D.P.A. – Si’? No? Forse? Ma, però…?

D.P.A. – Si’? No? Forse? Ma, però…?

Imbarazzanti i contenuti del comunicato stampa odierno, apparso sul sito federale. Metà del testo non fa altro che spostare l’attenzione del lettore da quello che è il fulcro centrale del problema: di fatto la F.I.S.E. con il nuovo regolamento, apre le porte ai cavalli D.P.A.. Nella parte centrale, vengono disconosciute le normative precedenti; il finale, di natura altamente emozionale, esprime con malcelato distacco l’amore di questa dirigenza per i cavalli.

E’ possibile consultare il testo del comunicato, cliccando su questo link.

A circa metà articolo, dopo l’introduzione, che prende le mosse dalla Genesi della disciplina sull’anagrafe degli equidi,  viene riportata una notizia che non corrisponde alla verità dei fatti.

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Per l’ennesima volta, dall’8 dicembre a questa parte, il Presidente pubblicamente cambia versione e/o nega atti ufficiali emanati da precedenti consigli federali, e anche dalla gestione commissariale delegata dal CONI; di questo, purtroppo, riteniamo che prima o poi dovrà rispondere ai tesserati e alle istituzioni preposte. #TEO ne ha parlato in questo post di pochi giorni fa, che riportava la delibera (delibera n. 195 del 17 marzo 2015) e gli atti inerenti il recepimento e la contestuale integrazione dei “Principi di tutela degli equidi” nei regolamenti F.I.S.E..

Per Marco Di Paola questa delibera e i regolamenti annessi non esistono, non hanno valore, non essendo stati applicati in particolar modo dalla gestione federale precedente i dettami circa il divieto di cavalli DPA nei ruoli federali. Sarebbe Lui , Marco Di Paola, il primo a riempire il vuoto normativo, con una soluzione benevola e non discriminante, creata con l’aiuto dei più fidati.

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ph. credits: Marco Proli

Il primo corpus di norme FISE per la tutela dei cavalli risale al 2006, quando il consiglio federale ha stabilito l’iscrizione nei ruoli FISE dei soli cavalli NON DPA. Una norma a tutela dei nostri cavalli, ma anche una tutela FISCALE e di semplificazione SANITARIA per tutti i tesserati. Chi é proprietario di un cavallo destinato al macello (DPA), o chi é prioritario di un centro che ha cavalli DPA, é infatti proprietario o gestore di un animale per la produzione di carni destinate all’alimentazione umana.
Un’identità che non ci appartiene, ma soprattutto che prevede anche la conoscenza e il rispetto di norme che hanno importanti risvolti anche penali. 

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Per chiarezza, la norma FISE sui soli cavalli NON DPA nei ruoli federali é stata rideliberata insieme ad altre dalla gestione commissariale nel marzo 2015, nonché sottoscritta dal Ministero della Salute, dal Comitato Italiano Paralimpico e dal CONI.
É una delle norme federali più osservate, tanto che il 95% dei cavalli iscritti nei ruoli FISE é da tempo NON DPA (dato fornito dal Dipartimento Veterinario FISE e omesso dai comunicati FISE); è stata adottata anche da Enti di Promozione Spotiva come l’ASI, che tuttavia, con consapevolezza e coerenza e a tutela dei tesserati, mantiene la norma e non intende modificarla.
Esistono regioni di grande densità come il Piemonte, o più piccole come la Valle D’Aosta, che non hanno un solo cavallo DPA iscritto nei ruoli federali.

A gennaio 2018, con i rinnovi annuali dei passaporti dei cavalli presso i Comitati Regionali ed una corretta informazione, l’attuale gestione federale di Di Paola avrebbe potuto effettuare i controlli  non ancora posti in essere, così che tutti i cavalli iscritto ai ruoli federali sarebbero diventati  NON DPA; e lavorare ad ulteriori tutela loro e dei tesserati.
Diversamente, Di Paola ha stabilito di cancellare la norma che tutelava i cavalli ma anche i tesserati da multe salate e controlli, oltre che di modificare pericolosamente la nostra identità di entità e soggetti sportivi.

finale

Tasso emozionale altissimo!

#TEO continua e non smetterà mai di dire “NO AI CAVALLI DPA IN FISE”!

 

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Dillo a #TEO.

Dillo a #TEO.

#Teo apre ai suoi lettori con una nuova rubrica: “Dillo a #TEO”.

Chi volesse segnalare o raccontare episodi accaduti sui campi di gara – o fuori – scriva al seguente indirizzo mail:

theequestrianobserver@gmail.com

Sarà nostra preoccupazione verificare, dati alla mano, i fatti segnalati, e, mantenendo l’anonimato dei nostri lettori, ove ne facessero richiesta, fare dei reportage su quegli argomenti.

No ai pettegolezzi, no alle dicerie, no alla delazione gratuita. Solo fatti!

Vi aspettiamo.

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Un “Funzionamento” misterioso per i rimborsi non deliberati. Per i compensi la gestione Di Paola supera di oltre 260.000 euro quella del suo predecessore Orlandi.

Un “Funzionamento” misterioso per i  rimborsi non deliberati. Per i compensi la gestione Di Paola supera di oltre 260.000 euro quella del suo predecessore Orlandi.

I misteri del “Funzionamento“: è il nome di un capitolo di bilancio le cui voci nel dettaglio non sono pubbliche. Una scatola dove trovano spazio – oggi come ieri – quelle spese che non sono riconducibli ad altre aree di bilancio; forse anche un modo per mantenere una certa riservatezza sull’uso di determinate risorse, come alcuni rimborsi, quelli che non vengono deliberati.

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Sarebbe un segno forte di discontinuità da parte del Presidente Marco Di Paola consentire l’emersione del dettaglio del “Funzionamento”, in un’ottica della trasparenza, che finora non c’è stata.

Eppure, nonostante l’assenza di una completa informazione a riguardo, si può affermare che la gestione Di Paola ha speso oltre 260 mila euro in più rispetto a quella Orlandi, per i soli compensi erogati a dirigenti, tecnici e collaboratori.

Ad oggi i costi di alcune nomine non sono stati ancora deliberati (a titolo esemplificativo, non esaustivo, non è stato definito ancora il costo dell’incarico di Mario Giunti, Responsabile del Dipartimento Pony Club – Attività ludica): ciò sta a significare che il gap esistente tra le due gestioni non può far altro che aumentare.

Nell’analisi allegata, che potete visualizzare, cliccando sull’ultima riga di questo articolo, sono stati volutamente esclusi i rimborsi spese, per i seguenti motivi:

  • Alcuni rimborsi vengono deliberati e addebitati al dipartimento di competenza;
  • Altri non vengono deliberati, e/o vengono attribuiti al capitolo di Bilancio “Funzionamento”, non accessibile ai tesserati, e quindi neppure a #TEO.

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Alla luce di ciò, #TEO non sarebbe in grado di fornire ai propri lettori un dato veritiero e corretto: ci riserviamo comunque, al termine del 2017, di quantificare il totale dei rimborsi spese, come emerge dalle delibere, e di portarlo a conoscenza del nostro pubblico.

Per poter attuare il raffronto tra le due gestioni, una (Orlandi) su base annuale e un’altra (Di Paola) su 10 mesi, è stato necessario rendere omogenei gli importi. L’operazione è stata fatta applicando una proporzione del tipo:

1.000 : 10 = x : 12

x = 1000*12/10 = 1.200

dove:

x = l’importo da ricavare su base annuale (compensi gestione Di Paola)

10, 12 = il numero di mesi

1.000 = un semplice numero utilizzato, per poter completare l’esempio

 

Buona lettura!

Di Paola VS. Orlandi: Compensi su base annua a confronto