“Pronto, sono il Presidente! Guarda che quelli di TEO so’ proprio stronzi! Non è vero GNEMTE!”

“Pronto, sono il Presidente! Guarda che quelli di TEO so’ proprio stronzi! Non è vero GNEMTE!”
madama-butterfly

Madame Butterfly

E niente…non ce la fa! Oggi l’Innominabile Presidente pro tempore della F.I.S.E. si è attaccato al telefono, per dare la propria versione dei fatti agli ignari (in realtà ignari quanto ignavi: li aspetta l’Antinferno dantesco) Presidenti dei Comitati Regionali, e all’altrettanto ignaro Consiglio. E la sua versione dei fatti è (parafrasiamo in italiano per i cuori più deboli):

“Ma che vuole Di Bella, che è stato deferito con

la chiusura delle indagini della Procura?”

Caro Innominabile, il Tuo (e naturalmente della premiata ditta Artioli/Matarazzo) rivale Gaetano di Bella è stato deferito, unitamente al proprio Consiglio, per il superamento della soglia dei 5.000 euro su alcuni capitoli di spesa; ed in ogni caso Di Bella e i suoi consiglieri deferiti hanno tempo fino al settembre prossimo per presentare memoria difensiva in merito a questo procedimento.

Suvvia…non vorrai forse dirci che non mantieni una posizione garantista…proprio tu, che hai rimesso Cesare Croce a capo del Dipartimento Dressage, nonostante le sue attuali vicende giudiziarie!

In ogni caso, nonostante le tue chiacchiere e le interminabili telefonate (con le quali, prontamente, giustifichi la tua posizione), qualcosa si sta muovendo e non saremmo sorpresi se una missiva con il testo che segue fosse già stata inviata a destinatari di un certo livello.

OGGETTO: Federazione Italiana Sport Equestri:
Accertate gravi irregolarità nella gestione e gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte del Consiglio Federale. Richiesta di immediato annullamento della delibera 108-4/02/2019 con cui é stato illegittimamente sciolto il Comitato Regionale FISE Sicilia. Adozione dei conseguenti provvedimenti da parte degli Organi di controllo delle Federazioni sportive nazionali.

Alla luce anche delle risultanze della Conclusione indagini -P.A.19/19- congiuntamente eseguite dalla Procura Generale dello Sport del CONI e dalla Procura federale della FISE, ed in attesa che la Corte dei conti Lazio provveda alla verifica sulla sussistenza di eventuali profili di responsabilità a carico della FISE e del Comitato Regionale FISE Sicilia, si richiede agli Organi preposti di procedere senza ritardo all’annullamento della delibera 108 4 febbraio 2019 con cui il Consiglio federale ha illegittimamente sciolto il Comitato Regionale FISE Sicilia e nominato un commissario, affinché possa essere ripristinato nella regione lo status quo ante espressione legittima del principio di democrazia e dell’Assemblea elettiva regionale.

Come ufficialmente accertato e noto agli Organi in indirizzo e agli attuali vertici del CONI con funzioni di controllo sulle Federazioni, il Consiglio Federale della FISE ha infatti deliberato lo scioglimento del Comitato Regionale Sicilia in assenza degli accertamenti dovuti e dei presupposti inderogabili previsti dallo Statuto e dalle norme regolamentari approvati dalla Giunta medesima, rendendosi quindi responsabile di accertate gravi irregolarità nella gestione e di gravi violazioni dell’ordinamento sportivo.

Ai sensi dello Statuto del CONI approvato con Decreto Presidenza del Consiglio dei Ministri 21 dicembre 2018, le Federazioni sportive nazionali sono rette da norme statutarie e regolamentari e operano sotto la vigilanza del CONI (Art. 20) e spetta alla Giunta Nazionale del CONI esercitare il “controllo sulle Federazioni sportive nazionali” e “proporre il commissariamento” delle stesse in caso di “accertate gravi irregolarità nella gestione o di gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi” (Art. 7).

Quanto sopra anche al fine di evitare ulteriori danni alla Federazione e di aggravare la situazione patrimoniale della stessa.”

Che dire? Settembre sarà un mese veramente interessante!

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Dai, Dottor Landi, (attuale commissario della Regione Sicilia) che tra poco tornerà a casa. Ancora un po’ di pazienza…e mi raccomando, verifichi bene la storia dei 5.000, che non ci ha fatto una bellissima figura da quello che risulta dalla chiusura delle indagini della Procura.

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‘na cosa sola dovevi verificare, Landi! Una cosa sola! Che sti importi superassero o no la soglia! Che vor dì “Non ricordo se…”? Meno male che questo è il nuovo responsabile amministrativo della F.I.S.E.!

Ah già, arriva anche lui da Alitalia…questa F.I.S.E. è proprio diventata la succursale di Montezemolo e Malagò.

#ciaone

mb

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L’innominabile scrive alla Procura Federale! Bravo bravissimo!

L’innominabile scrive alla Procura Federale! Bravo bravissimo!

L’innominabile non sa proprio più dove sbattere la testa (poveretto) nella ricerca spasmodica e incessante volta ad identificare chi si “nasconda” dietro #TEO. E tale ricerca, condotta a suon di esposti, querele, verbali, incarichi ed inutili spese legali a carico dei tesserati della Federazione, lo ha portato a commettere un gesto telematico, che risale a pochi mesi fa, che vogliamo condividere con i nostri lettori.

Leggendo qui, troverete un nostro post in cui ci pregiavamo di pubblicare una lettera inviata alla dirigenza da Tommaso Di Paolo, all’atto delle sue dimissioni da coordinatore della commissione consultiva per l’area Mounted Games. Orbene, molto probabilmente la pubblicazione di tale lettera deve aver irritato non poco l’innominabile, il quale, dalla propria mail personale (quindi non da quella istituzionale, sia mai) scrive alla Procura Federale e al “socio” Segretario Generale Simone Perillo, indicando all’Avvocatessa Cristina Varano della Procura Federale di procedere contro Di Paolo, ipotizzando che lo stesso Di Paolo “potrebbe informare su chi gestisce il sito TEO attraverso i contatti e le modalità di contatto avute per pubblicare la lettera”.

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A parte che le modalità di contatto  per interloquire con #TEO sono chiaramente indicate sui social e sul blog (è sufficiente scrivere a theequestrianobserver@gmail.com), quello che ci viene spontaneo chiederci è: quante volte figliuolo? Quante volte l’innominabile ha compiuto atti come questo? Quante volte quindi il Presidente federale pro tempore ha interferito con gli organi di giustizia federale? E’ una domanda più che lecita, e, a nostro parere, fosse anche solo per questa volta, si tratterebbe di un atto gravissimo da parte del rappresentante legale della Federazione Italiana Sport Equestri: un atto che dovrebbe essere censurato, in primis dalla Procura, e in secondo luogo dall’organismo di controllo insito della F.I.S.E. (quest’ultimo, a detta dei nostri contatti interni, controllato dal Consigliere Ettore Artioli, quindi pressoché inutile e tutto fuorché indipendente).

Non servono commenti ulteriori a quanto accaduto e segnalato in questo post. L’unica speranza, è che la futura presidentessa pro tempore della F.I.S.E., Clara Campese (attuale presidente della Regione Veneto), data oramai con certezza come successore dell’innominabile – che nonostante la propaganda in atto è in calo negli indici di gradimento a livello nazionale – sappia comportarsi in modo più istituzionalmente corretto.

Dobbiamo ancora aspettare due anni…coraggio…

vk

Procura Federale e Giudice Sportivo Nazionale: non competenza o incompetenza?

Procura Federale e Giudice Sportivo Nazionale: non competenza o incompetenza?
Unknown

a cura di Keyser Soze

“A seguito della trasmissione, da parte della Segreteria O.d G., a mezzo mail in data 11 giugno 2018, della segnalazione da parte del dott. Salvatore Rossi – per il tramite della Procura Federale – e di quella da parte del C.R. Lombardia, sono stai sottoposti a questo Giudice i fatti accaduti in data 3 giugno 2018, in occasione della Gara Regionale di Endurance a Castelletto di Leno.”

Questo è l’esordio della decisione 12/2018 del Giudice Sportivo Nazionale (Avv. Enrico Vitali), che ci ha lasciato letteralmente a bocca aperta: negli ultimi mesi pare che ci sia un po’ di caos negli Organi di Giustizia F.I.S.E., ma questa volta sia la Procura Federale che il Giudice Sportivo Nazionale hanno superato loro stessi. Di seguito il testo della decisione del G.S.N., che abbiamo oscurato, ove necessario, per rispetto nei confronti di uno dei soggetti coinvolti, anche se la decisione in oggetto è disponibile online sul sito federale.

Vitali 1Vitali 2Vitali 3

In breve, il tesserato Salvatore Rossi – per il tramite della Procura Federale – e il Comitato Regionale Lombardo (peraltro tuttora commissariato…quindi ci chiediamo: nella persona di chi?) segnalano che una tesserata ha preso parte ad una gara di endurance in condizioni di salute non ottimali, in seguito a radioterapia e assunzione di un farmaco dopante; inoltre viene accusato il giudice, Ivan Caponnetto, di aver permesso che la tesserata prendesse parte alla gara.

Il G.S.N., Avvocato Enrico Vitali, che abbiamo già avuto occasione di conoscere per le sue teorie sul rapporto steward e benessere del cavallo (potete leggere il nostro post cliccando qui), si mette al lavoro, per produrre la propria decisione, che si conclude con la archiviazione del procedimento.

Vediamo ora dove e chi ha sbagliato.

La Procura Federale

Il Procuratore Avvocato Anselmo Carlevaro o chi per esso – sono diversi i sostituti), ricevuta la segnalazione da parte del Comitato Regionale Lombardo, avrebbe dovuto girare la segnalazione per competenza (si tratterebbe di un caso di “doping” umano) alla Procura Antidoping del CONI (alla NADO Italia); NON sottoporre il caso al Giudice Sportivo Nazionale. L’art. 69 del Regolamento di Giustizia della F.I.S.E. è chiaro in proposito.

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NADO Italia è l’organizzazione nazionale antidoping (NADO), derivazione funzionale della Agenzia Mondiale Antidoping (World Anti-Doping Agency WADA), e ha la responsabilità esclusiva in materia di adozione ed applicazione delle norme in conformità al Codice Mondiale Antidoping (Codice WADA) del quale è parte firmataria. (http://www.nadoitalia.it/it/)

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Le Norme Sportive Antidoping 2018 , in premessa, sono molto chiare, specificando che “tutti gli altri organismi sportivi comunque denominati ricadono nella giurisdizione di NADO Italia e sono tenuti a rispettare le disposizioni delle NSA e a collaborare con NADO Italia nell’attuazione del programma antidoping. Le FSN, le DSA, gli Enti di Promozione Sportiva (EPS) […] ricadono nella giurisdizione di NADO Italia e sono tenuti a rispettare le disposizioni delle NSA e a collaborare con NADO Italia nell’attuazione del programma antidoping.

 

Il Giudice Sportivo Nazionale

  • L’Avvocato Enrico Vitali, Giudice Sportivo Nazionale, ricevute le segnalazione, doveva dichiararsi INCOMPETENTE a decidere una questione relativa a presunta violazione in materia anti- doping Umano di competenza della NADO Italia.

 

  • Il Giudice Sportivo Nazionale, quindi, NON avrebbe dovuto in alcun modo pronunciare una decisione: facendolo ha violato apertamente le normative in materia di privacy (pubblicando di fatto dati sensibili sanitari – radioterapia a cui era sottoposta l’atleta e assunzione di un modulatore ormonale – Tamoxifene).

 

  • “….Per quanto attiene la [omissis], nussun addebito risulta possibile muoverle sia in ordine alla assunzione del farmaco dopante Tamoxifene né in ordine all’avere gareggiato in condizioni fisiche precarie…”. Il Tamoxifene, modulatore selettivo del recettore degli estrogeni, è incluso sì nelle Lista WADA 2018 (clicca per vedere il testo) delle sostanze vietate, ma appartiene alla classe S 4.2, e quindi viene considerato sostanza specificata, non farmaco dopante. (Se si risulta positivi a una sostanza specificata, si riceverà una sospensione iniziale di due anni invece che di quattro, che è quanto previsto per le sostanza non specificate. Questo perché la WADA riconosce che le sostanze possono accedere inavvertitamente nel corpo del giocatore senza essere state necessariamente utilizzate a fini dopanti; in questo caso siamo davanti addirittura ad un uso terapeutico.)

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  • “In ordine al primo profilo, l’amazzone ha dimostrato di essere in possesso della specifica autorizzazione FEI datata 20 aprile 2018, tra l’altro comunicata alla Giuria prima della gara.” La autorizzazione FEI vale per la partecipazione alle gare internazionali – non per quelle regionali. Per gareggiare assumendo Tamoxifene la tesserata avrebbe dovuto richiedere al CEFT (Comitato Esenzioni a Fini Terapeutici) una TUE (Modulo di esenzione a fini terapeutici) 30 gg prima della competizione.

 

  • “In ordine alle condizioni fisiche della stessa, la circostanza di essere sottoposta a radioterapia di per sè solo non può essere motivo discriminatorio e ostativo alla partecipazione della gara.” Questo lo dice il Giudice Sportivo Nazionale: è forse anche medico?

 

  • “La [omissis] non solo è apparsa in buono stato di salute ad un esame obiettivo della Giuria ed ha dichiarato per iscritto di versare in condizioni fisiche non precarie – assumendosene la responsabilità.” Sono medici la Giuria? E se fosse caduta e si fosse fatta male? Siamo sicuri che sia sufficiente, anche ai fini assicurativi,  l’assunzione di responsabilità da parte della atleta?

Può bastare…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di Paola VS Di Giuseppe – Il giustizialismo forzato di un Presidente pro tempore.

Di Paola VS Di Giuseppe – Il giustizialismo forzato di un Presidente pro tempore.

Ha fatto molto scalpore – sui social e non solo – la delibera n. 87, approvata dal Consiglio Federale il 19 febbraio scorso: delibera con la quale il Consiglio Federale conferisce incarico all‘avvocato Angelo Clarizia di “ATTIVARE IL PROCEDIMENTO DI CUI ALL’ART. 7 REG. DEL GARANTE DELLO SPORT”, nei confronti della Consigliere Eleonora Di Giuseppe.

delibera 87

Non è questa la sede per entrare nel merito della vicenda che ha visto Eleonora Di Giuseppe esporsi in prima persona, sostenendo strenuamente la campagna contro l’iscrizione dei cavalli Destinati alla Produzione Alimentare nei ruoli federali; campagna che anche #TEO ha appoggiato e promosso.

A noi interessa sottolineare le criticità e anche le “stranezze” di questa delibera, atto  pubblico e – a parer nostro – vessatorio del Presidente pro tempore Marco Di Paola  – e dei 9/10 del suo Consiglio – nei confronti della Consigliere Eleonora Di Giuseppe.

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Procediamo con ordine.

  • Il Consiglio Federale conferisce l’incarico all’oggetto della delibera n. 87 al Professor Avvocato Angelo Clarizia: è stato selezionato dalla dirigenza federale il padre dell’Avvocato Paolo Clarizia, componente del Tribunale Federale della F.I.S.E..

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  • il Professor Avvocato Angelo Clarizia, “temuto nelle aule di tribunale, conosciutissimo dove conta a Roma come a Milano, noto (suo malgrado) anche alle cronache.” (rif. Il Fatto Quotidiano, 1 febbraio 2018) è uno dei due sub-commissari della F.I.G.C.: uomo di Malagò, Professore Ordinario di Diritto Amministrativo alla Sapienza di Roma e avvocato di altissimo profilo: averlo coinvolto in codesta questione è un segnale molto forte da parte della dirigenza, per far comprendere che non vuole fare “sconti” ad Eleonora Di Giuseppe;

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  • Così recita la delibera n. 87, esauriti i numerosi CONSIDERATA: “VISTO il codice di comportamento sportivo ed il Regolamento del Garante del Codice di Comportamento Sportivo e considerato che il Consiglio Federale ritiene corretto effettuare un esposto ai sensi dell’Art. 7 del Regolamento del Garante del Codice di Comportamento Sportivo, per VALUTARE i comportamenti tenuti da Eleonora Di Giuseppe [IL CONSIGLIO FEDERALE] DELIBERA di dare mandato professionale al Prof. Avv. Angelo Clarizia per attivare nei confronti di Eleonora Di Giuseppe il procedimento di cui all’art. 7 del Regolamento del garante dello Sport………”

L’articolo 7 del Regolamento del Garante del Codice di Comportamento Sportivo citato in delibera – e riportato qui di seguito – esplica come si concretizza l’avvio del procedimento su denunzia.

Potete leggere in versione integrale il Regolamento, cliccando sulla dicitura che segue: Regolamento C.C.S.

art. 7

Dalla lettura dell’articolo 7, si evince chiaramente che in F.I.S.E. qualcuno ha fatto un po’ di confusione. Legittimato ad attivare il Garante è l’affiliato o il tesserato ad un Organismo sportivo (F.I.S.E. nel nostro caso), non l’Organismo sportivo stesso.

Il Garante si attiva sollecitando l’Organismo sportivo ovvero la Federazione ad adottare provvedimenti nei confronti dei tesserati sui quali è stata fatta segnalazione.

Il Garante può adottare provvedimenti diretti solo nei confronti degli organi del CONI.

In pratica, con la delibera n. 87 del 19 febbraio ultimo scorso, il Presidente Marco Di Paola e i suoi fedelissimi nove Consiglieri, incaricano e pagano il padre di un componente il Tribunale Federale F.I.S.E. (non si configura conflitto di interesse, ma non è la prima volta che questa dirigenza coinvolge in incarichi genitori/figli di figure endofederali) di  “andare” dal Garante, per farsi dire che la Procura Federale F.I.S.E. deve agire nei confronti della Di Giuseppe.

Agisse la Procura Federale

e deferisse al Tribunale che è l’unico competente.

O forse il Presidente non ha una levatura politica tale da assumersi la responsabilità – unitamente al suo Consiglio – di deferire Eleonora Di Giuseppe, e va a chiedere la benedizione del Garante?

Noi non possiamo che stare a guardare, ma, nel caso in cui Eleonora Di Giuseppe avesse la meglio, molto probabilmente, sarebbero Marco Di Paola e i suoi Consiglieri a doversi porre qualche domanda sul loro futuro politico.

gf

 

Caso Alessandra Bruni – La strana storia di Fabrizio Cacace.

Caso Alessandra Bruni – La strana storia di Fabrizio Cacace.

Correva l’anno del Signore 2015, e il giorno 23 del mese di Marzo, a primavera appena iniziata, il Commissario Straordinario, Gianfranco Ravà, provvedeva con la delibera n. 215 a nominare come componente effettivo del Tribunale Federale F.I.S.E.  l’Avvocato Fabrizio Cacace.

L’Avvocato, fresco di nomina, scrisse la dichiarazione che alleghiamo per conoscenza, in cui riportava di non avere alcun tipo di rapporto (di lavoro subordinato, o patrimoniale, o associativo etc.) con la F.I.S.E., salvo essere tesserato presso un Centro Ippico; Cacace proseguiva nell’esposizione, sostenendo di ritenere la propria posizione inidonea a compromettere la sua indipendenza in quanto organo di giustizia federale.

CACACE

Il Neo Presidente Vittorio Orlandi, con una istanza successiva datata 20 Aprile 2015, richiese alla Commissione Federale di Garanzia, presieduta dall’Avvocato Giorgio Sbarbaro, di “procedere agli opportuni accertamenti volti a stabilire la compatibilità dell’incarico con la posizione di tesserato.”

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L’Avvocato Fabrizio Cacace è stato di(s)messo dagli Organi di Giustizia Federale. Ciò a significare che la Commissione Federale di Vigilanza (e il Procuratore Federale) ha ritenuto che la sua posizione di tesserato fosse incompatibile con quella di componente del Tribunale Federale, nel pieno rispetto delle normative e regolamenti federali, e nel rispetto del principio di TERZIETA’ degli organi di giustizia.

  • L’Avvocato Alessandra Bruni è stata nominata Presidente della Corte Federale d’appello il 5 Maggio del 2017, unica new entry negli organi di giustizia federale;
  • L’Avvocato Alessandra Bruni è tesserata in F.I.S.E. sia con patente ludica, che come proprietaria;
  • Alessandra Bruni è madre di due giovani amazzoni, Ludovica e Costanza, entrambe tesserate F.I.S.E.;
  • Ludovica Manzoli, la prima figlia,  monta nelle fiamme azzurre ed è stata beneficiaria di una delle borse di studio F.I.S.E. accordate per la disciplina del completo;
  • Costanza Manzoli, la seconda figlia, monta presso la Scuderia C & G (“C” sta per Cianfanelli, e “G” sta per Girardi) strutture di proprietà del Direttore Sportivo della F.I.S.E., Francesco Girardi, Maresciallo dell’aeronautica militare.

La Commissione Federale di Garanzia (resta in carica 6 anni), presieduta dall’Avvocato Giorgio Sbarbaro, è la stessa che durante la gestione Orlandi, nel 2015, “lasciò a casa” l’Avvocato Fabrizio Cacace, dichiarando la sua incompatibilità con la carica di giudice federale, in quanto tesserato F.I.S.E..

#TEO, a questo punto, si chiede come mai l’Avvocato Bruni continui imperterrita a presiedere la Corte d’Appello Federale, e non sia stata ancora invitata a farsi da parte, così come tre anni fa venne fatto con l’avvocato Cacace. Noi di #TEO, tra l’altro, siamo portati a pensare che, senza per nulla dubitare dell’altissimo profilo dell’avvocato Bruni, costituiscano “aggravanti” rispetto al caso Cacace i tesseramenti in F.I.S.E. di entrambe le figlie (una è anche nelle fiamme azzurre), la borsa di studio F.I.S.E. assegnata alla figlia Ludovica, e il fatto che la seconda figlia monti nel centro ippico di proprietà del Direttore Sportivo, Maresciallo Francesco Girardi. Perdiamo veramente di vista il concetto di terzietà.

COSA E’ CAMBIATO?

E che ne è stato dell’Avvocato Fabrizio Cacace, nel frattempo? L’Avvocato Cacace è diventato Presidente della Corte Federale d’Appello della Federazione Tiro con l’Arco, salvo essere sostituito pochi giorni fa alla Presidenza da una nostra conoscenza di lunga data: l’Avvocato Alessandra Bruni. Potete verificare la notizia, cliccando su questo link, ma al solito #TEO vi riporta lo screenshot, per conoscenza.

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Probabilmente, tra i due esiste una questione karmica, che prende le mosse dalla notte dei tempi…oppure il Segretario Generale della FITARCO, il dottor Gavino Marcello Tolu,  membro tra l’altro della commissione per la scelta degli atleti delle fiamme azzurre…ma no…questa è un’altra storia…

mm

Caso Alessandra Bruni – C’è un precedente: Avvocato Guglielmo Moroni.

Caso Alessandra Bruni – C’è un precedente: Avvocato Guglielmo Moroni.

Giorni fa, #TEO ha evidenziato il caso riguardante l’Avvocato Alessandra Bruni, Presidente della Corte Federale d’Appello della F.I.S.E., nonostante sia:

  • tesserata (tessera n. 014074/G);
  • proprietaria di cavalli;
  • madre di due tesserate F.I.S.E. – Ludovica e Costanza Manzoni – la prima delle quali ha ricevuto una delle dieci borse di studio F.I.S.E., accordate per giovani cavalieri (nella commissione il direttore sportivo della Federazione, Maresciallo Francesco Girardi, nel cui centro ippico monta l’altra figlia).

Nonostante quanto “reciti” il maldestro comunicato stampa diramato a mezzo Facebook (sabato scorso alle ore 22:00) sulla pagina della Federazione Italiana Sport Equestri, il tesseramento dell’Avvocato Bruni, e come atleta, e come proprietario di cavalli (ricordiamo che quest’ultima è considerata una “carica federale”), è incompatibile con la carica di Presidente della Corte Federale d’Appello, e in generale, con qualsiasi ruolo all’interno degli organi di giustizia federale: non lo diciamo noi, lo dice il Regolamento di Giustizia.

Noi di #TEO, approfondendo la ricerca sull’argomento, abbiamo trovato un precedente, che avvalora le nostre affermazioni. Si tratta di una sentenza del 2014, la decisione del Giudice Sportivo Nazionale del 14 febbraio 2014, riguardante l‘Avvocato Guglielmo Moroni, già Presidente della Commissione Federale d’Appello F.I.S.E., nominato nel dicembre 2012.

La riportiamo di seguito per conoscenza.

Moroni 1Moroni 2

L’Avvocato Moroni era tesserato e ricopriva la carica di Presidente di un centro affiliato. La Procura Federale si è “premurata” di richiederne la condanna, comminando comunque una censura, anche se nel frattempo l’avvocato si era dimesso da entrambi i ruoli.

Cosa c’è di diverso nel caso di Alessandra Bruni? E’ tesserata, ricopre la carica federale di proprietario di cavalli, ed è Presidente della Corte Federale d’Appello.

Ricordiamo l’art. 22 del Regolamento di Giustizia cosa dice sull’argomento, riproponendolo di seguito:

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A noi di #TEO piace enunciare tesi, non snocciolare ipotesi o domande, che lasciano sempre il sapore della retorica fine a se stessa. In questo caso le domande, però,  sono tante; non ci aspettiamo risposte dagli organi ufficiali, anche perché l’ultima ricevuta a mezzo Facebook dalla F.I.S.E. è parsa solamente un goffo tentativo di scaricare la responsabilità sulla Commissione Federale di Garanzia.

  1. Ai sensi dell’articolo 22 del regolamento di Giustizia, l’Avvocato Bruni avrebbe dovuto rilasciare una dichiarazione in cui attestasse tra l’altro di non essere tesserata in Federazione: l’ha fatto o no? (Cambiano gli scenari, in un caso o nell’altro)
  2. Perché la Commissione federale di garanzia non è intervenuta sulla nomina, dato che Alessandra Bruni è tesserata: significa che non è stato effettuato alcun controllo o che – peggio – nella dichiarazione (nel caso l’abbia redatta), l’Avvocato Bruni abbia tralasciato di indicare il suo tesseramento in FISE?
  3. Anche la Procura federale non è intervenuta con l’Avvocato Bruni, come fece con l’Avvocato Moroni nel 2014. Perché?

A nostro parere, l’emersione di questo precedente avvalora la nostra tesi secondo cui la posizione di Presidente della Corte Federale d’Appello dell’Avvocato Alessandra Bruni non è accettabile: l’avvocato deve dimettersi, e le sentenze in cui è stata Presidente potrebbero essere annullabili (se impugnate), se non addirittura nulle.

Al solito, attendiamo chiarezza.

mm

Dillo a #TEO – Franchetti/Di Paola: lo scambio epistolare continua.

Dillo a #TEO – Franchetti/Di Paola: lo scambio epistolare continua.

Non c’è pace per Marco Di Paola, Presidente pro tempore della F.I.S.E.

Pochi giorni fa, qui su #TEO, abbiamo pubblicato lo scambio epistolare tra il Presidente e la Signora Maria Eugenia Franchetti, la quale in una lettera aperta agli organi dirigenziali della Federazione e del CONI, sollevava dei dubbi circa il riconoscimento del valore di legge/regolamento alle lettere scritte da Di Paola; e chiedeva lumi in merito.

La vicenda – qui raccontata in estrema sintesi – e la risposta del Presidente, le potete leggere, in questo post (è necessario cliccare sulla parola “post”). Il culmine della lettera di Di Paola è nel finale.

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Difficile comprendere le ragioni del Presidente,  ma non spetta a noi dare valutazioni di merito.

Maria Eugenia Franchetti, invece, lo ha fatto e ha scritto una nuova lettera all’attenzione di Marco Di Paola, per cercare di chiarire la propria posizione, e, perché no, a nostro parere, per rincuorarlo. Di seguito il contenuto della lettera. Buona lettura.

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