è stata visionata il giorno stesso del Consiglio!

Il Presidente innominabile e pro tempore della F.I.S.E. e il Consiglio Federale, fatta eccezione per un consigliere che ha impugnato la delibera consigliare di commissariamento del Comitato Regionale Sicilia, hanno violato lo Statuto Federale e sono passibili a loro volta di commissariamento, avendo disatteso nell’ordine i seguenti articoli:

  • Art. 27 comma 5 dello Statuto Federale

Il Consiglio Federale è convocato dal Presidente federale previa formulazione dell’ordine del giorno.

Il commissariamento della Regione Sicilia non era all’ordine del giorno del Consiglio Federale.

  • Art. 29 comma 3 dello Statuto Federale

L’avviso di convocazione del Consiglio Federale deve indicare il giorno, l’ora e il luogo fissati per la riunione e l’ordine del giorno. Non possono essere trattati argomenti non inseriti all’ordine del giorno, a meno che non siano presenti tutti i membri del Consiglio Federale.

Non erano presenti tutti i Consiglieri Federali.

 

  • Art. 30 comma 2 lett. n) dello Statuto Federale

Lo scioglimento di un Comitato Regionale può avvenire solo a seguito di accertamento di gravi irregolarità di gestione o gravi o ripetute violazioni dell’ordinamento sportivo o ancora per constatata impossibilità di funzionamento degli organi.

Non si ravvede alcuna delle fattispecie summenzionate, se non il desiderio dell’Innominabile di colpire un Comitato Regionale, secondo lui, “ostile”.

Terminiamo questo post con una domanda semplice semplice.

Chi ha violato cosa?

A nostro parere è palese la violazione da parte della dirigenza della F.I.S.E. centrale dello Statuto Federale. Tale violazione comporta una azione forte da parte del CONI e della Procura Generale dello Sport. Nel momento in cui tale azione non venisse messa in atto…c’è solo da attendere l’esito della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ricordandoci comunque, ma non vogliamo spoilerare i prossimi contenuti di #TEO eccessivamente, che la F.I.S.E. è al centro delle attenzioni del CONI anche per un’altra ragione, passata al solito sotto silenzio: nel 2018 non è stato rispettato il piano di risanamento stilato dai Commissari, per riportare le casse della F.I.S.E. in bonis.

Buona estate!

ks

 

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Nicola Boscarelli nuovo consigliere F.I.S.E. nazionale?

Nicola Boscarelli nuovo consigliere F.I.S.E. nazionale?
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a cura di Tyrion Lannister

Calata l’ennesima coltre di silenzio sull’ultimo Consiglio Federale e sul destino del Consigliere dimissionario Michele Mosca, noi di #TEO ci siamo preoccupati di fare una breve disamina dell’ipotetico futuro della dirigenza F.I.S.E., in caso di dimissioni dell’ippogenitore con delega al Bilancio.

Tutto tace dal terzo piano di Viale Tiziano 74, ma – soprattutto dopo l’abbandono da parte di Mosca del gruppo Whatsapp della Consulta, senza saluti né spiegazioni – sembra essere oramai imminente l’ingresso del calabrese Nicola Boscarelli come nuovo Consigliere F.I.S.E., in sostituzione di Mosca stesso.

Il 23 Gennaio 2017 emersero le seguenti risultanze, in seguito alle elezioni della dirigenza:

Giuseppe Bicocchi: 475 voti, Alvaro Casati: 456, Vincenzo Gigli: 448, Eleonora Di Giuseppe: 437, Michele Mosca: 435, Ettore Artioli: 418, Grazia Rebagliati Basano: 323

Nicola Boscarelli: 185

Giuseppe Brunetti: 160

Francesco Gabriele Maria Mocchi: 158

Francesco Gallo: 133

Gianluca Laliscia: 131

Ferdinando Acerbi: 82

…e così via.

Ci saremmo potuti tranquillamente fermare al nominativo di Nicola Boscarelli, visto e considerato che, alla luce del primo comma dell’art. 32 dello Statuto della F.I.S.E., salvo rocambolesche interpretazioni della norma – a cui peraltro l’attuale dirigenza ci sta abituando – in caso di posto vacante nel Consiglio, subentra il primo dei consiglieri non eletti, a patto che abbia ricevuto almeno la metà dei suffragi dell’ultimo consigliere eletto.

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L’articolo 32 dello Statuto è l’unico riferimento normativo inerente l’integrazione del Consiglio Federale: le Norme di Attuazione dello Statuto, che in teoria dovrebbero essere esplicative dello Statuto nei punti in cui lo stesso fosse carente o poco chiaro, all’articolo 37 rimandano direttamente al succitato articolo dello Statuto Federale, senza altro dire in merito.

37.jpegNicola Boscarelli, con le sue 185 preferenze, è l’unico dei Consiglieri non eletti a superare la soglia del 50% dei suffragi ottenuti da Grazia Rebagliati Basano (323).

A nulla sono valsi gli innumerevoli contatti telefonici – risalenti già ad inizio 2018 – portati avanti proprio dall’ultima dei Consiglieri eletti, Grazia Rebagliati Basano, che, in vista della esclusione di Eleonora Di Giuseppe (per la ben nota questione D.P.A. in F.I.S.E.), voleva sondare la disponibilità dei consiglieri non eletti “amici”: chiacchiere a vuoto, proprio per le ragioni sopra elencate.

L’unico papabile è Nicola Boscarelli, a patto, naturalmente, che accetti di diventare consigliere di codesta Federazione.

A nulla è valsa la dichiarazione di intenti di Francesco Maria Gabriele Mocchi, qui sotto riportata, poiché non potrebbe comunque accedere alla carica, avendo ricevuto 158 preferenze (contro le 162 necessarie). Sarà nostra premura, se l’avventura di #TEO perdurerà negli anni, farci garanti del fatto che Mocchi in futuro non prenda parte alla vita politica della Federazione.

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Quindi cosa accadrà adesso?  Stendiamo un velo pietoso sulla disinformazione portata avanti dalla Dirigenza, il cui atteggiamento sembra essere sempre più quello di nascondere la sporcizia e la polvere sotto i tappeti (a furor di metafora).

Il problema, delle dimissioni di uno dei massimi dirigenti della F.I.S.E. riguarda tutti i tesserati. Sarebbe corretto che questi ultimi fossero aggiornati su ciò che accade nella catena di comando,

SCENARIO 1)

Se Boscarelli accettasse, il Consiglio sarebbe formato nuovamente da 10 componenti.

SCENARIO 2)

Se non accettasse, il Consiglio sarebbe composto da 9 elementi, ma  in grado di deliberare…comunque un consiglio “zoppo”.

SCENARIO 3)

Cosa accadrebbe se il Consigliere Eleonora Di Giuseppe, i cui rapporti con il Presidente e gli altri Consiglieri, non paiono essersi rasserenati dopo la questione D.P.A., scegliesse di dimettersi?

3A) Se Boscarelli accettasse (e probabilmente lo ha già fatto), le dimissioni di Eleonora Di Giuseppe (e di altri consiglieri in un secondo tempo) toglierebbero ridurrebbero il Consiglio a 9 elementi, senza la possibilità di introdurre nuovi consiglieri, salvo la convocazione di una Assemblea Generale.

3B) Se Boscarelli non accettasse, e la Di Giuseppe si dimettesse a sua volta, il Consiglio sarebbe composto da 8 elementi, ma sarebbe comunque in grado di deliberare…in ogni caso, come al punto precedente non si potrebbero inserire nuovi Consiglieri salvo convocare una Assemblea Generale.

Cambierebbe qualcosa?

A nostro modesto parere no. L’attuale dirigenza non sembra curarsi di certi “dettagli di poco conto”. A noi, però, sembra corretto spiegare come stanno le cose, visto che al momento nessuno si preoccupa di farlo. Certo è che ogni consigliere che in questo preciso momento si trova seduto al tavolo di Viale Tiziano 74, con il suo bel tablet, acquistato con i soldi dei tesserati, ogni volta che fa passare le proprie dita sullo schermo di quel tablet omaggiatogli dalla Federazione, dovrebbe porre mente alle proprie responsabilità politiche.

Secondo noi, Di Paola e la sua dirigenza rimarranno al comando della Federazione fino al termine del quadriennio, facendo tutto quello che vorranno, e combinando dei bei pasticci a livello amministrativo/gestionale e anche sportivo. A nostro parere, è assolutamente giusto che tutto rimanga così, perchè il settore equestre borbotta, urla o sbatte i pugni – trasversalmente in ogni disciplina, olimpica e non – ma nessuno alza la testa.

Va tutto bene.

Ad maiora.

Posso iscrivere un cavallo D.P.A. in F.I.S.E.? (obbligatorio rispondere con un sì o con un no) …

Posso iscrivere un cavallo D.P.A. in F.I.S.E.? (obbligatorio rispondere con un sì o con un no) …

Sono passati poco più di due mesi da quell’8 dicembre 2017, giorno in cui #TEO denunciò l’intenzione del Consiglio Federale F.I.S.E.  di permettere l’iscrizione dei cavalli D.P.A. ai ruoli federali, per mezzo del varo di una norma – contenuta nel libro I del Regolamento generale – per nulla chiara.

33.2

In seguito al post di #TEO si sono scatenate reazioni a catena, che hanno coinvolto la stampa specializzata, la stampa nazionale, diversi movimenti animalisti e persino Striscia la Notizia, che ha dedicato un servizio al tema “cavalli D.P.A. in F.I.S.E.”. Da rimarcare il ruolo fondamentale della Dottoressa Eleonora Di Giuseppe, unico consigliere federale a “metterci la faccia”, opponendosi in sede di Consiglio all’approvazione della norma, e continuando a sostenere il sempre più grande movimento Non D.P.A.. Eleonora Di Giuseppe stessa, insieme a Giovanni Malagò, Franco Chimenti, Luca Pancalli e Gianfranco Ravà, più di due anni prima era stata fautrice dei Principi di Tutela degli Equidi, che sancivano l’obbligo della qualifica di NON D.P.A. dei cavalli da iscriversi ai ruoli federali.

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Eleonora Di Giuseppe – ph. credits @Guia Pavese

Sin da quel movimentato 8 dicembre 2017, risultò essere ambigua la posizione del Presidente Marco Di Paola, che, da una parte rilasciava dichiarazioni confortanti, come quella a “Cavalli, Cavalieri & Campioni”:

C&C

Dall’altra parte, portava avanti, insieme alla sua fedele commissione di revisione dei regolamenti, capitanata dalla ex Presidente del Veneto Maria Vittoria Valle, la sua riforma sistematica dei Regolamenti F.I.S.E., arrivando ad inserire all’articolo 165.4 del libro VI una norma dalle connotazioni  preoccupanti, se rapportata alle dichiarazioni come quella riportata qui sopra.

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Secondo l’art. 165.4 del VI Libro del Regolamento Generale F.I.S.E., infatti l’obbligo per i cavalli NON D.P.A. sarebbe stato valido solo per i cavalli di 6 anni o superiori. 

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M. V. Valle – G. Basano – E. Artioli

Risulta molto difficile credere che il Presidente (e soprattutto un Presidente pro tempore accentratore come Marco Di Paola) non sia a conoscenza dei regolamenti che sta portando avanti insieme al suo Consiglio, e alla sua commissione, composta dal trio Valle-Basano-Artioli. Ergo, l’impressione di noi di #TEO e di tutti coloro che hanno preso parte al movimento NON DPA era che ci stesse prendendo allegramente in giro.

Con un comunicato stampa uscito sul sito federale a margine della riunione di Consiglio di ieri, 19 febbraio 2018, la Federazione ha annunciato ufficialmente che i cavalli che praticano attività sportiva in ambito F.I.S.E. devono essere NON D.P.A.. Allegata al comunicato stampa è stata pubblicata la circolare attuativa, a firma del Presidente pro tempore Marco Di Paola, che potete leggere cliccando sul link sottostante.

Circolare Attuativa NON DPA

Nella parte finale del comunicato uscito sul sito federale, tra l’altro, si rassicurano i tesserati circa il fatto che anche i cavalli di 4-5 anni dovranno essere non D.P.A., allargando a loro la tutela prevista per i cavalli atleti iscritti ai ruoli federali.

MIPAAF

Cerchiamo di fare il punto. E cominciando facendo una dovuta precisazione.

Marco Di Paola non è l’eroe nazionale che ha salvato i cavalli dal macello.

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Marco Di Paola è colui che – insieme al suo Consiglio e fatta eccezione per Eleonora Di Giuseppe – ha tentato di permettere l’iscrizione nei ruoli federali di cavalli Destinati alla Produzione Alimentare, barricandosi dietro una operazione “culturale” di non esclusione dei proprietari di cavalli D.P.A. dalla grande “famiglia” che è la Federazione. Peraltro risulta difficile capire come siano esclusi i proprietari di D.P.A., quando sono così ben rappresentati in Federazione dal vice presidente Bicocchi, che alleva e iscrive pacificamente cavalli D.P.A. ai ruoli federali, come potete ben vedere in questo post di #TEO di qualche giorno fa.

A causa delle pressioni ricevute dalla opinione pubblica, dalla stampa, dallo stesso CONI e dal MIPAAF il Presidente pro tempore è stato costretto ad un passo indietro, pubblicando una circolare attuativa, di cui non ci sarebbe stato bisogno, se la norma fosse stata chiara; ora nel tentativo di ricostruirsi un “imene” politico credibile, sta cercando di far passare l’idea che in realtà lui stia salvando la situazione, e stia anche salvando cavalli dal macello.

Sarebbe potuto essere l’eroe nazionale, nel momento in cui il testo dell’art. 33.2 fosse stato il seguente:

“art. 33.2 – L’iscrizione al ruolo federale del cavallo conferisce al cavallo la qualifica di “cavallo atleta”. E’ necessario che per essere iscritti ai ruoli federali i cavalli siano classificati come NON Destinati alla Produzione Alimentare (NON D.P.A.).” 

…non era difficile…

Al momento attuale, nonostante tutte le precisazioni della circolare attuativa, se venisse richiesto a chiunque di rispondere con un monosillabo (SI’ oppure NO) alla seguente domanda:

Posso iscrivere un cavallo D.P.A. nei ruoli federali F.I.S.E.?

la risposta sarebbe SI’.

Godiamoci comunque questa vittoria…non si può pretendere di più al momento dalle risorse politiche in campo in questa federazione. 

ks

Epilogo Pontiggia.

Epilogo Pontiggia.

Giunge all’epilogo la vicenda Pontiggia. Stefano Pontiggia, cavaliere e istruttore lombardo, aveva ottenuto il secondo grado in modo alquanto rocambolesco, presentando delle certificazioni provenienti dalla Romania di dubbia autenticità: proprio #TEO, documentandosi, aveva portato alla luce il caso, evidenziando anche il fatto che le autocertificazioni dallo stesso prodotte in sede di esame per diventare giudice MIPAAF, riportavano dichiarazioni non corrispondenti al vero. Si possono leggere i nostri post ai seguenti link:

Patente secondo grado a Pontiggia, ma lui non ha requisiti.

Pontiggia anche giudice MIPAAF, ma requisiti nulli.

Turismo sportivo e autocertificazioni.

Caso Pontiggia: “…quando si esprimerà il MIPAAF?”

Dillo a #TEO – Pontiggia e la certificazione romena: un Secondo Grado ROM?

Dillo a #TEO – Caso Pontiggia: forse l’epilogo.

Pontiggia e il suo legale hanno scelto la via del patteggiamento. Lo stesso cavaliere ha dichiarato sui social di essere stato sanzionato con 9 mesi di sospensione. #TEO ha voluto approfondire il discorso, attendendo la pubblicazione del verbale del Consiglio Federale, di cui riportiamo di seguito l’estratto.

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Pontiggia ha di fatto presentato documentazione falsa per ottenere il secondo grado, e, a dimostrazione di questo fatto, il secondo grado gli è stato revocato. La sanzione comminata, in vista del fatto che ha patteggiato è stata:

  • 9 mesi di sospensione dalle cariche sociali;
  • 9 mesi di sospensione dalle cariche federali;
  • SENZA INCOLPAZIONE.

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Pontiggia può serenamente continuare a montare a cavallo, anche se di fatto ha frodato la Federazione e i tesserati, producendo documenti falsi, per ottenere una autorizzazione a montare che non si era guadagnato sul campo. D’ora in avanti, quindi, chiunque potrà produrre documenti contraffatti o ingannare la Federazione…mal che vada, con un patteggiamento, si arriverà ad un procedimento senza incolpazione.

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Sul provvedimento di grazia accordato al Alberto Graziani torneremo nei prossimi giorni…

D.P.A., non D.P.A.: la F.I.S.E. davanti ad un bivio!

D.P.A., non D.P.A.: la F.I.S.E. davanti ad un bivio!

Domani, o oggi, a seconda di quando leggerete questo post, 12 dicembre, si terranno a Roma la riunione della Consulta dei Presidenti dei Comitati Regionali e il Consiglio Federale.

Dopo il post di #TEO, che richiamava l’attenzione sull’approvazione da parte del Consiglio Federale  di una norma, inserita nel Libro I del Regolamento Generale F.I.S.E. in bozza, che avrebbe permesso la macellazione di cavalli iscritti ai ruoli federali, si è scatenato un vero e proprio inferno sul web e non solo.

La F.I.S.E. si è preoccupata di smentire subito la notizia, con un comunicato lampo, uscito addirittura in un giorno festivo (8 dicembre), in cui oltre a negare fermamente la notizia, annunciava denunce per diffamazione. In realtà il testo del Comunicato nascondeva alcune raffinatezze lessicali, e di forma, che ci hanno spinto ad approfondire l’argomento.minaccia

“Il Consiglio Federale non ha mai deliberato e non delibererà mai l’autorizzazione alla macellazione dei cavalli atleti!”

Ci siamo preoccupati di andare a ricercare la definizione di “CAVALLI ATLETI”, scoprendo nostro malgrado che il “trucco” era lì. Effettivamente la F.I.S.E., il suo Presidente pro tempore, Marco Di Paola, e il Consiglio Federale, ad eccezione della Dott.ssa Eleonora Di Giuseppe, hanno deliberato in sede di Consiglio (come indicato nel solerte comunicato stampa), in merito all’argomento, approvando il testo dell’articolo 33.2, che riportiamo per vostra conoscenza.

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L’art. 33.2, parafrasato, dice che lo status di cavallo atleta va riconosciuto a quei cavalli non D.P.A. che svolgono attività sportiva.

Tutti quei cavalli che non svolgono attività sportiva e non partecipano a manifestazioni F.I.S.E. (quindi i cavalli o i pony della scuola, solo per fare un esempio), pur iscritti ai ruoli federali, possono essere D.P.A. e quindi macellabili.

Questo è quanto deliberato nel Consiglio Federale del 4-5 dicembre.

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Il Presidente, immediatamente dopo il comunicato stampa, si è preoccupato di rilasciare una dichiarazione a Cavalli & Cavalieri Campioni, che riportiamo di seguito, nella quale prende un impegno preciso, che abbiamo sottolineato in rosso nello shot sottostante.

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L’impegno preso da Marco Di Paola sta a significare che forse non era stato messo al corrente di quanto indicato nell’art. 33.2 del Libro I del Regolamento Generale F.I.S.E. in bozza.

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E’ di oggi un comunicato della Dott.ssa Eleonora Di Giuseppe, che a 12 ore dalla pubblicazione sta ancora impazzando nel web, in cui la Consigliere “all’opposizione” sull’argomento, espone con solerzia fatti e dinamiche dell’approvazione del testo incriminato, confermando la nostra tesi secondo cui di fatto si aprono le porte all’iscrizione dei cavalli D.P.A. ai ruoli federali.

Non lo riportiamo integralmente, poiché è facilmente rinvenibile su Facebook, sul profilo di Eleonora Di Giuseppe, essendo impostato come pubblico e leggibile da qualsiasi utente.

DG

Che scenari si profilano?

Durante l’odierno Consiglio dei Presidenti, che precede la Consulta di domani è stato richiesto ai Presidenti Regionali di non sollevare l’argomento in sede di riunione del 12 dicembre. Noi di #TEO pensiamo che questo invito non sarà accolto dai Presidenti. La responsabilità POLITICA della apertura alla macellazione di cavalli iscritti ai ruoli federali ricadrebbe anche su di loro.

Il Presidente ha preso un chiaro impegno: lo rispetterà?

E con che modalità?

Il testo è già stato deliberato: ciò significa che non si può andare a correggere una delibera già presa, perché si configurerebbe una ipotesi di reato. L’argomento deve essere ritrattato ed oggetto di una nuova delibera da parte del Consiglio Federale.

Nel momento in cui la situazione rimanesse allo stato attuale delle cose, prevediamo tempi molto duri per la Federazione Italiana Sport Equestri e per la sua dirigenza, in particolare per il Presidente Marco Di Paola.

#TEO dice NO ai cavalli D.P.A. in F.I.S.E.

Per fare ciò sarebbe sufficiente non variare la norma così come legiferata nel 2006. 

Di Paola: cavallo sportivo anche macellabile (D.P.A. – Destinato alla Produzione di Alimenti)

Di Paola: cavallo sportivo anche macellabile (D.P.A. – Destinato alla Produzione di Alimenti)

Nel Consiglio Federale F.I.S.E. del 4/5 dicembre, il Presidente Marco Di Paola e il Consiglio, mettendo in minoranza la Consigliere Eleonora Di Giuseppe, deliberano in merito alla possibilità che i cavalli sportivi possano essere D.P.A..

Per il Presidente Di Paola e il Consiglio Federale (fatta eccezione per la dottoressa Eleonora Di Giuseppe), un cavallo atleta a fine carriera potrà essere destinato al macello e quindi alla produzione di alimenti.

Attualmente i cavalli sportivi sono classificati come Equidi non D.P.A., cavalli esclusi a vita e in modo irreversibile dalla possibilità di essere macellati: tale scelta è appunto irreversibile e vincolante anche per i proprietari successivi. I proprietari di questi animali non hanno obbligo di tenuta di registro né di registrazione dei trattamenti farmacologici, ad eccezione della conservazione della copia gialla delle ricette , sino ad esaurimento del farmaco. Nel registro di carico scarico degli animali, la movimentazione, vendita esclusa, sarà effettuata con la sola conservazione del modello IV. L’equide non D.P.A. ha la possibilità di poter essere trattato con una gamma di farmaci e terapie, senza particolari limitazioni.

Gli Equidi D.P.A. sono Destinati alla Produzione di Alimenti per consumo umano, quindi destinati al macello. Il proprietario:

  • ha l’obbligo di registrazione dei trattamenti farmacologici sul registro dei farmaci;
  • ha l’obbligo di tenere aggiornato il registro di carico e scarico aziendale, che dovrà essere vidimato e numerato dal Servizio Veterinario, registrando ogni movimentazione dell’animale;
  • è definito “Operatore del Settore Alimentare”;
  • é tenuto a fornire garanzie sulla sicurezza alimentare dettate da regolamenti CE.

Un equide D.P.A. può diventare NON D.P.A., ma non viceversa.

E’ del marzo 2017 una risoluzione non legislativa del Parlamento Europeo inerente proprio la eventuale reversibilità dello stato da non D.P.A. a D.P.A., ma al momento non è stato applicata né recepita. Potete leggere un articolo interessante, cliccando su questo link.

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Siamo scandalizzati dalla profonda superficialità e incompetenza del Presidente Di Paola e del Consiglio Federale, che hanno approvato in sede di Consiglio Federale una delibera che permetta che un cavallo sportivo sia destinabile alla macellazione. E’ necessario fare alcune considerazioni:

  • l’efficacia di una delibera come quella adottata potrebbe essere anche nulla, perché una Federazione Sportiva non può legiferare, scavalcando la legge dello Stato (e allo  Stato attuale, ad es. la condizione di non reversibilità dell’equide non D.P.A. è legge);
  • la posizione della F.I.S.E. dovrebbe essere volta alla tutela del cavallo: e quindi, nel momento in cui ci fosse anche la remota possibilità di macellazione del cavallo sportivo, dovrebbe opporsi fortemente e strenuamente, a mezzo della propria dirigenza politica;
  • il permettere la macellazione di un cavallo sportivo andrebbe contro anche ai principi di tutela dell’atleta sanciti dal CONI, perché di fatto il cavallo è atleta a tutti gli effetti;
  • come si potrebbero poi gestire tutte le problematiche e limitazioni di un cavallo D.P.A., viste sopra, ivi compresi i divieti di uso di farmaci?

#TEO è pronto a scatenare una guerra senza esclusione di colpi contro questa decisione e tutti noi ci appelliamo  al mondo equestre, per bloccare questa iniziativa al limite della follia promossa e deliberata dal Presidente e dal suo Consiglio.

Speriamo nel frattempo che la Consigliere Eleonora Di Giuseppe, esperta di tutela e benessere del cavallo, e promotrice di iniziative politico culturali sul benessere animale, possa ricondurre il Presidente e il Consiglio sulla “retta” via, e al prossimo Consiglio Federale del 12 dicembre, far rientrare questa delibera, prima della approvazione del Verbale del Consiglio Federale del 4.

Non ci interessano dichiarazioni, o scuse, di questo Presidente, che ama definirsi “illuminato“, “lungimirante” ed “implacabile“. Vogliamo solo che questo scempio deliberato pochi giorni fa sparisca dall’orizzonte. 

In caso contrario, noi di #TEO , e molti altri più “grandi” di noi che ci siamo già premurati di avvertire, siamo pronti allo scontro.