Comunicato Stampa A.S.I. in merito alla segnalazione all’A.G.C.M..

Comunicato Stampa A.S.I. in merito alla segnalazione all’A.G.C.M..

Riceviamo da A.S.I. NAZIONALE il comunicato stampa che segue, inerente la segnalazione fatta da A.S.I. stessa, congiuntamente al Gruppo Italiano Attacchi, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (A.G.C.M.) circa le presunte condotte improprie della F.I.S.E. targata Marco Di Paola. Tutti noi di #TEO rimaniamo comunque esterrefatti dall’atteggiamento della Federazione Italiana Sport Equestri in merito a quanto sta accadendo: il nucleo speciale antitrust della Guardia di Finanza è stato in Viale Tiziano a Roma e nei comitati regionali Veneto e Lazio ad inizio settimana, gli addetti al settore sono comunque preoccupati, ma dal prolifero Ufficio Stampa F.I.S.E. il silenzio assoluto. Forse è tardi per risolvere politicamente quanto “combinato” dal Presidente (sempre più) pro tempore Marco di Paola.

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Di seguito il comunicato.

Grazie alle segnalazioni del nostro EPS, l’Autorità Garante della Concorrenza apre istruttoria per accertare condotte improprie da parte della FISE volte a limitare l’attività sportiva non agonistica considerata concorrente.

Oggi è un grande giorno per lo sport. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deliberato la riapertura di un procedimento istruttorio nei confronti della Federazione Italiana Sport Equestri (FISE), a seguito delle segnalazioni svolte dal nostro Ente di Promozione Sportiva e dell’associazione sportiva dilettantistica Gruppo Italiano Attacchi.

L’istruttoria è finalizzata ad accertare se la Federazione in questione abbia adottato – come noi crediamo – condotte volte ad impedire lo svolgimento di gare non agonistiche equestri organizzate da altre realtà sportive, come quelle programmate – sempre in ambito non agonistico – dal nostro settore ASI Sport Equestri.

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Il Presidente della F.I.S.E. Marco di Paola

Tale atto rappresenta una vittoria per lo sport in generale e per il mondo della promozione sportiva in particolare – non solo per gli sport equestri. È, nei fatti, la testimonianza di come sia possibile che Enti e Federazioni siano trattati allo stesso livello, seguendo un semplice (e sacrosanto) principio di legge, nonché di come concretamente lo sport amatoriale stia contribuendo nel fare chiarezza sulla sua identità e il suo valore.

Se, infatti, il legislatore – con la colpevole complicità delle istituzioni sportive – ha preferito non dare una definizione chiara ed univoca di cosa sia il mondo amatoriale, quest’ultimo al contrario ha sempre cercato di mostrarsi per quello che è: un movimento orientato al benessere e al divertimento, ma non per questo privo di aspetti competitivi, ancorché non agonistici.

La competizione, infatti, esiste anche al di fuori dell’agonismo!

Il nostro intervento non è contro qualcuno, ma è per qualcuno, ovvero per il mondo dello sport amatoriale – afferma Emilio Minunzio, vice presidente ASI, già responsabile del

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Il vice presidente di A.S.I. Emilio Minunzio

settore ASI Sport Equestri – Non ci sentiamo delle cenerentole e non vogliamo esserlo. Noi siamo convinti che lo sport italiano abbia bisogno della componente di base per rafforzare quella di vertice negli sport equestri come in tutte le altre discipline riconosciute. Per questo le manifestazioni sportive organizzate dalle nostre associazioni, così come l’attività formativa portata avanti dalla nostra organizzazione a tutti i livelli, non toglie niente a nessuno, semmai rende il nostro mondo più qualificato e capace di intercettare domande di sport diverse.Ci auguriamo – conclude Minunzio – di poter tornare quanto prima a fare attività sul territorio in modo libero e rispettoso della legge e del ruolo conferito alle Federazione”.

 

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Una delibera al giorno – Delibera n. 438 del 7 maggio 2018: l’Avvocato Merluzzi offre i propri servizi pro bono…

Una delibera al giorno – Delibera n. 438 del 7 maggio 2018: l’Avvocato Merluzzi offre i propri servizi pro bono…

Con delibera n. 438 del 7 maggio 2018, il Consiglio Federale ratifica l’incarico all’Avvocato Fabrizio Merluzzi, affiinchè tuteli la Federazione dalla azione denigratoria messa in atto da più soggetti, così come indicati nella precedente delibera 406 del 9 Aprile 2018.

L’Avvocato Fabrizio Merluzzi eseguirà l’incarico affidatogli, pro bono, come da dichiarazione allegata.

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La delibera n. 406 del 9 aprile 2018, che riportiamo per completezza, nei considerata, sosteneva che #TEO avesse denigrato la reputazione della Federazione e degli Organi di Giustizia, sollevando dubbi di legittimità sulla posizione dell’Avvocato Alessandra Bruni in qualità di Presidente della Corte Federale d’Appello F.I.S.E.. A causa di tale supposta attività denigratoria, il Consiglio Federale incaricava il Presidente pro tempore Marco Di Paola di individuare un legale che potesse occuparsi della vicenda.

 

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Orbene, il Presidente pro tempore Marco Di Paola si è dato subito da fare:

  • il 9 aprile il Consiglio dà incarico al Presidente di individuare e incaricare un legale per la tutela della Federazione in sede civile e penale;
  • il 18 aprile viene presentata la querela;
  • il 3 maggio l’Avvocato Fabrizio Merluzzi, allegando la querela depositata, dichiara che svolgerà il suo incarico gratuitamente, “essendo quella della equitazione una passione familiare da tempo coltivata”. 

Tutto codesto polverone – è il caso di ricordarlo – nasce dal fatto che noi di #TEO abbiamo sollevato delle perplessità in merito al ruolo ricoperto da Alessandra Bruni, Avvocato dello Stato, che, in quanto tesserata F.I.S.E. – dalla lettura della normative federali  ed in base ad almeno due precedenti – sarebbe risultata incompatibile con la carica ricoperta, di presidente della Corte d’Appello Federale.

I dettagli e il sunto dell’intera vicenda li potete consultare, andando a leggere questo post di poco tempo fa, in cui facevamo il riassunto della situazione: F.I.S.E. chiama, #TEO risponde: VERO CHE?.

Incuriositi dalla lettera presentata dall’Avvocato Fabrizio Merluzzi, che offre le proprie prestazioni professionali pro bono (gratuitamente), “essendo quella della equitazione una passione familiare da tempo coltivata”, abbiamo cercato di capire chi fosse codesto legale.

Quello che ci ha lasciato perplessi è che l’Avvocato Fabrizio Merluzzi – legale di altissimo profilo – svolge la professione di avvocato nello stesso studio dell’Avvocato Giuseppe Cincioni. L’Avvocato Cincioni, peraltro, nome già noto in Federazione, essendo stato l’avvocato difensore di Paolo Margi (clicca di seguito decisione_n._69-2015), è il marito dell’Avvocato Alessandra Bruni.

Come è possibile vedere qui sotto, gli Avvocati Cincione e Merluzzi condividono lo studio e il numero di telefono (notizie desumibili semplicemente googlando i loro nominativi): lavorano insieme.

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Oltre a condividere lo studio, entrambi gli avvocati, sono protagonisti congiuntamente in diversi processi penali di rilevanza.

L’Avvocato Fabrizio Merluzzi, che ha offerto gratuitamente la sua professionalità alla F.I.S.E. è socio di studio del marito dell’Avvocato Alessandra Bruni, la Presidente della Corte Federale d’Appello della F.I.S.E., che #TEO ha “osato” mettere in discussione, per quanto riguarda la sua posizione all’interno egli organi di giustizia federali.

Siamo molto perplessi dell’elasticità di questa dirigenza, che, paladina (giustamente o ingiustamente non ci riguarda) del concetto di conflitto d’interessi con i propri tesserati,  mette in campo forze la cui professionalità è assolutamente indiscussa, ma i cui legami possono generare, per lo meno, incertezza.

Basti ricordare:

  • l’incarico dato all’Avvocato Ferruccio Maria Sbarbaro, figlio del Presidente della Corte Federale di Garanzia della F.I.S.E. – Avvocato Giorgio Sbarbaro – per 15.000 euro per “definire i rapporti” con Fitetrec-Ante (leggi l’articolo, cliccando qui);
  • il mandato all’Avvocato Angelo Clarizia, padre dell’Avvocato Paolo Clarizia, componente del Tribunale Federale F.I.S.E., per attivare un procedimento contro la Consigliere Eleonora Di Giuseppe (leggi l’articolo, cliccando qui);
  • e ora l’individuazione di un legale per attivare un procedimento penale a carico di chi avrebbe dubitato della posizione dell’Avvocato Alessandra Bruni come Presidente della Corte Federale d’appello in F.I.S.E., nella figura del socio del marito della Bruni stessa.

Non mettiamo in dubbio la professionalità di alcuno. Stiamo solo riportando – come sempre – i fatti.

Ad maiora.

gf

Cesare Croce a casa.

Cesare Croce a casa.

Apprendiamo che da poche ore che Cesare Croce è rientrato al proprio domicilio.

Non siamo a conoscenza dei dettagli, ma sicuramente il ritorno a casa dalle carceri di Monza sta a significare un alleggerimento della sua posizione; auspichiamo vivamente che si arrivi alla espressione “estraneità ai fatti“, in modo che l’ingegner Croce possa archiviare questa terribile esperienza e tornare alla sua vita quotidiana.

Permangono le nostre perplessità in merito alla delibera d’urgenza del Presidente Di Paola che ha sospeso gli incarichi di Cesare Croce; ma siamo anche dell’idea che il pro tempore sia consapevole delle responsabilità che gravano sulla sua persona, per gli atti che compie, soprattutto quando delibera d’urgenza; e che, per giunta, sia sempre a portata di mano la “giustificazione” che in quel momento non si sarebbe potuto comportare diversamente.

gf

 

 

 

Di Paola sospende Cesare Croce con delibera d’urgenza. Ma era proprio necessario?

Di Paola sospende Cesare Croce con delibera d’urgenza. Ma era proprio necessario?

“…il Presidente federale – con delibera d’urgenza – ha sospeso gli incarichi conferiti a Cesare Croce nell’ambito della Federazione…”

Il Regolamento di Giustizia FISE stabilisce (art. 60) – in attuazione a quanto previsto dal Codice di Comportamento sportivo del CONI (art. 11) – che è il Tribunale Federale, su segnalazione del Procuratore Federale, l’organo competente a disporre la sospensione in via cautelare di coloro che, componenti di Organi federali o di Organismi rappresentativi delle società affiliate, siano stati condannati, ancorché con sentenza non definitiva, per specifici delitti o che siano stati sottoposti a misure di prevenzione o di sicurezza personale. In tali casi, il provvedimento del Tribunale Federale è meramente ricognitivo delle situazioni di fatto e i soggetti interessati dai suddetti provvedimenti provvedono a comunicare alla Federazione l’esistenza o la sopravvenienza di tali situazioni e a fornire alla stessa ogni chiarimento richiesto.

Contro il provvedimento di sospensione eventualmente emesso dal Tribunale Federale e comunicato alla parte interessata, è ammesso ricorso alla Corte Federale di Appello.

Le procedure indicate nell’articolo 60 del Regolamento di Giustizia servono a garanzia delle cariche indicate (componenti di Organi federali o di organismi rappresentativi delle società affiliate). Nel caso di Cesare Croce non è stata applicata alcuna forma di garanzia, nè risultano essere stati coinvolti gli Organi di Giustizia federale (né tantomeno il Consiglio, né la Consulta federale). Ha deciso il Presidente pro tempore Marco Di Paola con una delibera di urgenza – vero e proprio atto di imperio, in questo particolare caso addirittura fuori dalle competenze del Presidente (rif. art. 27 Statuto Federale) – senza attendere neppure 24 ore dai fatti accaduti per esaminare la situazione, e senza dare la possibilità a Cesare Croce di dimettersi spontaneamente o di autosospendersi attraverso l’azione dei suoi legali.

Lo Statuto FISE, al comma 9 dell’articolo 27, stabilisce che “Il Presidente federale può adottare delle deliberazioni SOLO in casi di ESTREMA URGENZA” e ha “l’obbligo di sottoporre le decisioni assunte a ratifica del Consiglio federale, nella sua prima riunione utile.”.

Non è chiaro tuttavia quale sia stata l’ESTREMA URGENZA che ha consentito a Di Paola di disporre la sospensione degli incarichi conferiti nell’ambito della Federazione a Cesare Croce, “Responsabile del Dipartimento Dressage” come indicato nel comunicato stampa della FISE.

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Il Dipartimento Dressage e le attività ad esso connesse constano infatti di molteplici figure: un Direttore Sportivo, un Consigliere federale referente, una Commissione Dressage, gli uffici federali, etc. e l’assenza di Croce, almeno nell’imminenza, non risulta compromettere la situazione.

Per quanto riguarda il ruolo di Show Director dello CSIO di Roma Piazza di Siena, esso non sembra essere stato conferito a Cesare Croce dal Consiglio federale, bensì dal Comitato Tecnico di Gestione del concorso di cui Croce è anche membro (delibera n. 333 del 9 aprile 2018).

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In ogni caso, il concorso prevede, come da programma approvato dalla FEI e pubblicato, diverse figure di coordinamento oltre a Croce, prima fra tutte un Event Director, tenute ad assicurarne la corretta gestione. A conferma di ciò, alla data odierna, risulta assente dal programma ufficiale di Piazza di Siena sia il nome di Cesare Croce che il ruolo di Show Director.

Dunque, anche in riferimento al ruolo di Show Director di Piazza di Siena non risulterebbe alcuna “estrema urgenza” che motivi una delibera del Presidente federale.

Restiamo in attesa di rettifiche da parte degli organi competenti al fine di contribuire e sostenere la Federazione, fornendo risposte ai tanti tesserati che le pongono:

  • Perché una delibera d’urgenza per sospendere Cesare Croce dagli incarichi federali?
  • Perché il Presidente, avocando a sé una funzione che non gli compete, ha disposto tale sospensione?
  • A quali norme federali ha fatto riferimento il Presidente, all’atto della “sospensione presidenziale d’urgenza” di Cesare Croce dagli incarichi?

Ricordiamo al Presidente pro tempore Marco Di Paola (sappiamo che è un nostro affezionato lettore) che il prossimo Consiglio Federale è stato convocato tra 18 giorni (l’11 giugno), ma la maggioranza dei Consiglieri Federali sarà a Piazza di Siena. Qualora fosse necessaria una riunione di consiglio per decisioni urgenti (il termine di convocazione diventa di 3 giorni), è ancora possibile convocarla.

Noi di #TEO speriamo vivamente che la situazione venga chiarita, perchè se lo stato dell’arte rimanesse quello attuale, il messaggio che trapela – in maniera peraltro forte – dal comunicato stampa della F.I.S.E. non sembra essere altro che una ferma presa di distanza di Di Paola da un uomo, Cesare Croce, che oltre ad essere stato il Presidente più longevo della F.I.S.E., è stato un elemento fondamentale della campagna elettorale di Di Paola stesso…un uomo, che fino a prova contraria non è al momento attuale stato giudicato colpevole in alcun grado di giudizio.

tl

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ph. credits: ©tuttodressage.it

 

 

Vero che…? – F.I.S.E. corrisponde 15.000 euro al figlio del Presidente della Commissione Federale di Garanzia per “definire i rapporti” con Fitetrec ANTE.

Vero che…? – F.I.S.E. corrisponde 15.000 euro al figlio del Presidente della Commissione Federale di Garanzia per “definire i rapporti” con Fitetrec ANTE.

Inauguriamo oggi la nuova rubrica “Vero che…?”, rendendo partecipi i lettori del nostro piccolo blog delle modalità con le quali noi di #TEO approcciamo agli argomenti trattati nei nostri post. In linea con ogni organismo strutturato che si rispetti, il referente della Commissione “Vero che…?” è una delle nostre firme più illustri, che risponde alle iniziali “tl”: Tyrion Lannister. Come è risaputo, è l’autore più indicato a seguire questa rubrica, perchè “Questo è quello che faccio: bevo e so le cose”.

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“Vero che…?” sarà una rubrica assolutamente lapidaria, fatta eccezione per questo primo numero, in cui spiegheremo sinteticamente come funziona. Senza lasciare alcun spazio ad interpretazioni, e rispondendo solo con VERO, ove possibile, porteremo alla luce episodi ed avvenimenti che scaturiscono dall’esame delle delibere federali, che magari sono passati inosservati e che ci lasciano perplessi o meravigliati. Lasciamo ai lettori – affezionati o meno – lo spazio per i commenti e le elucubrazioni e soprattutto, per espresso volere dello scrivente (Tyrion), eviteremo domande retoriche. Se verranno poste delle domande alla fine di post, saranno veri e propri quesiti…e magari ci aspetteremmo che qualcuno ci dia delle risposte puntuali.

Delibera n. 962 del 4 dicembre 2017

Il Consiglio Federale dà mandato allo Studio associato Libra – Legal Partners per la definizione e disciplina dei rapporti con la Fitetrec ANTE. Di seguito la delibera.

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  • Vero che la F.I.S.E. si è impegnata a corrispondere 15.000 euro ad uno studio legale romano per definire e disciplinare i rapporti con Fitetrec ANTE?

VERO

  • Vero che esisteva già un accordo precedente tra F.I.S.E. e Fitetrec ANTE, che è stato disdettato in data 12 Settembre 2017 dal Presidente Pro Tempore Marco Di Paola?

VERO

  • Vero che di tutti i professionisti che lavorano all’interno dello Studio Libra – Legal Partners, la Dirigenza ha scelto l’Avvocato Ferruccio Maria Sbarbaro?

VERO

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VERO

  • Vero che la F.I.S.E. si è impegnata a corrispondere al figlio dell’Avvocato Giorgio Sbarbaro, Presidente della Corte Federale di Garanzia della F.I.S.E. l’importo di 15.000 euro per disciplinare i rapporti con Fitetrec ANTE, rapporti per altro già disciplinati da precedente convenzione, e oggi (aprile 2018) in via di ridefinizione solo grazie all’intervento del CONI?

VERO

  • Vero che l’Avvocato Ferruccio Maria Sbarbaro ha un profilo professionale altissimo, ma dal curriculum vitae estratto dal sito internet dello Studio Legale Sbarbaro, composto dagli avvocati Giorgio Sbarbaro, Ferruccio Maria Sbarbaro e Eleonora Sbarbaro, non emerge “l’adeguata esperienza del settore giuridico sportivo” citata nei considerata? [clicca di seguito Curriculum Avvocato F. M. Sbarbaro]

VERO

Il quesito centrale che ci sentiamo di porre è: si configura conflitto d’Interesse? Corrispondere al figlio del Presidente di un organo di giustizia sportiva endofederale un incarico professionale – naturalmente il tutto senza mettere in discussione caratura professionale di entrambi, né tantomeno il rispetto del codice deontologico – è una pratica che può definirsi al netto del concetto di Conflitto d’interesse?

Ad maiora.

tl

 

 

F.I.S.E. 2018 – Quasi 250 incarichi per 1 milione e mezzo di spesa. Ecco a voi la nuova corte di Re Marco I.

F.I.S.E. 2018 – Quasi 250 incarichi per 1 milione e mezzo di spesa. Ecco a voi la nuova corte di Re Marco I.

Duecentoqurantacinque (245) incarichi, per 1.500.000 di euro tra compensi e rimborsi (al momento); scompare il Dipartimento Scuole di Equitazione, uno dei pilastri della campagna elettorale di Marco Di Paola; il Dipartimento Pony, appannaggio del fedelissimo Palma, viene stravolto rispetto al 2017 e comunque deliberato quasi sempre d’urgenza, in coerenza con quanto avvenuto l’anno scorso; creati dipartimenti e commissioni formati da una sola persona.

Questo a grandi linee quanto sta accadendo in F.I.S.E., oramai diventata il parco giochi di – chiamiamolo pure – Re Marco I.

Noi di #TEO abbiamo in cantiere questo pezzo da fine febbraio, quando sembrava che fosse oramai delineata la versione 2018 della F.I.S.E. di Di Paola. In realtà ci siamo resi conto che la tecnica adottata dalla dirigenza attuale di pubblicare le delibere in più riprese (esistono addirittura 5 versioni differenti delle delibere del 19 febbraio, n.d.r.) non fa altro che dar vita ad una “trasparenza a puntate“; getta – purtroppo – ombre sulle delibere e sui processi decisionali; e, “last but not least“, non ci consentiva di pubblicare questo post, per l’incompletezza delle informazioni in nostro possesso. Abbiamo fatto alcune valutazioni, e abbiamo deciso di pubblicare ora, consapevoli che siamo alla definizione della nuova struttura all’80-90%.

Un po’ di numeri e qualche curiosità sulla versione 2018 della Federazione Italiana Sport Equestri:

  • 245 incarichi (276 nel 2017);
  • € 1.321.100,00 i compensi deliberati ad oggi (€ 1.030.377 nel 2017);
  • € 145.450,00 i rimborsi già deliberati + € 53.000,00 in rimborsi già previsti per il secondo semestre del 2018, ma non ancora erogati, per un totale provvisorio di € 198.450,00 (€ 235.344,00 nel 2017);
  • 17 dipartimenti (14 nel 2017);
  • 27 commissioni (25 nel 2017)
  • 4 CNUG;
  • 5 gruppi di lavoro;
  • 1 team (?);
  • 1 centro studi federali.

Il Dipartimento Scuole di Equitazione – Pur essendo aumentato il numero dei dipartimenti rispetto al 2017, è scomparso il Dipartimento Scuole di Equitazione, cavallo di battaglia della campagna elettorale di Di Paola. Tale Dipartimento – coordinato da Antonio Piovan (che percepiva un emolumento di 12.0000 euro più 3.000 euro annue di rimborsi spese), e supportato da una Commissione Consultiva, costituita da Mario Scribano, Ezio Pollastrini, Stefano Paperini e Maria Grandinetti (pro bono) – non è più nell’organigramma: non c’è alcuna spiegazione all’eliminazione di tale settore, testimonianza tra l’altro dell’attenzione prestata dal Presidente alla “base”.

Il Dipartimento Monta AmericanaUn dipartimento formato da una persona sola è una forte innovazione. Stefano Serni coordina se stesso e tutto il dipartimento, percependo 18.000 euro l’anno di compenso. Si attendeva che Serni venisse premiato, dopo il doppio ruolo giocato in campagna elettorale (sosteneva i due candidati alla presidenza, sventolando sotto il naso di entrambi la sua cartelletta ripiena di deleghe, ma di base era da sempre d’accordo con Di Paola).

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ph. credit – Poniamo

Il Dipartimento Pony – Finalmente Mino Palma viene chiamato con il suo reale nome, Cosimo Riccardo, e ha l’incarico ben definito e retribuito di coordinatore del dipartimento (18.000 euro l’anno il compenso e 2.500 euro di rimborsi spese; già comunque voci insistenti parlano di un ritocco verso l’alto del compenso, dandogli qualche altro incarico, magari a livello regionale). Il Dipartimento Pony è stato rivoluzionato, eliminando le figure dei fiduciari regionali, e strutturandolo attorno alla figura del coordinatore, Mino Palma. Triste, a parere nostro, vedere una professionalità come quella di Mario Giunti sacrificata a capo di una commissione nel dipartimento (24.000 euro l’anno il compenso e 2.500 euro di rimborsi spese), e con gente senza alcuna competenza specifica gerarchicamente sopra di lui.

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ph. credit – L’Opinione Equestre

Formazione, ma quanto mi costi? (e quanto mi potresti costare, se qualcosa andasse storto?)– Il Dipartimento Formazione, presieduto da un altro dei fedelissimi di Di Paola, al secolo Gilberto Sebastiani (34.200 euro l’anno il compenso) pesa sulle casse federali per 126.800 euro in totale. Ci aspettiamo miracoli dalla Formazione targata Di Paola. Emblematica la figura di Barbara Ardu (72.000 euro l’anno il compenso) vero pilastro della F.I.S.E., per cui lavora da quasi 30 anni, e che, da sempre viene stipendiata a mezzo dei contratti tecnico/gestionali ex art. 67/69 T.U.I.R.. Non si tratta di contratti di lavoro di natura subordinata, non portano al riconoscimento di alcun tipo di previdenza…eppure oramai il profilo della Ardu è così alto, che nessuno, neppure i commissari, sono riusciti ad assumerla regolarmente. Barbara Ardu, in questo momento, è un personaggio chiave della F.I.S.E.: vale quanto un piccolo piano di risanamento. Basti pensare, nella gestione federale precedente, quanto erano costate alla F.I.S.E. due cause del lavoro di due collaboratori tecnico/gestionali del Comitato Regionale Toscana.

Il collezionista di incarichi – And the winner is: Cosimo Riccardo Palma, l’uomo, la dimostrazione vivente che, se scommetti sul “cavallo” giusto (Marco Di Paola) puoi veramente sperare di “fare carriera”. E così il nostro (o)Mino nazionale, da semplice agitatore delle masse e promotore di creme lenitive, ad oggi risulta essere:

  • Coordinatore del Dipartimento Pony;
  • Coordinatore delle attività federali all’interno del Gruppo di lavoro per Piazza di Siena;
  • Referente attività sportive nazionali nel Team Fiera Verona 2018;
  • Coordinatore del Gruppo di Lavoro interno al Team Fiera Verona 2018;
  • Coordinatore del Gruppo di Lavoro per l’organizzazione delle Ponyadi;
  • Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cavalli a Roma”.

…effettivamente 18.000 euro sono un po’ pochini…

Cliccando sulla scritta in rosso sottostante (STRUTTURA FISE 2018) è possibile accedere ad uno schema di tutti i compensi, i rimborsi e gli incarichi della Federazione Italiana Sport Equestri 2018. Purtroppo, come già accennato all’inizio del post, lo schema non è ancora completo, poiché non sono quantificati molti rimborsi spese e alcuni compensi. L’importo totale da noi indicato in questa sede quindi è ancora provvisorio, ed è destinato a salire. Non sappiamo cosa abbia in mente il Presidente pro tempore Di Paola, circa il destino della F.I.S.E.: la nostra impressione è che al momento stia ancora pensando a saldare i debiti pre-elettorali, e che si stia già preoccupando della prossima campagna elettorale. Tra una fase e l’altra, però, ci sarebbe lo SPORT a cui pensare: e l’impressione è che allo sport, almeno per il momento, lui stia solo sottraendo risorse economiche!

STRUTTURA FISE 2018

gf

Dillo a #TEO – Mara Marangoni, la non veterinaria dell’Endurance.

Dillo a #TEO – Mara Marangoni, la non veterinaria dell’Endurance.

Marco Di Paola e la sua dirigenza stanno ridisegnando la F.I.S.E. a loro immagine e somiglianza. Nell’ultimo Consiglio Federale (19 febbraio) sono state fatte “alcune” nomine. #TEO ha tratto diversi spunti molto interessanti da quanto letto oggi nel comunicato federale inerente il resoconto dell’ultimo consiglio.

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E’ d’obbligo, però, dare la precedenza alla nostra rubrica “Dillo a #TEO, a cui è arrivata una segnalazione, secondo la quale la dott.sa Mara Marangoni, appena nominata nella commissione dei selezionatori per il settore giovanile dell’Endurance, in quanto veterinario, in realtà veterinario non è.

O per lo meno non lo è più.

Di seguito l’estratto dal comunicato federale, inerente il Consiglio Federale del 19 febbraio, che potete trovare nella sua versione integrale, cliccando su questo link.

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Abbiamo subito fatto le verifiche, e di seguito vi forniamo le risultanze. Andando sul sito www.fnovi.it , il sito delle Federazione Nazionale Veterinari Italiani, ed inserendo il cognome Marangoni nel motore di ricerca a livello nazionale, non ci risulta nessuna “Mara Marangoni”.

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Abbiamo in seguito effettuato un controllo sul Tesseramento online di F.I.S.E., e, come si può vedere, effettivamente, fino al 2011 la dottoressa Marangoni risultava essere tesserata come veterinario associato F.I.S.E.. Dopo quell’anno non ci sono altre corrispondenze.

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Che dire? Un ennesimo flop di questa dirigenza, che non si preoccupa neppure di controllare i requisiti delle persone che va a nominare. Passino pure (o magari no) le innumerevoli nomine che sta accumulando l’uomo senza competenze specifiche in assoluto – Cosimo Riccardo Palma -, ma che venga nominato come veterinario di una commissione  selezionatrice di un settore una Mara Marangoni che veterinario non è più, pare veramente un eccesso.

Naturalmente, come è consuetudine, la dirigenza, o chi per essa, saprà elargire al popolo equestre una plausibile giustificazione.

Ma popolo equestre non significa popolo bue.

sp