Una delibera al giorno – Delibera n. 438 del 7 maggio 2018: l’Avvocato Merluzzi offre i propri servizi pro bono…

Una delibera al giorno – Delibera n. 438 del 7 maggio 2018: l’Avvocato Merluzzi offre i propri servizi pro bono…

Con delibera n. 438 del 7 maggio 2018, il Consiglio Federale ratifica l’incarico all’Avvocato Fabrizio Merluzzi, affiinchè tuteli la Federazione dalla azione denigratoria messa in atto da più soggetti, così come indicati nella precedente delibera 406 del 9 Aprile 2018.

L’Avvocato Fabrizio Merluzzi eseguirà l’incarico affidatogli, pro bono, come da dichiarazione allegata.

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merluzzi

La delibera n. 406 del 9 aprile 2018, che riportiamo per completezza, nei considerata, sosteneva che #TEO avesse denigrato la reputazione della Federazione e degli Organi di Giustizia, sollevando dubbi di legittimità sulla posizione dell’Avvocato Alessandra Bruni in qualità di Presidente della Corte Federale d’Appello F.I.S.E.. A causa di tale supposta attività denigratoria, il Consiglio Federale incaricava il Presidente pro tempore Marco Di Paola di individuare un legale che potesse occuparsi della vicenda.

 

406

Orbene, il Presidente pro tempore Marco Di Paola si è dato subito da fare:

  • il 9 aprile il Consiglio dà incarico al Presidente di individuare e incaricare un legale per la tutela della Federazione in sede civile e penale;
  • il 18 aprile viene presentata la querela;
  • il 3 maggio l’Avvocato Fabrizio Merluzzi, allegando la querela depositata, dichiara che svolgerà il suo incarico gratuitamente, “essendo quella della equitazione una passione familiare da tempo coltivata”. 

Tutto codesto polverone – è il caso di ricordarlo – nasce dal fatto che noi di #TEO abbiamo sollevato delle perplessità in merito al ruolo ricoperto da Alessandra Bruni, Avvocato dello Stato, che, in quanto tesserata F.I.S.E. – dalla lettura della normative federali  ed in base ad almeno due precedenti – sarebbe risultata incompatibile con la carica ricoperta, di presidente della Corte d’Appello Federale.

I dettagli e il sunto dell’intera vicenda li potete consultare, andando a leggere questo post di poco tempo fa, in cui facevamo il riassunto della situazione: F.I.S.E. chiama, #TEO risponde: VERO CHE?.

Incuriositi dalla lettera presentata dall’Avvocato Fabrizio Merluzzi, che offre le proprie prestazioni professionali pro bono (gratuitamente), “essendo quella della equitazione una passione familiare da tempo coltivata”, abbiamo cercato di capire chi fosse codesto legale.

Quello che ci ha lasciato perplessi è che l’Avvocato Fabrizio Merluzzi – legale di altissimo profilo – svolge la professione di avvocato nello stesso studio dell’Avvocato Giuseppe Cincioni. L’Avvocato Cincioni, peraltro, nome già noto in Federazione, essendo stato l’avvocato difensore di Paolo Margi (clicca di seguito decisione_n._69-2015), è il marito dell’Avvocato Alessandra Bruni.

Come è possibile vedere qui sotto, gli Avvocati Cincione e Merluzzi condividono lo studio e il numero di telefono (notizie desumibili semplicemente googlando i loro nominativi): lavorano insieme.

CINCIONISenza titolo

Oltre a condividere lo studio, entrambi gli avvocati, sono protagonisti congiuntamente in diversi processi penali di rilevanza.

L’Avvocato Fabrizio Merluzzi, che ha offerto gratuitamente la sua professionalità alla F.I.S.E. è socio di studio del marito dell’Avvocato Alessandra Bruni, la Presidente della Corte Federale d’Appello della F.I.S.E., che #TEO ha “osato” mettere in discussione, per quanto riguarda la sua posizione all’interno egli organi di giustizia federali.

Siamo molto perplessi dell’elasticità di questa dirigenza, che, paladina (giustamente o ingiustamente non ci riguarda) del concetto di conflitto d’interessi con i propri tesserati,  mette in campo forze la cui professionalità è assolutamente indiscussa, ma i cui legami possono generare, per lo meno, incertezza.

Basti ricordare:

  • l’incarico dato all’Avvocato Ferruccio Maria Sbarbaro, figlio del Presidente della Corte Federale di Garanzia della F.I.S.E. – Avvocato Giorgio Sbarbaro – per 15.000 euro per “definire i rapporti” con Fitetrec-Ante (leggi l’articolo, cliccando qui);
  • il mandato all’Avvocato Angelo Clarizia, padre dell’Avvocato Paolo Clarizia, componente del Tribunale Federale F.I.S.E., per attivare un procedimento contro la Consigliere Eleonora Di Giuseppe (leggi l’articolo, cliccando qui);
  • e ora l’individuazione di un legale per attivare un procedimento penale a carico di chi avrebbe dubitato della posizione dell’Avvocato Alessandra Bruni come Presidente della Corte Federale d’appello in F.I.S.E., nella figura del socio del marito della Bruni stessa.

Non mettiamo in dubbio la professionalità di alcuno. Stiamo solo riportando – come sempre – i fatti.

Ad maiora.

gf

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D.P.A. – Si’? No? Forse? Ma, però…?

D.P.A. – Si’? No? Forse? Ma, però…?

Imbarazzanti i contenuti del comunicato stampa odierno, apparso sul sito federale. Metà del testo non fa altro che spostare l’attenzione del lettore da quello che è il fulcro centrale del problema: di fatto la F.I.S.E. con il nuovo regolamento, apre le porte ai cavalli D.P.A.. Nella parte centrale, vengono disconosciute le normative precedenti; il finale, di natura altamente emozionale, esprime con malcelato distacco l’amore di questa dirigenza per i cavalli.

E’ possibile consultare il testo del comunicato, cliccando su questo link.

A circa metà articolo, dopo l’introduzione, che prende le mosse dalla Genesi della disciplina sull’anagrafe degli equidi,  viene riportata una notizia che non corrisponde alla verità dei fatti.

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Per l’ennesima volta, dall’8 dicembre a questa parte, il Presidente pubblicamente cambia versione e/o nega atti ufficiali emanati da precedenti consigli federali, e anche dalla gestione commissariale delegata dal CONI; di questo, purtroppo, riteniamo che prima o poi dovrà rispondere ai tesserati e alle istituzioni preposte. #TEO ne ha parlato in questo post di pochi giorni fa, che riportava la delibera (delibera n. 195 del 17 marzo 2015) e gli atti inerenti il recepimento e la contestuale integrazione dei “Principi di tutela degli equidi” nei regolamenti F.I.S.E..

Per Marco Di Paola questa delibera e i regolamenti annessi non esistono, non hanno valore, non essendo stati applicati in particolar modo dalla gestione federale precedente i dettami circa il divieto di cavalli DPA nei ruoli federali. Sarebbe Lui , Marco Di Paola, il primo a riempire il vuoto normativo, con una soluzione benevola e non discriminante, creata con l’aiuto dei più fidati.

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ph. credits: Marco Proli

Il primo corpus di norme FISE per la tutela dei cavalli risale al 2006, quando il consiglio federale ha stabilito l’iscrizione nei ruoli FISE dei soli cavalli NON DPA. Una norma a tutela dei nostri cavalli, ma anche una tutela FISCALE e di semplificazione SANITARIA per tutti i tesserati. Chi é proprietario di un cavallo destinato al macello (DPA), o chi é prioritario di un centro che ha cavalli DPA, é infatti proprietario o gestore di un animale per la produzione di carni destinate all’alimentazione umana.
Un’identità che non ci appartiene, ma soprattutto che prevede anche la conoscenza e il rispetto di norme che hanno importanti risvolti anche penali. 

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Per chiarezza, la norma FISE sui soli cavalli NON DPA nei ruoli federali é stata rideliberata insieme ad altre dalla gestione commissariale nel marzo 2015, nonché sottoscritta dal Ministero della Salute, dal Comitato Italiano Paralimpico e dal CONI.
É una delle norme federali più osservate, tanto che il 95% dei cavalli iscritti nei ruoli FISE é da tempo NON DPA (dato fornito dal Dipartimento Veterinario FISE e omesso dai comunicati FISE); è stata adottata anche da Enti di Promozione Spotiva come l’ASI, che tuttavia, con consapevolezza e coerenza e a tutela dei tesserati, mantiene la norma e non intende modificarla.
Esistono regioni di grande densità come il Piemonte, o più piccole come la Valle D’Aosta, che non hanno un solo cavallo DPA iscritto nei ruoli federali.

A gennaio 2018, con i rinnovi annuali dei passaporti dei cavalli presso i Comitati Regionali ed una corretta informazione, l’attuale gestione federale di Di Paola avrebbe potuto effettuare i controlli  non ancora posti in essere, così che tutti i cavalli iscritto ai ruoli federali sarebbero diventati  NON DPA; e lavorare ad ulteriori tutela loro e dei tesserati.
Diversamente, Di Paola ha stabilito di cancellare la norma che tutelava i cavalli ma anche i tesserati da multe salate e controlli, oltre che di modificare pericolosamente la nostra identità di entità e soggetti sportivi.

finale

Tasso emozionale altissimo!

#TEO continua e non smetterà mai di dire “NO AI CAVALLI DPA IN FISE”!

 

Dillo a #TEO.

Dillo a #TEO.

#Teo apre ai suoi lettori con una nuova rubrica: “Dillo a #TEO”.

Chi volesse segnalare o raccontare episodi accaduti sui campi di gara – o fuori – scriva al seguente indirizzo mail:

theequestrianobserver@gmail.com

Sarà nostra preoccupazione verificare, dati alla mano, i fatti segnalati, e, mantenendo l’anonimato dei nostri lettori, ove ne facessero richiesta, fare dei reportage su quegli argomenti.

No ai pettegolezzi, no alle dicerie, no alla delazione gratuita. Solo fatti!

Vi aspettiamo.

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Tremila volte grazie da #TEO

Tremila volte grazie da #TEO

#TEO vuole ringraziare il gruppo di professionisti che, a titolo gratuito,  ha contribuito e contribuisce al successo della pagina “The Equestrian Observer”: oltre 3000 letture per la prima puntata dedicata alle promesse fatte da Marco Di Paola in tempi pre-elettorali, quasi 500 like complessivi in appena un mese di vita. E cresciamo sempre. Abbiamo il vento in poppa. La nostra stella polare è rappresentata dalla passione e dall’amore per la verità.

Non siamo tifosi di nessuno, siamo tifosi dell’onestà e del rispetto delle regole.

Pensiamo ancora che la parola data sia un impegno e che la fiducia sia il collante di ogni rapporto, che la trasparenza sia uno stile di vita e un modo di essere. Null’altro. Vogliamo ringraziare i nostri lettori che hanno espresso il loro gradimento, grazie per le tantissime mail che ci avete scritto, grazie per il vostro calore e il vostro incoraggiamento.

Presto, molto presto ci presenteremo: ogni giorno riceviamo nuove adesioni e nuovi suggerimenti. Vi accogliamo tutti,  oggi come ieri l’unione fa la forza, e vi promettiamo un momento di incontro in cui ognuno di voi sarà invitato a partecipare, come è giusto che sia. E come è giusto che sia, le vostre idee troveranno spazio e ascolto. Presteremo attenzione a ogni parola che viene da voi e proveremo a trasformare la vostra delusione in proposta, consapevoli che il dissenso non si può soffocare, nè ignorare. Per questo andremo avanti, a favore di corrente o controcorrente, non ha importanza.

Abbiamo, grinta, forza e spalle molto larghe: questo è solo l’inizio di un lungo cammino.

Un “Funzionamento” misterioso per i rimborsi non deliberati. Per i compensi la gestione Di Paola supera di oltre 260.000 euro quella del suo predecessore Orlandi.

Un “Funzionamento” misterioso per i  rimborsi non deliberati. Per i compensi la gestione Di Paola supera di oltre 260.000 euro quella del suo predecessore Orlandi.

I misteri del “Funzionamento“: è il nome di un capitolo di bilancio le cui voci nel dettaglio non sono pubbliche. Una scatola dove trovano spazio – oggi come ieri – quelle spese che non sono riconducibli ad altre aree di bilancio; forse anche un modo per mantenere una certa riservatezza sull’uso di determinate risorse, come alcuni rimborsi, quelli che non vengono deliberati.

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Sarebbe un segno forte di discontinuità da parte del Presidente Marco Di Paola consentire l’emersione del dettaglio del “Funzionamento”, in un’ottica della trasparenza, che finora non c’è stata.

Eppure, nonostante l’assenza di una completa informazione a riguardo, si può affermare che la gestione Di Paola ha speso oltre 260 mila euro in più rispetto a quella Orlandi, per i soli compensi erogati a dirigenti, tecnici e collaboratori.

Ad oggi i costi di alcune nomine non sono stati ancora deliberati (a titolo esemplificativo, non esaustivo, non è stato definito ancora il costo dell’incarico di Mario Giunti, Responsabile del Dipartimento Pony Club – Attività ludica): ciò sta a significare che il gap esistente tra le due gestioni non può far altro che aumentare.

Nell’analisi allegata, che potete visualizzare, cliccando sull’ultima riga di questo articolo, sono stati volutamente esclusi i rimborsi spese, per i seguenti motivi:

  • Alcuni rimborsi vengono deliberati e addebitati al dipartimento di competenza;
  • Altri non vengono deliberati, e/o vengono attribuiti al capitolo di Bilancio “Funzionamento”, non accessibile ai tesserati, e quindi neppure a #TEO.

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Alla luce di ciò, #TEO non sarebbe in grado di fornire ai propri lettori un dato veritiero e corretto: ci riserviamo comunque, al termine del 2017, di quantificare il totale dei rimborsi spese, come emerge dalle delibere, e di portarlo a conoscenza del nostro pubblico.

Per poter attuare il raffronto tra le due gestioni, una (Orlandi) su base annuale e un’altra (Di Paola) su 10 mesi, è stato necessario rendere omogenei gli importi. L’operazione è stata fatta applicando una proporzione del tipo:

1.000 : 10 = x : 12

x = 1000*12/10 = 1.200

dove:

x = l’importo da ricavare su base annuale (compensi gestione Di Paola)

10, 12 = il numero di mesi

1.000 = un semplice numero utilizzato, per poter completare l’esempio

 

Buona lettura!

Di Paola VS. Orlandi: Compensi su base annua a confronto

 

RECORD ORLANDI, avanzo di gestione 2016 vola oltre i 2 mln e mezzo di euro, ma CONI potrebbe non concedere l’utilizzo delle liquidità eccedenti alla gestione Di Paola

RECORD ORLANDI, avanzo di gestione 2016 vola oltre i 2 mln e mezzo di euro, ma CONI potrebbe non concedere l’utilizzo delle liquidità eccedenti alla gestione Di Paola

bilancio 2016 comunicato

Oltre 2 milioni e mezzo di euro, per l’esattezza € 2.632.850,55: questa è la “dote” lasciata dall’ex presidente della Fise Vittorio Orlandi alla Federazione per l’anno 2016. La comunicazione ufficiale del risultato di gestione 2016 è stata pubblicata il 13 luglio sul sito federale: ora il Bilancio 2016 è alla Giunta del CONI in attesa di approvazione.

La gestione Orlandi ha migliorato il risultato del 2015, quando l’avanzo era stato di € 2.256.815, quadruplicando l’obiettivo del Piano di Risanamento per il 2016 (€ 647.000).

Quale sarà l’indirizzo di politica economico-finanziaria della dirigenza FISE targata Di Paola?

#TEO se lo sta chiedendo dopo aver esaminato a fondo il Bilancio Preventivo 2017, così come approvato dalla Giunta CONI il 4 maggio scorso.

In occasione dell’approvazione del Preventivo, la Federazione ha pubblicato sul sito federale risultati tra loro contrastanti per il Bilancio 2016:

– Preventivo iniziale 2016: € 1.402.940,41

– Preconsuntivo 2016: € 705.365,86

preconsuntivo

– Preventivo economico aggiornato 2016: € 705.365,86 (uguale al precedente, ma scaturito da differenti valori e costi della produzione)

In sostanza, nella presentazione del bilancio preconsuntivo, c’è uno scarto di due milioni di euro rispetto al risultato reale:  presentare un preconsuntivo 2016 con un risultato di € 705.365, contro un consuntivo reale 2016  attestato a € 2.632.850, non trova ancora una spiegazione ufficiale: lo scarto è eccessivo.

Anche la analisi del Preventivo 2017 a puntate da noi predisposta, al momento, deve essere sospesa, poiché, per correttezza di analisi dobbiamo attendere la versione definitiva e ufficiale del Bilancio 2016. Tutte le variazioni percentuali indicate nel documento approvato il 4 maggio dal CONI sono compromesse, e non vogliamo offrire una informazione distorta.

Quando l’allora Presidente Vittorio Orlandi presentò il Bilancio Consuntivo 2015 all’approvazione della Giunta del CONI, ottenne dal Comitato Olimpico Nazionale l’alleggerimento di parte del piano di risanamento, che venne rimodulato su importi più bassi (utilizzando le liquidità eccedenti generate per il 2015). Grazie a quelle risorse economiche, la dirigenza Orlandi restituì risorse ai Comitati Regionali e aumentò i contributi allo sport solo per il 2016 di 750.000 euro.

I primi atti della gestione Di Paola sono stati la riduzione delle risorse attribuite ai Comitati Regionali (delibera n. 143 del 13 marzo 2017) e le diminuzioni  del 13% delle risorse destinate alla attività sportiva; contestualmente aumentano i numeri delle nomine all’interno della FISE, i corrispettivi versati a titolo di compensi ed emolumenti, e i rimborsi spese per i componenti i 50 organismi sorti in seno alla Federazione.

COmitati Regioinalitagli

Se il CONI non concedesse alla attuale dirigenza di utilizzare il polmone finanziario della gestione Orlandi (la differenza tra il risultato ottenuto nel 2016 e il piano di risanamento per lo stesso anno, circa 2 Milioni di euro), sarà in grado il Presidente Di Paola di rimanere entro i limiti imposti dal Piano di Risanamento?