F.I.S.E. – Giustizia sportiva ad orologeria. Fabrizio Cacace deferito al Tribunale Federale.

F.I.S.E. – Giustizia sportiva ad orologeria. Fabrizio Cacace deferito al Tribunale Federale.
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Guy Fawkes

E’ giunta notizia che l’Avvocato Fabrizio Cacace è stato deferito al Tribunale Federale della FISE perché avrebbe affermato, nel segnalare alla Commissione Federale di Garanzia l’incompatibilità dell’incarico di Presidente della Corte Federale d’Appello – Avvocato Alessandra Bruni –  con lo status di tesserata FISE, che quanto pubblicato da #TEO sull’argomento sarebbe dovuto a fughe di notizie in FISE.

Tale affermazione costituirebbe, a dire del Procuratore Aggiunto, una grave accusa mossa da Fabrizio Cacace alla FISE, senza nessuna prova in tal senso.

Noi di #TEO ci teniamo a ribadire in questa sede che tutto il materiale raccolto sull’argomento e oggetto di pubblicazione proviene da fonti interne alla FISE. E a tutt’oggi l’Innominabile non è ancora riuscito a capire chi sia o siano le talpe. Siamo anche dell’opinione che l’Innominabile non lo capirà mai, anche perché – e questo potremmo annoverarlo negli scoop del giorno – noi stessi non ne siamo a conoscenza. #TEO è una piattaforma “open source”: il regalo che ci hanno fatto i fondatori del blog quando ci hanno lasciato oramai più di un anno fa, è un meccanismo che si è consolidato e perfezionato, per il quale neppure noi ci conosciamo l’un l’altro e utilizziamo il sito per pubblicare in completa autonomia i contenuti di cui abbiamo notizia e che ci arrivano dalle innumerevoli fonti interne che non ci stanno con codesta gestione politica federale.

Le ragioni per le quali Fabrizio Cacace è perseguito sono probabilmente da cercare altrove.

Il deferimento di Fabrizio Cacace prende le mosse da una segnalazione del 13 marzo 2018 che il Presidente della Corte Federale d’Appello – Alessandra Bruni – ha inoltrato direttamente all’Innominabile, piuttosto che alla Procura Federale, come imporrebbe il Regolamento di Giustizia a tutti i tesserati e vieppiù agli Organi di Giustizia che tale Regolamento dovrebbero rispettare e applicare.

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L’Innominabile a sua volta si è assicurato che le laboriose indagini consistenti nel leggere l’esposto di Fabrizio Cacace alla Commissione Federale di Garanzia (indagini che per la loro complessità – leggere un atto difensivo – si sono protratte per otto mesi) fossero affidate all’Avvocato Cristina Varano della Procura Federale, alla quale si era già rivolto per cercare di capire chi ci fosse dietro #TEO.

Il deferimento di Fabrizio Cacace arriva come lo scoppio di una bomba ad orologeria (o lo scoppio della pazienza dell’Innominabile) dopo che l’avvocato:

  1. per conto della Monte Oro ha denunciato la FISE all’Antitrust;
  2. ha fatto annullare dal Collegio di Garanzia del CONI (Decisione n. 68-2018 – ric. 40-2018 – clicca per leggere) le sentenze adottate nei confronti di Paolo Pomponi dal Tribunale Federale e dalla Corte Federale d’Appello che avevano posto a base della sanzione comminata, un fatto diverso rispetto a quello oggetto di contestazione: circostanza che “influisce anche sulla terzietà del giudice, che finisce per assumere un ruolo attivo nella costruzione dell’accusa” (pag. 11 della decisione del Collegio di Garanzia);
  3. ha fatto annullare, con altro collega, dal Collegio di Garanzia del CONI (Decisione n. 2-2019 – ric. 95-2018 – clicca per leggere) le sentenze adottate dal Tribunale Federale e dalla Corte Federale d’Appello nei confronti di un tesserato ASI e FISE;
  4. ha presentato due ricorsi al TAR del Lazio chiedendo il risarcimento per circa euro 300.000,00 per i danni subiti da Paolo Pomponi per effetto delle illegittime determinazioni del Tribunale Federale e della Corte Federale d’Appello;
  5. e non dimentichiamolo, ha sollevato la questione di incompatibilità dell’incarico di Presidente della Corte Federale d’Appello (Alessandra Bruni) con lo status di tesserata FISE.

Ce n’è abbastanza per fare incazzare l’Innominabile che a tutt’oggi – nonostante le sue attività persecutorie, querele, minacce e azioni scomposte nei confronti di tesserati e avvocati – non sa chi ci sia dietro #TEO e soprattutto, oltre a se stesso che è prodigo di fughe di notizie (o di goffi tentativi di divulgare notizie false, per stanare talpe maschi e talpe femmine) non sa chi altri all’interno della FISE fornisca le informazioni a #TEO.

E #TEO è ancora qui, pronto a denunciare fatti e misfatti di codesta Dirigenza federale, che ha fatto della tattica “panem et circenses” la strategia politica primaria, e che sta progressivamente affossando il comparto equestre con scelte e programmazione più che discutibili.

gf

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Di Paola sospende Cesare Croce con delibera d’urgenza. Ma era proprio necessario?

Di Paola sospende Cesare Croce con delibera d’urgenza. Ma era proprio necessario?

“…il Presidente federale – con delibera d’urgenza – ha sospeso gli incarichi conferiti a Cesare Croce nell’ambito della Federazione…”

Il Regolamento di Giustizia FISE stabilisce (art. 60) – in attuazione a quanto previsto dal Codice di Comportamento sportivo del CONI (art. 11) – che è il Tribunale Federale, su segnalazione del Procuratore Federale, l’organo competente a disporre la sospensione in via cautelare di coloro che, componenti di Organi federali o di Organismi rappresentativi delle società affiliate, siano stati condannati, ancorché con sentenza non definitiva, per specifici delitti o che siano stati sottoposti a misure di prevenzione o di sicurezza personale. In tali casi, il provvedimento del Tribunale Federale è meramente ricognitivo delle situazioni di fatto e i soggetti interessati dai suddetti provvedimenti provvedono a comunicare alla Federazione l’esistenza o la sopravvenienza di tali situazioni e a fornire alla stessa ogni chiarimento richiesto.

Contro il provvedimento di sospensione eventualmente emesso dal Tribunale Federale e comunicato alla parte interessata, è ammesso ricorso alla Corte Federale di Appello.

Le procedure indicate nell’articolo 60 del Regolamento di Giustizia servono a garanzia delle cariche indicate (componenti di Organi federali o di organismi rappresentativi delle società affiliate). Nel caso di Cesare Croce non è stata applicata alcuna forma di garanzia, nè risultano essere stati coinvolti gli Organi di Giustizia federale (né tantomeno il Consiglio, né la Consulta federale). Ha deciso il Presidente pro tempore Marco Di Paola con una delibera di urgenza – vero e proprio atto di imperio, in questo particolare caso addirittura fuori dalle competenze del Presidente (rif. art. 27 Statuto Federale) – senza attendere neppure 24 ore dai fatti accaduti per esaminare la situazione, e senza dare la possibilità a Cesare Croce di dimettersi spontaneamente o di autosospendersi attraverso l’azione dei suoi legali.

Lo Statuto FISE, al comma 9 dell’articolo 27, stabilisce che “Il Presidente federale può adottare delle deliberazioni SOLO in casi di ESTREMA URGENZA” e ha “l’obbligo di sottoporre le decisioni assunte a ratifica del Consiglio federale, nella sua prima riunione utile.”.

Non è chiaro tuttavia quale sia stata l’ESTREMA URGENZA che ha consentito a Di Paola di disporre la sospensione degli incarichi conferiti nell’ambito della Federazione a Cesare Croce, “Responsabile del Dipartimento Dressage” come indicato nel comunicato stampa della FISE.

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Il Dipartimento Dressage e le attività ad esso connesse constano infatti di molteplici figure: un Direttore Sportivo, un Consigliere federale referente, una Commissione Dressage, gli uffici federali, etc. e l’assenza di Croce, almeno nell’imminenza, non risulta compromettere la situazione.

Per quanto riguarda il ruolo di Show Director dello CSIO di Roma Piazza di Siena, esso non sembra essere stato conferito a Cesare Croce dal Consiglio federale, bensì dal Comitato Tecnico di Gestione del concorso di cui Croce è anche membro (delibera n. 333 del 9 aprile 2018).

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In ogni caso, il concorso prevede, come da programma approvato dalla FEI e pubblicato, diverse figure di coordinamento oltre a Croce, prima fra tutte un Event Director, tenute ad assicurarne la corretta gestione. A conferma di ciò, alla data odierna, risulta assente dal programma ufficiale di Piazza di Siena sia il nome di Cesare Croce che il ruolo di Show Director.

Dunque, anche in riferimento al ruolo di Show Director di Piazza di Siena non risulterebbe alcuna “estrema urgenza” che motivi una delibera del Presidente federale.

Restiamo in attesa di rettifiche da parte degli organi competenti al fine di contribuire e sostenere la Federazione, fornendo risposte ai tanti tesserati che le pongono:

  • Perché una delibera d’urgenza per sospendere Cesare Croce dagli incarichi federali?
  • Perché il Presidente, avocando a sé una funzione che non gli compete, ha disposto tale sospensione?
  • A quali norme federali ha fatto riferimento il Presidente, all’atto della “sospensione presidenziale d’urgenza” di Cesare Croce dagli incarichi?

Ricordiamo al Presidente pro tempore Marco Di Paola (sappiamo che è un nostro affezionato lettore) che il prossimo Consiglio Federale è stato convocato tra 18 giorni (l’11 giugno), ma la maggioranza dei Consiglieri Federali sarà a Piazza di Siena. Qualora fosse necessaria una riunione di consiglio per decisioni urgenti (il termine di convocazione diventa di 3 giorni), è ancora possibile convocarla.

Noi di #TEO speriamo vivamente che la situazione venga chiarita, perchè se lo stato dell’arte rimanesse quello attuale, il messaggio che trapela – in maniera peraltro forte – dal comunicato stampa della F.I.S.E. non sembra essere altro che una ferma presa di distanza di Di Paola da un uomo, Cesare Croce, che oltre ad essere stato il Presidente più longevo della F.I.S.E., è stato un elemento fondamentale della campagna elettorale di Di Paola stesso…un uomo, che fino a prova contraria non è al momento attuale stato giudicato colpevole in alcun grado di giudizio.

tl

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ph. credits: ©tuttodressage.it

 

 

Vero che…? – Caso Sareni: Procura Federale (e Procura Generale dello Sport) contro Corte Federale d’Appello.

Vero che…? – Caso Sareni: Procura Federale (e Procura Generale dello Sport) contro Corte Federale d’Appello.

E’ del 27 aprile la notizia, apparsa sul sito web del CONI, che la Procura Generale dello Sport presso il CONI e la Procura Federale F.I.S.E. hanno presentato ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport (CONI) nei confronti del tesserato F.I.S.E., Paolo Sareni, contro la decisione della Corte Federale d’Appello F.I.S.E..

Di seguito la notizia, così come pubblicata sul sito del CONI, in cui viene annunciato l’imminente scontro “fratricida” tra Procura F.I.S.E. e Corte Federale d’Appello F.I.S.E.. Scontro impari, a nostro parere, visto che la procura federale è affiancata dalla Procura Generale dello Sport; ma in diversi casi noi di #TEO abbiamo imparato che non bisogna dare nulla per scontato.

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Cliccando sulla dicitura sottolineata qui sotto, è possibile consultare la sentenza Sareni, oggetto del contendere, nel cui merito non entriamo.

30-03-2018 Sentenza Procedimento dappello N. R.G. CAF 2_18 RG 32_17

  • Vero che con decisione del 14 febbraio 2018, Paolo Sareni, Monica Giudici ed Emanuele Dora vengono condannati dal Tribunale Federale rispettivamente alla sospensione per tre mesi e al pagamento della sanzione di € 5.000 (Giudici e Dora)?

[Cliccando sulla scritta sottolineata di seguito, è possibile consultare la sentenza del Tribunale Federale: 16-02-2018 Provvedimento Trib. Fed. NRG 32_17 PA 40_17]

VERO

  • Vero che la Corte Federale d’Appello, con provvedimento del 26 marzo 2018 (pubblicato il 30 marzo sul sito federale) assolve Sareni, Giudici e Dora?

VERO

  • Vero che il Presidente della Corte Federale d’Appello responsabile della sentenza in oggetto è Alessandra Bruni?

VERO

  • Vero che è la seconda volta dall’inizio dell’anno che una decisione della Corte Federale d’Appello presieduta da Alessandra Bruni finisce davanti al Collegio di Garanzia del CONI.

VERO

Al solito attendiamo fiduciosi (e curiosi) l’evolversi della situazione.

tl

Di Paola VS Di Giuseppe – Il giustizialismo forzato di un Presidente pro tempore.

Di Paola VS Di Giuseppe – Il giustizialismo forzato di un Presidente pro tempore.

Ha fatto molto scalpore – sui social e non solo – la delibera n. 87, approvata dal Consiglio Federale il 19 febbraio scorso: delibera con la quale il Consiglio Federale conferisce incarico all‘avvocato Angelo Clarizia di “ATTIVARE IL PROCEDIMENTO DI CUI ALL’ART. 7 REG. DEL GARANTE DELLO SPORT”, nei confronti della Consigliere Eleonora Di Giuseppe.

delibera 87

Non è questa la sede per entrare nel merito della vicenda che ha visto Eleonora Di Giuseppe esporsi in prima persona, sostenendo strenuamente la campagna contro l’iscrizione dei cavalli Destinati alla Produzione Alimentare nei ruoli federali; campagna che anche #TEO ha appoggiato e promosso.

A noi interessa sottolineare le criticità e anche le “stranezze” di questa delibera, atto  pubblico e – a parer nostro – vessatorio del Presidente pro tempore Marco Di Paola  – e dei 9/10 del suo Consiglio – nei confronti della Consigliere Eleonora Di Giuseppe.

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Procediamo con ordine.

  • Il Consiglio Federale conferisce l’incarico all’oggetto della delibera n. 87 al Professor Avvocato Angelo Clarizia: è stato selezionato dalla dirigenza federale il padre dell’Avvocato Paolo Clarizia, componente del Tribunale Federale della F.I.S.E..

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  • il Professor Avvocato Angelo Clarizia, “temuto nelle aule di tribunale, conosciutissimo dove conta a Roma come a Milano, noto (suo malgrado) anche alle cronache.” (rif. Il Fatto Quotidiano, 1 febbraio 2018) è uno dei due sub-commissari della F.I.G.C.: uomo di Malagò, Professore Ordinario di Diritto Amministrativo alla Sapienza di Roma e avvocato di altissimo profilo: averlo coinvolto in codesta questione è un segnale molto forte da parte della dirigenza, per far comprendere che non vuole fare “sconti” ad Eleonora Di Giuseppe;

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  • Così recita la delibera n. 87, esauriti i numerosi CONSIDERATA: “VISTO il codice di comportamento sportivo ed il Regolamento del Garante del Codice di Comportamento Sportivo e considerato che il Consiglio Federale ritiene corretto effettuare un esposto ai sensi dell’Art. 7 del Regolamento del Garante del Codice di Comportamento Sportivo, per VALUTARE i comportamenti tenuti da Eleonora Di Giuseppe [IL CONSIGLIO FEDERALE] DELIBERA di dare mandato professionale al Prof. Avv. Angelo Clarizia per attivare nei confronti di Eleonora Di Giuseppe il procedimento di cui all’art. 7 del Regolamento del garante dello Sport………”

L’articolo 7 del Regolamento del Garante del Codice di Comportamento Sportivo citato in delibera – e riportato qui di seguito – esplica come si concretizza l’avvio del procedimento su denunzia.

Potete leggere in versione integrale il Regolamento, cliccando sulla dicitura che segue: Regolamento C.C.S.

art. 7

Dalla lettura dell’articolo 7, si evince chiaramente che in F.I.S.E. qualcuno ha fatto un po’ di confusione. Legittimato ad attivare il Garante è l’affiliato o il tesserato ad un Organismo sportivo (F.I.S.E. nel nostro caso), non l’Organismo sportivo stesso.

Il Garante si attiva sollecitando l’Organismo sportivo ovvero la Federazione ad adottare provvedimenti nei confronti dei tesserati sui quali è stata fatta segnalazione.

Il Garante può adottare provvedimenti diretti solo nei confronti degli organi del CONI.

In pratica, con la delibera n. 87 del 19 febbraio ultimo scorso, il Presidente Marco Di Paola e i suoi fedelissimi nove Consiglieri, incaricano e pagano il padre di un componente il Tribunale Federale F.I.S.E. (non si configura conflitto di interesse, ma non è la prima volta che questa dirigenza coinvolge in incarichi genitori/figli di figure endofederali) di  “andare” dal Garante, per farsi dire che la Procura Federale F.I.S.E. deve agire nei confronti della Di Giuseppe.

Agisse la Procura Federale

e deferisse al Tribunale che è l’unico competente.

O forse il Presidente non ha una levatura politica tale da assumersi la responsabilità – unitamente al suo Consiglio – di deferire Eleonora Di Giuseppe, e va a chiedere la benedizione del Garante?

Noi non possiamo che stare a guardare, ma, nel caso in cui Eleonora Di Giuseppe avesse la meglio, molto probabilmente, sarebbero Marco Di Paola e i suoi Consiglieri a doversi porre qualche domanda sul loro futuro politico.

gf

 

Caso Alessandra Bruni – La strana storia di Fabrizio Cacace.

Caso Alessandra Bruni – La strana storia di Fabrizio Cacace.

Correva l’anno del Signore 2015, e il giorno 23 del mese di Marzo, a primavera appena iniziata, il Commissario Straordinario, Gianfranco Ravà, provvedeva con la delibera n. 215 a nominare come componente effettivo del Tribunale Federale F.I.S.E.  l’Avvocato Fabrizio Cacace.

L’Avvocato, fresco di nomina, scrisse la dichiarazione che alleghiamo per conoscenza, in cui riportava di non avere alcun tipo di rapporto (di lavoro subordinato, o patrimoniale, o associativo etc.) con la F.I.S.E., salvo essere tesserato presso un Centro Ippico; Cacace proseguiva nell’esposizione, sostenendo di ritenere la propria posizione inidonea a compromettere la sua indipendenza in quanto organo di giustizia federale.

CACACE

Il Neo Presidente Vittorio Orlandi, con una istanza successiva datata 20 Aprile 2015, richiese alla Commissione Federale di Garanzia, presieduta dall’Avvocato Giorgio Sbarbaro, di “procedere agli opportuni accertamenti volti a stabilire la compatibilità dell’incarico con la posizione di tesserato.”

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L’Avvocato Fabrizio Cacace è stato di(s)messo dagli Organi di Giustizia Federale. Ciò a significare che la Commissione Federale di Vigilanza (e il Procuratore Federale) ha ritenuto che la sua posizione di tesserato fosse incompatibile con quella di componente del Tribunale Federale, nel pieno rispetto delle normative e regolamenti federali, e nel rispetto del principio di TERZIETA’ degli organi di giustizia.

  • L’Avvocato Alessandra Bruni è stata nominata Presidente della Corte Federale d’appello il 5 Maggio del 2017, unica new entry negli organi di giustizia federale;
  • L’Avvocato Alessandra Bruni è tesserata in F.I.S.E. sia con patente ludica, che come proprietaria;
  • Alessandra Bruni è madre di due giovani amazzoni, Ludovica e Costanza, entrambe tesserate F.I.S.E.;
  • Ludovica Manzoli, la prima figlia,  monta nelle fiamme azzurre ed è stata beneficiaria di una delle borse di studio F.I.S.E. accordate per la disciplina del completo;
  • Costanza Manzoli, la seconda figlia, monta presso la Scuderia C & G (“C” sta per Cianfanelli, e “G” sta per Girardi) strutture di proprietà del Direttore Sportivo della F.I.S.E., Francesco Girardi, Maresciallo dell’aeronautica militare.

La Commissione Federale di Garanzia (resta in carica 6 anni), presieduta dall’Avvocato Giorgio Sbarbaro, è la stessa che durante la gestione Orlandi, nel 2015, “lasciò a casa” l’Avvocato Fabrizio Cacace, dichiarando la sua incompatibilità con la carica di giudice federale, in quanto tesserato F.I.S.E..

#TEO, a questo punto, si chiede come mai l’Avvocato Bruni continui imperterrita a presiedere la Corte d’Appello Federale, e non sia stata ancora invitata a farsi da parte, così come tre anni fa venne fatto con l’avvocato Cacace. Noi di #TEO, tra l’altro, siamo portati a pensare che, senza per nulla dubitare dell’altissimo profilo dell’avvocato Bruni, costituiscano “aggravanti” rispetto al caso Cacace i tesseramenti in F.I.S.E. di entrambe le figlie (una è anche nelle fiamme azzurre), la borsa di studio F.I.S.E. assegnata alla figlia Ludovica, e il fatto che la seconda figlia monti nel centro ippico di proprietà del Direttore Sportivo, Maresciallo Francesco Girardi. Perdiamo veramente di vista il concetto di terzietà.

COSA E’ CAMBIATO?

E che ne è stato dell’Avvocato Fabrizio Cacace, nel frattempo? L’Avvocato Cacace è diventato Presidente della Corte Federale d’Appello della Federazione Tiro con l’Arco, salvo essere sostituito pochi giorni fa alla Presidenza da una nostra conoscenza di lunga data: l’Avvocato Alessandra Bruni. Potete verificare la notizia, cliccando su questo link, ma al solito #TEO vi riporta lo screenshot, per conoscenza.

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Probabilmente, tra i due esiste una questione karmica, che prende le mosse dalla notte dei tempi…oppure il Segretario Generale della FITARCO, il dottor Gavino Marcello Tolu,  membro tra l’altro della commissione per la scelta degli atleti delle fiamme azzurre…ma no…questa è un’altra storia…

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Dillo a #TEO – Provvedimento Trib. Fed. NRG 16/17 (Proc. P.A. 10/17)

Dillo a #TEO – Provvedimento Trib. Fed. NRG 16/17 (Proc. P.A. 10/17)

Una vicenda dai contorni al limite del grottesco, con un epilogo – la sentenza del Tribunale Federale del 30 ottobre scorso – che pare una assoluzione, per la ridicola pena comminata al tesserato Paolo Pomponi: un mese di sospensione e 1.000 euro di multa.

Ma vediamo i fatti, in breve.

Il cavaliere, già in forza nella Polizia di Stato, Paolo Pomponi – agendo in nome e per conto della società di commercio cavalli di famiglia, la J&J Horses s.r.l. – vende il cavallo CERTAGEN ai tesserati Antonio e Chiara Vanoli, per un importo complessivo della trattativa di 51.000 euro.

Omettiamo i dettagli – veramente rocamboleschi – della vicenda, che il lettore può ricavare dalla lettura della sentenza, che alleghiamo per conoscenza qui sotto:

31-10-2017 Provvedimento Trib. Fed. NRG 16_17 PA 10_17

In realtà il cavallo non era CERTAGEN, bensì ANTONOV 3.

La Società J&J HORSES srl, il giorno seguente la trascrizione del passaggio di proprietà del cavallo Antonov 3 all’anagrafe equina a proprio nome, avrebbe poi provveduto ad iscrivere alla FISE il cavallo Certagen con il n.25450G, usando il passaporto di ANTONOV 3 dal quale era stato materialmente modificato ed eliminato il riferimento al nome originario del cavallo e sostituito con il nome di Certagen. Dagli atti di indagine risultava, altresì, che il cavallo Antonov 3 avesse già partecipato in Italia a diverse manifestazioni con diversi cavalieri, sebbene i risultati dello stesso non fossero mai stati inviati alla FISE per la registrazione in banca dati.”

“In particolare veniva riscontrata, a seguito di una verifica all’APA, la cancellazione e l’ apposizione sulla copertina, con un pennarello, del nuovo nome del cavallo, manomissione reiterata all’interno del passaporto a pagina 2. Il passaporto riportava, inoltre, la pagina 16 strappata e resa illeggibile, dalla quale presumibilmente poteva riscontrarsi il nome originale del cavallo così come iscritto all’anagrafe tedesca e, quindi, corrispondente al nome di Antonov 3. Dal documento, inoltre, venivano eliminate le parti relative all’indicazione dei precedenti proprietari e nello specifico la Spring Stal srl e il sig. Marco Accardo. L’attività di vendita e trasferimento di soggetto in soggetto del cavallo Antonov 3, infatti, trae origine proprio dal sig. Marco Accardo. Lo stesso Accardo cedeva il cavallo Antonov 3 prima al sig. Nicolò Borelli (tesserato FISE con tessera n.006962/E) il quale a sua volta lo consegnava a Penalosa Andres ( tesserato FISE con tessera n.004170/G) che, successivamente, lo vendeva alla J&J Horses per il tramite e l’operato attivo del Pomponi.”

Paolo Pomponi viene sospeso per 30 giorni “da ogni carica o incarico sociale o federale, inclusa la qualifica di istruttore, tecnico, operatore tecnico, ufficiale di gara” e condannato a pagare una ammenda di 1.000 euro.

Evidentemente, stante il giudizio del Tribunale Federale, ci sono motivazioni legali validissime (?), e la difesa di un ottimo avvocato, l’avvocato Vincenzo Giardino – uno dei nomi che contano nel panorama forense sportivo – per dare una pena così ridotta al tesserato Paolo Pomponi.

1 mese e 1.000 euro.

Pare che etica e giustizia non vadano nella stessa direzione.

Manomettere documenti, strapparne pagine, falsificare nomi di cavalli e ingannare dei clienti è costato solo 1.000 euro. Si può fare, se il cavallo ne ha portati in cassa 51.000.