Croce: 18 capi d’accusa, iniziata udienza rinvio a giudizio

Croce: 18 capi d’accusa, iniziata udienza rinvio a giudizio
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HellBoy

Giorni fa, sulla nostra pagina Facebook, abbiamo inaugurato la nuova rubrica “il mini pony con la rogna”, un appuntamento che vuole esaminare gli argomenti più spinosi della gestione federale attuale. Il protagonista della prima puntata è stato Cesare Croce, prima sospeso e poi reintegrato dall’innominabile come responsabile del Dipartimento Dressage. Nomi importanti legati alla dirigenza federale attuale si sono scagliati contro di noi, per aver osato contestare il reintegro di Cesare Croce, uno su tutti Vincenzo Truppa.

Il nostro parere, al netto di qualsiasi forma di garantismo, è che, alla luce di quanto esposto di seguito, sarebbe eticamente corretto che la dirigenza federale si preoccupasse di trovare un altro responsabile del settore.

Buona lettura.

E’ in corso dal 16 ottobre 2018 l’udienza preliminare per il rinvio a giudizio di Cesare Croce, capo del dipartimento Dressage della F.I.S.E., arrestato il 21 maggio 2018, poi agli arresti domiciliari per aver collaborato con i magistrati.

Attualmente non e’ sottoposto a misure cautelari.

Per Cesare Croce e’ stato chiesto il rinvio a giudizio per 18 capi di incolpazione: 17 per la violazione del D. Lgs. 74/2000 artt. 8 e 2, un capo di incolpazione riguarda l’art. 416 del Codice Penale, associazione a delinquere con il ruolo di organizzatore per danni arrecati alle società coinvolte per decine di milioni di euro.

(Le società riconducibili a Giuseppe Malaspina sono attualmente sotto sequestro e gestite da amministratori giudiziari. n.d.r.)

Il denaro dei tesserrati della FISE deve essere utilizzato per stipendiare un rinviato a giudizio con 18 capi di incolpazione?

Diteci voi.

hb

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Le interviste di #TEO: La parola a Catia Brozzi, Presidente di A.N.I.T.E..

Le interviste di #TEO: La parola a Catia Brozzi, Presidente di A.N.I.T.E..
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Guy Fawkes

Abbiamo contattato Catia Brozzi, presidente di A.N.I.T.E., attaccata in modo molto violento sui social in merito alla Circolare emessa dal Ministero dei Trasporti, congiuntamente con il Ministero degli Interni, perchè indicata come la responsabile del testo della Circolare all’oggetto. La Signora Brozzi, molto gentilmente, ha risposto alle nostre domande, chiarendo in maniera inequivocabile la propria posizione. Buona lettura!

#TEO: Ci parli di A.N.I.T.E..

Catia Brozzi: A.N.I.T.E. è l’acronimo di Associazione Nazionale Italiana Trasporto Equini. Costituita con atto pubblico nel giugno 2017, raggruppa oltre 20 aziende che svolgono trasporto cavalli per conto terzi, regolarmente iscritte all’albo trasportatori per c/terzi. Nasce con l’unico scopo di tutelare gli interessi degli associati nella gestione del loro lavoro.

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#TEO: In quanto Presidente di ANITE, Lei ha avuto un ruolo nella redazione della circolare chiarificatrice del 15 Ottobre? E in caso positivo, quale?

Catia Brozzi: Il mio ruolo è appunto quello di Presidente di ANITE: di conseguenza, affiancata da professionisti del settore, mi occupo di tutelare i mie associati e di trovare risposte ai loro quesiti e problemi. Per quanto riguarda la stesura della Circolare all’oggetto ho semplicemente fatto richiesta ai Ministeri competenti – che poi hanno firmato la Circolare – di far chiarezza sulle problematiche del trasporto cavalli, evidenziando bene quando ci si trovi nell’ambito del trasporto per conto terzi e quando  del trasporto per conto proprio. La Circolare non è altro che un chiarimento di Norme esistenti.

#TEO: Ha mai fatto proposte di collaborazione alla Federazione Italiana Sport Equestri, nella persone del Presidente pro tempore Marco Di Paola, o del Presidente della Commissione Trasporto Equidi, Luca D’Oria, in modo da poter addivenire congiuntamente ad una soluzione per il problema dei Trasporti?

Catia Brozzi: Sì, abbiamo più volte chiesto un incontro alla FISE per tramite del Dott. D’Oria; a Fieracavalli, a Verona, nel 2017 presentammo al Presidente Marco Di Paola la nostra associazione ,chiedendo in via informale un incontro per trovare soluzioni al delicato problema del trasporto cavalli. Il nostro legale ha anche inviato una raccomandata con ricevuta di ritorno…senza mai avere ricevuto una risposta.

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#TEO: Secondo Lei, quale potrebbe essere la soluzione per i circoli ippici per trasportare i cavali degli associati in gara? E’ necessario chiamare dei trasportatori professionisti, o può esserci ancora spazio per trasportare i cavalli con i mezzi della Associazione?

Catia Brozzi: Non sono io il Legislatore, che può cambiare una legge o una norma. Credo che se le Federazioni e i trasportatori si trovassero ad un unico tavolo con il buon senso e nell’unico interesse di chi pratica sport a cavallo, la soluzione si potrebbe trovare, per poi proporla, uniti, ai Ministeri competenti.

#TEO: Oggi (ieri, n.d.r.) la FISE, con 5 giorni di ritardo, ha emesso un comunicato stampa congiunto con FITETREC-ANTE, in cui dichiara di aver preso contatti con il Ministro Salvini e con il Ministro Toninelli, per arrivare alla revisione della circolare. Cosa ne pensa?

Catia Brozzi: Sono sorpresa di una reazione cosi pesante e del fatto che si voglia addossare la colpa di una “circolare” ad un Associazione che ha semplicemente chiesto chiarimenti. Il nuovo Governo parla e mette come prioritaria la legalità….dunque credo che il Ministro Salvini – che stimo molto – accoglierà ogni richiesta ma sempre rimanendo entro i confini della legalità!

Grazie, Catia Brozzi, per queste risposte illuminanti. 

gf

Circolare interministeriale del 15 ottobre 2018 Trasporto equidi – Fine dei giochi: il lassismo della F.I.S.E. mette nei guai tutto il comparto equestre!

Circolare interministeriale del 15 ottobre 2018 Trasporto equidi – Fine dei giochi: il lassismo della F.I.S.E. mette nei guai tutto il comparto equestre!
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HellBoy

Il 15 ottobre scorso è stata pubblicata la circolare interministeriale (coinvolge contemporaneamente il Ministero degli Interni e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) inerente il Trasporto Equidi.

Potete consultarla cliccando QUI.

La abbiano studiata, esaminata, girata e rigirata: il risultato è uno solo. E’ finita! E’ finita per tutti quei centri ippici, che hanno eventualmente intestato un mezzo, o lo hanno in usufrutto/comodato,  e trasportano i propri associati a fare concorsi. Non c’è più spazio, non tanto (come erroneamente dice qualcuno) per guadagnarci, quanto per permettere a costi più contenuti ai propri associati di praticare lo sport equestre.

Per la prima volta, da anni a questa parte, la circolare è stata redatta con dovizia di particolari, andando ad esaminare tutte le fattispecie possibili, nonché praticabili, per poter utilizzare la licenza in conto proprio, per esempio per portare gli allievi di un centro ippico a fare un concorso con un van in disponibilità del centro stesso. Ora, per farlo, sarà necessario chiamare un trasporto conto terzi, un trasportatore autorizzato esterno, comportando un aggravio importante delle spese per la movimentazione degli equidi.

In parole povere, ora il proprietario del mezzo potrà trasportare equidi di esclusiva sua proprietà e/o disponibilità, e verrà verificato dalle autorità competenti che oltre alla disponibilità sussista anche il requisito di utilizzo: porto il mio cavallo con il mio van e lo monto in gara.

Chi dobbiamo ringraziare per tutto ciò? 

Due persone in particolare, la cui inattività, incompetenza e lassismo hanno portato alla redazione di questa circolare: il Presidente pro tempore della F.I.S.E. Marco Di Paola, e il Presidente della Commissione Trasporti e Movimentazione Equidi, Luca D’Oria. Dobbiamo “ringraziare” codesti due individui, perchè se avessero svolto il compito loro istituzionalmente dovuto, non si sarebbe arrivati qui. 

La commissione Trasporti e Movimentazione Equidi, costituita nel 2017, è composta da 5 membri:

Luca D’Oria – Presidente

Simone Perillo – Componente (Segretario Generale F.I.S.E.)

Adriano Sala – Componente

Andrea Scianaro – Consulente tecnico (ci risulta si sia dimesso tempo addietro)

Gianluigi Giovagnoli – Segretario

E’ una mossa inutile e dannosa quella di incolpare terze persone, esterne alla Federazione, di aver fatto redigere la circolare a loro vantaggio. La Federazione Italiana Sport Equestri è il massimo referente presso i ministeri per queste tematiche – lo è da più di 15 anni – e la totale inattività degli ultimi periodi su questa tematica, cavallo di battaglia della campagna elettorale di Di Paola, ha portato a questo risultato disastroso, che rischia di far collassare economicamente il comparto, soprattutto per l’utenza equestre, denominata LA BASE.

Cliccate QUI!

Potete ben vedere, aprendo gli allegati che i ministeri hanno sempre risposto alle domande espresse della F.I.S.E., riconoscendola come ente preposto alla tematica trasporti nel mondo equestre ludico-sportivo.

Questa dirigenza è inadeguata al ruolo che ricopre. Questo è il punto! L’uscita della Circolare coincide con la settimana della Fieracavalli di Verona. Se venisse applicata la circolare, sarà una vera e propria strage! Ha poco da fare lo spiritoso il Presidente pro tempore Di Paola, che rassicura sul fatto che incontrerà Ministri, delegati, funzionari e via dicendo, con l’appoggio e l’aiuto dei Presidenti dei Comitati Regionali (vedi il neoeletto Orlandi, oppure la Bianconi), e che dice che entro tre mesi sarà tutto a posto. Tra tre mesi è prevista (è scritto sull’ultima pagina della circolare) la possibilità di revisionare nei contenuti, ove necessario: ma sarai mai possibile che bisogna rincorrere dopo che il disastro è stato fatto? Questa è la summa di incompetenza, incapacità di programmazione e dilettantismo allo sbaraglio.

Complimenti!

hb

fede

 

 

Elezioni regionali Lombardia – Il bello, il rubicondo e il nonno alla resa dei conti!

Elezioni regionali Lombardia – Il bello, il rubicondo e il nonno alla resa dei conti!
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Hell Boy

Mancano meno di 48 ore alla proclamazione del nuovo Presidente del Comitato Regionale Lombardia, e non possiamo esimerci dal fare una disamina finale della situazione. Lunedì 15 ottobre, alle ore 11 in prima convocazione e alle 12 in seconda convocazione, nella fiera di Rho, Centro Congressi Stella Polare, entrata Porta Sud sarà il giorno della verità. Cliccando su questo link potete trovare il testo integrale della convocazione della Assemblea.

Chi vincerà?

imageNoi sappiamo solamente chi NON vincerà: e purtroppo si tratta del candidato Avvocato Gianluca Paracciani. Sinceramente siamo dispiaciuti che questa ventata di novità non trovi il consenso meritato, non tanto per la validità o meno di Paracciani & Co., quanto per l’idea in sé di fare spazio ad una nuova generazione politica: sarebbe anche ora…vedremo se il team di Paracciani riuscirà a piazzare uno/due consiglieri nella squadra del vincitore, che possano fare un po’ di esperienza all’interno del Comitato, anche se, e lo ripeteremo alla nausea, il ruolo del Consiglio Regionale è marginale da un punto di vista politico.

Veniamo ai due contendenti “reali”. Abbiamo girato un po’ per la Lombardia, abbiamo chicchierato, abbiamo ascoltato…hanno vinto entrambi, a sentire i candidati e i rispettivi supporters.

La cosa più brutta, a nostro parere, una aberrazione di questo sistema elettorale, è che la vittoria si gioca sul numero delle deleghe raccolte…perchè il mondo equestre chiacchiera, fa e disfa, ma è formato, molto probabilmente da gente pigra, che preferisce affidare le proprie deleghe, piuttosto che andare ad esprimere il proprio voto.

roncoroniE così, girano tanti numeri sul le deleghe in possesso dei rispettivi Presidenti…e sono così diversi che abbiamo pensato ad un certo punto di giocarli al superenalotto. Peccato che – ad esempio – Marco Tassoni, responsabile della campagna di Emilio Roncoroni, dichiari che hanno in mano 130 deleghe (essendo superiore al 90, non è un numero valido, per il superenalotto). I rivali di Roncoroni dicono che ne ha in mano 30 (un po’ pochine); i sostenitori di Orlandi parlano di 60, mentre i rivali dicono 40. Insomma è tutto un po’ confuso. Certo è che già una volta Vittorio Orlandi è stato spudoratamente ingannato da Stefano Serni, che si era dichiarato suo fedelissimo dalla Toscana nella raccolta delle deleghe, per poi girarle all’attuale Presidente pro tempore Marco Di Paola: questo a significare che il mondo equestre è tutto fuorché affidabile, ed esistono da sempre lavoretti “underdesk”. Alcune deleghe in mano ad Orlandi potrebbero magicamente trovarsi nelle mani di Roncoroni. (Per la cronaca, Stefano Serni ora è capo dipartimento monta americana – che di fatto non esiste dopo la diatriba risolta con Fitetrec – e percepisce 18.000 euro all’anno).

Partiamo da un presupposto: tutti e tre i presidenti sicuramente sono candidabili.

Non abbiamo dubbi in merito. Sicuramente per Roncoroni pende la possibilità che, in seguito a denuncia presso la Procura Federale (non ci interessiamo i gradi di giustizia ordinaria, non ci competono), possa essere sanzionato per la firma dei contratti tra la Regione Lombardia e l’Avvocato Monarca, che hanno portato al commissariamento della Regione Lombardia; ricordiamo, perchè è un dato di fatto, che è stato proprio Roncoroni a chiedere alla F.I.S.E. nazionale di commissariare la Regione. Sarà necessario capire quanto lunga è la memoria dei Presidenti dei circoli ippici lombardi…al momento, comunque, parrebbe che nessuno si sia mosso. Lo diciamo parlando per ragionamenti concludenti: se qualcuno avesse sporto un qualsiasi tipo di denuncia, Roncoroni, che non è storicamente un cuor di leone, si sarebbe bellamente ritirato, avvertito da chi di dovere.

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41665330_885095871660740_4081832494578532352_nE Orlandi? Orlandi ha fatto una campagna molto impegnativa: è onnipresente sui social, ha visitato più di 200 centri ippici (come dichiara sui social), ma conosceremo l’efficacia della sua campagna elettorale solamente appunto tra 48 ore. Una cosa che ci ha fatto “piacere” è che Francesco Bussu sia risultato incandidabile: riteniamo che la sua assenza dalla squadra di Orlandi, pur lasciando ben due posti vuoti nella attuale lista di candidati del Cavaliere, non possa altro che giovare al Comitato Regionale Lombardo.

Una cosa è sicura: Orlandi ha dichiarato in sede di incontro lunedì scorso con il presidente pro tempore Marco Di Paola che, in caso di elezione, viaggerà in sintonia con la Federazione Nazionale. Quindi, su questa dichiarazione, crolla la prima tematica portata avanti, da Palma, Tassoni & Co., secondo i quali una eventuale elezione di Orlandi avrebbe danneggiato la Regione. In secondo luogo, il tentativo, peraltro goffo fatto dalla squadra di Roncoroni di dichiarare che Mino Palma non avrebbe avuto alcun ruolo in queste elezioni lombarde, perchè impegnato con Roma, è miseramente fallito: Palma e Roncoroni, come Mimì e Cocò, ancora questa settimana, giravano per i maneggi lombardi ad elemosinare deleghe.

Cosa fanno nel frattempo i social?

E’ spuntata dal nulla una nuova pagina, che si chiama “Il diario equestre”, da cui ci dissociamo formalmente, pur avendo condiviso i nostri post. A tal proposito ne approfittiamo di ribadire che #TEO non è una testata giornalistica, come dichiarato in quella pagina (anche se di testate – ne siamo consapevoli – ne abbiamo date tante, n.d.r.).

“Equideando” ha invocato una sorta di silenzio preelettorale giusto oggi: ci ha fatto sorridere la scelta degli admin, ma molto probabilmente lo hanno fatto solo per stemperare la tensione e per evitare che in questo weekend, piuttosto che andare a leggere i risultati sportivi sulla pagina, gli appassionati sportivi leggano delle elezioni su altre pagine.

“UCIF” ha fatto un simpatico sondaggio orientativo, di nessun valore statistico, visto il numero esiguo di partecipanti, che darebbe una vittoria schiacciante in Lombardia al Cavalier Orlandi (si mormora che il Cavaliere abbia contattato il Mago Otelma, per farsi fare un rito anti-sfiga).

“EQUES” – chiaramente pro-Orlandi – si preoccupa solo di sciorinare editoriali chilometrici, che nessuno legge, visti i pochi like che raccoglie.

“Riders Equestrian Family” altro non è che una riproposizione dei contenuti della pagina di Vittorio Orlandi…ma quasi quasi preferiamo chi si schiera apertamente, piuttosto di chi invoca pause elettorali, per sostenere uno o l’altro candidato.

Idem come sopra per “Trotto, passo, alt”.

“La Clubhouse” ha dato spazio a tutti, e condivide pure noi abitualmente, permettendo che i supporters si “scannino” a suon di post e commenti e lasciando che emerga il folklore del mondo equestre in tutta la sua miseria.

Last but not least, “Stufi della F.I.S.E.”, mutuando la tecnica orlandiana alle elezioni 2015, ha già pubblicato i pizzini, pro-Roncoroni (naturalmente) che saranno distribuiti presumibilmente in sede di elezioni, nonché – addirittura – i pass per accedere al parcheggio per le votazioni di lunedì.

…forse questi gruppi equestri cominciano ad essere un po’ troppi…non escludiamo anche noi di essere i primi a dare l’esempio e abbandonare questa realtà. Fino ad allora, continuate a seguirci, perchè il buon pro tempore Marco Di Paola si è reso conto che i soldi stanno finendo e che le prossime elezioni si avvicinano, e ha messo in calendario di “segare” un sacco di persone e commissioni a Roma…ne vedremo delle belle!

hb

Elezioni Regionali Lombardia – Emilio Roncoroni: l’eterno numero due.

Elezioni Regionali Lombardia – Emilio Roncoroni: l’eterno numero due.
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Giacomo Casanova

Ed eccoci giunti all’ultimo candidato (in ordine alfabetico) al “soglio pontificio” del Comitato Regionale Lombardo, Emilio Roncoroni, l’aspirante presidente che, dopo 16 anni in Comitato Regionale, non sa neppure quanti tesserati abbia la Lombardia…ha sbagliato solo di 11.500 tesserati (sono 18.632 i tesserati lombardi – dati tratti dal sito F.I.S.E. al 30 giugno 2018 – non 30.000 come dichiara sul suo profilo social).

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Sicuramente è uno dei volti più conosciuti del territorio lombardo e non solo. E se noi di #TEO seguissimo la politica del pettegolezzo e del sentito dire, così in voga nel mondo equestre, potremmo dilungarci nel raccontarvi episodi e aneddoti di quando, oltre ad essere vice presidente della Regione, Roncoroni era a capo della C.N.U.G., la Commissione Nazionale degli Ufficiali di Gara, o dei numeri funambolici fatti in quanto ufficiale di gara. Ma lasciamo questo spunto alle chiacchiere di scuderia, di campo prova e, perchè no, anche di Clubhouse.

Parliamo di cose serie.

“Ho ricevuto la fiducia di tanti lombardi nelle precedenti elezioni regionali e anche nel 2016 mi era stato confermato il mandato elettorale.
Purtroppo è stato interrotto per cause a me indipendenti, sarebbe quindi un onore poter riprendere e completare questo impegno.”

“CAUSE A ME INDIPENDENTI”

Questa la dichiarazione che Roncoroni fa nel suo manifesto elettorale. Peccato che sia assolutamente non veritiera. Di fatto è Roncoroni il responsabile del commissariamento della Regione Lombardia: la Regione è stata commissariata per atti compiuti e firmati da lui, nel momento stesso in cui era presidente facente funzioni.  Ed è stato lui a richiedere formalmente il commissariamento della Regione, invece che indire elezioni, una volta decaduto Lupinetti. Due volte, nei diversi mandati in cui è stato vice presidente del Comitato Regionale ha ricoperto il ruolo di facente funzioni. Due volte, passateci il termine, ha combinato casini!

Mentre era presidente facente funzioni nel luglio 2013, Emilio Roncoroni firmò il contratto di consulenza – e peraltro nei mesi successivi fino al rientro di Lupinetti (marzo 2014) ne dispose i pagamenti – che ha portato l’attuale dirigenza a denunciare Lupinetti stesso per violazione delle disposizioni commissariali. Uberto Lupinetti, di fatto, al netto delle altre vicende giudiziarie, che in questa sede non ci riguardano, è stato indagato e perseguito per atti firmati da Roncoroni.

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Sono disarmanti le affermazioni di Roncoroni, nell’ambito del procedimento a carico di Lupinetti, che riportiamo di seguito:

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“…ho firmato come mero esecutore…”

No, signor Roncoroni, tu non eri un mero esecutore: eri il Presidente facente funzioni, e, avendo quell’incarico, su di te ricadevano automaticamente tutte le responsabilità in carico al Presidente del Comitato Regionale, e quindi al rappresentante legale del Comitato Regionale Lombardo. Giusto per fugare ogni dubbio, di seguito riportiamo il contratto firmato materialmente da Roncoroni, oggetto del contendere.

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Tuttora fatichiamo a capire come mai  il solo Lupinetti sia stato perseguito per questo contratto, e Roncoroni ne sia uscito pulito come un poppante dal lavatoio…forse perchè effettivamente è l'”utile idiota” di leninista memoria del Presidente pro tempore Di Paola, per mettere le mani sulla Regione Lombardia?

La seconda volta che Roncoroni è stato presidente facente funzioni, cosa fa? Invece di traghettare serenamente la regione ad elezioni, richiede di essere sollevato dall’incarico e di nominare un commissario, che, come sappiamo, si è installato nella Regione per quasi un anno, permettendo agli uomini di Roma in inserirsi nel tessuto del territorio. Tra l’altro, le motivazioni addotte per insediare il commissario, riguardavano presunti malfunzionamenti del Comitato ed irregolarità contabili…che però, ci risulta, non essere state rilevate in alcun modo.

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Roncoroni quindi, come proclamato dai suoi sostenitori, addetti stampa, responsabili della campagna elettorale, varie ed eventuali, rappresenterebbe la continuità? A noi pare più che altro che abbia fatto terra bruciata intorno a sé, per trovarsi finalmente, almeno di fatto, al comando di una regione di cui è stato l’eterno numero 2.

A nostro parere, se rappresentasse la continuità, avrebbe avuto tra i suoi candidati Consiglieri, i componenti dei precedenti Consigli del Comitato Regionale. Invece…solo desolazione, fatta eccezione per Silvano Sponghini, ex delegato tecnico della Regione, che è stato inserito in Consiglio per una ragione a noi molto chiara. La raccolta delle deleghe! Essì, perchè Silvano Sponghini per quasi 20 anni è stato delegato tecnico della Regione Lombardia, e quello che ha sempre fatto in maniera encomiabile è stato conoscere il territorio, aiutare i centri, garantendosi la riconoscenza degli stessi e raccogliere le deleghe di voto, che sono e rimarranno sempre croce e delizia delle elezioni, regionali o nazionali che siano. E quindi, sottrattogli un incarico remunerato, Sponghini è stato reinserito come figura politica, per poter svolgere le operazioni di raccolta e portare a casa voti con una “operazione simpatia”.

Vediamo gli aspiranti Consiglieri:

Ferdinando Acerbi: [omissis] – (inseriamo gli omissis, quando ignoriamo la delega)

Donato Foresta: [omissis]

Luigi Fusetti: [omissis]

Adelio Malusardi: [omissis]

Laura Quaglia: [omissis]

Silvano Sponghini: [omissis]

Maurizio Vetrugno: [omissis]

Marco Tassoni: rappresentante dei tecnici

Andrea Giannelli: rappresentante dei proprietari

Alberto Coppari: rappresentante dei cavalieri

Nulla da eccepire per i nomi in squadra, se non una nostra perplessità per quanto concerne il nominativo di Ferdinando Acerbi, già responsabile – stipendiato – del Paradressage a Roma. Non riusciamo a capire come possa conciliare i due impegni, visti soprattutto i risultati deludenti del Paradressage ai mondiali di Tryon, eccezion fatta – come è ovvio – per Sara Morganti, la cui gestione sportiva è però affidata a tutt’altro team che al coordinamento della Federazione. Sarebbe il caso che Acerbi si preoccupasse di far crescere il movimento del paradressage, piuttosto che dedicarsi alla politica federale. A meno che, ma viaggiamo sull’onda delle supposizioni, visti appunto i risultati fallimentari della squadra ai mondiali, non sia in vista un avvicendamento nei quadri tecnici. Se così fosse, nulla da eccepire alla sua candidatura: il suo nome vale quanto quello degli altri.

E’ tremendamente chiaro a tutti che Emilio Roncoroni è il candidato di ROMA: la cosa positiva è che i suoi stessi supporter non fanno nulla per nasconderlo, anzi! Il leitmotiv della sua campagna è la necessità di dare serenità e mantenere una continuità, che come abbiamo visto non c’è. Per giunta, i suoi emissari (perchè parlare di sostenitori sarebbe riduttivo), in maniera apertamente vessatoria, sia a voce che sui social ripetono gli stessi mantra:

  • è necessario che la Lombardia sia in linea con la dirigenza federale, altrimenti la Regione sarebbe in difficoltà (Cosimo Riccardo Palma);

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  • se non ci fosse Roncoroni, Roma darebbe meno risorse finanziarie alla Lombardia (Marco Tassoni);

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  • Bisogna restituire serenità ala Lombardia, votando Roncoroni (Mirella Bianconi).

“…cari colleghi oggi é uscito su Facebook il programma di Emilio Roncoroni, che ne dite di mettere due parole a supporto di questa candidatura?? Non sarebbe male dare una continuità per questi due anni ad una figura che conosce il territorio, di scosse la Lombardia ne ha già avute abbastanza. Grazie…”

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E quindi, Lombardia…cosa vuoi fare?

Vuoi votare il candidato che ti suggerisce la signora qui sopra dall’Umbria?

Non è finita qui…ci rivediamo nei giorni prossimi!

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Elezioni Comitato Regionale Lombardia – Il Cavalier Vittorio Orlandi: ma chi te lo fa fare?

Elezioni Comitato Regionale Lombardia – Il Cavalier Vittorio Orlandi: ma chi te lo fa fare?
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a cura di Guy Fawkes

Rispettiamo l’ordine alfabetico dei candidati alla Presidenza del Comitato Regionale Lombardo F.I.S.E. e partiamo con il candidato Cavalier Vittorio Orlandi.

Quando ci è arrivata la notizia di una sua probabile candidatura abbiamo pensato si trattasse di un una bufala…poi, invece, susseguendosi prima le voci e in seconda battuta gli incontri ad personam nei centri ippici lombardi tenuti da Orlandi, ci siamo dovuti “arrendere” all’evidenza dei fatti. Cosa lo spinge a candidarsi? Tuttora ce lo stiamo chiedendo…chi glielo fa fare? Non tocca certo a noi spiegare chi sia Vittorio Orlandi: perchè fare un passo indietro e, dopo essere stato sconfitto alle elezioni nazionali, presentarsi a quelle regionali, rischiando una nuova sconfitta?

Abbandoniamo domande che forse non avranno mai risposta, ed entriamo nel merito.

Prima di ufficializzare la propria candidatura, Vittorio Orlandi, affidandosi ad una società specializzata, ha effettuato dei sondaggi orientativi per poter capire quanto la propria candidatura potesse essere attendibile e sostenuta a livello regionale. I risultati di tale sondaggio sono poi stai maldestramente diffusi via social: diciamo maldestramente, perchè il mondo equestre non è una realtà “ordinaria”…siamo sicuri che se anche noi avessimo fatto un analogo sondaggio, proponendo un candidato qualsiasi, ci sarebbe stato risposto che avremmo avuto la preferenza degli interpellati. Peraltro, chissenefrega-dei-sondaggi?

Nonostante ciò, a nostro parere, l’attenzione al territorio e le visite effettuate dal Cavaliere in decine di centri lombardi (dalla sua pagina Facebook risulta che abbia visitato quasi 200 centri, n.d.r.) potrebbero aver prodotto un risultato utile a suo favore: le elezioni si vincono sul territorio, nazionali o regionali che siano.

Di seguito i nomi dei consiglieri, così come enunciati da Orlandi stesso nella serata di presentazione della propria candidatura al Novotel di Milano Lainate, lo scorso 1 ottobre:
Milena Ambrosetti – Settore Ponies
Francesco Bussu – Propaganda/Sviluppo/Comunicazione/Sponsor
Massimo Nova – Discipline non olimpiche
Giulio Panzeri – Formazione/Cultura/Sicurezza
Marco Petrelli – Centri ippici
Marina Scolari – Discipline non olimpiche
Diego Vanoli – Discipline olimpiche

Massimo Cesaretto: Rappresentante Tecnici

Alessandro Colombo: Rappresentante dei Cavalieri

Non risulta pervenuto il rappresentante dei Proprietari. 

 

Siamo rimasti alquanto perplessi nel vedere comparire nella lista di consiglieri presentata dal Cavaliere il nome di Francesco Bussu: acerrimo nemico di Orlandi nell’occasione delle elezioni nazionali; fiero sostenitore di Marco Di Paola, Bussu “viaggia” a braccetto con Giorgio Masiero (anche lui sostenitore di Di Paola nelle tornata elettorale nazionale): quest’ultimo è spesso stato a fianco del Cavalier Orlandi, nel tour nei centri ippici lombardi. Non possiamo fare a meno di ricordare che proprio Masiero festeggiò la vittoria di Di Paola in maniera più che vistosa alle elezioni nazionali nel gennaio 2017. Nella foto che segue vediamo proprio Masiero e Stefano Pontiggia, nostra vecchia conoscenza (vedi post), entusiasti per la vittoria dell’attuale Presidente pro tempore della F.I.S.E., Marco Di Paola: e compaiono proprio nell’entourage più stretto di Di Paola…qualcosa sarà andato storto, dopo? Forse non sono rimasti soddisfatti al momento della riscossione al borsino dei favori? Non sta certo a noi dirlo, ma i fatti parlano da soli.

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Sapremo solo il 15 ottobre se la scelta di accompagnarsi a tali personaggi del mondo equestre lombardo sia stata politicamente accorta o meno. Quello che è sicuro è che mai come in queste elezioni regionali, la politica abbia preso il sopravvento (fatta eccezione per la lista Paracciani, di cui parleremo nel prossimo post).

D’altro canto, il ruolo dei Consiglieri in un Comitato Regionale è marginalizzato rispetto all’analoga carica nazionale: è la figura del Presidente che conta e che porta avanti l’indirizzo politico della regione. Se qualche candidato consigliere non piacesse agli elettori, non dovrebbe fare altro che non votarlo.

Quello che è sicuro è che la candidatura di Vittorio Orlandi ha gettato un certo scompiglio nei piani del Presidente pro tempore della F.I.S.E., Marco Di Paola, che, mercato delle deleghe a parte, è consapevole che il suo candidato, Emilio Roncoroni, non sarà matematicamente certo della vittoria, fino alla sera del 15 ottobre, nonostante tutti i suoi supporters dichiarino di aver già vinto.

E infatti, l’8 ottobre prossimo, ad una settimana esatta dalla elezioni, Marco Di Paola si trasferirà “baracca e burattini” in Lombardia per tenere il Consiglio Federale a Milano, ad una settimana esatta dalle elezioni…

Questa ingerenza della dirigenza nazionale nel territorio costituisce un fatto – a nostro parere – gravissimo, e auspichiamo che gli elettori lombardi siano sufficientemente intelligenti ed autonomi da capire che devono votare con la loro testa, e non sulla base di strategie portate avanti da Roma.

Oltre alla Presidente del C.R. Umbria, Mirella Bianconi, che fa addirittura campagna elettorale sul gruppo della Consulta dei Presidenti (clicca qui), il Presidente pro tempore nazionale si reca in regione per sostenere il proprio candidato e…ciliegina sulla torta, uno dei due arieti di Marco Di Paola, Mino Palma, in tempi non sospetti rilasciava questa dichiarazione su Facebook:

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Certo, “gli elettori della Lombardia non sono mica stupidi”…come riteniamo non sono altrettanto stupidi da credere che le risorse della Regione derivino dai pruriti politici della Dirigenza romana. Altrimenti lo Sport dove va a finire?

…ah…e i programmi?

Qualcuno li ha forse letti? Noi sì, ma siamo sicuri che nessuno dei futuri elettori lo ha fatto. Alla prossima!

gf

 

F.I.S.E. Lombardia: una poltrona per tre!

F.I.S.E. Lombardia: una poltrona per tre!
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a cura di Verbal Kint

332 centri ippici affiliati, 18.632 tesserati (dati al 30 Giugno 2018). Questi i numeri del Comitato Regionale Lombardo, che pesano in termini percentuali rispettivamente per il 19% (totale centri affiliati in Italia 1764) e il 22% (totale tesserati in Italia 83.965) della popolazione nazionale.

La Lombardia guida le altre regioni italiane in termini di numeri e di concentrazione di impianti sportivi: un Comitato Regionale solido dal punto di vista finanziario, oltre che ben gestito da 20 anni (anno più, anno meno), salvo le ultime vicissitudini – prettamente politiche (ma ne parleremo in un altro post) che lo hanno portato al commissariamento.

Tra meno di due settimane ci saranno le elezioni del nuovo Presidente del C.R., che dovrà traghettare la regione per circa due anni, fino al termine del quadriennio olimpico.

Tre candidati: Vittorio Orlandi, Gianluca Paracciani ed Emilio Roncoroni (in ordine rigorosamente alfabetico).

Daremo ampio spazio ai tre aspiranti alla poltrona regionale in post che pubblicheremo nei giorni a seguire.

Chi è il favorito?

Noi di #TEO diciamo Emilio Roncoroni, l’ex vice presidente del Comitato, appoggiato dalla compagine lombarda (Cosimo Riccardo Palma e Marco Tassoni), che fa capo al Presidente pro tempo Marco Di Paola, il quale non vede l’ora di poter mettere le mani sulla regione, per poter rendere ancora più stabile la propria posizione a Roma e assicurarsi di essere rieletto al prossimo quadriennio.

A memoria, è la prima volta che un Presidente nazionale e i suoi supporter, anche fuori regione, si prodighino così tanto per l’elezione di un Presidente Regionale. Addirittura, il Presidente della Regione Umbria, Mirella Bianconi, si è sbilanciata pubblicamente nella chat whatsapp della Consulta dei  Presidenti Regionali, scrivendo quanto sotto riportato:

“…cari colleghi oggi é uscito su Facebook il programma di Emilio Roncoroni, che ne dite di mettere due parole a supporto di questa candidatura?? Non sarebbe male dare una continuità per questi due anni ad una figura che conosce il territorio, di scosse la Lombardia ne ha già avute abbastanza. Grazie…”

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La Bianconi, insieme al Presidente del Comitato Regionale Puglia Francesco Vergine, è una delle principali sostenitrici del Presidente pro tempo Marco Di Paola, e questo intervento – a nostro parere inopportuno – testimonia quanto tutto l’entourage di Di Paola abbia fretta di conquistare la Lombardia.

Che vinca il “migliore”…

vk